|
LA GIOCONDA DI LEONARDO

▪
Museo Louvre
▪
Storia del Museo
Louvre
▪
Museo
d'Orsay
▪
Storia del Museo
d'Orsay
▪
Musei a Parigi
▪
Parigi
La Gioconda è una donna con espressione pensosa
e un delicato, appena accennato sorriso, spesso interpretato come enigmatico o
criptico. Può dirsi di certo il dipinto più famoso del mondo, emblema
della disciplina stessa della pittura, o delle arti visuali in generale. Poche
altre opere sono così conosciute e riprodotte (Duchamp l’ha fatta coi baffi,
Andy Warhol in technicolor,Botero grassissima ecc.).
Si tratta di un olio su legno di pioppo; misura 77×53 cm (stupisce subito la
piccolezza del quadro, specie considerando quanto lo si immaginava grande per
valore e bellezza prima di vederlo dal vivo).
Il dipinto mostra una bravura esecutiva che lo pone
tra i massimi capolavori di Leonardo insieme all'Ultima cena, suo lavoro
più grande per dimensioni, seppure molto danneggiato dal tempo e dalle
imperfezioni tecniche.
L'ambiguità dell'espressione del viso è in gran parte
dovuta all'uso dello sfumato, che rende “sfocate” le parti più espressive del
volto (gli angoli degli occhi, la bocca) conferendo al quadro un'aria di
mistero.
L'identità della donna non è certa, anche se di
recente lo studioso fiorentino Pallanti, forte anche delle antiche teorie
vasariane, ha affermato con certezza che trattasi di Monna Lisa Gherardini,
donna della piccola nobiltà rurale fiorentina, seconda moglie di Francesco
Bartolomeo del Giocondo (da cui il nome di "Gioconda").
Vasari però ha lasciato una descrizione del dipinto
che non corrisponde a questo: egli esalta le fossette sulle guance (che invece
non ci sono), parla della perfetta resa della peluria delle sopracciglia (che la
Gioconda non ha), descrive la lunghezza delle ciglia (che invece sono corte).
Precedenti ricerche sostenevano d’altro canto che si
trattasse della benestante signora fiorentina Madonna Lisa del Giocondo,
da cui deriva l'altro nome del quadro, “Monna Lisa”.
Altra ipotesi possibile è che Leonardo non abbia
dipinto una persona precisa. Alcuni sostengono si tratti di un autoritratto
dove Leonardo si è raffigurato in versione femminile.
Secondo un'ipotesi più recente la Gioconda potrebbe
raffigurare Bianca Sforza, primogenita del lombardo Ludovico il Moro,
morta avvelenata nel 1496 (o comunque una donna lombarda).
Il dipinto è stato tante volte oggetto di restauro:
analisi ai raggi X hanno mostrato che ci sono tre Monna Lisa sotto quella
attuale. Secondo studi del settembre 2006 (Centro Nazionale di Ricerca e
Restauro dei Musei di Francia) la donna, per loro Lisa Gherardini, era ricoperta
da un sottile velo di mussolina, all'epoca indossato dalle donne in attesa o da
poco mamme.
La vernice finora aveva nascosto questo particolare,
che può ora spiegare l'enigmatico sorriso con lo stato della donna: dunque il
sorriso alluderebbe al mistero ed alla consapevolezza proprie della maternità?
Dietro il dipinto è emerso anche lo schizzo inciso sul
legno da Leonardo, il quale prima di iniziare il quadro ne avrebbe abbozzato la
forma.
Tra i cambiamenti in corso d’opera, l’eliminazione
della cuffia, presente nel primo progetto.
Il quadro di Leonardo fu uno dei primi ritratti a rappresentare il soggetto
davanti a un panorama ritenuto, per lo più, di fantasia. Caratteristica
interessante del panorama: non è uniforme.
La parte sinistra è più in basso della destra. Questo
ha portato a ritenere che sia stata aggiunta successivamente.
Lo sfondo sembra infinito: per la prima volta un
pittore ha dipinto l'aria, fatto confermato dai noti studi di Leonardo
sull’atmosfera.
Molti hanno osservato poi che la Gioconda è seduta a
ridosso di un loggiato e si intravede un parapetto, oltre che le basi di 2
colonne di lato. Qualcuno ritiene di aver anche individuato il vero paesaggio
che servì da sfondo per il quadro, che si troverebbe vicino ad
Arezzo. Considerando la cura di Leonardo per i dettagli, molti pensano
non si tratti di uno sfondo inventato, ma anzi di un punto preciso della
Toscana, dove l'Arno riceve le acque della Val di Chiana.
C'è un indizio sulla destra, oltre la spalla della
Gioconda: un ponte basso, a più arcate, a schiena d'asino di stile romanico,
identico al ponte a Buriano che tutt'oggi attraversa l'Arno e venne
costruito a metà del 1200, quando Arezzo viveva un periodo di grande ricchezza.
Sopra le arcate passa l'antica via Cassia.
Leonardo conosceva bene questo ponte, poiché aveva
studiato a lungo la zona, come testimonia un disegno oggi alla Royal Library di
Windsor, in cui si intravede anche il ponte a Buriano; Leonardo conosceva dunque
molto bene la geografia di quest’area. Inoltre i rilievi a sinistra sono
verticali, aguzzi, come i calanchi che sorgono in quella zona, curiose
formazioni rocciose, erose dagli agenti atmosferici e dal tempo.
Leonardo deve essere rimasto molto colpito da queste
forme, come studioso, per la loro natura geologicamente unica, e come artista
per la loro bellezza e stranezza. È un tipo di rilievi, verticali e
frastagliati, che si ritrovano in altre opere di Leonardo, come la Vergine
delle rocce, anch’essa al Louvre, collocata poco lontana dalla Gioconda.
Leonardo dipinse la Gioconda probabilmente a
Firenze, quando era alloggiato nelle case accanto
a Palazzo Gondi (oggi distrutte) vicino piazza della Signoria.
Leonardo portò il dipinto con sé in Francia
dall'Italia nel 1516, quando Francesco I lo invitò a lavorare ad
Amboise vicino alla sua
residenza, il Castello di Clos-Lucé.
Qui, Francesco I gli comprò vari quadri tra cui la
Gioconda; di conseguenza essa è legittimamente proprietà dello Stato francese.
Il dipinto inizialmente stava a Fontainebleau, poi a
Versailles. Dopo la Rivoluzione venne portato al Louvre.
Napoleone lo fece mettere nella sua camera da letto,
ma poi tornò al Louvre.
Durante la guerra franco-prussiana (1870-1871), venne
tolto dal Louvre e nascosto.
Nel 1911 il furto della Monna Lisa venne
scoperto; il 7 settembre il poeta Apollinaire venne arrestato, in quanto
sospettato del furto, e anche
Picasso venne
interrogato, ma entrambi furono poi rilasciati. Si scoprì successivamente che un
impiegato italiano del Louvre, Vincenzo Perugia, convinto che il dipinto
appartenesse all'Italia, lo rubò uscendo dal museo a piedi con il quadro sotto
il cappotto. Fu catturato a Firenze quando cercò di vendere il dipinto a un
mercante d'arte; il quadro venne esibito in tutta Italia e restituito al Louvre
nel 1913.
Durante la I e la II guerra mondiale il dipinto venne
di nuovo rimosso dal Louvre e conservato al sicuro.
Nel 1956, la parte inferiore del dipinto venne
gravemente danneggiata da un attacco con dell'acido; mesi dopo qualcuno gli tirò
un sasso: ora è protetto da un vetro di sicurezza.
Nel 1962 il quadro venne prestato agli Stati Uniti e
mostrato a New York e Washington. Nel 1974 venne esibito a Tokyo e Mosca.
Il 18 gennaio 2007 sono stati resi noti studi secondo i quali la Gioconda
sarebbe davvero esistita; sarebbe morta a Firenze all'età di 63 anni il 15
luglio 1542 (nata nella stessa città il 14 giugno 1479) e sepolta nel convento
di Sant'Orsola.
Articolo di Laura Panarese
Ostelli Parigi
Ostelli Francia
Carte de Paris
Karte von Paris Mapa Paris Map of Paris
Carte de France Karte von Frankreich Mapa Francia Map of France |