Dintorni di Terni

Dintorni di Terni 

 

San Gemini

Narni

Amelia

Spoleto
Todi

Cascia
Foligno
Acquasparta
Arrone
Giove

Dopo aver visitato la città degli innamorati si possono ammirare i dintorni di Terni. Località colme di bellezze artistiche, storiche. Le magnificenze dei dintorni di Terni offrono infinite possibilità di ammirare siti di valore e di importanza internazionale.

San Gemini

A poco più di una decina di chilometri da Terni si trova San Gemini una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa venti minuti. È una cittadina affascinante grazie anche alla stupenda natura che la circonda e che caratterizza il tipico paesaggio umbro. È naturalmente rinomata per le sue importanti sorgenti di acqua minerale. Per secoli l’acqua minerale San Gemini ha goduto di una reputazione consolidata per le sue proprietà salutari. Il centro termale dispone di strutture sportive ed è impreziosito da una serie di monumenti medievali che si trova nei suoi pressi. Il borgo di San Gemini si trova su un paesaggio collinare punteggiato da torrenti e valli, sorto nel luogo nel quale vi era un insediamento Romano...Continua a leggere: San Gemini

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Narni

A poco più di una decina di chilometri da Terni si trova Narni una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa venti minuti. Questa piccola città dell’Umbria meridionale può essere veramente detta il cuore d’Italia in quanto è la città più vicina al centro geografico. Narni era originariamente chiamata Nequinium, ma divenne Narnia quando fu nel 299 conquistata dai Romani, divenendo una importante località lungo la via Flaminia. Alla caduta dell’impero venne saccheggiata nel VI secolo dai Goti di Totila. Successivamente divenne gastaldo Longobardo. Nel 726 fu donata alla chiesa, poi ripresa dai longobardi per poi essere di nuovo ceduta. Nel 1112 si ribellò al papa Pasquale e nel 1167 a Federico I Barbarossa e nel 1174 venne saccheggiata da Cristiano arcivescovo di Magonza, cancelliere dell’imperatore. Nel 1242 si alleò con la chiesa e con Perugia contro l’imperatore. Nel 1373 fu infeudata agli Orsini. Successivamente venne occupata dal re di Napoli Ladislao di Durazzo. Nel 1409 tornò in mano agli Orsini. Nel 1527 fu saccheggiata dai Lanzichenecchi di ritorno dal sacco di Roma. Fu poi inglobata allo Stato Pontificio. A Narni nacquero l’imperatore romano Marco Cocceio Nerva e il famoso condottiero Erasmo detto il Gattamelata che divenne capitano della Repubblica di Venezia. Sulla vivace Piazza Garibaldi, che ha una forma irregolare in quanto era originariamente una piscina romana, si affaccia il Duomo di Narni dedicato a San Giovenale che è il patrono della città. La sua facciata conserva ancora il suo aspetto risalente al XIII secolo con i suoi tre ingressi frontali. È anche possibile vedere alcune delle trasformazioni realizzate dai Maestri Lombardi nei secoli XIV e XV, che rielaborarono parte della cattedrale. Il monumento ai Santi Giovenale e Cassio, ricostruito nella sua forma attuale alla metà del XVII secolo, è visibile nella quarta navata a destra. Piazza dei Priori è il cuore dell’antica città romana e medievale di Narni. La piazza ha un interessante portico e una loggia che vennero progettati da Matteo Di Giovannello detto Gattapone, il quale ha anche progettato il Palazzo Podestà, edificio risalente al XIV secolo, che è oggi la sede del Comune. All’interno di questo palazzo severo e dalla mole imponente si trova anche un importante Biblioteca dove sono conservati preziosi volumi risalenti al XV secolo. Vi sono anche alcuni reperti romani e medioevali. Di rilevanza la serie di affreschi realizzati da Benozzo Gozzoli. Oltre alla Torre Civica sulla piazza e nei suoi pressi si possono anche vedere il Teatro Municipale XIX secolo e la Chiesa di San Francesco che è, invece, risalente al XIII secolo. La chiesa è in stile romanico, ma contiene anche alcuni elementi gotici. Molto interessanti gli affreschi conservati al suo interno. In Piazza XII Giugno si trova la Chiesa, ora sconsacrata di San Domenico del XII secolo, eretta probabilmente sui resti di un tempio romano. È da qui che si può accedere per visitare la Narni sotterranea, dove vi sono interessantissimi reperti di una chiesa romana con incantevoli affreschi che sono sopravvissuti nel tempo. È in questi luoghi che i frati domenicani imprigionavano e torturavano i prigionieri durante la Santa Inquisizione. Nei pressi di Porta delle Fiere si trova la casa del Gattamelata. Da visitare anche la Chiesa Santa Margherita del XVII secolo che conserva importanti affreschi degli Zuccari. L’imponente Rocca risalente al XV secolo ed eretta da Gattapone domina Narni. All’interno di Palazzo Eroli, invece, si trova l’interessantissimo Museo della Città. È anche da segnale che il famoso libro scritto da Lewis, Le cronache di Narnia, è un chiaro riferimento al nome della città di Narni. Da una lettura attenta del libro si potrà poi anche scoprire che l’autore ha utilizzato varie citazioni prese dalla Historiae di Livio, dagli Annali di Tacito e dalla Storie Naturali di Plinio il Giovane.

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Amelia

A poco più di una ventina di chilometri da Terni si trova Amelia una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa trenta minuti. L’antica cittadina umbra di Amelia si trova in una zona collinare a circa 400 metri di altezza, circondata da variopinte, luminose, ondulate colline, che dolcemente declinano in direzione del biondo Tevere, ricoperte da secolari lecceti e da una splendida macchia mediterranea. Secondo la tradizione l’antica Ameria, così era chiamata Amelia, sarebbe stata fondata nel XII secolo a.C. Fu un centro fortificato in epoca Umbra ed Etrusca. Nel I secolo a.C. divenne municipio Romano. Fu saccheggiata durante le invasioni barbariche. Nel 548 fu quasi distrutta dai Goti di re Totila. Fu aggregata al territorio della Chiesa nel 726 dal pontefice Gregorio II. Successivamente fu occupata dal re longobardo Liutprando e ripresa dalla chiesa nel 742. Nel XII secolo divenne libero comune. Nel 1307 si diede definitivamente allo Stato Pontificio. Il vescovo Amerino Graziani vi tenne un sinodo. Amelia venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1832. La città è circondata da possenti mura poligonali. Le sue chiese e i vari palazzi testimoniano l’importanza che Amelia rivestiva nei secoli XVI e XVII. La Chiesa di San Francesco, risalente alla fine del XII secolo, venne poi ricostruita nel XVI e XX secolo. La chiesa ha uno stile tardo romanico con influssi gotici. La facciata è realizzata in blocchi di travertino, e il campanile fu ricostruito nel XX secolo. La Chiesa di Sant’Agostino risalente al XIII secolo ha subito nel tempo numerosi interventi di restauro. Inizialmente la chiesa era dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Durante il XV secolo fu eretto il campanile. Tra il XV e il XVI secolo venne eretta la cantoria e degli archi che andarono a sacrificare una cappella che oggi è sconsacrata. Un nuovo rifacimento venne effettuato nel XVIII secolo con le finestre che vennero rialzate. L’ultima ristrutturazione venne effettuata dai salesiani nel 1942. L’interno della chiesa presenta una classica planimetria a croce latina. Al suo interno sono conservate le tombe della nobile famiglia Geraldini come il sepolcro di Matteo ed Elisabetta opera dello scultore fiorentino Agostino di Duccio. Interessante anche è l’organo opera di artigiani tedeschi. Il Duomo fu realizzato nella seconda metà del IX secolo. Nel XVII secolo fu gravemente danneggiato da un incendio e, quindi, ricostruito in stile Barocco. La facciata in mattoni è rosa, mentre al suo interno sono conservate rilevanti opere d’arte, come ad esempio dipinti realizzati da Federico Zuccari e da Giovanni Francesco Perini. Nel Duomo di Amelia si conserva una colonnetta alla quale sarebbe stata legata Santa Fermina, la patrona della città. Inoltre si trovano anche due stendardi turchi conquistati durante la battaglia di Lepanto del 1571. La Chiesa di Sant’Agostino fu consacrata nel 1288. Ha una facciata romanico - gotica e un portale decorato con fregi e bassorilievi allegorici, mentre nella lunetta si trova un affresco di scuola senese e risalente al XIV secolo. L’interno si presenta con una navata unica è ha vari interessanti dipinti, tra cui una rilevante opera del Pomarancio, una pala d’altare raffigurante la Vergine Immacolata e Santi. Vi è anche un prezioso organo del 1841 e in sacrestia e sotto l’abside vi sono tracce di affreschi del XIV secolo. La Chiesa e Monastero di San Magno risale al 1200. All’interno della chiesa si trova un organo di grande valore. La sua particolarità è data dal fatto che è uno strumento monacale, cioè destinato ad essere suonato da religiosi votati alla clausura, come appunto accade in questa chiesa. La soluzione che venne adottata per la quale è ancora oggi studiata ancora oggi da organologi e da organisti, è che una tastiera si trova in cantoria, mentre la seconda è stata collocata al piano della chiesa. La genialità del sistema è nel fatto che la seconda tastiera ed i relativi comandi dei registri funzionano a distanza di oltre due metri. Nella chiesa di trova anche un prezioso dipinto attribuito a Marcantonio Grecchi. Il Museo di Amelia è di grande importanza e di notevole interesse. Custodisce preziosi oggetti e rilevanti reperti archeologici come ad esempio delle statuette votive del IV secolo a.C. Oltre ad avere numerose chiese la città ha anche vari importanti palazzi. Il Palazzo Geraldini si trova nella parte alta della città. Fu innalzato sulle rovine di edifici di origine romana, in parte visibili sul lato est, impiegando gli ambienti e le strutture come base. L’interno del palazzo è costituito da cinque stanze con affreschi di notevole interesse della fine del XVII secolo attribuiti a Taddeo e Federico Zuccari e alla loro scuola. Un appartenente di questa importante famiglia, Alessandro Geraldini, fu al servizio presso la corte di Spagna, e fu confessore della regina Isabella. Aiutò anche Cristoforo Colombo ad ottenere le tre navi per il viaggio che permise al famoso navigatore di scoprire l’America. Alessandro Geraldini divenne poi vescovo di Santo Domingo dove morì nel 1524. Palazzo Venturelli si trova nel centro storico di Amelia dove si possono ammirare notevoli mosaici del II secolo d.C. realizzati con tessere bianche e nere disposte in disegni geometrici e stilizzati con motivi floreali. Di particolare bellezza è la decorazione con i telamoni, figure maschili con un supporto di strutture murarie, scene allegoriche e vedute di Amelia. Il Palazzo Petrignani fu costruito nel XVI secolo in stile rinascimentale. Venne costruito da Fantino Petrignani, una figura nota nella Curia papale, ed era anche sotto la protezione di papa Gregorio XIII. L’imponente facciata in mattoni è suddivisa in quattro livelli separati da barre orizzontali in pietra. Il piano principale dispone di sette camere e vi sono anche numerosi dipinti risalenti alla fine del XVI secolo con soggetti storici, allegorici e biblici. Di particolare rilievo sono gli affreschi che si trovano nella Sala dello Zodiaco. Altrettanto importante è il Palazzo Farrattini, che è stato costruito tra il 1520 e il 1525 per volere di Bartolomeo Farrattini e progettato da Antonio da Sangallo il Giovane. Si caratterizza per la sua facciata realizzata in forma geometrica e il portale è delimitato da un rivestimento in pietra. Il piano principale è composto da sei camere, di cui una nota come la Stanza degli imperatori, e un’altra come quella del cardinale, in cui le pareti sono ricoperte con un prezioso tessuto di damasco rosso, e vi si trova anche un raro lampadario del XVII secolo. Anche il Palazzo Boccarini fu la residenza di una importante e illustre famiglia che si stabilì a Amelia verso la fine del XIII secolo. Fu la sede del governatore pontificio. Di particolare interesse è il cosiddetto Salone Amerino, con meravigliosi affreschi attribuiti a Livio Agresti, l’ultimo artista manierista del XVI secolo e raffiguranti scene tratte dalla storia e dalla mitologia. Il Palazzo Cansacchi venne costruito su una base di mura romane, le quali sono ancora riconoscibili in alcuni punti. Ha una torre quadrata e finestre rettangolari con una banda in travertino. Il cortile ha una collezione di frammenti di lapidi. A circa 7 chilometri di distanza si trova la famosa villa romana di Poggio Gramignano.

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Spoleto

A poco più di una trentina di chilometri da Terni si trova Amelia una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa quaranta minuti. Abitata in epoca preistorica, furono gli Umbri a fondare la città, che dopo la battaglia di Santino passo sotto i Romani, che nel 241 fondarono la colonia Spoletium la quale rimase sempre fedele a Roma. Nel 271 fu assediata da Cartaginesi di Annibale dopo la battaglia del Trasimeno. La città resistette e i cartaginesi furono costretti a ritirarsi. Il re Goto Teodorico la abbellì, come pure il generale Bizantino Belisario. Nel 545 venne conquistata dal goto Totila per poi essere di nuovo conquistata da Belisario. Fu città Longobarda, venne occupata dai Franchi. Nel 1198 fu aggregata alla Chiesa. Il 17 settembre del 1860 entrarono le truppe sabaude al comando del generale Brignone. Spoleto è una città ricca di monumenti, chiese e palazzi storici. Il Duomo di Spoleto dedicato a Santa Maria Assunta risale al XII secolo e venne edificato sulle rovine dell’antica cattedrale di Santa Elia distrutta da Federico I Barbarossa nel 1155. Venne consacrato nel 1198 da papa Innocenzo III. L’attuale facciata è stata completata nei primi anni del XIII secolo, mentre la torre risale al XII secolo e il portico venne aggiunto alla fine del XVI secolo. Sulla facciata, oltre al rosone centrale, ci sono anche notevoli mosaici in stile bizantino con il Cristo benedicente in trono tra la Vergine e San Giovanni Evangelista. L’interno della chiesa è di stile Barocco, con mosaici sul pavimento della navata centrale e l’abside in stile romanico. All’interno della chiesa sulla destra, si trova la Cappella Eroli, con un affresco del Pinturicchio. Lungo corso Mazzini si trova il Teatro Romano, costruito nel I secolo d.C. e oggi utilizzato per concerti e balletti. La Chiesa di San Ansano venne completamente ricostruita alla fine del 1700. L’interno della chiesa è a navata unica con una serie di affreschi, tra cui il Bambino Madonna, opera tarda di Giovanni di Pietro allievo del Perugino. Sotto la chiesa si trova la cripta di San Isacco. Venne costruita tra l’XI e il XII secolo e ha tre navate con volte a crociera sostenute da colonne e capitelli risalenti all’VIII e IX secolo. Sulle pareti e sull’abside vi sono importanti resti di affreschi del XII secolo con scene della vita di San Isacco. All’esterno della chiesa sono visibili i resti di un tempio romano risalente al primo secolo d.C. Accanto alla chiesa di San Ansano c’è l’Arco di Druso e Germanico. Questo è stato realizzato nel 23 d.C. in onore di Druso Minore e Germanico, il figlio di Tiberio e venne costituito con blocchi di pietra squadrata con alcuni elementi decorativi. In Piazza Garibaldi si può vedere Chiesa romanica di San Gregorio Maggiore dell’XI secolo. All’interno la chiesa si presenta a tre navate e conserva affreschi risalenti all’XI secolo. Sopra ai tre archi di stile romanico si trovano i frammenti di un affresco dipinto nei primi anni del XIV secolo e attribuito a Giovanni di Corraduccio. Non lontano dalla chiesa di San Gregorio si trova l’Anfiteatro romano del II d.C. I resti più antichi delle mura fortificate di Spoleto si trovano nella parte alta della città. Lo strato inferiore della parete è costituito da grandi blocchi poligonali di calcare, risalente al IV secolo a.C., quindi, eretti prima dell’arrivo dei romani. La parte centrale è formata da blocchi quadrati e comprende i resti di una torre di avvistamento, risalente alla fondazione della colonia nel 241 a.C. Lo strato superiore, di blocchi più piccoli, è stato aggiunto nella seconda metà del primo secolo a.C. Le mura medievali che circondano la base della collina della città sono ben conservate. Fuori dalle mura medievali si trova la chiesa più antica di Spoleto. La Basilica di San Salvatore è risalente al IV secolo ed è il più importante monumento paleo - cristiano d’Italia. La facciata della basilica ha tre portali riccamente decorati, mentre l’interno è a tre navate, divise da colonne doriche. Nel presbiterio ci sono alte colonne corinzie che sostengono una cupola. L’abside principale è circolare, affiancato da due absidi laterali quadrati. La Chiesa di San Ponziano, il santo patrono della città, venne costruita in stile romanico nel XII secolo. L’interno è a tre navate e tre absidi. Da vedere anche la Chiesa di San Pietro, che risale al V secolo. La facciata, con tre portali e tre rosoni, è caratterizzato da vari pannelli scolpiti con bassorilievi nei ​​quali sono rappresentati vari santi, utilizzando il simbolismo medievale tratto dal Vecchio e Nuovo Testamento. Sulla parte superiore vi sono i santi Pietro e Andrea accanto a due tori, simboli del sacrificio; nel rosone centrale della facciata vi sono raffigurati i quattro simboli degli evangelisti: l’aquila per San Giovanni, l’angelo per San Matteo, il toro per San Luca e il leone per San Marco. Inoltre sono raffigurate dieci storie tratte dal Nuovo Testamento. Tra le innumerevoli attrattive offerta da Spoleto, non si deve sfuggire la visita alla sua fortezza. Collocata sulla cima del colle Sant’Elia a dominare la città la Rocca Albornoziana è un magnifico esempio di architettura militare. La sua costruzione ebbe inizio nel 1359.

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Todi

A poco più di una quarantina di chilometri da Terni si trova Todi una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa quaranta minuti. Verso il V ? IV secolo a.C. fu uno dei principali centri Etruschi. Intorno al 340 a.C. l’antica Tudere fu tra le prime città umbre ad essere conquistata dai Romani. Nel 218 a.C. fu affianco delle legioni romane contro Annibale nella battaglia del Ticino. Nel 60 a.C. divenne colonia Julia Fida Tudei, con privilegio di battere moneta. A Todi nacquero il papa Martino I, Iacopo Benedetti, noto come Iacopone da Todi e il poeta Paolo Rolli. La Chiesa di Santa Maria della Consolazione, in stile rinascimentale fu costruita su progetto attribuito al Bramante. L’interno è molto luminoso grazie alle numerose finestre e svettanti cupole. È uno degli edifici simbolo della architettura rinascimentale. L’edificio ha una pianta a croce greca, con quattro absidi e due file di pilastri corinzi, con capitelli scolpiti da Francesco di Vita, Ambogio da Milano e da Filippo Meli nel XV secolo. La cupola è attribuita a Francesco Casella, mentre tra le opere d’arte, ci sono statue degli Apostoli della scuola di Ippolito Scalza. La Chiesa di San Fortunato fu costruita dai frati francescani a partire dal XIII al XIV secolo con la costruzione del coro e due dei quattro archi. Il lavoro fu poi ripreso e la chiesa venne completata nel XV secolo. La chiesa, dedicata al patrono della città, è opera di Giovanni Santuccio da Fiorenzuola ed è contraddistinta da una facciata incompiuta, con una grande porta centrale, due laterali, e un campanile, sormontato da una cuspide piramidale. L’interno è a tre navate. Jacopone da Todi, uno dei più importanti poeti italiani del Medioevo è sepolto nella cripta. Tra le opere d’arte conservate in questa chiesa si debbono evidenziare la Madonna col Bambino e due angeli del 1432 realizzata da Masolino da Panicale, alcuni affreschi di scuola giottesca e un bellissimo coro ligneo del XVI opera di Antonio Maffei. Adiacente alla chiesa si trovano il Monastero di San Fortunato e la Biblioteca che conserva più di 200 manoscritti del XII secolo. Nei pressi di Piazza IV Novembre si trovano i resti della Fortezza costruita nella seconda metà del XIV secolo e poi demolita nei primi anni del XVI secolo. Superata Porta Romana si può ammirare la Chiesa del Crocifisso costruita dal vescovo Angelo Cesi, alla fine del XVI secolo, su progetto di Valentino Martelli in collaborazione con Ippolito Scalza. L’edificio ha una pianta a croce greca, con una cupola rotonda, e conserva l’affresco originale della Crocifissione di Giovanni Baglioni e alcuni affreschi attribuiti ad Andrea Polinori. La Cattedrale di Santa Maria Assunta è uno dei più imponenti edifici religiosi di Todi e probabilmente risale al XII secolo. La facciata è quadrata ed è suddivisa da lesene e cornici, e ha tre portali sormontati da rosoni. L’interno è a croce latina e ha tre navate. All’interno ci sono numerose opere d’arte tra cui un dipinto della Madonna di Pian di Porto e un crocifisso opera di un ignoto maestro umbro. Entrambe le opere sono del XII secolo. Sulla della fonte battesimale si trova un affresco della Trinità opera di Giovanni di Pietro. Il coro intagliato è, invece, opera di Sebastiano Bencivenga. Il Palazzo Vescovile, costruito dal vescovo Angelo Cesi, conserva degli affreschi di Andrea Polinori e Ferraù Fenzoni opere del XVI e XVII secolo. Il Palazzo Cesi venne realizzato su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane agli inizi del XVI e fu la residenza privata del vescovo Angelo Cesi. Le parti meglio conservate del palazzo sono i soffitti al primo piano, nonché gli affreschi del XVI secolo nella Sala del Re Salomone, realizzati da Niccolò Martinelli e Tommaso Laureli. Nelle vicinanze, si trova il Palazzo Atti, che apparteneva ad una nobile famiglia di Todi. Il Palazzo del Capitano del Popolo risale alla fine del XII secolo con una grande loggia al piano terra, retta da un pilastro centrale e con trifore al piano superiore. Il piano terra è composto da una grande sala a due navate. Al piano superiore nella Sala delle Pietre si trova il Museo Lapidario con reperti romani rinvenuti nella zona circostante, mentre nella Sala del Capitano del Popolo, vi sono i resti di affreschi medievali, tra cui una Crocifissione del XIV secolo. Il terzo piano fu aggiunto alla fine del XII Secolo e vi sono la Galleria d’Arte e Museo etrusco-romano. Il museo dispone di cinque camere principali, divise tra il secondo piano del Palazzo del Capitano e al primo piano del Palazzo del Popolo. Il museo ha molti antichi manufatti di Todi, tra cui ceramiche, tessuti e resti di oggetti trovati in città e nelle vicinanze. Le sezioni principali sono la prima delle cinque camere dove sono conservate varie ceramiche e oggetti di uso quotidiano, la sezione numismatica che contiene circa 1.500 monete antiche e moderne. La terza sezione ha una vasta collezione di tessuti, in particolare paramenti, risalenti a diversi periodi storici. La quarta sezione è dedicata interamente alla ceramica e contiene elementi dal periodo compreso tra l’VIII e il XVIII secolo. Il Palazzo dei Priori è uno dei tre principali edifici pubblici della città. La sua costruzione fu avviata verso la fine del XIII secolo. Venne rinnovato più volte nel corso degli anni e fu completato solo nel 1347. Fin dall’inizio della sua costruzione era la residenza dei Priori, e di altri governatori della città. La sua struttura è stata modificata nel corso del XVI secolo per ordine di papa Leone X. Le due file di finestre che si aprono sulla facciata principale furono realizzate in quel periodo. Sulla stessa facciata si può vedere un aquila di bronzo, realizzata da Giovanni Giliaccio verso la metà del XIV secolo, che più tardi divenne il simbolo della città.

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Cascia

A poco più di una cinquantina di chilometri da Terni si trova Cascia una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa cinquanta minuti. L’antico borgo è molto noto anche per vi nacque nel 1381 Rita, la santa agostiniana. Il santuario dedicato a Santa Rita è una meta rinomata per i pellegrini provenienti da tutto il mondo. La località fu probabilmente abitata dagli Umbri e certamente dai Romani. Il paese è citato nel 553 quando fu assediato e conquistato dal generale Bizantino Narsete. I Longobardi la inclusero nel ducato di Spoleto. Nel X secolo si sottrasse dal controllo di Spoleto e si organizzò come libero comune. Fu favorevole all’imperatore e nel secolo XII affrontò le lunghe guerre con Spoleto e la Chiesa. Venne distrutta dal terremoto del 1300. Certamente uno dei santuari più famosi è quello eretto in onore di Santa Rita da Cascia. La facciata del suo santuario è caratterizzata da un rivestimento di travertino e da due campanili ed alcuni rilievi sui lati del portale realizzati da Eros Pellini e raffiguranti episodi della vita della santa. Nella Cappella di Santa Rita è conservato in una urna il corpo della santa. La parte sinistra della cappella è stata dipinta da Ferruccio Ferrazzi. La volta è dipinta da Fermo Taragni, mentre nella Cappella dell’Assunta, ci sono alcuni affreschi di Gisberto Ceracchini e di Foiano della Chiana. Degno di nota è anche il Trionfo della Croce, una opera realizzata da Silvio Consadori. Nella Cappella del Sacramento si può vedere l’Ultima Cena, un affresco di Luigi Filocamo, un artista di vetrate particolarmente apprezzato per le sue opere magistrali. L’altare presenta una serie di sculture in bronzo di Giacomo Manzù. Sono state realizzate dal maestro originario di Bergamo l’altare, i candelieri, il pulpito, la croce e il tabernacolo. Vicino alla Basilica si trova il Monastero di Santa Rita del XII secolo. La Chiesa di San Francesco, di stile gotico, venne costruita nel XV secolo dal vescovo Antonio Elemosina sui resti di una precedente chiesa e monastero del XIII secolo. La Chiesa di Santa Rita ha una interessante facciata caratterizzata da un portale sormontato da una lunetta con un affresco del XV secolo e un rosone. L’interno della chiesa si sviluppa su una planimetria a croce latina e conserva numerosi stucchi e decorazioni del XVIII secolo, un coro ligneo risalente al XV secolo e vari dipinti come, ad esempio, l’Ascensione del 1596 è attribuita a Niccolò Circignani. Nei suoi pressi si trova la Chiesa di S. Antonio Abate e un antico monastero benedettino adiacente. La chiesa fu ricostruita dal quattordicesimo al quindicesimo secolo, e comprende alcuni affreschi, come le storie del Santo, attribuiti ad un pittore anonimo conosciuto come Maestro della Dormitio. Da Porta Leonina si accede alla Chiesa Collegiata di Santa Maria, costruita tra il quarto e il sesto secolo e più volte restaurata. È ancora visibile la struttura romanica originale. La facciata è caratterizzata da un frontone e due portali del XVI secolo. Al suo interno vi sono numerose opere d’arte realizzate da vari artisti come ad esempio Nicola di Ulisse e Gaspare, Camillo Angelucci e Nicolò Frangipane. Sulla sommità della collina si trova la Chiesa di Sant’Agostino, costruita nel 1059 per volontà di papa Niccolò II. La facciata in stile gotico, è stata eseguita dai famosi Maestri Comacini, nel 1380. La Pieve di San Pietro è, invece, una struttura romanica costruita con blocchi di pietra arenaria. L’opera d’arte più importante conservata al suo interno è il pannello centrale del trittico di San Giovenale, opera giovanile del Masaccio.

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Foligno

A poco più di una cinquantina di chilometri da Terni si trova Foligno una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa cinquanta minuti. È una delle città più grandi dell’Umbria e si trova nella pianura del fiume Topino. Venne assoggettata dai Romani dopo la battaglia di Sentino del 295 a.C. Nel II secolo a.C. Fulginiae, come venne chiamata dai romani, divenne una importante località lungo la via Flaminia. E’ importante ricordare che a Foligno nel 1472 venne pubblicata la prima edizione della Divina Commedia. Il cuore della città è Piazza della Repubblica. E qui che si trovano i suoi più importi edifici. La Cattedrale di Foligno venne completamente ricostruita dal vescovo Marco nel 1133, ed è stata poi più volte rimaneggiata fino ad assumere l’aspetto neoclassico che oggi ammiriamo, grazie anche all’opera di Luigi Vanvitelli e di Giuseppe Piermarini. Le due facciate sono di stile romanico, quella principale con un loggiato sormontato da un grande rosone, mentre la secondaria, costruita nel 1201, è stranamente molto più decorata. Le parti più antiche sono situate nella l’area inferiore, dove si apre il portale, con cinque arcate con bassorilievi. Di grande importanza al suo interno si possono trovare il crocifisso, del XIV secolo scolpito da Nicolò di Liberatore, e la Cappella del Sacramento, che venne aggiunta nel XVI secolo su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. Il Chiostro di Sassovivo venne eretto attorno al 1229 ed è costituito da più di 100 colonne di marmo e rappresenta un capolavoro di arte romana. Palazzo Trinci, che è stato modificato più volte nel corso degli anni, e oggi è sede della Pinacoteca Comunale e del Museo Archeologico. La famiglia Trinci governò la città fino al 1439. Questo palazzo è stato completato nel 1407. Le collezioni della Galleria d’Arte Foligno comprendono vari affreschi, pale d’altare e dipinti. Lungo via Garibaldi si trova la Chiesa di San Salvatore con una facciata del XIV secolo e un interno ristrutturato da Vanvitelli. La Chiesa e Oratorio della Nunziatella venne consacrata nel 1494. Ha una pianta rettangolare con due altari in fondo attorno ai quali ci sono diverse colonne di marmo scanalate. Sull’altare di destra si trova il Battesimo di Gesù, un affresco del Perugino. Lungo la Via Mazzini si arriva a Piazza San Domenico, dove si trova uno dei più antichi edifici religiosi a Foligno, la Chiesa di Santa Maria Infraportas dell’XII. L’esterno della chiesa presenta un imponente campanile, mentre l’interno è a tre navate, decorate per lo più da pittori locali e presenta alcuni rari affreschi in stile bizantino.

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Acquasparta

A poco più di una ventina di chilometri da Terni si trova Acquasparta una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa venti minuti. Già in epoca romana la zona era frequentata per la bontà dell’acqua ed era chiamata Ad Aquas partas. Il paese è citato nel 996 ed era stato infeudato agli Arnolfi dall’imperatore Ottone I. Passò poi alla Abbazia di Farfa nel 1118 ed ai vescovi di Todi nel 1278, quindi, alla chiesa nel 1517. Ad Acquasparta nacque il cardinale Matteo Acquasparta che nel 1300 ? 1301 fu legato a Firenze ed è ricordata da Dante. La Chiesa del Sacramento venne eretta nel 1684. Al suo interno è conservato un frammento del musaico romano rinvenuto a Carsulae. La Chiesa della Madonna del Giglio risale al 1600 e si trova nei pressi della Porta vecchia, che un tempo era l’ingresso al paese. Vari interessanti affreschi sono conservati al suo interno. La Chiesa di San Francesco venne eretta nel 1294 per volontà del cardinale Matteo Bentivenga. È un interessante esempio architettonico di transizione dal romanico. Posti alle spalle della abside si trovano parte dei dormitori, il refettorio e il piccolo ma grazioso chiostro francescano. Nell’interno della chiesa vi sono numerose interessanti opere d’arte come l’icona risalente al XIV raffigurante la Vergine col figlio in braccio. Di particolare valore è il crocefisso ligneo risalente al XIV secolo. La Chiesa di San Giovanni de Butris risalente al XIII secolo è una importante testimonianza di arte romana. La Chiesa di San Giuseppe venne costruita nel 1626. La Chiesa di Santa Cecilia risale al XII secolo ed è dedicata alla patrona di Acquasparta. Conserva al suo interno, collocate nelle cappelle, sette tele opere di pittori che realizzarono i loro lavori tra il XVI secolo e il XVIII secolo. Palazzo Cesi è sicuramente il gioiello più prezioso della città. Risalente alla seconda metà del XVI secolo, vide come ospite anche Galileo Galilei.

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Arrone

A poco più di una decina di chilometri da Terni si trova Arrone, una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa venti minuti. È un paese che ha origine medioevale. Verso la fine del IX secolo Arrone, nobile romano, si era inoltrato in Valnerina. Su uno dei promontori vi fece costruire un castello che era dapprima in legno e che successivamente venne edificato in pietra. Nella parte alta di Arrone si trova ancora la struttura originale risalente al medioevo con vicoli stretti e pittoreschi tipici del tempo. Di particolare interesse la Chiesa e l’ex convento di San Francesco, la cinquecentesca Collegiata di Santa Maria Assunta e la Chiesa di San Giovanni Battista. Nelle sue vicinanze si trova l’Eremo di Madonna dello Scoglio, l’antica Pieve di San Valentino, la Chiesa di San Nicola e il Castello medioevale.

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Giove

A poco più di una trentina di chilometri da Terni si trova Arrone una località che utilizzando una autovettura è raggiungibile in circa venti minuti. Sito lungo le colline che dolcemente degradano verso il fiume Tevere, deve l’origine del nome alla presenza di un tempio offerto a Zeus. Abitata in epoca romana, il suo nome appare per la prima volta nel 1191. Il borgo si formò durante il medioevo e fu feudo degli Anguillara, dei Farnesi e dei Mattei che nel XVIII secolo eressero il loro palazzo. Il suo Castello, una struttura imponente, venne edificato verso la fine del XII secolo fu rimaneggiato nel XVII secolo. Di pregio anche la Chiesa della Madonna del Perugino del XVII secolo.

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