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Cosa vedere a Varese -
13 luoghi interessanti da visitare
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Varese, è una delle città più curate della nostra
penisola, al punto da essere definita una città "giardino",
un luogo che offre molto ai propri visitatori e che non
delude mai chi la visita. I monumenti e i luoghi da visitare
sono molti. Seppure si tratti di una città tutto
sommato piccola, ci sono diverse cose da vedere da non
sottovalutare, per non parlare poi delle tante cose golose
da assaggiare…Scopriamo ora i luoghi assolutamente da
vedere. |
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Palazzo Estense
Stendhal
ha definito questo palazzo la "Versailles di Milano"
e la sua bellezza ha da sempre incantato turisti e
visitatori. Venne realizzato tra il 1766 e il 1771 sul
progetto di Giuseppe Bianchi e venne fortemente
voluto da Francesco III d’Este, duca di Modena, che
qui voleva insediare la propria corte e soggiornò durante il
1755. Lo stile del palazzo è quello tipico del barocco
lombardo. Da ammirare il Salone d’Onore o Salone
Estense dove ci sono stupendi affreschi, che si
alternano in giochi di prospettive. In questo salone è
presente un enorme camino interamente ricoperto di marmi, al
suo interno si tengono concerti e conferenze. Al primo piano
del palazzo c’è la Sala da Ballo, dove è possibile ammirare
diversi dipinti, tra i quali uno che ritrae la Vergine con
il Bambino. Dietro al palazzo ci sono i "Giardini Estensi"
che rappresentano uno dei parchi verdi più belli d’Italia,
questo parco venne realizzato durante il 1787 sulla base
dell’architettura dei giardini di
Schôbrunn
di
Vienna . Il parco è abbellito da una splendida fontana,
che continua ad offrire i suoi zampilli tra aiuole e
carpini. Una visita in questo parco è assolutamente
consigliata, anche per la spettacolare vista che da qui si
può ammirare. Oggi questo palazzo ospita il Comune di Varese
e la Biblioteca Civica della città.
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Palazzo del Pretorio
Il
Palazzo Pretorio si trova in pieno centro cittadino, in
Piazza
Podestà. Questo palazzo ha rappresentato, per la storia
della città, un tassello fondamentale, qui, infatti, fino al
1882 e per i 300 anni antecedenti, si sono svolte le
riunioni del comune e del pretorio della città di Varese. In
seguito il palazzo è divenuto la sede della Lega Nord. La
sua facciata è stata realizzata secondo i dettami tipici
dello stile di pieno ‘800, mentre gli interni risalgono al
‘500. Molto particolari sono i giardini che si trovano
intorno al nucleo principale e la campana, posta sul tetto.
Questa campana, ha rappresentato, nel corso dei secoli un
sistema di allarme molto efficiente, essa, infatti, avvisava
i cittadini di riunioni o convocazioni urgenti, oppure li
avvisava sull’inizio del coprifuoco.
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Monumento alla Battaglia
di Varese
Il
Monumento alla Battaglia conosciuto anche da molti come il monumento
"Al
Cacciatore delle Alpi" o semplicemente come "Il
Garibaldino". Si tratta di una statua bronzea, situata in
Piazza del Podestà, questa statua intende ricordare a tutti
la vittoriosa battaglia che si è svolta a Varese durante il 1859. In
realtà, però quella esposta è solo una copia, il monumento
originale si trova nell’ex caserma Garibaldi. La Battaglia
di Varese venne combattuta il 26 maggio 1859 e venne appunto
combattuta tra i volontari dei Cacciatori delle Alpi,
comandati da Giuseppe Garibaldi, contro le truppe
austriache del Regno Lombardo-Veneto. Gli austriaci vennero
sconfitti presso Como, e vennero obbligati a mantenere le
truppe a nord del fronte.
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Villa Menfoglio - Litta -
Panza
Villa
Menfoglio - Litta- Panza è situata in una delle piazze principali della
città, Piazza Litta e venne costruita per volere del nobile
marchese Paolo Antonio Menavoglio, il quale intendeva avere
una residenza dove poter vivere in tranquillità. Il cortile
interno, infatti, è posto dalla parte opposta, rispetto allo
spazio pubblico. Il primo progetto della villa, risale al XVII secolo, con giardino alla francese, duecento anni più
tardi, venne l’assetto del giardino venne modificato,
dandogli i dettami inglesi ed infine venne trasformato in
giardino all’italiana. La famiglia Litta acquistò la casa
nel 1823, furono i suoi membri a realizzare le scuderie e il
grande salone. Durante il 1835 la villa passò alla famiglia
Panza, fino al 1996, nel corso di quell’anno infatti,
Giuseppe Panza donò la villa e le opere artistiche che vi
sono al suo interno, al FAI (Fondo Ambiente Italiano). Tutte le opere sono ammirabili
ancora oggi, perché fanno parte della Collezione d’Arte
Contemporanea di Villa Panza.
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Torre di Velate
La
Torre di Velate si trova nella parte meridionale della città di
Varese, nella frazione omonima e venne costruita per difendere questa zona, chiamata
la Cinta di Velate, dalle incursioni esterne. Purtroppo ciò
che è possibile ammirare, oggi, di questa antica torre sono
solo alcune delle sue pareti, ma essa rimane importante per
la storia che la lega per sempre alla città. La torre venne
costruita intorno all'XI secolo, inserita nell'antica
struttura difensiva del Limes prealpino, era destinata a
presidio militare della sottostante via per Angera e il lago
Maggiore. La struttura, in pietra viva, con pianta
quadrangolare, raggiunge i 33,5 metri d'altezza. Il poderoso
fortilizio, del quale rimangono solo due lati e uno soltanto
integralmente conservato, fu gravemente danneggiato alla
fine del XII secolo dai milanesi vittoriosi sulle milizie
imperiali e sugli alleati del Barbarossa, tra i quali
figuravano i nobili di Velate. Attualmente la torre, che
costituisce un punto fermo nel paesaggio collinare dei
dintorni di Varese, è proprietà del Fondo per l'Ambiente
Italiano.
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Basilica di San Vittore
La
Basilica di San Vittore a Varese venne progettata dal
Tibaldi, ovvero
dall’architetto Pellegrini, alla fine del 1500. Si presenta
con una facciata tipicamente neoclassica. Da vedere, al suo
interno sono i dipinti del Mazzucchelli, da tutti conosciuto
come "Il Morazzone" che si trovano nella Cappella del
Rosario. Nella volta è raffigurata la Gloria di San Vittore.
Nelle cappelle laterali è possibile ammirare delle vere e
proprie opere d’arte, tutte risalenti al periodo di
splendore del Seicento Lombardo. Il campanile della basilica
è considerato da molti come uno degli edifici più belli
dell’architettura lombarda del XVII secolo. Nel maggio del
1925 papa Pio XI la elevò alla dignità di basilica minore.
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Torre Campanaria
La
Torre Campanaria di Varese, visibile da molti punti della città, grazie alla sua altezza
di ben 80 metri, la Torre Campanaria, che si trova vicino
alla Basilica di San Vittore è divenuta uno dei simboli di
Varese. Venne costruita a partire dal 1617, ma i lavori, tra
pause e riprese terminarono solo nel 1773. All’interno della
torre vi è una scala composta da ben 230 gradini, in pietra,
che consente di raggiungere il campanile, composto da ben
otto campane. La campana più grande risale al 1825 ed ha un
diametro di 178 centimetri. Da un’altra scala è possibile
raggiungere la sala della torre, con relativo terrazzo, che
consente di ammirare uno scorcio unico, che guarda su tutta
la città. Il campanile fu innalzato su progetto di Giuseppe
Bernascone, detto "il Mancino", l'artista che guidò i lavori
di innalzamento, la cui prima pietra fu posizionata il 5
marzo 1617. Il campanile è alto 77,91 metri, affianca la
basilica dedicata al patrono locale. Si cammina su archi in
porfido e scalini in granito, fino a una scala a chiocciola
che immette dalla balconata alla torre campanaria; si fa lo
slalom tra i meccanismi dell'orologio e una scala a pioli
permette infine di entrare nella cupola a cipolla, cuore
spirituale del popolo di Varese.
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Battistero di San
Giovanni
Annesso alla Basilica di San Vittore, troviamo il
Battistero di San Giovanni, dichiarato Monumento Nazionale. Venne
realizzato tra il 1100 e il 1200, nel luogo dove sorgeva un
altro luogo di culto. La facciata del Battistero è a forma
di capanna e vi è anche una statua, risalente al 1300. Sul
portale, nelle lunette, vi sono alcuni affreschi, molto
particolari e minuziosi. Diversi sono stati gli interventi
di restauro, che ha subito la struttura, nel corso degli
anni, durante uno dei quali vennero ritrovate anche le mura
originarie, risalenti all’VIII secolo e un antico fonte
battesimale. All’interno del battistero è possibile ammirare
alcuni affreschi che ritraggono il Battesimo di Cristo, ma
che sono rimasti incompiuti. In tutto l’edificio gli
affreschi sono numerosi e ritraggono la Madonna della
Misericordia, la Crocifissione di Gesù ed episodi del
Vangelo.
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Chiesa di Santo Stefano
Questa è una delle chiese più antiche della città,
anche se non è nota la data esatta della sua fondazione. Il
fatto sua stata dedicata a Santa Stefano, Protomartire, è un
indici di antichità. Sono state trovate fondamenta di due
edifici precedenti, uno precedente al VII secolo e uno
risalente al VII-VIII secolo. Sono state rinvenute anche
delle tombe romane. Al suo
interno è possibile ammirare alcuni affreschi, realizzati da
Galdino di Varese, che risalgono al XVI secolo e numerose
tele. Il campanile originario venne costruito alla fine del
X secolo, ma poi venne riedificato durante il 1347.
L'attuale chiesa nacque come oratorio prima del 1347, quando
l'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti le concesse
una cappellania. Nel 1490 ottenne l'indipendenza dalla pieve
di Varese. La campana fu realizzata nel 1741. La chiesa è
caratterizzata dalla presenza di un ciborio dedicato alla
Vergine Maria dove figura una tardo-trecentesca Madonna
del Latte. Le pareti interne si presentano nude, con la
presenza di conci in pietra disposti "a spina di pesce"
(opus spicatum), ed in parte affrescate. Gli affreschi
dell'abside recano la data 1536 e sono stati accostati, per
fattura ed impianto, a quelli presenti nell'abside della
Chiesa di San Pietro a Gemonio.
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Il Sacro Monte
Per chi vuole vivere, a Varese, un momento di intensa
spiritualità, consigliamo una visita al Sacro Monte, dove la
devozione e la fede sono tangibili. In questo monte ci sono
ben 14 cappelle, bisogna salire lungo un sentiero, per
raggiungere il santuario e un piccolo borgo, dove il tempo
si è fermato, qui, infatti, tutto è rimasto letteralmente
intatto. Santa Maria del Monte, patrimonio dell'UNESCO, è il
suggestivo borgo nel Parco Regionale Campo dei Fiori, per
chi sale fin lassù offre un panorama mozzafiato ai
visitatori. Dai suoi belvedere si ammirano Alpi, Prealpi,
Appennino ligure, la pianura padana e il profilo, attraverso
i suoi grattaceli, della città di Milano. Il borgo accoglie
anche in mistica solitudine il monastero delle Suore Romite
Ambrosiane che, ancora oggi, in clausura si dedicano alla
preghiera e a laboriose attività manuali. Il Monastero,
fondato nel XV secolo dalle beate Caterina da Pallanza
e Giuliana da Verghera, è raggiungibile seguendo la
strada che da Varese porta al Sacro Monte o con la
funicolare o ancora percorrendo "la Via Sacra delle Cappelle
del Rosario".
Questo
importante percorso sacro risale al 1604, quando il frate
cappuccino Battista Aguggiari, con l'approvazione
della madre badessa di quel tempo, suor Tecla Maria Cid
e l'aiuto della popolazione, si impegnò nella costruzione
dell'opera architettonica progettata dall'architetto
Giuseppe Bernascone. Furono costruite quattordici
Cappelle con statue lignee di preziosa fattura, raffiguranti
i Misteri del Rosario; tre archi rappresentanti i Misteri
Gaudiosi o del Rosario, Dolorosi o di San Carlo e Gloriosi o
di S. Ambrogio e tre fontane di antica bellezza. Alla fine
della via sacra, in prossimità del Santuario, quasi a dare
il benvenuto ai pellegrini, si eleva austera la statua del
Mosè.
Il Santuario richiama nella sua complessità uno stile
barocco rinascimentale. L'interno è preziosamente decorato;
il colore dominante è l'oro, simbolo di ricchezza spirituale
e di luce. Le numerose statue e le pitture delle navate
suscitano ricordi di intima purezza, firmate dalle sapienti
mani di pittori e artisti come il Fiammenghino, il
Ghianda e i fratelli Lampugnani. Lungo il
percorso si possono ammirare altre opere di artisti
contemporanei come una Fuga in Egitto di Renato
Guttuso, una scultura raffigurante Paolo VI di
Floriano Bodini e una Natività di Angelo
Maineri.
Notevoli sono anche le collezioni del "Museo Baroffio e
del Santuario" con sculture, quadri, monete, codici
miniati e paramenti di varie scuole ed elevata fattura, e
del Museo Pogliaghi, nella villa appartenuta al
medesimo scultore, con pezzi archeologici del lontano
Egitto, i portali in gesso del Duomo di Milano, nonché
tesori dell'arte rinascimentale e barocca. Infine, accanto
al Santuario si può ammirare l'avvolgente semplicità della
Chiesa dell'Annunciata, decorata dal pittore Longaretti.
Santa Maria del Monte luogo è raggiunta ogni anno da decine
di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo o
semplicemente dai varesini che amano farsi una tranquilla
passeggiata a contatto con la spiritualità, la naturale
bellezza e l'aria ossigenata della loro montagna sacra per
eccellenza.
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Castello di Masnago
Non si conosce esattamente quando
il Castello di Masnago venne
costruito, sappiamo che esso venne realizzato in diversi
momenti, così come testimoniano i vari corpi, che sono stati
aggiunti a quello originario e che esso fosse già una
fortificazione durante il Medioevo, grazie alla torre
quadrata, che risale al 1100. Con il passare degli anni, gli
interventi costruttivi hanno dato alla fortificazione un
aspetto simile ad una villa. La facciata guarda a Sud, verso
Parco Mantegazza e si accede ad essa tramite una scala
tipicamente barocca. Questo Castello era in origine dei
Castiglioni, poi dei Mantegazza e dei Panza, oggi, invece è
di proprietà del Comune di Varese, al suo interno si trova
il Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea.
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Villa Poliaghi
Villa
Poliaghi si trova vicino alla Basilica del Sacro Monte,
ed è stata l’abitazione dell’artista Lodovico Pogliaghi, oggi
è praticamente un museo, dove è possibile ammirare tutte le
opere e le collezioni di questo personaggio, che abitò
questo edificio fino alla sua morte. Uno stupendo giardino
all’italiana accoglie i visitatori, che possono ammirare,
tra un fiore ed un altro alcune sculture romane. Molto
particolare un mosaico, sulla facciata, che riprende i
dettami artistici di Ravenna. Il portale è in vetro e
termina con un arco a tutto sesto, garantendo un’elevata
luminosità all’interno della villa. Le collezioni d’arte
esposte all’interno, contengono dei cimeli unici, nella Sala
del Tesoro è possibile ammirare anche un presepe Napoletano,
risalente al XVII secolo. Nella Sala Rossa, invece, troviamo
alcune opere di Murano, risalenti al 1600. La stanza dello
Scià di Persia, invece, ospita persino alcuni sarcofagi
egizi. Le opere del Pogliaghi sono conservate nella stanza
maggiore. Insomma, in questa villa, potrete ammirare opere
artistiche di ogni genere, provenienti da ogni dove e per
tutti i gusti.
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Chiesa di Sant’Antonio
La Chiesa dedicata ad uno dei santi più amati d’Italia è uno
dei simboli religiosi della città ed è un punto di
riferimento, nonché la chiesa più importante per i fedeli di
Varese. La sua costruzione iniziò durante il 1593,
progettata da Giuseppe Bernasconi, ma molto probabilmente,
nello stesso punto sorgeva un oratorio più antico, da come
testimoniato dalla pavimentazione in cotto. L’assetto è a
croce latina, al suo interno è possibile ammirare gli
affreschi di Giuseppe Baroffio e di Giovan
Battista Ronchelli che riproducono l’Esaltazione della croce
e la Gloria di Sant’Antonio.
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