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Dintorni di Carcassonne
«Dopo averla abbandonata ed essere uscito
dalle sue cerchie di mura, mi concessi, in preda alla massima infatuazione,
un'altra passeggiata intorno alla Cité. É certamente quest'impressione generale
la più sorprendente – l'impressione dall'esterno, laddove la città intera si
stacca a un tempo dal paesaggio. Nel caldo crepuscolo meridionale presentava più
che mai l'aspetto di una città di fiaba.» (Henry James 'Breve viaggio in
Francia', 1884).
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Così scriveva lo scrittore americano durante il
suo 'Little Tour in France', non poi tanto breve visto che durò sei
settimane. James non era l'unico ad indicare Carcassonne e la sua
cittadella, la Cité, come una città da fiaba. Ed è vero, ammirarla dal
paesaggio che la circonda innesta uno stato di quasi alienazione, che trasporta
sensazioni e pensieri su territori di fantasia. Per rimanere ancorati alla
realtà basta spostarsi un po' oltre, senza delusione alcuna.
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Sono numerose le località nei dintorni di
Carcassonne che meritano una visita, come Limoux, un tipico villaggio
giusto a pochi km a sud della città. Ci si arriva principalmente attraverso due
strade, la Route du Piemont e la Route de Saint-Hilaire, seguendo
il corso del fiume Aude e attraversando distese infinite di vigneti.
Carcassonne è praticamente circondata da questo tipo di paesaggi.
Limoux è sia città che territorio a
denominazione di origine controllata della Linguadoca (AOC). Si trova nella
regione che fu dei Catari (chi erano costoro? Se siete curiosi andate
nella sezione
Catari),
immersa in distese di vigneti collinari che si propagano verso antiche foreste.
La vista più bella la si indovina dirigendosi verso le vigne del Château
Rives-Blanques, a nord: una finestra aperta su una valle che dà verso le
cime innevate dei Pirenei. Poco oltre, verso occidente, nel Delmas
Domaine, il terreno è poco più innalzato ed è possibile vedere tra le
colline la sagoma distintiva del Pic de Bugarach (Puèg de Bugarag,
in occitano), la cima più alta dei monti Corberes, massiccio dei
pre-Pirenei. I vini qui sono bianchi, non rossi, frizzanti, secchi, ma anche
dolci rosati. Il vitigno è il Mauzac, che da origine ad un ottimo
Cuvéè Occitania. L'effetto cromatico dei filari ci preavvisa del gradevole
sapore dei vini del posto, tra tutti il Blanquette de Limoux, frizzante,
certificato come vino spumante più antico del mondo. Altri invece preferiranno
il Crémant de Limoux, anch'esso vino a denominazione controllata,
prodotto per il 90% da uve chardonnay e un misto di uve chenin blanc e pinot
noir (o anche uve mauzac).
Tra castelli catari e i vitigni della
Valle dell'Aude a Limoux uno ci arriva anche per partecipare al suo famoso
Carnevale, che durando ben oltre i limiti della Quaresima (inizia a gennaio e
finisce dopo circa 2 settimane dalla Pasqua) è anche il più lungo del mondo. Il
Carnevale di Limoux (Fécos, in occitano) è una festa unica nel suo
genere, indicata come la più antica e la più lunga del calendario ufficiale
francese. Le sue origini sono sconosciute, benché vengano fatte risalire al
periodo medievale: forse la tradizione nasce dalle celebrazioni per le
concessioni ottenute da un antico monastero; forse ebbe inizio per il successo
dei mugnai verso il Regno d'Aragona: o forse si deve ai festeggiamenti
legati, sin dal Medioevo, alla produzione del vino Blanquette de Limoux. Tra
bande musicali, pierrot e tantissime altre maschere, questo è di sicuro un
carnevale da non perdere, anche solo per il ricco programma che ogni settimana
prende corpo tra le strade della città.
Da non perdere nelle vicinanze è anche la
visita al villaggio di Cucugnant e poi a quello di Maury, per
ammirare la rocca del Chateau de Queribus (in occitano castèl de
Querbús), nei pressi. Il castello è parte del patrimonio storico
nazionale francese ed situato su un’altura di 729 metri, anche visibile da
Perpignan,
a 25 km di distanza. Una rocca suggestiva, uno dei castelli catari più
rappresentativi, anche perché fu l'ultima delle fortezze catare ad essere stata
conquistata dai francesi nel 1255. La struttura è in stile gotico ed è
conosciuta soprattutto per i suggestivi effetti di luce provenienti dalle
finestre che rimandano a tematiche tipiche del simbolismo. Nonostante appaia
estremamente isolato, il castello è accessibile ai visitatori, che vi possono
arrivare anche in auto (si seguano le coordinate GPS: 42° 50' 3" nord - 2° 37'
21" est).
Poco più a sud di Limoux e a circa 40 km da
Carcassonne, troviamo il villaggio di Rennes le Chateau, che non ha
bisogno di presentazioni: ha acquistato fama internazionale con il romanzo il 'Codice
da Vinci' di Dan Brown.
Secondo la leggenda e alcune controverse teorie, si ritiene che Maria Maddalena
sia approdata qui dopo la morte di Gesù portando con se il Santo Graal.
Quel che è certo è che vi abitò Bérenger Saunière, il quale nel XIX
secolo edificò nel villaggio una chiesa in onore a
Maria Maddalena. Lasciando da parte le
varie teorie cospirative agli appassionati del genere, preferiamo abbandonarci
allo scenario di questa parte della regione francese che si apre leggero tra
altopiani calcarei rocciosi e profondi canyon intarsiati da torrenti e corsi
d'acqua. Uno spettacolo.
Ad ovest di Carcassonne, la bellezza dei
dintorni non cambia. Siamo lungo il noto Canal du Midi (in occitano,
Canal de las Doas Mars), così chiamato perché insieme a vari altri canali,
collega l'Atlantico con il Mediterraneo, tagliando la Francia in due. Per la sua
eccezionale ingegneria e tecnica (fu costruito da Pierre-Paul Riquet, tra
il 1667 ed il 1681) è oggi parte del Patrimonio UNESCO. Si segua il
percorso del canale fino ad arrivare a
Tolosa,
a circa un'ora di distanza; si avrà modo di ammirare la vasta distesa di
vigneti Minervois e Cabardès, con la vista che si allarga ad abbracciare
l'intera valle, su cui risalta l'opera ordinata di laboriosi vignaioli. Lo
sguardo si perde nella dolcezza di queste valli, soprattutto al tramonto quando
i raggi dorati inebriano il tutto.
Quasi a metà strada, tra Carcassonne e Tolosa,
si colloca la città di Castelnaudary (in occitano Castèlnòu d'Arri),
che insieme alle prime due è patria del piatto tipico della gastronomia
occitana (nonché della
gastronomia di Carcassonne):
la cassoulet. Siamo in una vivace e laboriosa città francese, con
un buon numero di bar e caffetterie, situate come da tradizione all'aperto nelle
piazze ombreggiate. La si visiti il lunedì, quando Place de la Repubblique
rimane chiusa al traffico per far posto al mercato settimanale. In vendita,
oltre che abbigliamento e oggettistica varia, si trovano soprattutto prodotti di
agricoltura locale; sono quelli delle terre di Lauragais, di cui
Castelnaudary ne è capoluogo. Agli amanti di mercati e simili consigliamo anche
la visita alla località di Revel, a circa 20 km, e a poca distanza
suggeriamo anche una escursione al Lac de St Ferreol, in una zona
conosciuta come Montagne Noire e parte del Parc naturel régional du
Haut-Languedoc.
Nelle vicinanze si trovano anche i comuni di
Vaudreuille, Les Brunels e Sorèze. Suggeriamo inoltre di
visitare la località di Trèbes, incastonata in un tratto tranquillo del
canale du Midi, tra dolci colline che si irradiano a formare il profilo più
aspro delle montagne Noire. E qui sono ancora i vigneti a farla da padrona, si
propagano verso un piccolo villaggio: Homps, pittoresco nella sua
leggiadra atmosfera francese, adiacente al Lac Jouarres, un laghetto con delle
piccole spiaggette.
Ostelli Carcassonne
Ostelli Francia
Hotel Carcassonne
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Carte de Carcassonne Karte Von Carcassonne Mapa Carcasona Map of Carcassonne |