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Villa
dei Misteri a Pompei
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A guardare dritto negli occhi questa immagine di più di 2000
anni si rimane letteralmente sbalorditi, quasi rapiti da
un'estasi artistica che è poi il perno dell'esistenza di
questa stessa magnifica dimora di Pompei. La donna che si pettina i
lunghi capelli sciolti, alla destra del ciclo di affreschi,
ha uno sguardo potente, vero, immortale; così come subito
alla sinistra, la matrona velata intenta ad ascoltare la
lettura da parte di un fanciullo ignudo. |
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Siamo probabilmente la dimora più conosciuta di Pompei
antica, la più lussuosa, una delle più belle e più grandi;
esempio d'arte tra i più completi dell'area archeologica. Sono
2500 metri quadri di perfetta unione tra otium (ozio) e
villa rustica (operativa in campo agricolo, in particolare nella
cultura del vino). Simbolo della ricchezza pompeiana (è
appartenuta alla famiglia degli Istacidii), al suo
interno trovavano posto terme, giardini pensili, criptoportico,
oltre a sale, cucine, camere da letto, bagni, cantine, aree di
servizio e tanto altro. Situata in quella che era
definitivamente una lussuosa zona residenziale fuori dalle
mura della città antica, la villa è anche definita rustica
perché destinata alla produzione agricola. Fu edificata intorno
al I secolo a.C., riportata alla luce a partire dal
1909. Ad oggi gli scavi non sono stati ancora completato.
L'ingresso alla villa è situato lungo la cosiddetta via dei
Sepolcri, subito all'esterno di Porta Ercolano e ben
ci si arriva dall'entrata principale al parco archeologico
(Porta Marina). La dimora è così chiamata per via di una
delle sue sale, la Sala dei Misteri, di 9 × 6 metri,
circondato su due lati da portici e con una grande finestra che
affacciava verso il mare, e nella quale è stato rinvenuto il
grande ciclo pittorico raffigurante un rito misterico
(questi erano riti del mondo greco-romano, che andavano oltre la
religione ufficiale ed erano riservati solo a pochi eletti). In
origine la sala era adibita a soggiorno (oecus) e poi
trasformata in sala da pranzo (triclinium), con
l'affresco oggi riportato all'antico splendore e consistente in
29 figure di grandezza naturale e colori vivaci su fondo rosso:
troviamo l'iniziazione ai Misteri da parte di Dioniso,
nell'antica Grecia identificato come dio dell'estasi e del vino,
quindi dell'ebbrezza e della liberazione dei sensi, che appare
sulla parete centrale della sala insieme alla sua sposa
Arianna; sono presenti alcune scene dell’estasi
dionisiaca e altre raffiguranti figure femminili impegnate
in diverse attività rituali.
In altri ambienti sono presenti diverse altre decorazioni,
espressione di funzioni ben definite: la cucina con i due forni
che si affaccia su un piccolo cortile; l'Atrium (cuore
della domus romana) fornito nel suo centro di una vasca per la
raccolta delle acque piovane; il Tablinum (l'ufficio del
padrone di casa), che qui troviamo decorato da pitture
miniaturistiche d’ispirazione egiziana; il Peristilium,
il grande cortile circondato da un portico colonnato; il
Sacellum, l'ambiente dedicato al culto e che accoglieva
statue di divinità (fu rinvenuta la statua di Livia in
abiti da sacerdotessa, oggi conservata all'Antiquarium di
Pompei). Sono inoltre presenti i resti di altre sale, tra
cui l'impianto termale con tanto di sauna e dismesso dopo
il terremoto del 62 d.C., quindi utilizzato come deposito.
La villa comprende anche una vasta sezione destinata alla
produzione del vino, d'altronde il vino era il prodotto
principale delle numerose aziende agricole sparse nel territorio
e i vigneti alle pendici del Vesuvio erano ben conosciuti
dagli antichi (Aminea, Pompeiana, Holconia,
Vennuncula solo per citarne alcuni) e d'altronde a Pompei
anche i vigneti hanno una storia. Circa 20 anni fa, negli anni
'90 dello scorso secolo, alcune ricerche hanno individuato i
calchi di alcune radici di vite nell'area attorno all'Anfiteatro
e da cui a seguito di un'attività di valorizzazione è stata
ripristinata una piccola attività di viticoltura (la resa è
stata di circa 30 quintali di uva). Da allora ogni anno ad
ottobre, nelle aree verdi delle Regio I e II, assistiamo
all'evento della tradizionale “Vendemmia a Pompei", la
rituale raccolta delle uve nell'area archeologica, e il nome del
vino? Neanche a dirlo 'Villa dei misteri rosso Pompeiano IGT,
prodotto con uve Piedirosso e Sciascinoso. La dimora non era
probabilmente abitata al momento dell'eruzione, forse a causa
dei lavori di ristrutturazione, mentre lo era la parte rustica e
della servitù dove furono infatti portati alla luce diversi
resti umani.
La Villa dei misteri è una di quelle cose da fare e da
vedere almeno una volta nella vita e a ciascun visitatore il
“mistero" e l'estasi che preferisce.
Villa
Dei Misteri
Parco archeologico di Pompei
Regio VI
Pompei (NA)
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