Cosa vedere a Siracusa

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Cosa vedere a Siracusa

 

Oggi Siracusa ha ancora alcuni dei migliori esempi di arte e architettura barocca; drammatiche rovine greche e romane; e un Duomo che è la leggenda, un microcosmo di tutta la storia della città in un unico edificio. Anche la  città moderna è molto bella con il vivace centro storico barocco, le piacevoli piazze, caffè all'aperto e bar, e un vasto assortimento di ottimi frutti di mare.

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Ci sono essenzialmente due aree da esplorare a Siracusa: il Parco Archeologico (zona archeologica), sulla terraferma; e l'isola di Ortigia, l'antica città prima abitata dai Greci, che si protende verso il Mar Ionio ed è collegata alla terraferma da due piccoli ponti. Ortigia sta diventando sempre più popolare per i turisti, e purtroppo sta iniziando a perdere il suo fascino antico a favore di negozi moderni.

 

Museo Archeologico Nazionale

 

Il Museo Archeologico Nazionale, uno dei principali nel suo genere, conserva infatti materiale fondamentale per la conoscenza della preistoria e protostoria della Sicilia. Tra gli importanti monumenti ricordiamo il Teatro Greco, ricostruito tra il 2Anfiteatro Siracusa38 e il 215 a.C da Ierone II nella stessa area dove esisteva un più antico teatro che si ricollega nella memoria di Eschilo di Eleusi, il primo dei grandi tragici greci, e a Epicarpo, siracusano, padre della commedia greca.
La sua costruzione era stata progettata tenendo conto sia della forma naturale del colle Temenite, che della possibilità di sfruttare al massimo l’acustica. Tipica caratteristica dei teatri greci è anche la visione panoramica, cui il teatro di Siracusa non è esente, offrendo la visione dell’arco del porto e dell’isola di Ortigia. Le parti principali del teatro sono: la cavea, l'orchestra e la scena, la parte meglio conservata è quella scavata nella roccia, mentre la parte alta della cavea è del tutto mancante. Il teatro greco è tutt’oggi luogo di rappresentazioni teatrali, manifestazioni musicali e cinematografiche.

 

Anfiteatro Romano

L’Anfiteatro Romano, grandiosa costruzione del III-IV sec a.C., rappresenta uno dei più vasti anfiteatri della tardo romanità di Catania, Pompei e Pola. Nella parte inferiore venne scavato nella viva roccia, secondo la tradizione locale siracusana e le gradinate erano coperte in origine da lastre litiche poste sui gradini. Sotto le gradinate, si trova un lungo corridoio a volta, con varchi sul piano dell’arena, che consentiva l’ingresso delle belve e dei gladiatori per le cruenti rappresentazioni che vi si tenevano.

 

Orecchio di Dionisio


L'Orecchio di Dionisio, grotta artificiale lunga 65m per 23 di altezza, il cui nome venne coniato da Michelangelo Merisi, il Caravaggio, quando nel 1586, in compagnia dell'archeologo siracusano Vincenzo Mirabella, visitò le Latomia del Paradiso e la grotta, per la rassomiglianza dell'ingresso della cavità con l'orecchio umano. Da questa episodio e da questa denominazione caravaggesca, nacque la leggenda che Dionisio avesse fatto scavare la grotta per adibirla a carcere per ascoltare i discorsi dei prigionieri, data la straordinaria proprietà acustica ancora oggi esistente nella gigantesca caverna.

 

Santuario della Madonna delle lacrime


Il Santuario della Madonna delle lacrime, sorto dopo un eccezionale avvenimento che vide improvvisamente, nella casa di Angelo Iannuso ed Antonina Giusto, un piccolo quadro di gesso con l'immagine del cuore immacolato di Maria iniziò a lacrimare. Lo straordinario fenomeno trasformò la casa dei due modesti lavoratori in una sorta di santuario al quale affluiva una folla sempre maggiore di persone ansiose di osservare e toccare le lacrime. Una commissione nominata dalla Curia arcivescovile riconobbe la natura umana delle lacrime; il 19 maggio 1954, il cardinale Ruffini, arcivescovo di Palermo, pose la prima pietra dell'odierno santuario della Madonna delle lacrime, tutt'oggi meta di pellegrini e fedeli.

 

Museo archeologico regionale "Paolo Orsi"


Il Museo archeologico regionale "Paolo Orsi", intitolato all'eminente archeologo Paolo Orsi, studioso delle civiltà elleniche e preelleniche. Costruito nel parco della Villa Landolina, è il museo più importante e modernamente articolato della Sicilia e tra i più importanti d' Europa. Eretto su due piani, ospita, nei suoi 9.000 mq. di superficie espositiva, 18.000 reperti archeologici, provenienti dalla città di Siracusa e dai territori orientali dell' Isola. Di alto interesse storico e artistico sono i corredi funerari delle necropoli siracusane con una grande raccolta di ceramica importata: corinzia, ionica, rodia, attica, etrusca.

 

Isola di Ortigia


L'Isola di Ortigia, parte più antica di Siracusa, è stata sempre cuore della città. Un luogo suggestivo da scoprire passeggiando a piedi per i caratteristici vicoli e dove si concentrano la maggior parte dei musei e degli edifici storici della città. Al centro di Ortigia si trova il Duomo, con la sua facciata barocca, costruito inglobando il tempio greco di Athena. Essa è divisa in piccoli quartieri storici: Sperduta, Graziella, Giudecca, Bottai, Mastrarua, Maniace, Duomo.

 

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