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Storia di Varese
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La presenza umana sul territorio di Varese risale
al periodo preistorico, dato che si evince dai numerosi reperti ritrovati.
Le prime notizie certe che si hanno sulla città risalgono all’epoca romana,
quando era chiamata Varisium. Da sempre importante via di
comunicazione tra i territori lombardi e la vicina Svizzera, nell’alto
medioevo partecipò alle lotte tra Varese e Milano alleandosi con quest’ultima.
Successivamente fu alleata con il Barbarossa contro Milano e, quando
nel 1168 Federico Barbarossa fece ritorno in Germania, tornò all’antica
amicizia con Milano. |
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Nel 1237 lottò sempre a fianco di Milano contro
l’Imperatore Federico II di Svevia, nipote di Barbarossa.
Successivamente la città fu dominata da
Filippo Della Torre e, da Lodovico Visconti.
Poi cadde in mano a Facino Cane e ancora a Filippo
Maria Visconti. Quando ai Visconti subentrò nella signoria
di Milano Francesco Sforza, Varese giurò fedeltà al
nuovo duca e mantenne il giuramento, vivendo in relativa
pace fino alo 1510. In quell’anno il varesotto fu
attraversato da un esercito mercenario svizzero, una vera
banda di ladroni, diretta contro i Francesi di re Luigi
XII che aveva ottenuto l'investitura del ducato di
Milano. Guidati dal cardinale di Sion, mandato a
quell'impresa da papa Giulio II, i mercenari commisero ogni
sorta di eccessi, causando incalcolabili danni alle
popolazioni. Lo stesso avvenne nel 1511.
Nel 1538 Varese ottenne dall'imperatore
Carlo V e poi nel 1621 e nel 1647 dai re di Spagna
Filippo Il e Filippo IV il privilegio di non
essere infeudata. Maria Teresa confermò a Varese questo
privilegio, mediante però il pagamento di 6000 scudi, avuti
i quali, la grande imperatrice revocò il privilegio e, nel
1765, costituì Varese signoria del duca di Modena
Francesco III, che moriva nel 1780. Quella di Francesco
III fu una signoria affatto nominale: alla città recò il
beneficio di miglioramenti e abbellimenti, nonché
l'incremento economico di cui è sempre causa una Corte
principesca, per quanto piccola.
Nel 1789, quando Napoleone cacciò gli
Austriaci dalla Lombardi, si costituì la Repubblica
Cisalpina in trenta dipartimenti, Nel 1797 Varese fu creata
capoluogo del dipartimento del Verbano; sotto il
governo francese, fu poi incorporata qual capoluogo del
distretto undicesimo, al dipartimento del Lario.
Dopo il
Congresso di
Vienna, Varese tornò in mano austriaca e fu
elevata al titolo di città. Tuttavia i cittadini mal sopportarono
questa situazione. Nel 1848, Varese prese parte alle lotte
risorgimentali. Non pochi
varesini diventarono Garibaldini.
L'Unità nazionale costituì per la città
il trampolino di lancio del suo sviluppo economico e sociale
di Varese, in particolare con l'industria della carta,
quella conciaria, calzaturiera, meccanica ed aeronautica. Il
benessere economico e culturale, portò anche a un ordinato
sviluppo urbanistico. Varese era conosciuta da quei tempi
come città giardino e la sua bellezza crebbe con la
costruzione di numeroso ville con parco, e grandi
alberghi in stile liberty. Il turismo cominciava a invadere
queste zone.
Nel 1927 Mussolini fece di Varese un capoluogo di provincia,
distaccandola da
Como.
Poco dopo il territorio comunale venne ampliato con
l'aggregazione dei comuni limitrofi di Bizzozero, Bobbiate,
Capolago, Induno Olona, Lissago, Masnago, Sant'Ambrogio
Olona, Santa Maria del Monte e Velate.
Varese e il suo territorio furono oggetto di importanti e
significative azioni partigiane verso il finire della
Seconda Guerra Mondiale che furono spesso represse molto
duramente. Moltissimi tra antifascisti, disertori ed ebrei
cercavano di raggiungere la Svizzera passando da Varese. Questi ultimi,
venivano spesso aiutati dalle popolazioni locali. Un ruolo
decisivo per la loro salvezza lo giocò a Varese Calogero
Marrone, capo ufficio anagrafe del comune, oggi giusto
fra le nazioni che, mettendo a rischio la propria vita,
falsificò decine di documenti, permettendo così una più
agevole via di fuga per molti di loro.
Al termine della Seconda guerra mondiale la città e il suo
territorio, dal quale nel 1950 fu staccato Induno Olona,
ha proseguito nello sviluppo economico, demografico e
sociale facendone una delle zone più progredite d'Italia.
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