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Cosa
vedere a Bagnone - 10 luoghi interessanti da visitare
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Il
paesino di
Bagnone è una piccola e poco sconosciuta perla
tutta italiana, un po' ligure, un po' emiliana, un po'
toscana. Sicuramente tutta Lunigiana. Poco lontana da
Aulla e dal Parco Nazionale dell'Appennino
Tosco-Emiliano. Il suo territorio ne celebra la
posizione, immerso come è in un bosco di pini e querce, case in pietra
sparse qua e là, il corso d'acqua, la storia. E poi la rocca, che spunta
come in un concerto di armonie in pietra, plasmata nei secoli da mani
sapienti a dare dimora o a proteggere da possibili invasori. |
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Così appariva Bagnone ai
tempi dei grandi cammini della Via Francigena, così è
Bagnone oggi, ai tempi della generazione internet e dei
social. Impossibile da non visitare. Nonostante le
piccole dimensioni del borgo, una giornata di visita si
riempie facilmente con diverse interessanti attrazioni e
potrebbe non bastare se volete visitare i dintorni. Vediamo
insieme e partiamo da un breve orientamento nel territorio:
Il
territorio di Bagnone
Per orientarsi
al meglio è bene sapere che Bagnone si estende su un
territorio più vasto di quello che è il nucleo centrale del
borgo stesso. Sono infatti una ventina i centri abitati che
lo compongono, frazioni sparse in una lunga e stretta valle,
che dal Passo della Cisa si riversa verso la costa
con la conosciuta Bocca di Magra (dal fiume che la
attraversa). La storica posizione strategica della valle ha
contribuito allo sviluppo urbano di questo territorio. Ed
eccoli allora i castelli, le chiese, i mulini, le misteriose
stele, le antiche strade (come quella via Romea, che
univa il territorio della padana alla costa tirrenica); ci
sono anche storie di antiche lotte feudali di confine
(ancora pare di sentirli gli echi di potere dei Malaspina
e le contese dei Milanesi, dei Fiorentini, e dei Genovesi);
poi c'è quel paesaggio, che ancora appare incolto e fiero.
Bagnone è tutto questo, un concentrato di identità uniche,
che oggi si rispecchiano nel presente.
Le frazioni,
come specificato, sono numerose e si pongono lungo il corso
del torrente omonimo, il Bagnone, in una superficie di quasi
74 kmq e in una altitudine di 236 metri s.l.m. Sono:
Corlaga (con Stazzone, Agnetta e Leugio), Mochignano
(con Sopra e Chiesa), Vico (con Chiesa, Valle,
Montale, Monterole e Canneto), Treschietto, Iera,
Compione e Collesino; Pastina, Pieve,
Groppo, Castiglione del Terziere, Vespeno,
Corvarola, Gabbiana e Lusana,
Nezzana, Orturano, Biglio e Canale.
Con queste, vanno anche menzionati i comuni confinanti, e
cioè Villafranca in Lunigiana, Filattiera,
Licciana Nardi, Corniglio, Monchio delle Corti.
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Nucleo
storico di Bagnone
Il nucleo originario di Bagnone a prima vista appare come un
cumulo di edifici in pietra, di chiara origine medievale
(chiesa, torrione, case, disposte quasi una sopra l'altra e
con alle spalle la valle e la verde collina). Il centro è
attraversato dall'omonimo torrente, sopra il quale si
posizionano due ponti, Ponte Nuovo e Ponte Vecchio.
Il primo lo troviamo subito dopo la via principale della
località (via della Repubblica), ed è indicato
passarci per la bella vista panoramica offerta sul corso
delle acque. Il Ponte Vecchio è antico più di otto secoli e
si caratterizza per quella sua forma arcata, stretta, in
pietra, impressionante architettura del passato; a colui che
lo attraversa, offre uno sguardo verso le alture e le pareti
di edifici che sembrano arrivare direttamente da un libro di
storia (il teatro Quartieri è il più recente,
completato nel 1937). Da qui e muovendosi verso il centro,
si noteranno altre strutture, e le migliori viste
panoramiche sul nucleo antico, verso quella che era la
posizione dell'antico primo mulino (come non poteva
esserci un mulino ai piedi di acque così forti da poterne
sfruttare l'energia), del castello e di angoli che sembrano
essersi fermati nel tempo. Sono angoli che troviamo verso
Piazza Roma e via della Repubblica, luoghi che sembrano
essersi addormentati per un qualche incantesimo,
preservandone le caratteristiche, non fosse per quel molto
più reale destino, chiamato spopolamento, a cui molti
borghi di montagna hanno dovuto lasciare il passo (alla metà
degli anni '50 dello scorso secolo Bagnone contava oltre
6000 abitanti, ben più che dimezzati agli inizi degli anni
2000). Gli edifici sono in pietra arenaria e appaiono
ben tenuti. Molti conservano lo stemma delle antiche casate.
Si noteranno in particolare nella parte via Quartieri, che
prende il nome dall'antica famiglia Quartieri, qui
presente sin dal XVIII secolo. Edifici più antichi
richiedono una sicura visita interna, le chiese di Santa
Maria, quella Prepositurale, e il torrione
dell'antico castello-fortezza. Meritiamo un buon caffè nella
centrale Piazza Roma, con uno sguardo verso le sculture più
rappresentative (una dedicata a Ferdinando Quartieri,
che fu sempre molto attivo nel territorio).
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Castello di
Bagnone
Il nucleo
storico del borgo di Bagnone è sovrastato da una antica
struttura del Trecento, lascito della forte identità feudale
un tempo presente. L'antico castrum é sorto per
ragioni militari su di un colle roccioso che strapiomba sul
torrente Bagnone e venne edificato intorno al X secolo. Si
tratta di un imponente torrione in pietra, cilindrico, unico
elemento presente dell'antica fortezza originaria
appartenuta ai Malaspina, poi passata di mano nel
Cinquecento ai conti Noceti (nel periodo in cui
Bagnone apparteneva ai Fiorentini), i quali vi costruirono
elementi architettonici del periodo. La struttura fu quindi
nuovamente rimaneggiata nell'Ottocento e nei secoli
successivi (il porticato visibile oggi è per esempio del
Novecento). Al castello (è privato e quindi non aperto al
pubblico) ci si arriva in salita, attraverso un percorso
fatto di scale, piccoli vicoli, edifici medievali e chiese
(come la chiesa del Castello, di seguito indicata).
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Villa
Quartieri
La
Villa Quartieri è un bel edificio
situato nel nucleo storico di Bagnone, affiancato da una
piazza e due chiese, Santa Maria e San Nicolò. La dimora
residenziale risale al Settecento, periodo nel quale la
famiglia Quartieri, qui si stabilì secoli fa acquistando
diversi edifici. Il casato dei Quartieri ha origini
da Filattiera, piccolo borgo di Lunigiana, sulla riva
sinistra della Magra, di certa provenienza bizantina del VI
secolo d.C. La villa è attorniata da un grande parco, spesso
sede di eventi e ritrovo culturale.
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Chiesa del
Castello
(anche conosciuta come chiesa di San Nicolò)
La
Chiesa del
Castello fu originariamente costruita intorno all'anno 1000
e la si nota quasi come entrata d'accesso all'alto torrione
di quel che un tempo era il castello-fortezza di Bagnone.
Una strada acciottolata della larghezza media di alcuni
metri porta ai piedi di quelle che erano le muraglie. Sul
lato sud-ovest, verso la valle, si noterà lo strapiombo (con
le case basse, territorio un tempo dimora della classe
contadina al servizio del castello). Da quella che viene
definita come l'originaria cappella castrense dei
Malaspina, nella seconda metà del secolo XIV, venne dato
avvio ad un ampliamento (il primo signore feudale che elesse
a sua residenza Bagnone fu il marchese Antonio Malaspina
nel 1352), continuato nella seconda metà del Quattrocento
(1452) dal segretario di Papa Niccolò V (Pietro Noceti,
della stessa famiglia fiorentina che poi acquisì il
castello). La chiesa in quel periodo fu “fatta allungare
e ridurre a volta?, come indicano le cronache
dell'epoca; venne quindi accessoriata di un campanile a
forma quadrata e di campane, per dar vita al richiamo
religioso e civile che si rendeva man mano necessario verso
la popolazione (come la lapide qui riporta “L'ano de 1462
messer Pedro Da Noxeto a fato fare lo campanile dela chiexa
De Santo Nicoloxo da Bagnone?. Le campane presenti oggi
non sono ne le originarie né tanto meno quelle probabilmente
sostituite nel Settecento-Ottocento (queste furono infatti
smontate e fuse nel 1935). All'interno, si noterà la
presenza di un prezioso pulpito in legno, recentemente
restaurato. Si noterà il portico essere in pietra arenaria,
aggiunto nel secondo dopoguerra. All'interno della Chiesa è
stato sepolto il poeta Giovanni Antonio Da Faie
(morto nel 1470).
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Chiesa
prepositurale di San Niccolò
Da non
confondere con la prima, molto più antica, la chiesa
prepositurale fu essenzialmente edificata a partire dal 1702
(benché le sue fondamenta abbiano ben più di qualche
secolo). Venne consacrata nel 1732, come nuova parrocchia
del paese, in luogo della più antica chiesa del castello. La
chiesa si presenta in forma rettangolare, con colonne a
capitelli, sui quali appoggiano archi a tutto sesto ai
quattro lati. Nella volta centrale sono affrescate le
immagini ed i simboli dei quattro Evangelisti. La navata
centrale è pavimentata in marmo, così come l'abside.
L'altare maggiore si mostra in tutta la sua eleganza, ben
combinato con il coro in legno massiccio alle sue spalle. Si
noteranno all'interno anche la balconata e l'organo,
pregiata fattura. Nella navata si ammirano inoltre altri tre
altari, tra cui l'altare alla Santa Croce, che
custodisce l'antica reliquia della Santa Croce,
oggetto di venerazione popolare e celebrata tre volte
all'anno (ogni Venerdì Santo, ogni 3 maggio nel
giorno della Festa dell’Invenzione della Santa Croce,
e ogni 14 settembre nel giorno della dell’Esaltazione
della Santa Croce). Poco oltre, frontale all'altare,
troviamo l'altare dedicato alla Madonno del Pianto,
immagine che la tradizione fa derivare da una vicina chiesa,
e miracolosamente arrivata ai giorni nostri dalla
soppressione e chiusura delle chiese da parte del
Granduca Pietro Leopoldo.
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Statue stele
di Bagnone
La storia
archeologica della Lunigiana è
ben conosciuta. A
Bagnone e nelle località vicine sono state rinvenute
numerose statue-stele, dette anche statue-menhir
o stele antropomorfe. Nel territorio ne sono state
catalogate una cinquantina. Secondo gli studi, pare che i
ritrovamenti siano quasi sempre avvenuti nei pressi di
boschi di cerro o di castagno ed effettivamente queste
statue-stele sono state tutte ricavate da pietra arenaria,
proveniente da un terreno geologicamente acido e quindi
ideale per lo sviluppo del castagno. Le statue sono oggi
conservate un pò ovunque nel territorio: tra cui, nel
museo del Castello del
Piagnaro di Pontremoli, nel deposito archeologico statale di
Casola e nel Civico museo di La Spezia, altre sono
addirittura murate in edifici antichi in diverse località.
Nel comune di Bagnone sono state rinvenute le così
codificate statue di Bagnone A, Bagnone B e Bagnone C, più
quelle rinvenute nel territorio di Treschietto (n.52) e di
Filetto (n. 24, 32, 33). La Bagnone A per esempio
(dimensioni 1,39 di altezza massima e 0,64 di larghezza
massima) fu ritrovata nel 1926 in un terreno a poca
profondità e lungo una strada che conduce al centro. Si
caratterizza per il rilievo di un pugnale con lama
appuntita. Attualmente la stele è custodita nel Civico
Museo di La Spezia. Il Bagnone B è la testa della
statua-stele di Bagnone A, e fu ritrovata negli anni '50
dello scorso secolo (fu recuperato e dimenticato in un
deposito di una costruzione rurale, fino a quando non fu
riconosciuto. Il Bagnone C venne ritrovato nel 1961,
nello stesso territorio dei precedenti ed è custodito nel
deposito archeologico statale di Casola in Lunigiana (si
tratta di una testa di probabile stele, di forma ovoidale
allargata). La statua-stele di Treschietto, è stata
rinvenuta nella omonima frazione nel 1969, durante i lavori
per la sistemazione del cimitero (si tratta di una
statua-stele femminile, acefala, una delle meglio conservate
e di notevole interesse archeologico), attualmente si trova
nel Museo del Piagnaro nel Castello di Pontremoli.
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Chiesa di
Santa Maria di Bagnone
Piccola
chiesetta in pietra arenaria, con struttura unica e con
esterni ed interni di fattura prettamente artigianale.
Secondo un’antica tradizione e come indicato anche dall'Abate
Gerini nelle Memorie Storiche della Lunigiana, la
chiesa di Santa Maria sorge nel punto dove venne rinvenuta
l'immagine della Madonna del Pianto, pare durante la
demolizione di un muro nella località anticamente conosciuta
come "Gutula" (poi Burgo Gutulae Bagnoni e oggi borgo
di Bagnone). Nel santuario originario dedicato alla Madonna
venne istituita sin dal 1600 una confraternita ad essa
intitolata, poi destituita a seguito della soppressione
delle confraternite locali e alla chiusura delle loro chiese
nel 1785 da parte del Granduca Leopoldo. Da allora
l'immagine della Madonna è conservata nella chiesa
prepositurale di
San Niccolò. L'edificio sarebbe stato edificato nel 1443,
anche se alcune testimonianze rimandano al 1392. La chiesa
venne completamente ristrutturata nel primo Novecento dalla
famiglia Quartieri e successivamente ridecorata in tema
francescano da Prof. Conte Properzy. A costui si deve
la commissione della grande tela raffigurante San
Francesco d’Assisi e il tabernacolo in legno che
custodisce la reliquia dell’insigne Crocetta di ferro,
che la leggenda vuole essere appartenuta a San Francesco.
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Chiesa di
San Rocco
La
Chiesa di San Rocco a Bagnone, Sorge nel luogo
in cui si trovava anticamente un ospedale intitolato a Sant'Antonio.
Originariamente qui si trovava anche il convento della Casa Canonica
dell'ordine degli Agostiniani, poi ceduta alla parrocchia
locale e
usata nel Cinquecento come alternativa alla Chiesa del
Castello (di cui abbiamo accennato sopra), che risultava più faticosa da raggiungere per
l'elevata posizione della zona. Venne completamente
restaurata nel secondo dopoguerra.
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Oratorio di
San Terenzio
Noto anche come
oratorio di San Terenziano, è situato in località Pieve
di Bagnone, a nord di Bagnone. Originariamente si
sviluppa da una cappella nata lungo il cammino della Via
Francigena, dipendente dalla pieve dei Santi Ippolito
e Cassiano. Seppur di modeste dimensioni, è molto ben
apprezzata dagli abitanti del territorio, in particolare per
la devozione al santo protettore degli emigranti (qui
chiamati 'barsan'). L'attuale assetto architettonico risulta
semplice in struttura e colori. L'interno si arricchisce in
particolare di un soffitto con cassettone ligneo limitato al
solo presbiterio, più la volta a botte di più recente
realizzazione, di un altare con pala dipinta del 1572 (Madonna
seduta in trono con Bambino in braccio che accarezza San
Giovanni) e di interessanti pitture del XVII secolo.
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Castello di
Castiglione del Terziere
Castiglione del
Terziere è una piccola frazione di Bagnone a circa 10 minuti
di distanza in auto. La visitiamo per la sua storia e
archittura. A dominare l'intera valle del Magra un
tempo sorgeva un antico insediamento bizantino in posizione
strategica. La località è quella “terza parte? (pars
tertiaria) dei territori feudali di Alberto Malaspina
di Filattiera, oggi frazione di Bagnone e conosciuta
come Castiglione del Terziere. Un tempo questi stessi
luoghi erano degli Estensi (prima del 1275), signori
che precedettero i Malaspina nel dominio della Lunigiana,
quindi feudo imperiale indipendente, e poi parte della
Repubblica fiorentina, nonché sede del Governo e
della Magistratura del territorio Fiorentino in Lunigiana.
Nel periodo, si sviluppa anche il castello, la cui decadenza
alla metà del Settecento avviene quando gli organi di
rappresentanza del Governo Fiorentino (il Capitano di
Giustizia e la sua Corte), vengono trasferiti a Bagnone.
Oggi, il nucleo originale del castello è riconoscibile nel
mastio centrale, anche se parzialmente inglobato nella
successiva struttura, che include ciò che resta della
cortina muraria. Dal 1973 il castello di Castiglione del
Terziere è sede del "Centro di Studi Umanistici Niccolò V",
che promuove la Lunigiana nel contesto internazionale (con
conferenze, mostre, rappresentazioni teatrali, concerti e
pubblicazioni varie), e che si accompagna ad una Libera
Cattedrale di Polifonia Vocale, nata per la promozione
della educazione musicale. All'interno del castello sono
presenti un importante archivio storico ed una
biblioteca di notevole pregio (con codici, manoscritti,
autografi, libri e numerosi testi di storia e di
letteratura).
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