POMPEI

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VISITARE POMPEI: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

 

I colori di Pompei stupiscono sempre, anche chi li conosce da una vita. La città si trova ai piedi di un maestoso costone di tufo che cambia colore ad ogni ora del giorno, e davanti, naturalmente, il mare. Come tutti i porti più avvezzi alla storia, anche in queste acque sono passati tanti popoli diversi, lasciando nelle facce delle gente parte del loro DNA, etruschi, greci, romani, longobardi, normanni, aragonesi.

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Strade di PompeiImmaginate di prendere una macchina del tempo e di tornare indietro di due millenni. Immaginate, quindi, di poter passeggiare per un’antica città romana, salendo sui marciapiedi, attraversando la strada, entrando in case (domus) ricche di affreschi, di statue, di mosaici, e ammirando straordinari templi dedicati ai cosiddetti Lares, delle divinità private, istituzionali, spesso imperatori divinizzati, che troviamo accanto ai classici Giove, Apollo, Diana, o divinità egizie come Iside. Immaginate ancora di salire sulle tribune di magnifici teatri dalla pianta a forma di ferro di cavallo, provvisti di grandi scenografie in muratura (quelli dedicati alla drammaturgia e quelli – più piccoli – dedicati alla musica e alla poesia) e infine, esplorare il più noto passatempo e allo stesso tempo servizio igienico e “social network? d'epoca romana, le Terme. Non sarebbe incredibile poter fare - oggi - tutto questo? Ebbene si, ciò è possibile a Pompei.

Affreschi PompeiIl Parco archeologico di Pompei, noto anche semplicemente come 'Scavi di Pompei', è costituito da un’intera città di origine romana, con parte degli edifici e dell’intera pianta urbana (fatta appunto di vie, marciapiedi, addirittura attraversamenti pedonali, case, templi, terme). Com’è possibile tutto questo?

Dati: Pompei antica si trova presso la collina di Civita giuliana, nel napoletano, in Campania, alle porte della moderna città di Pompei e ad 8 km dal vulcano vesuviano. Si estendeva su circa 66 ettari e sulla base dei documenti antichi ospitava circa 11.000 - 11.500 persone. Fu sepolta durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., insieme ad Ercolano, Stabia, Boscoreale ed Oplonti. Parte della città è ancora da scavare: su 66 circa 50 ettari sono stati scavati, comprese le aree suburbane.

Eruzione del Vesuvio

PomepiIl vulcano Vesuvio (gli studiosi lo definiscono“dormiente?, cioè che prima o poi si sveglierà), esplose nel 79 d.C. con una violenza tale da essere definita come più potente della bomba atomica, tanta fu la quantità di energia termica sviluppata. Pompei fu dapprima colpita da una pioggia di lapilli, piccole rocce infuocate che uccisero parte della popolazione e distrussero i tetti degli edifici (si noterà oggi come questi siano infatti assenti nelle domus visibili), quindi invasa da una nube tossica, che avvolse la città e causò la morte per asfissia di tutti quelli che erano sopravvissuti. A seguire, la colata lavica che ricoprì l’intera città, rendendola, nel giro di pochi giorni, praticamente indistinguibile.

Calco umanoL’intero paesaggio risultò devastato e completamente modificato: la città un tempo si affacciava sul fiume Sarno e sul mare, dopo l’eruzione si distanziava dalla costa quasi un chilometro... così come è oggi. Questa stessa eruzione, che uccise migliaia di persone e sconvolse il territorio, è la ragione dell'importanza archeologica che oggi riveste Pompei: la lava ha ricoperto la città senza distruggerla (se non per alcuni tetti e poco altro) e diventando roccia vulcanica ha potuto proteggere tutto ciò che trovava attorno e sotto di se, fermando il tempo e custodendo gelosamente le meraviglie romane presenti. É solo per questo che Pompei è rimasta inalterata, mentre in altre città antiche le case, le strade, gli edifici hanno subito delle modifiche dalle genti che si sono succedute nei secoli. Pompei inoltre non venne più ricostruita in quell'esatto punto: con il territorio lavico a ricoprirsi di vegetazione, scomparì definitivamente e per quasi 1700 anni rimase sotto metri e metri di roccia lavica, senza che nessuno ne sospettasse la presenza.

Com’è avvenuta la scoperta di Pompei

Turisti a PompeiSiamo nel XVIII secolo e prima di Pompei fu scoperta in maniera rocambolesca un’altra cittadina dell’area vesuviana: Ercolano. Ciò avvenne per pura casualità, uno dei colpi di fortuna più grandi della storia dell’archeologia. Nel 1710, un contadino di nome Ambrogio Nocerino (soprannominato “Enzechetta?) scavando un pozzo all’interno del suo campo rinvenne da sotto terra alcuni magnifici marmi, che poi vendette. I marmi entrarono in possesso di un nobile francese della zona, il Duca d’Elbeuf, il quale - compresa la straordinarietà della scoperta - acquistò il podere dal contadino allo scopo di avviare una campagna di scavi. Fu dapprima ritrovato il magnifico teatro della città romana di Ercolano, da cui i marmi infatti provenivano. Qualche tempo dopo, negli anni ’30 del Settecento, salì al trono del regno di Napoli un giovane e lungimirante Carlo di Borbone, il quale - avendo saputo degli antichi ritrovamenti in quella parte del territorio – volle avviare una sistematica campagna di scavo, che si rivelò molto fortunata: poco a sud del pozzo di Enzechetta fu ritrovata un’intera città, così come nei pressi della costa venne rinvenuta una magnifica villa romana (la villa dei Papiri).

Panorama di PompeiC'è da dire in effetti che già qualche secolo prima, nel 1594, l'architetto Domenico Fontana, durante la realizzazione di un acquedotto nei pressi del fiume Sarno, che doveva approvvigionare la città di Torre Annunziata, ebbe modo casualmente di rinvenire le prime tracce storiche dell’antica città di Pompei. Egli comprese di aver scoperto qualcosa di sensazionale, ma allo stesso tempo si ritrovò ad avere a che fare con un atroce dilemma: continuare nella costruzione dell'opera per la quale era stato ingaggiato avrebbe potuto significare distruggere le antiche rovine. Fu così che decise di cambiare il progetto e spostare il corso dell’acquedotto salvando le testimonianze archeologiche rinvenute, che furono nuovamente disotterrate senza rendere nota la scoperta. Quale sia stato il motivo della sua azione è ancora del tutto sconosciuto, alcuni studiosi ritengono avesse scoperto degli affreschi erotici e, considerato il periodo della Controriforma dell'epoca, forse ebbe paura del Tribunale dell’Inquisizione. Il mondo non era pronto ad accogliere quel tipo di scoperte. Fortunatamente però, Fontana scrisse un rapporto segreto di quella straordinaria scoperta e questo stesso rapporto, 150 anni dopo, giunse nelle mani di re Carlo di Borbone, che decise di dare avvio a nuovi scavi.

Gli scavi ordinati dal re hanno cambiato per sempre la storia dell’archeologia, accrescendo la conoscenza dell'antica Roma, delle abitudini e dei modi di pensare degli antichi Romani. Gli scavi furono molto intensi e difficili: quasi alla stregua di minatori, gli archeologici dovettero letteralmente calarsi nella roccia vulcanica scavata, sotto la quale erano sepolte le rovine. Trovandosi davanti ad una parete muraria, non conoscendo la pianta originaria degli edifici, e tanto meno quella della città, capitava di dover scegliere di buttar giù parte della stessa, per passare oltre o per guardare all'interno. I fori nelle pareti sono visibili ancora oggi e ci ricordano il passaggio di quei primi e coraggiosi archeologi. Tutto ciò che andava ritrovato, affreschi, mosaici, statue, mobili, oggetti di uso quotidiano, qualunque reperto di valore, veniva “strappato? dagli edifici e consegnato al re. I Borbone raccolsero buona parte del materiale ritrovato nei primi 100 anni di scavi e sotto Ferdinando di Borbone venne realizzato il primo nucleo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, considerato oggi uno dei più importanti al mondo. Ne consigliamo la visita, dopo aver ammirato gli scavi di Pompei, per completare la conoscenza di questi ultimi.

Fu solo nell’Ottocento che gli archeologi pensarono di rimuovere tutta la roccia vulcanica rimasta e riportare incredibilmente alla luce l'intera città. Si sarebbe così consentito a chiunque di passeggiare in un’antica città romana, entrare nelle case e ammirare gli affreschi. E così è stato.

Visitare Pompei

Visitare il sito archeologico di Pompei è come tornare indietro nel tempo: significa camminare in una città romana dove tutto è fermo al 24 ottobre del 79 d.C., data dell’eruzione come aggiornata da recenti studi. Chi visita oggi Pompei, oltre ad immergersi incredibilmente in un’altra epoca, rimane meravigliato dalle testimonianze di quella che doveva essere la vita quotidiana degli antichi romani. Testimonianze che permettono di comprendere quanto gli abitanti di allora vivessero in una civiltà molto progredita, con strutture architettoniche, idriche all’avanguardia. Visitare Pompei significa anche avere la possibilità di poter contemplare - “in un certo senso? - le vittime dell’eruzione vesuviana. Di quella immane tragedia sono rimasti i “calchi in gesso? di alcune delle vittime: le ossa sono assenti, ma prima di decomporsi i corpi lasciarono la propria impronta nella roccia vulcanica. Quei “vuoti? rinvenuti nella roccia lasciarono dei sospetti negli studiosi guidati dal grande Giuseppe Fiorelli sul finire del XIX secolo; costoro decisero di iniettarvi dentro del gesso, restando esterrefatti dal risultato: il calco in gesso raffigurava nei minimi dettagli il corpo di una vittima mentre moriva. Tra i calchi, ve ne sono alcuni toccanti, commoventi, come quelli di bambini, persone abbracciate, animali. Oggi sono diversi gli archeologi che ritengono Pompei non solo uno dei siti archeologici più importanti al mondo, ma addirittura quello più incredibile. Per valutare se questo è vero, si può solo visitarlo.

Informazioni pratiche: Ingresso all’area archeologica di Pompei

Gli ingressi all'aerea archeologica sono tre: Porta Anfiteatro, Piazza Esedra e Porta Marina superiore. Il costo del biglietto si aggira a €15 euro. I cittadini dell’Unione Europa che hanno tra i 18 e i 25 anni e gli insegnanti pagano il biglietto ridotto della metà del prezzo intero. I minori di 18 anni entrano gratuitamente, tutto l’anno.

Ingresso gratuito a Pompei la prima domenica di ogni mese, come avviene in Italia per ogni sito museale statale (#domenicaalmuseo) e tutti i giorni dell'anno per i minori di 18 anni (UE e ExtraUE) e per altri soggetti specificati dal MiBAC (Ministero Beni e Attività Culturali).

Orari

L’area archeologica è aperta tutti i giorni, tranne il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre, dalle 9.00 alle 17.00 (nei mesi da novembre a marzo), e dalle 9.00 alle 19.30 (nei mesi da aprile a ottobre).

Biglietti: è possibile acquistare il biglietto online sulla piattaforma digitale di TicketOne Parco archeologico Pompei, qui in link, così che si possa saltare la fila alle casse di biglietteria. * nota bene: acquistando il biglietto online è possibile accedere all’area archeologica solo dall’ingresso di Porta Marina Superiore e Piazza Esedra. *** Importante: l'acquisto del biglietto online deve avvenire entro le ore 24.00 del giorno precedente alla visita.

Come arrivare a Pompei

Arrivare a Pompei da Napoli con il treno della Circumvesuviana, linea Napoli-Sorrento. Per arrivare a Pompei da Salerno, prendere il treno regionale Salerno -Napoli Campi Flegrei. Per arrivare a Pompei in auto, prendere l’autostrada Napoli-Salerno ed uscire a “Pompei Scavi?.

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