
▪
Forum
Informagiovani
▪
Viaggiare in Europa
▪
Viaggiare in Italia
▪
Ostelli a Parigi
▪
Ostelli in Francia
▪
Hotel a Parigi
(1,2,3,4,5 Stelle)
▪
Hotel in Francia (1,2,3,4,5 Stelle)
▪
Informazioni sulla Francia
▪
Mappa
di Parigi
▪
Alberghi
a Parigi
▪
Mappa
della Francia
▪
Hostales en Francia
▪
Auberge de Jeunesse France
▪ Jugendherberge
Frankreich
▪ Hostels
France
▪ Hostels
Paris
▪
Hostales en París
▪
Auberges de Jeunesse Paris
▪ Jugendherberge
Paris
|
MUSEO LOUVRE DI PARIGI

▪
Storia del Museo
Louvre
▪
La Gioconda di
Leonardo da Vinci
▪
Museo
d'Orsay
▪
Storia del Museo
d'Orsay
▪
Museo Rodin
▪
Museo Pompidou
▪
Musei a Parigi
▪
Parigi
Dalla celebre piramide di vetro del Louvre i
visitatori si dirigono verso le diverse sezioni del museo, seguendo i loro gusti
e l'istinto...
Il settore che, chiaramente, colpisce di più noi
italiani è il “nostro”, ossia quello italiano, la maggior parte dei cui
pezzi provengono dalle collezioni di Francesco I raccolte a Fontainebleau e
dalle spoliazioni napoleoniche in Italia, nonostante il tentativo di Canova,
inviato del papa, di recuperarne parte a inizio Ottocento.
Giotto, Beato Angelico, Botticelli, Antonello da
Messina, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Correggio, Mantegna,
Parmigianino… l’elenco è infinito.
La sensazione che si prova vedendo queste collezioni è di orgoglio, ma
anche di rabbia, perché le si vorrebbe, istintivamente, avere da noi.
E’ pur vero che molte opere che sono conservate in
Italia non sono mai state viste da gran parte di noi italiani, per cui ritengo
sia meglio saperle collocate in un luogo bello, prestigioso, visitatissimo,
internazionalmente noto ed apprezzato piuttosto che, magari, lasciate ad
ammuffire in qualche chiesa, palazzo storico o edificio privato, senza la
fruizione, la tutela, la valorizzazione necessarie.
Tra i pezzi centrali della parte italiana del Louvre
c’è chiaramente la “Gioconda” o
“Monna Lisa” di Leonardo Da Vinci, datata 1503-1506, ultimamente
ancor più visitata a causa (o per merito, dipende dal punto di vista), del best
seller di Dan Brown “Il codice Da Vinci” da cui Ron Howard ha tratto un film di
grande successo cinematografico. Mi soffermo sull’opera, più celebrata che
realmente conosciuta, anche perché dire un po’ di tutto su un museo così grande
è come non dirne nulla.
è
SPECIALE GIOCONDA DI LEONARDO
Il museo del Louvre vanta, oltre alla ricca sezione
italiana, molte altre sezioni di grande valore, tra cui quelle di archeologia,
che conservano pezzi importantissimi, dall’arte del vicino oriente, a quella
egizia, greca, etrusca e romana, all’arte islamica ecc.. Tra le opere di
archeologia conservate al Louvre, una versione in tutto simile al “Sarcofago
degli Sposi” di Villa Giulia (conservato al Museo Etrusco di Roma) del 520-510
a. C.; l’ellenistica “Nike” di
Samotracia,
nel momento in cui spicca il suo magico volo dalla prua di una nave, con i
vestiti magistralmente aderenti al corpo; il greco “Cavaliere Rampin”, del 550
a.C. circa; per l’Egitto, gli Annali di Tutmosi III, da Karnak, Luxor, risalenti
al 1479-1425 a.C. .
La sezione di pittura, che ospita i più diversi
artisti europei dal XIII secolo al 1848, è curata da dodici tra i più grandi
esperti mondiali di arte europea medievale\moderna. Questa è già una garanzia di
attenzione e serietà nei confronti delle collezioni, che vengono trattate come
documenti storici, come pezzi talmente preziosi da necessitare la massima cura,
sia per la conservazione, sia per la valorizzazione (ricerca scientifica,
criteri espositivi, supporti didattici, ecc. ).
Rimando sicuramente al sito web del museo per
un’esperienza completa, seria, esatta ed al contempo piacevole del Museo del
Louvre, con una buona idea generale, bella grafica, agevole movimento tra
diverse sezioni e tutte le informazioni storico-artistiche, catalografiche e
visive che si vogliano avere sulle opere, sugli spazi, sul museo e varie ed
eventuali. Davvero bello, lo devo ammettere.
Non mi sembra tra l’altro che la Francia
sia ancora caduta nella trappola della fascinazione facile dell’opera d’arte e
dell’oggetto museale. Che intendo? Intendo che spesso, se l’Italia offre ancora
poco dal punto di vista della valorizzazione museale, della didattica dell’arte,
dell’intrattenimento culturale, del potenziamento della strumentazione
tecnologica per garantire la fruizione più varia e completa possibile
dell’oggetto museale (a parte poche eccezioni), altrove ho spesso la sensazione
che per eccellere in integrazioni, stimolazioni e potenziamenti si perda spesso
di vista l’opera, la sua magia, la sua unicità, la sua “aura”, per dirla con
Benjamin, in sintesi il motivo vero per cui un’opera d’arte è tale, senza
bisogno di molto altro.
Forse l’Italia, al contrario, rimane ancora troppo
attaccata all’opera ed alla tradizionale “mostra” del prodotto d’arte, con il
classico catalogo da leggere, i pannelli esplicativi e le tradizionali visite
guidate, senza troppa creatività.
La via percorsa dal Louvre mi sembra una via mediana,
per la gente, ma anche per l’opera, scrupolosamente mostrata al pubblico,
scientificamente schedata, vivacemente valorizzata, ma non dimenticata nella sua
natura documentaria e storica, prima di tutto. Del resto è in Francia che è nata
l’enciclopedia, come pure certa logica espositiva (le prime gallerie comparvero
proprio nei castelli francesi) e museale.
Articolo di Laura Panarese
Ostelli Parigi
Ostelli Francia
Carte de Paris
Karte von Paris Mapa Paris Map of Paris
Carte de France Karte von Frankreich Mapa Francia Map of France |