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"Tu vedi lunge gli uliveti grigi |che vaporano il viso ai poggi, o Serchio, |e la città dall'arborato cerchio,|ove dorme la donna del Guinigi [...] " Gabriele D'Annunzio

Città bella e colta, di storia antichissima, Lucca è uno dei luoghi più conosciuti e visitati della Toscana,  con molti visitatori stranieri che l'hanno scelta come loro seconda residenza. La città è racchiusa dentro un perimetro di quasi 4 km di mura cinquecentesche che sono il suo vero e proprio simbolo. All'interno delle mura, il centro storico ha molto ben conservato il carattere di "città stato" di un tempo, le sue stradine strette e le sue caratteristiche piazze, su cui si affacciano casine medievali e palazzi rinascimentali.

Lucca - Torre GuinigiIniziamo qui brevemente un excursus storico della città di Lucca che sicuramente vi renderà più gustosa la visita. Le prime tracce di stanziamenti umani rinvenuti sul territorio di Lucca riconducono ai Liguri. Sembra, infatti, che Lucca sia stata fondata su di un'isola del fiume Auser (il Serchio come veniva chiamato anticamente): l'ipotesi pare essere confermata dalla radice ligure-celtica "luk" che indica un luogo paludoso. Furono comunque gli Etruschi, tra il VII e VI secolo a.C., a dare il primo decisivo contributo all'espansione demografica, economica e civile del territorio.

Piazza AnfiteatroLa notizia più antica relativa a Lucca compare nelle Storie di Tito Livio e risale al 218 a.C. quando in città trova riparo il console romano Sempronio Longo dopo la sconfitta subita sul Trebbia da parte di Annibale. A conclusione della lunga campagna militare condotta da Roma contro i liguri Apuani, Lucca nel 180 a.C. divenne colonia latina e, insieme alla città ed al contado di Pisa, aggregata alla provincia di Liguria. Nel 89 a.C. divenne municipio e nel 59 a.C. divenne sede dell'incontro del primo triumvirato tra Pompeo, Cesare e Crasso. Durante la vita dell'Impero, la città si sviluppò in un importante nodo stradale (e forse anche una stazione militare) tra le vie Cassia, Clodia e Aurelia e conobbe il suo periodo di maggior floridezza, soprattutto tra il I e II secolo d.C. Gli importanti reperti archeologici, quali i resti delle prime mura, dell'Anfiteatro, delle Terme di Massaciuccoli e del Teatro, attestano ancora oggi il passato romano di Lucca.

Mappa antica di LuccaCon la caduta dell'Impero Romano di Occidente nel 476 d.C. la città venne occupata prima dai Goti, poi dai Bizantini (552) ed infine dai Longobardi (570), sotto i quali divenne capitale della Tuscia e sede di un importante ducato. Ai longobardi, convertiti al cattolicesimo, si deve anche la costruzione delle più antiche chiese lucchesi e l'insediamento di un potente vescovado. Con l'avvento dell'Impero Carolingio la città perse il suo primato sulle altre città toscane (Firenze era diventata la nuova capitale della Tuscia). Tra il X e XI secolo Lucca conobbe  un periodo di maggior decadenza.  Già con il XII secolo la vita della città riprese slancio:  le attività mercantili incrementarono e venne istituita una nuova zecca: Per l'importanza dei suoi traffici si ritrovò in aperta rivalità con Genova e Pisa. Nelle campagne si consolidarono i Signori feudali mentre in città nuove classi si affermarono con l'appoggio dell'Imperatore del Sacro Romano Impero che nel 1081 concesse a Lucca l'esenzione dagli obblighi di vassallaggio dando nuova linfa ai commerci cittadini. Nonostante le numerose lotte contro Firenze, Arezzo, Siena, Prato, Orvieto e San Miniato, il periodo che va dal XII al XIII secolo fu sicuramente tra i più prosperi della storia lucchese. Il commercio della seta e l'attività dei suoi mercanti e banchieri (nel corso del ‘200 le compagnie di mercanti - banchieri lucchesi si costituiscono anche nei più importanti centri d'Europa) dettero prestigio e ricchezza alla città che nel 1119 si costituì in libero comune. Con la dieta di San Genesio nel 1162 i lucchesi ottennero la piena autonomia da parte dell'Imperatore Federico Barbarossa delle istituzioni comunali, dietro riconoscimento da parte loro dell'autorità imperiale. Nel corso del Trecento, la città conobbe un importante ampliamento delle proprie dimensioni, con la costruzione dei quartieri periferici di San Frediano e di Santa Maria Forisportam.

Castruccio CastracaniLe complesse rivalità fra Guelfi e Ghibellini, prima, e tra Bianchi e Neri, poi, unitamente alle ambizioni delle famiglie più potenti, portarono ad un ridimensionamento progressivo delle forze del libero Comune di Lucca: nel 1314, infatti, il tiranno Uguccione della Faggiola, Signore di Pisa e capo dei Ghibellini toscani, si impadronì della città. Furono necessari due anni ai lucchesi per ripristinare l'autorità sulla loro città, grazie anche al capitano generale Castruccio Castracani. Il governo di quest'ultimo coincise con il periodo di maggior espansione del comune che conquistò in pochi anni Pistoia, Volterra e Luni, sconfiggendo anche i fiorentini nella Battaglia di Altopascio nel 1325 e nel 1327. L'espansione lucchese venne tragicamente arrestata dalla morte del Castracani stesso, colpito da un attacco di malaria nel 1328 durante la marcia trionfale verso Firenze. Un nuovo periodo di decadenza iniziò con la scomparsa del valoroso condottiero. La città passò da una Signoria all'altra; dal re Giovanni di Boemia, ai Rossi, già signori di Parma, agli Scaligeri, fino alla definitiva vittoria di Pisa nel 1342. Il potere pisano si protrasse sino al 7 aprile del 1369, quando i lucchesi ottennero dall'Imperatore Carlo IV un decreto di piena autonomia. Il comune entrò ancora una volta in una fase di piena espansione economica anche se continuarono le dure lotte tra le famiglie lucchesi per il predominio politico. Dal 1400 al 1430 Lucca fu dominata da Paolo Guinigi, la cui famiglia prevalse sui rivali Forteguerra: in quegli anni le arti ed i commerci ricevettero nuovo impulso, arricchendo ed abbellendo la città. Si dovette proprio al Guinigi la Ilaria del Carrettocommissione a Jacopo della Quercia del bellissimo sarcofago funerario per la moglie Ilaria Del Carretto (nella foto a sinistra) morta in giovane età. I Guinigi vennero rovesciati nel 1430 da una congiura di nobili appoggiati da Francesco Sforza, condottiero al soldo di Filippo Maria Visconti, Signore di Milano. Con la discesa in Italia di Carlo VIII nel 1494, lo stato lucchese, grazie alla propria consolidata diplomazia e alle ricchezze economiche, operò una politica di equilibrio tra Francia e Spagna. Gli Imperatori Massimiliano I e Carlo V confermarono alla città gli antichi privilegi, nonostante quest'ultima subì alcune perdite territoriali in Garfagnana ed in Versilia. Con la metà del XVI si intensificarono i tentativi dei Medici di espandere a tutta la Toscana il loro predominio: è in questo periodo che vennero iniziati i lavori per la costruzione della terza, poderosa, cinta muraria, capace di resistere alle artiglierie di qualsiasi aggressore.

Per tutelare al meglio la propria indipendenza, Lucca si costituì nel 1556 in Repubblica aristocratica (assetto istituzionale che durò sino al 1799) con la Riforma Martiniana (dal nome del Gonfaloniere Martino Bernardini) che riservò ai soli lucchesi l'accesso alle cariche pubbliche. A partire dal Cinquecento, la città conobbe uno straordinario sviluppo della cultura musicale grazie all'opera dei maestri Guami, Giacomo PucciniMalvezzi, Gregori, Gasperini, Gemignani e Boccherini. La grande tradizione lucchese culminerà qualche secolo più tardi con Giacomo Puccini (1858-1924), ultimo rappresentante di una famiglia di insigni musicisti. L'assetto istituzionale aristocratico della città si consolidò nel 1628 con la Riforma del Libro d'oro contenente i nomi delle famiglie nobili tra cui scegliere i governanti. Durante il XVII secolo vennero continuati e conclusi (1645) i lavori di costruzione della imponente cinta muraria. Il settecento vide un ulteriore crescita culturale della città: l'Accademia degli Oscuri, la Congregazione dei Chierici ed i Fisici dettero un grande contributo alla vita intellettuale di Lucca che promosse, nel 1759, la prima edizione italiana dell'Encyclopédie di D. Diderot e J. Elisa Baciocchi - Sorella di NapoleoneD'Alembert. Tuttavia un lento e inarrestabile declino trascinò la repubblica. Il processo culminò con l'arrivo delle truppe rivoluzionarie francesi, il 22 gennaio del 1799, che imposero alla città un governo democratico. Tre anni dopo Napoleone dette a Lucca un nuovo Statuto, trasformandola nel 1805 in un Principato, al cui governo fu posta la sorella Elisa Baciocchi, moglie di Felice Baciocchi. Furono anni di grandi riforme a favore del popolo, della borghesia colta e dei professionisti; le arti e le scienze ricevettero nuova dinamicità e vennero portate a compimento molte opere di pubblica utilità.

Caduto l'Impero napoleonico, dopo la breve reggenza austriaca (1815-1817), nel 1817 Lucca divenne un Ducato passando sotto il dominio di Maria Luisa Borbone di Spagna (1817-1824) prima, e di suo figlio Carlo Ludovico (1824-1847) poi. Durante il governo borbonico si attuò un importante ed intensa opera di razionalizzazione architettonica della città, grazie soprattutto al genio dell'architetto Lorenzo Nottolini, al quale si deve anche la creazione della stupenda passeggiata sulle mura urbane. Nacque negli stessi anni la Cassa di Risparmio, ed iniziò lo sviluppo del centro balneare di Viareggio e di quello termale di Bagni di Lucca. Nel 1847, con la morte di Maria Luigia d'Asburgo Lorena il Ducato di Parma e Piacenza tornò (secondo gli accordi del Congresso di Vienna) ai Borbone che lasciarono così Lucca, la quale venne annessa al Granducato di Toscana di Leopoldo II. Con il plebiscito dell'11 marzo 1860 il Granducato venne annesso al Piemonte che completerà il processo dell'Unità Nazionale l'anno successivo.

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