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Cosa vedere a Pompei - Cosa visitare a Pompei

Vedere Pompei è una esperienza straordinaria. É come ritornare indietro di millenni, immaginando la vita quotidiana ai tempi degli antichi Romani del I secolo d.C. e allo stesso tempo rendersi conto del potere straordinario della natura. Tra tutte, una delle frasi che vengono a mente è quella di Voltaire, che disse "gli uomini discutono, la natura agisce" e di certo quando la natura ha agito sotto il Vesuvio, uno dei vulcani ancora più pericolosi del mondo seppur dormiente, lo ha fatto in modo violento e tragico.

L'eruzione del Vesuvio fu uno degli eventi naturali più catastrofici della storia. Il numero delle vittime a Pompei resta ancora oggi incerto: la stima è quella di circa 2000 persone, considerando tuttavia che il numero degli abitanti nel raggio d'azione delle ceneri arrivava fino a 20.000 unità. Da semplice montagna dormiente (così lo era da circa 8 secoli) il 24 ottobre dell'anno 79 d.C. il Vesuvio diede origine ad un'eruzione cosiddetta esplosiva, seppellendo le città ed il paesaggio intorno ad esso. Per decine di chilometri (26 km) si alzò una colonna di ceneri, lapilli e gas che rientrò a terra con effetti devastanti. Le città di Pompei ed Ercolano non furono le uniche ad essere distrutte, vi furono anche Oplontis (nell'odierna Torre Annunziata) e l'antica Stabiae, vicino all'odierna Castellamare, a circa 5 km a sud ovest da Pompei. Vi furono anche numerose ville romane di campagna, come quelle parte del distretto di Boscoreale, a circa 7 km dal Parco archeologico di Pompei. Tutto nella zona fu completamente distrutto. Solo nel XVIII secolo, dopo alcuni scavi archeologici, le rovine furono man mano riportate alla luce.

In questa sezione visitiamo alcuni dei ritrovamenti principali degli scavi e maggiori attrazioni della Pompei antica (la lista è sicuramente molto più lunga, e man mano aggiornata, considerando anche i ritrovamenti che continuano ad esserci ai giorni nostri). Visitiamo anche alcuni dei monumenti principali della Pompei moderna, più qualche altra attrazione della zona.

Quello di Pompei antica è oggi uno dei siti archeologici più vasti e importanti del mondo,  dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Situato a circa 25 km da Napoli, si posiziona ad ovest dell'attuale città, la Pompei moderna (di circa 25mila abitanti), benché quasi inglobato nell'odierno centro abitato e a ridosso per esempio da un lato dalla  Via Plinio (SS18). Un'area tanto vasta da essere una vera e propria città, benché fatta di rovine più o meno ben conservate (anche dopo 2000 anni). Preziosissime le decorazioni artistiche rinvenute e ancora oggi visibili, altrettanto preziose le informazioni e le testimonianze che è stato possibile raccogliere. Dimensioni? 66 ettari, di cui 44 risultano scavati: la città era circondata da mura, lunghe ben oltre 3 km, che andavano dai due poli della città, il Foro da una parte e l'Anfiteatro dall'altro. Oggi, per visitarla viene fornita una mappa e percorsi differenti. Consigliamo di prenotare una guida locale che possa orientare il visitatore presso le maggiori attrazioni, senza perderne i punti salienti (qui in link come prenotare una Visita guidata a Pompei)... continua a leggere Orientarsi nella Pompei antica.

Villa dei Misteri di Pompei

Regio VI

Villa dei Misteri a PompeiProbabilmente la dimora più conosciuta di Pompei, esempio tra i più completi e con un alto livello d'espressione artistica. Al suo interno erano ospitate terme, giardini pensili, un criptoportico, oltre alle sale, cucine, camere da letto, cantine, aree di servizio e tanto altro. Situata in quella che era definitivamente una lussuosa zona residenziale fuori dalle mura della città, la villa, definita rustica, era anche destinata alla produzione agricola. Fu edificata intorno al I secolo a.C. e riportata alla luce a partire dal 1909. Ad oggi lo scavo non è stato ancora completato. L'ingresso alla villa è situato lungo la cosiddetta via dei Sepolcri, subito all'esterno di Porta Ercolano e  poco oltre l'entrata principale al parco archeologico (Porta Marina). La dimora è così chiamata per via di una delle sue sale, la Sala dei Misteri, che affacciava verso il mare, e nella quale è stato rinvenuto il grande ciclo pittorico raffigurante un rito misterico… continua a leggere Villa dei Misteri Pompei.

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Via dell'Abbondanza

Via dell'AbbondanzaChi ha visitato Pompei antica ha avuto sicuramente modo di passeggiare lungo una parte di via dell'Abbondanza, la via principale e più lunga (circa 900 metri) della città, attraversandola in direzione est-ovest, dal Foro a Porta Sarno. La corrispondenza è quella del Decumano maximo, la via più importante di una antica città romana. Il nome, dell'Abbondanza, deriva da un bassorilievo presente in una fontana posta nel tratto iniziale della strada, che in realtà  rappresenta la Vittoria Augusta. Lungo la via si possono vedere oggi le rovine di quelli che erano gli edifici più importanti della città, dal Foro ad un susseguirsi di edifici pubblici, e poi botteghe artigianali e residenze; alcune di queste sono state restaurate, come la locanda che porta il nome di thermopolium di Asellina. La strada costituiva il cuore pulsante della città, un luogo che da solo raccoglieva tutta la vita quotidiana di chi l'abitava, da quella pubblica a quella commerciale, domestica (troviamo le dimore della ricca borghesia pompeiana, come la Casa del Criptoportico, la Casa dei Casti Amanti o la Villa di Giulia Felice), religiosa (come il Tempio di Iside) o sociale (da qui si arrivava al grande complesso termale pubblico e all'Anfiteatro, alla palestra, ai teatri). D'altronde ricordiamolo, il duro lavoro in una città romana era lasciato agli schiavi, o anche ai liberti (schiavi liberi, dediti per lo più al commercio) mentre il cittadino occupava il tempo libero tra ozio e  svago.

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Terme di Pompei

Vari regi

Terme di PompeiNell'antica Pompei le terme abbondavano e non poteva essere altrimenti in una città romana. In esse si discuteva di tutto, dei fatti del giorno, di politica, di battaglie e processi, di donne  ma anche di teatro e cultura in genere. A Pompei le più importanti erano le Terme Stabiane (site nella sezione del Regio VII), ma c'erano anche le Terme centrali, le Terme del foro e soprattutto le Terme suburbane. Sono tutte molto antiche, quelle centrali risultano le più antiche; solitamente inoltre erano pubbliche, tranne per esempio le terme suburbane, che erano infatti private. Alcune dimore private ospitavano all'interno una sezione dedicata ai bagni termali, è il caso per esempio della Villa dei misteri, mentre quella suburbana era un vero e proprio impianto termale e anche di notevoli dimensioni. Solitamente, le terme erano divise in sezioni, maschile, femminile, decorate in abbondanza e ... continua a leggere Terme di Pompei.

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Foro civile

Regio VII

Foro civileIl Foro venne portato alla luce dagli scavi nei primi decenni dell'Ottocento. Rappresentava il centro della vita quotidiana e cioè di quella politica, religiosa ed economica, e si presentava da prima con un aspetto semplice, grezzo, come un grande spiazzo urbano, per poi venir abbellito circa 3 secoli prima dell'eruzione, di portici e pavimentazione in tufo e quindi in travertino. Il Foro è situato nella sezione Regio VII, ad est del centro e venne originariamente costruito nei pressi di un importante settore viario, all'inizio di Via dell'Abbondanza, e al quale si collegavano le strade dirette a Neapolis (odierna Napoli), Nola o Stabiae. Un tempo era circondato dai principali edifici pubblici, da quelli che gestivano gli affari a quelli che operavano nel settore commerciale e quindi mercati e botteghe, ma anche religiosi (come è dato notare dalla presenza del santuario di Apollo e da quello dedicato a Giove). I pilastri che vediamo separare le otto aperture sul lato occidentale, denotano le aree un tempo in uso al mercato della  frutta e della verdura, anche noti come 'granai del Foro' o Foro Olitorio (Forum Holitorium) e nel cui interno sono oggi ospitati migliaia di reperti provenienti dagli scavi che si sono succeduti sin da fine Ottocento (9000 oggetti tra anfore ceramiche, pentole, fornelli, brocche e bottiglie, sculture in marmo e calchi in gesso delle vittime dell'eruzione, tra cui un cane e un albero), diventando il più importante magazzino archeologico della Pompei antica.

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Casa del Fauno

Regio VI- insula 12

Casa del FaunoLa G è una delle antiche case romane di Pompei, una delle più grandi ed estese (circa 3000 mq circa) situata nella zona indicata come Regio VI- insula 12. Risale al II secolo a.C. ed così chiamata per la presenza nell’atrio principale (che vediamo all'aperto) di una statua in bronzo raffigurante il satiro danzante Fauno. Gli scavi, iniziati nel 1828 e continuati a più riprese fino agli anni '60 dello scorso secolo, hanno riportato alla luce una discreta porzione dell'antico edificio, più informazioni importanti sui proprietari. Quest'ultimi erano sicuramente persone di alto rango sociale e questo si può notare anche dall'esterno della dimora, dal marciapiede che ad essa conduce, dal portone d'ingresso impreziosito di pilastri a capitelli decorati, dalla pavimentazione in marmo colorato e intarsiato. In una delle sale si ammira la copia del mosaico del II secolo a.C. raffigurante  la Battaglia di Isso tra Alessandro Magno e il re Dario III di Persia (l'originale è custodita a Napoli, dove è anche conservata l'originale statua del Fauno)... continua a leggere Casa del Fauno

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Casa dei Dioscuri

Regio VI

Casa dei DioscuriUna delle dimore private più conosciute della Pompei antica è la Casa dei Dioscuri, rinvenuta  intorno al 1826 e scavata ancora per qualche decennio più avanti. Porta il nome di Castore e Polluce, i due Dioscuri figli di Giove e Leda, raffiguranti in un affresco ubicato all'ingresso. Si tratta di una delle case più complesse da un punto di vista architettonico, in quanto ricca di ambienti e probabilmente il risultato di tre case più antiche, in parte ancora distinguibili. Sicuramente era una delle dimore più sontuose e più grandi, edificate nell'ultimo periodo di vita della città. La complessa architettura degli ambienti e ricchezza degli affreschi lasciano il visitatore a chiedersi, e non con poca meraviglia, quanto potesse essere progredita l'arte già 2000 anni fa. Si parte dall'immenso atrio principale e circondato da una dozzina di colonne colorate in rosso e dal quale dipartono altre sontuose sale – usate per il ricevimento – e un giardino; un secondo atrio, secondario, dirige verso gli ambienti notturni e quelli di servizio. I due atri sono collegati tra loro dal sontuoso peristilio con una vasca centrale. All'interno erano presenti alcune decorazioni pittoriche, oggi custodite al  Museo archeologico nazionale di Napoli.... continua a leggere Casa dei Dioscuri.

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Casa dei Vettii

Regio VI

Casa dei VettiiSi potrebbe anche chiamare 'casa della prosperità economica', tanto era sontuosa e grande benché più piccola di altre. Al suo interno troviamo tra i più famosi affreschi dell’antica città vesuviana. Nel porticato d'accesso, sulla destra, è riconoscibile Priapo itifallico, figlio di Afrodite e Dioniso, portatore di benessere, riproduzione feconda e prosperità (viene ritratto mentre pesa su una bilancia da una parte il proprio grande fallo in erezione e dall'altra una borsa carica di denaro, come contrappeso). La storica dimora venne edificata molto prima del I secolo a.C., anno di sua certa ristrutturazione, e restaurata dopo il terremoto del 62 d.C., quindi riportata alla luce dagli scavi di fine Ottocento. É stata riaperta al pubblico nel 2016. Rappresenta uno dei massimi esempi d'arte romana dell'epoca e prende il nome dai fratelli Vettii, appartenenti ad una ricca famiglia di liberti arricchitisi con il commercio. Le stanze interne sono riccamente decorate con affreschi di rara finezza artistica, mentre il peristilio che colonna il giardino anche tramite dodici statue bronzee introduce al famoso fregio degli Amorini … continua a leggere Casa dei Vettii.

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Casa della Venere in conchiglia

Regio II

Casa della Venere in conchigliaUna delle dimore più belle dell'antica Pompei, situata nei pressi di Porta Sarno ed edificata nel secolo precedente alla distruzione della città. É stata riportata alla luce dagli scavi della metà del secolo scorso. La dimora porta il nome dal grande affresco presente nella parete centrale a sud del peristilio (Venere in conchiglia) e si apprezza anche per il bel giardino circondato da colonne, che fan da cornice agli affreschi del peristilio, e le siepi e fontane scultoree che lo caratterizzano. Come richiesto dalla moda dell'epoca l'architettura della casa conobbe una serie di trasformazioni, con l'ampliamento del giardino a discapito di alcune sale interne, tra tutti il tablino (lo studio) che infatti manca. Nell'affresco Venere è rappresentata da una fanciulla dai capelli ricci e raccolti in una acconciatura elaborata secondo la moda all'epoca neroniana: è raffigurata nuda e ricoperta di soli gioielli (un diadema nel capo, una collana al collo, dei bracciali ai polsi e alle caviglie), affiancata da un amorino alato e da un fanciullo (l'amorino è una personificazione mitologica del dio Amore, raffigurato come un fanciullo nudo e alato). Poco oltre è presente un altro affresco raffigurante la statua di Marte in armi, mentre nella parte inferiore si apprezzano i dipinti di un giardino lussureggiante con animali esotici. Al momento dell'eruzione del vulcano la casa si trovata presumibilmente in restauro e quel che il tempo ha portato fino a noi è stato in parte danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale (nel 1943 furono ben oltre 150 le bombe scagliate tra agosto e settembre a Pompe e ancora oggi si ignorano i gravi danni arrecati al sito archeologico).

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Casa del Larario di Achille

Regio I

Casa del Larario di AchilleLa casa del Larario di Achille o semplicemente di Achille, e anche nota con il nome di Casa del Sacello iliaco, è un piccolo edificio databile I secolo a.C., riportato alla luce nei primi decenni del Novecento; fortemente danneggiato dal terremoto di del 62 d.C. era in fase di ristrutturazione al momento dell'eruzione del Vesuvio del 79. E' situata nella zona dei teatri ed é così chiamata per via delle degli elementi decorativi presenti all'interno: nel tempietto (probabile un sacello domestico) si ammirano ancora oggi parte delle scene mitologiche sotto la volta (a fondo azzurro intenso) degli ultimi episodi della guerra di Troia, tra cui il duello di Achille con Ettore. In un'altra parte della casa un altro affresco raffigura scene con due grandi elefanti guidati da amorini, in un'altra ancora un'iscrizione rimanda alla vendita di vinacce. 

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Casa del Criptoportico

Regio I

Casa del CriptoporticoLa casa del Criptoportico – riportata alla luce nel primo Novecento – si collega alla precedente in quanto ad essa unificata o separata nel corso del tempo a seconda dei proprietari che si sono succeduti. Anche questa dimora si presenta con una elegante decorazione pittorica. La struttura è a due piani, con scale e rampe: i piani superiori adibiti alla cucina e alle sale per i banchetti. Al suo interno sono presenti due calchi di vittime dell'eruzione, due persone abbracciate, che secondo gli studi si pensava dapprima fossero un uomo e una donna, poi due donne, una mamma con la figlia, e che solo recentemente si è arrivati alla conclusione si possa invece trattare di due uomini di età compresa tra i 18 e i 20 anni. Si tratta di alcuni dei ritrovamenti più affascinanti della triste storia della città. Il nome della dimora deriva dal  criptoportico - un ampio corridoio coperto – che troviamo ancora decorato da affreschi, più un fregio rappresentante scene illustrate della guerra di Troia (come la precedente dimora). Da notare anche le decorazioni affrescate e in stucco della volta, con un'alta concentrazione di motivi floreali. La casa è anche nota per essere uno dei pochi esempi con all'interno  la presenza di terme private a Pompei. Poco prima dell'eruzione erano presenti anche ambienti utilizzati per la produzione e la conservazione del vino.

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Casa di Adone ferito

Regio VI

Casa di Adone feritoAnche questa casa si mostrava in origine come una struttura più grande, in quanto unita ad una dimora vicina, edificate entrambe alla metà del II secolo a.C., lungo la via di Mercurio. Il primitivo impianto risale all’età sannitica e ha conservato nel tempo decorazioni di I stile e di periodi  successivi. La dimora è così chiamata per la presenza all'interno di un grande affresco che raffigura Adone morente tra le braccia di Afrodite (i due amanti della mitologia greca), al centro dei due gruppi statuari di Chirone e Achille. Si tratta di una straordinaria megalografia di IV stile, raro esempio rinvenuto a Pompei, dove raffigura Adone morente per ordine di Ares, che spinto dalla gelosia lo fa aggredire da un cinghiale durante una una battuta di caccia; dal sangue del giovane morente crebbero gli anemoni. L'affresco è stato recuperato e restaurato nel 2016, anno in cui è stato anche predisposta la visita al pubblico. La dimora fu rinvenuta durante gli scavi della prima metà dell'Ottocento, e fino al ritrovamento dell'Adone era anche nota come Casa di Ermafrodite, in riferimento un altro affresco, quello della Toeletta di Ermafrodito, presente nella parete est e ancora oggi visibile. 

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Casa dalle Pareti Rosse

Regio VIII   
Casa dalle Pareti RosseIl "rosso pompeiano" prende il nome dal colore delle pareti di molte dimore di Pompei, ma sicuramente mai come in questa casa, conosciuta per l'appunto come Casa dalle pareti rosse (e anche nota come Casa dei Fabi o dei Fabii o della famiglia Fabia) possiamo vedere l'esempio più tipico: caratteristiche decorazioni parietali che in questa dimora risultano ancora intatte. L'edificio risale all’età repubblicana, fortemente danneggiata come tanti dal terremoto del 62 d.C. Al momento dell'eruzione del vulcano nel 79 d.C. risultava in fase di restaurazione. Dal 2016 oltre a diverse altre aree della Regio VIII- grazie al Grande Progetto Pompei - è possibile visitare quel che è stato riportato, al momento, alla luce: gli affreschi e il larario a nicchia, quest'ultima era una piccola edicola destinata al culto domestico dei Lari, divinità protettrici della famiglia (furono anche ritrovate sei statuette di bronzo raffiguranti le divinità domestiche). 

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Anfiteatro di Pompei

Regio II

Anfiteatro a PompeiL'Anfiteatro di Pompei è uno dei più antichi, e grandi del mondo romano, uno dei primi in muratura e poteva accogliere fino a 20.000 spettatori. Venne eretto intorno all'anno 70-80 a.C dai magistrati che reggevano il governo della città (cosiddetti 'duoviri'), all'epoca Quinzio Valgo e Marco Porcio, e posizionato ai limiti del perimetro murario a sud-est, una zona poco abitata all'epoca, posizione scelta non a caso, considerando che questo poteva infatti servire ad organizzare in maniera più facile e pratica il movimento, accesso e sgombero alla struttura degli stessi spettatori.  Fu una delle prime strutture ad essere riportate alla luce, intorno alla metà del Settecento, e poi ulteriormente scavato nei primi anni dell'Ottocento. Si presenta oggi ben conservato, nel suo genere e considerata l'antichità, si ritiene sia uno degli anfiteatri romani meglio arrivati ai giorni nostri. C'è da notare che l'arena non si prestava ai combattimenti tra leoni e gladiatori... continua a leggere sull'Anfiteatro di Pompei.

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