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Un
sorprendente itinerario nei secoli passati di Trento,
crocevia di culture fin dall'epoca romana. Scopri come
nacque e crebbe questa affascinante città alpina, erede di
un glorioso passato.
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Circondata
com'è dalle montagne, la piccola
Trento ha da sempre
esercitato un fascino particolare nel viaggiatore. Lo sapevano
bene i grandi poeti come Wolfgang Goethe, che nel Settecento
amava apprezzare il cuore delle Alpi tridentine (là dove "
il
sole è caldo e si ricomincia a credere nel buon Dio", diceva)
, o come Heinrich Heine, che qualche decennio dopo ebbe
modo di ammirare la città "ché divide l'Italia dalla Germania,
ma che ci guarda con i suoi grandi occhi italiani".
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É vero, Trento è una città tutta italiana, come
dimostra la sua lunga storia millenaria e come più di una
volta ci viene indicato dalla volontà dei suoi cittadini, ma
è innegabile la sua identità eterogenea, fatta di tradizioni
alpine, influenze asburgiche, cultura controriformistica,
resistenze ecclesiastiche e aperture illuministiche. Una
città poliedrica, sotto molti punti di vista.
Le
testimonianze storiche più antiche sono state rinvenute nella
riva occidentale dell'Adige e raccontano di un territorio
già popolato nel periodo Neolitico. I Romani
conquistarono la regione nel tardo I secolo a.C., dopo diverse
lotte con le tribù locali (tra cui i Reti, antica popolazione
che abitava le Alpi centro-orientali) e ben presto urbanizzarono
un'area posizionata ad est del fiume, a cui venne dato il nome
di Trideum ('città dei tre denti', dalle tre colline
vicine: Doss Trento, Doss di San Rocco e Doss
Sant'Agata). Durante tutto il periodo romano la città si
distinse per il notevole sviluppo economico e sociale – grazie
anche al ruolo strategico giocato all'interno della Regio
X Venetia et Histria, una delle regioni dell'Italia augustea,
ed al suo posizionarsi lungo la Via Claudia Augusta,
principale strada militare verso il nord dell'Europa – così
come documenta un antico scritto imperiale del 49 a.C., che
definisce il piccolo centro uno splendido 'Municipium'.
La fisionomia urbana della Trento romana si distingueva
per la sua tipica pianta a griglia, delimitata da un lato dal
fiume Adige, e dagli altri da mura, torri, porte d'accesso e
fossati; all'interno trovavano posto i principali edifici pubblici,
come l'anfiteatro, i bagni termali, il foro, l'acquedotto, il
porto sul fiume. Parte della Trento romana è oggi visibile grazie
agli scavi portati avanti nelle fondamenta di alcune delle chiese
e piazze della città.
In
circa tre secoli di storia, dalla caduta dell'Impero Romano,
Trento assunse una fisionomia piuttosto eterogenea, iniziata
nel IV secolo con l'evangelizzazione del Trentino ad
opera del vescovo Vigilio (santo dalla Chiesa cattolica
e patrono della città di Trento) e con l'istituzione in città
di una sede vescovile. L'arcidiocesi di Trento ha infatti
origini antichissime e Vigilio, vescovo dal 387 al 400, fu terzo
in successione dopo Abbondanzio e Giovino. Dal
VI secolo la città fu governata in successione dai Goti
di Teodorico (dal 526), dai Longobardi (intorno
al 568) e successivamente dai Franchi, con i quali il
territorio fu elevato a marca carolingia dell'Impero di Carlo
Magno. Nel frattempo la diocesi vescovile di Trento continuava
ad espandersi nel territorio. Verso la fine del XI secolo, con
Ottone I di Sassonia, Trento venne inglobata nel Sacro
Romano Impero Germanico.
Medioevo
e Rinascimento segnano lo sviluppo della storia di Trento.
Nel 1027 l'imperatore Corrado II ufficializzò la creazione
del Principato vescovile di Trento, unendo il potere
religioso dei vescovi con quello temporale dei rappresentati
dell'Impero, probabilmente già concordato in precedenza, nel
1004, dall'imperatore Enrico II lo Zoppo, nella sosta
del viaggio che lo avrebbe portato a ricevere la corono ferrea
nella città di
Pavia
(insieme a
Milano
e
Monza,
una delle tre sedi dell'incoronazione a re d'Italia degli imperatori
del Sacro Romano impero). Fu così che la città divenne capitale
di un piccolo, indipendente, feudo dell'impero, che si estendeva
fino a comprendere la contea di
Bolzano e la Valle Venosta.
Il Principato durò per quasi otto
secoli e fu governato da 50 principi-vescovi, i quali inizialmente
risiedevano nel palazzo fortificato situato tra la Cattedrale
di San Vigilio e la Torre di Piazza ed erano coadiuvati
da diversi organi direttivi: la Curia del Vassalli, il
Consiglio Aulico ed il Capitolo della Cattedrale,
composto dal decano e dai canonici, al quale venne affidato
il compito di eleggere il vescovo (tra giochi di potere e interferenze
imperiali e papali). Agli organi collegiali si affiancava anche
un'altra figura importante, quella di un laico, detto avvocato,
rappresentante del principe-vescovo nelle questioni temporali
e militari. I rapporti tra il governante principe-vescovo e
la vita civica della città erano regolati da alcune leggi speciali,
parte dello Statuto cittadino, che conferivano un certo
grado di autonomia nella gestione ordinaria, interna ed amministrativa
della città stessa.
Durante
i primi anni del XIII secolo la città si sviluppò in un importante
centro minerario, grazie all'estrazione dell'argento dal
Monte Calisio e al governo retto da Federico Vanga
(durante i primi anni del '200), con il quale venne anche indetto
il primo Statuto minerario d'Europa, il Codex Wangianus.
Nel XIV secolo il Principato di Trento si ritrovò nel mezzo
delle lotte di potere alla successione della corona imperiale
tra le casate di Baviera, Lussemburgo e Asburgo; carestia, peste
e alluvioni portarono altri periodi difficili per la comunità
e per i suoi governanti, a cui venne in aiuto qualche tempo
dopo lo status geo-politico del territorio. Fu infatti
grazie alla storica posizione geografica che Trento iniziò a
svilupparsi come importante centro di riunioni di carattere
internazionale, la prima documentata pare essere stata quella
dell'imperatore Lodovico IV il Bavaro, che riunì nel
1327 i ghibellini dell'impero. Nei secoli successivi, la sovranità
del Principato venne divisa tra il Vescovado di Trento
e la Contea del Tirolo (dal 1363 parte dei territori
degli Asburgo).
Il
XV secolo fu caratterizzato dall'importante rivolta del 1407
contro il principe-vescovo Giorgio di Lichtenstein, guidata
da Rodolfo Belenzani,
un nobile
trentino, difensore dell'antica indipendenza e capitano della
cosiddetta Repubblica
tridentina,
morto in battaglia nel tentativo di conquistare la città nel
1409. Anche la Rivolta
Rustica
del 1525,
una vera e propria rivolta popolare, ha giocato la sua parte
nel contesto sociale della città e del territorio del principato.
Gli anni che seguirono, con l'espansione di
Venezia,
portarono Trento sempre più verso l'Impero e nel 1511, dopo
la riconquista di
Rovereto,
il Vescovato (sotto il governo del principe-vescovo
Giorgio III di Neideck),
dovete firmare un accordo con
Massimiliano I d'Austria,
noto con il nome di 'Libello',
con il quale oltretutto si rafforzarono i poteri del Principato.
Tale patto consentì ai successivi governanti, soprattutto
Bernardo Clesio
(noto
Bernardo da Clas)
e Cristoforo Madruzzo,
personaggi chiave del periodo del
Rinascimento
del Trentino, di poter preparare ed organizzare il futuro
Concilio di Trento.
Tra il 1516 e il 1539, la città fu governata da
Bernardo Clesio,
amico dei più potenti personaggi dell'Europa del suo tempo e
promotore di un forte sentimento Rinascimentale. Grazie a lui
la città fu urbanizzata e 'decorata'
con gli stili architettonici propri del periodo: in vista dei
lavori preparatori del Concilio, vennero costruiti il nuovo
palazzo nel Castello
del Buonconsiglio
e la chiesa
di Santa Maria Maggiore.
La città raggiunse il suo massimo splendore durante il governo
della
famiglia Madruzzo,
che conservò
il potere per più di un secolo. Inaugurato nel 1545 e conclusosi
nel 1563, dopo svariate interruzioni, il
Concilio ecumenico di Trento
ha segnato una tappa fondamentale nella
storia del cattolicesimo
e nelle relazioni
fra cattolici e protestanti
nella
sua epoca e in quelle successive: ponendosi in via definitiva
come autorità ecclesiastica nel sancire anche i
principi della Controriforma
Protestante,
il concilio ha segnato uno storico spartiacque religioso, politico
e culturale dell'Europa intera.
I
secoli che seguirono videro inizialmente l'avanzare del dominio
spagnolo in Italia, a cui Trento mostrò importanti doti
di resistenza. Il Seicento fu in effetti un secolo piuttosto
incoerente per la città di Trento: all'applicazione dei più
rigidi dogmi del cattolicesimo nell'attuazione delle norme della
Controriforma,
rispose
uno sviluppo urbano ed edilizio senza pari.
Quest'ultimo era dovuto probabilmente
allo sviluppo commerciale dell'epoca, riflesso delle potenti
famiglie borghesi mercantili del nord Europa (che come è noto
erano di maggioranza
Calvinista e Luterana). Il Settecento trentino fu il secolo di una
nuova rinascita per la città: finita l'era 'feudale' dei principi-vescovi,
il territorio si risvegliò sotto la veste intellettuale e culturale
di nuovi nazionalismi contro gli 'stranieri' austro-tedeschi.
Nel periodo di distinsero in particolare personaggi come
Clementino Vannetti di Rovereto e Carlantonio
Pilati, giurista e storico italiano, che fu oltretutto condannato
dal tribunale dell'Inquisizione (soppresso in Europa
solo nel XIX secolo) per le sue pubblicazioni che condannavano
la Controriforma.
Nel
1796 Trento fu conquistata dall'esercito Napoleonico e nel 1815,
con il Congresso
di Vienna,
entrò a far parte dell'Impero
Asburgico.
In questo periodo, la città conobbe una forte crescita economica
ed urbanistica, il fiume Adige fu deviato e il centro fu esteso
a comprendere i territori a nord e a sud, con la creazione di
nuovi quartieri residenziali ed industriali. Nel 1859, fu inaugurata
la prima ferrovia della Valle dell'Adige. Durante il corso del
secolo XIX, con personaggi come
Damiano Chiesa
e
Cesare Battisti,
le città di Trento e
Trieste
(ancora
appartenenti all'Austria) diventarono simbolo del
movimento per l'Unità d'Italia
nella
lotta contro l'Impero
Austro-Ungarico.
Durante la
Prima guerra mondiale
Trento venne indicata come 'città
fortezza',
grazie anche alla
Fortezza di Trento
(Festung Trient)
costruita a partire dal 1860, e divenne il caposaldo del fronte
meridionale austro-ungarico. La dominazione austriaca terminò
nel 1918 e Trento venne inglobata nel
Regno d'Italia.
Durante la Seconda
guerra mondiale,
alla caduta di Mussolini,
la città fu conquistata dai tedeschi e divenne parte del
Terzo Reich
insieme a tutto il
Trentino.
Con la nascita della Repubblica
Italiana, Trento ha conosciuto un importante sviluppo economico
grazie anche all'instaurazione nel 1948 della regione Trentino
Alto Adige, Regione a Statuto Speciale. Nel 1945,
il trentino Alcide de Gasperi fu nominato Primo Presidente
del Consiglio dell'Italia del Dopoguerra. Nel 1972, per sopperire
all'insoddisfazione altoatesina nella regione, vennero istituite
le provincie autonome di Trento e di Bolzano,
uniche in Italia.
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