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Nuovi dati sugli stage dei neolaureati

(Notizia di Archivio 2003)

La pratica di proporre stage ai giovani alla ricerca di un primo lavoro, si sviluppa sempre di più e aziende grandi e piccole voglio osservare il candidato per alcuni mesi e sperimentarli magari anche nei momenti di punta, prima di assumerli.
Con la riforma dell'università, fra l'altro, i tirocini (con diverse accentuazioni e durate) saranno parte integrante di tutti i percorsi. Per i ragazzi si porrà sempre più il problema di scegliere e affrontare il giusto percorso e per le aziende di selezionare e seguire con attenzione i potenziali collaboratori.

La ricerca "Indagine stage"
La Gidp, Gruppo intersettoriale direttori del personale, e Job Pilot hanno raccolto e elaborato i dati per valutare l'andamento degli stage, considerando un campione di aziende (italiane il 48%, multinazionali il 42%, familiare il 7% e pubbliche il 2%) nel 51% dei casi ha fra 500 e 1.000 dipendenti.
Le aziende più disponibili ad accogliere gli stagisti sono principalmente quelle del commercio, crediti e servizi, che attivano soprattutto stage brevi da uno e tre mesi, spesso nei periodi estivi o di sovraccarico di lavoro.
Un dato, si conferma anche con i dati di questa ricerca: la maggior parte di stage riguarda le risorse umane (20%) e l'area commerciale e marketing (19%), segue la finanza (17%), la produzione ( 12%) seguono ricerca e sviluppo, information technology, amministrazione e controllo, legale.
Sono principalmente le università ad essere da punto di contatto fra ragazzi e aziende, ma si sta sviluppando in modo interessante anche il canale associazioni e enti promotori. Internet invece non funziona invece come ci si potrebbe immaginare, solo il 7% dei ragazzi a trovato uno stage navigando fra siti aziendali e portali specialistici.
Nel campione considerato la remunerazione (che comunque non è obbligatoria) va da punte minime di 400 euro al mese a massime di 1.000. In tutti i casi presi in esame gli stagisti ricevono dei buoni pasto o comunque la possibilità di accedere alla mensa aziendale. I laureati dell'area scientifica vengono trattati generalmente meglio, con sperequazioni sono intorno a 80 euro. Le assunzioni restano il punto dolente. Vengono assunti solo il 17% degli stagisti del commercio, servizi e credito, un po' meglio che lavora nella chimica/farmaceutica e energia dove uno su tre prosegue con un contratto di lavoro

Cosa è lo stage
La normativa di riferimento è il DM.25 marzo 1988 n.142 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 108 del 12 maggio 1998. in cui si definisce che lo stage è la fase pratica della formazione individuale e per questa ragione non può costituire in alcun caso un rapporto di lavoro. La finalità che si propone è di "…realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell'ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro…" per far conoscere allo stagista la realtà aziendale e far acquisire gli elementi applicativi di una specifica attività o mestiere. L'azienda, nel contempo, avrà la possibilità di valutare l'ipotesi di definire un contratto o una collaborazione di lavoro.
Lo stage non può essere definito direttamente dall'azienda e dalla persona interessata, la convenzione deve essere firmata da un ente terzo che assicura le finalità formative ( agenzie per l'impiego, università o altri istituti abilitati al rilascio di titoli accademici, provveditorato agli studi, istituzioni scolastiche pubbliche o private parificate, cooperative sociali, associazioni di categoria etc) e l'azienda che accoglie il ragazzo.