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Finale
Ligure, posto nel cuore della Riviera di Ponente, è
suddiviso in tre nuclei distinti, Finalborgo, Finalemarina e
Finalpia e una delle sue frazioni, Varigotti, è un rinomato
centro balneare. Le origini di questi abitati sono molto
antiche e abitati fin dall'epoca neolitica. tutti con le
loro peculiari caratteristiche, rappresenta la base ideale
per esplorare il Ponente ligure, e la cosiddetta
Riviera delle Palme. Ecco di seguito le cose principali da vedere. |
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Arco di Margherita
di Spagna
Sull’attuale piazza Vittorio Emanuele II di Finalmarina, tra il maggio e
l'agosto 1666, l'architetto e scultore finalese Sebastiano Bocciardo
innalzava l'arco trionfale dedicato alla figlia di Filippo IV di Spagna,
di passaggio a Finale per raggiungere a
Vienna
il futuro sposo, l’imperatore Leopoldo I. Nella stessa occasione
venne costruita la strada detta "la Berretta" o "della Regina", che si snoda
lungo il corso del fiume Pora, tra Finalborgo e Castel Gavone
collegando la costa con la Val Padana.
Castel Gavone
I Del Carretto fortificarono il Castrum Govonis già alla fine
del XII secolo, anche se il Castello è nominato dai documenti per la prima
volta nel 1380. Nel corso del basso Medioevo la fortificazione fu più volte
distrutta e nel 1452 completamente rifatta. Smantellata definitivamente nel
1713 dai Genovesi, si conserva oggi soltanto in parte, allo stato di rudere:
rimane infatti la quattrocentesca Torre Diamante, a pianta
triangolare curvilinea e bugnato a pietre sfaccettate a punta di diamante.
Essa costituisce un tipico esempio di architettura militare rinascimentale
assai simile, soprattutto nel tessuto murario, alle torri rotonde del
Castello
Sforzesco a
Milano.
Costruita con ogni probabilità intorno al 1490, poggiava su un enorme
bastione a scarpata e forse, in origine, era separata dal corpo poligonale
del Castello. Nel 1489 all’architetto militare Francesco di Giorgio
Martini sembrò "bella et assai apparente, e sotto questa apparenzia
utilissima". Castel Gavone è collegato al circuito murario del borgo e,
in particolare, alla porta della "Mezzalama", attraverso il tratto
iniziale della strada "della Regina". Prima di giungere al Castello si
incontrano i ruderi del Forte di San Giovanni.
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Santuario di Santa Maria di Pia
Nel 1476 il marchese Galeotto Del Carretto ottenne da Sisto IV, per
mezzo di Giuliano Della Rovere, l’insediamento di una comunità di
monaci Olivetani presso la chiesa medioevale di Finalpia. Furono edificati
il convento e i due chiostri in stile rinascimentale. La chiesa antica,
documentata dal 1170, della quale rimangono tracce di arcate e il bel
campanile cuspidato della fine del Duecento, fu completamente rifatta nel
XVIII secolo. Alla chiesa medioevale è forse riferibile una tavola con la
Vergine, attribuita a Nicolò da Voltri, seguace trecentesco di
Barnaba da Modena.
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Chiesa di San Biagio
La primitiva Chiesa di San Biagio fu eretta, forse fuori delle mura
di Finalborgo, nel XII secolo, in concomitanza con la formazione della
capitale del marchesato; situata accanto al ponte sul fiume Aquila, aveva
funzioni assistenziali e ospedaliere. Spostata all’interno della cinta
muraria tra il 1372 e i 1374, subì probabilmente gravi danni in un incendio
del 1449 e fu ripristinata dal marchese Giovanni I a partire dal
1462. Certamente a questa data risale la costruzione del campanile (1462) ad
opera del maestro muratore lombardo Bartolomeo Mutano: esso è di
forma ottagonale, impostato su una torre delle mura quattrocentesche.
L’articolazione delle sue pareti in una triplice serie di bifore e la
decorazione ad archetti lo riconduce a modelli lombardi di ambito del
Filarete. Il campanile è, insieme a parte delle absidi, l’unica
traccia della chiesa quattrocentesca. Infatti, dopo aver passato lunghi
periodi di abbandono, la Collegiata di San Biagio venne rinnovata nel
periodo della dominazione spagnola del borgo; nel 1633 fu deliberata
l'erezione di una nuova chiesa in forme barocche, secondo i modelli
dell’architetto finalese Andrea Storace sull’esempio della
parrocchiale di Finalmarina. Tra il 1653 e il 1659 venne abbattuto l’edifìcio
tardogotico e si concluse la chiesa nuova, a tre navate scandite da pilastri
cruciformi; la decorazione ad affreschi dell’interno è della fine del XIX
secolo; la facciata è incompiuta. Aggli inizi dell’Ottocento, dal soppresso
Convento di Santa Caterina passarono in San Biagio alcune pale
cinquecentesche di Oddone Pascale, pittore e scultore vicino al
piemontese Defendente Ferrari, e del Pancalino, poco
documentata figura di pittore attivo nella Riviera di Ponente, che nel 1538
aveva dipinto anche il polittico della chiesa di Perti.
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Chiesa di Santa
Caterina
La Chiesa di Santa Caterina, dell'ordine domenicano, a Finalborgo fu
fondata nel 1359 dalla famiglia marchionale e scelta come cappella
sepolcrale della stessa. Il convento subì invece un totale rifacimento tra
il 1471 e il 1497 ad opera di maestranze lombarde, quando il centro
domenicano era cenacolo di cultura e di umanesimo. Furono allora costruiti i
due chiostri quadrangolari, ancor oggi conservati. La chiesa subì notevoli
alterazioni nell'Ottocento, quando il complesso fu adibito a penitenziario.
Oggi i suoi spazi originari, le tre navate con colonne trecentesche in
pietra di Finale e le tre absidi, sono difficilmente leggibili.
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Chiesa di San
Giovanni Battista
La Basilica di Finalmarina è uno degli esempi più belli di
architettura barocca ligure e fu edificata probabilmente da un architetto
genovese sul modello di San Siro, tempio teatino di Genova. Costruita tra il
1619 e il 1675, è a tre navate scandite da due file di colonne binate; ha un
vasto transetto, un presbiterio e una grande cupola. La facciata, del 1762,
è di gusto barocchetto. Gli affreschi dell'interno sono del savonese
Gerolamo Brusco, datati al primo Ottocento.
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Pieve di San
Giovanni Battista
Sotto la chiesa dei Cappuccini di Finalmarina, qui insediati dal 1565,
furono ritrovati, nel 1940, i resti della chiesa plebana altomedioevale e
medioevale. Si tratta di tracce di almeno quattro fondazioni successive,
sorte in località Ad Fines, in corrispondenza del pagus romano. La prima
chiesa, a una navata con vasca battesimale, è forse del VI secolo; la
seconda, a tre navate con un’altra vasca battesimale, è del VII-VIII secolo;
la terza è altomedioevale e la quarta è di fondazione romanica. Le arcate di
quest’ultima sono ancora visibili nelle murature della chiesa moderna.
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Mura di Finalborgo
La cinta difensiva di Finalborgo,
venne costruita dal marchese Giovanni Del Carretto
nel 1452. Oggi è conservata abbastanza bene ed in buone condizioni, pur con notevoli rifacimenti posteriori, soprattutto nel tratto a levante
che consentono di avere una idea di come doveva essere l'intero perimetro in
passato. Coronata di merli guelfi, la
cortina è interrotta da torri semicircolari e dalle porte "Carretta" ?
divenuta nel 1702 Porta Reale ? e "Testa", originale del Quattrocento.
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