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Giardino Nazionale di Atene
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Proprio nel cuore di Atene, tra
Piazza Syntagma e lo Stadio Kallimarmaro, si
trova il famoso Giardino Nazionale di Atene, una
bellissima zona per sfuggire al rumoroso centro città e
rilassarsi in un ambiente verde e lussureggiante. È quasi
incredibile che un tale giardino stupefacente sia situato
tra le più trafficate vie della città e sia ancora così ben
protetto dal rumore.
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Il Giardino Nazionale si estende su una vasta area di circa 16 ettari
e ha tre ingressi: da
Amalias Avenue, Vassilissis Sofias Avenue e dallo
Zappeion Megaron, a nord di Piazza Syntagma, proprio
accanto al Parlamento Greco.
Il Giardino Nazionale venne creato tra il 1838 e il 1840 per ordine della
regina Amalia di Oldenburg, la prima regina della Grecia.
L'agronomo
tedesco Frederick Schmidt fu il responsabile della sistemazione del
giardino. Quest'ultimo importò più di 500 specie di piante dalla Grecia e
dal resto del mondo, tra cui molte piante tropicali. Purtroppo, con il
passare del tempo, alcune di queste piante non sopravvissero al clima
mediterraneo, ma quelle che lo fecero, crearono un ambiente ideale per
rilassarsi.
Inizialmente venne chiamato Giardino Reale, poiché non era pubblico e solo
la famiglia reale ci aveva accesso. Alle persone era permesso solo per
passeggiare nello Zappeion, un altro piccolo parco vicino al Giardino Reale.
Tuttavia, dopo il ripristino della democrazia in Grecia nel 1975 (e dopo il
plebiscito del 1974 per abolire la monarchia), il parco è stato
chiamato Giardino Nazionale ed aperto al pubblico. Oggi, rimane aperto
dall'alba al tramonto.
Il Giardino Nazionale si distingue per i suoi percorsi a stretti labirinti,
le panche di legno e i laghetti in mezzo. Ospita un piccolo zoo con capre
selvatiche, pavoni, polli e altri animali, un Museo Botanico, una
Biblioteca per bambini, un parco giochi e una caffetteria all'aperto.
Particolarmente popolare è anche il laghetto delle anatre. Lo scrittore
americano Henry Miller scrisse sul Giardino Nazionale di Atene, nel
suo diario del suo viaggio in Grecia del 1939 Il colosso di Maroussi:
Resta nella mia memoria come nessun altro parco che ho conosciuto. È la
quintessenza di un parco, dove si ha a volte, la sensazione di guardare un
dipinto, o di sognare di un posto dove si vorrebbe essere e che non si trova
mai. Vedere amanti seduti nel buio, che bevono acqua, che se ne stanno lì in
pace e tranquillità a parlare a bassa voce mi ha dato una sensazione
meravigliosa circa il carattere greco. La polvere, il calore, la miseria, la
nudità, la contentezza del popolo, e l'acqua ovunque in piccoli bicchieri in
piedi fra le tranquille e pacifiche coppie, mi ha dato la sensazione che ci
fosse qualcosa di sacro in quel luogo, qualcosa di nutriente e sostanzioso.
Anche il mattino è vivace, come ho avuto modo di scoprire. Ma la notte,
venendo dal nulla, si sente la terra battuta sotto i piedi e si sente un
ronzio di voci, che ci è del tutto sconosciuto, ed è magico.
L'ingresso principale del parco è su Leoforos Amalias, proprio dal nome
della regina.
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