Storia di Morro d'Alba

Storia di Morro d'Alba

La posizione strategica dì tutta l’area dove sorge oggi Morro d'Alba ha attirato presto l’attenzione dei potenti: nel 1177 Federico Barbarossa pose sotto la diretta giurisdizione imperiale il vicino castello dì Monte San Vito, già allora importante fortificazione, insieme a Albarello e al vicino San Marcello. Con il venire meno del controllo imperiale, Jesi e Senigallia rivendicarono il dominio su Morro. Prevalse Jesi che ottenne Morro nel 1213 insieme a Monte San Vito e Albarello, storicamente legati a Senigallia.

Da questo momento in poi Morro andò a delimitare il confine settentrionale dei domini di Jesi e fu riconosciuto sia dagli Svevi, nel 1232, che dal legato pontificio, nel 1248. All'epoca Morro era un semplice villaggio senza fortificazioni anche se di lì a poco, si trasformò in castello, nell'ambito di un processo di fortificazione generale, intrapreso dai vari centri marchigiani, per difendersi meglio nei conflitti locali, sempre più aspri. Basti pensare all'assedio subito ad opera di  Fabriano nel 1326 quando venne poi liberata da Tano Baligani, allora signore di Jesi. Oltre ai conflitti locali è questo il periodo anche delle scorrerie delle nascenti compagnie di ventura. tra le quali quella del francese Giovanni Moriale d'Albarno, detto Fra' Moriale, pare provocò danni ingenti.

Le vicende del castello continuarono ad essere travagliate: assoggettato per qualche tempo ai Malatesta di Rimini, Morro tornò nelle mani di Jesi nel 1431. Subì poi il saccheggio di Francesco Sforza, per poi tornare nuovamente ai Malatesta, ed essere infine restituita al papa nel 1460, rientrando un'altra volta sotto la giurisdizione di Jesi.

Nuovi eventi si produssero a seguito della controversia tra Jesi e Ancona per la giurisdizione su Monte San Vito: Morro ne fu coinvolto e, infine, venne saccheggiato dal duca di Urbino, Francesco Maria della Rovere nel 1517.

Il legame con Jesi, comunque, restò stabile fino al Regno Napoleonico, che assegnò il comune, divenuto autonomo, al Cantone di Montalboddo, l'odierna Ostra. Dopo l'Unità d Italia il comune ottenne di integrare il suo nome con quello dell'antica città di Alba. Oggi Morro d'Alba appartiene alla provincia di Ancona e vive principalmente di agricoltura e turismo.

 

 




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