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Museo di Belle Arti di Tours
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Il Museo
di Belle Arti di Tours (Musée des Beaux-Arts)
come detto è ospitato in un edificio storico di
eccezionale qualità, l'ex Palazzo
dell'Arcivescovato. Contiene numerose opere di
assoluta importanza di artisti quali Mantegna,
Rubens, Rembrandt, Delacroix,
Degas e Monet, solo per citarne
alcuni. Il museo è stato ufficialmente creato nel
1801. Nel 1802 e per tutto il XIX secolo, gli
edifici sono stati di nuovo assegnati
all'arcidiocesi. Fu solo nel 1910 che le collezioni
tornarono nell'ex palazzo arcivescovile.
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La
più antica collezione del museo è costituita da opere sequestrate nel 1794 a
case, chiese e conventi della zona, in particolare alle grandi abbazie di
Marmoutier, Bourgueil e La Riche, nonché da dipinti e mobili
eccezionali del Castello di Chanteloup e del Castello di Richelieu.
Tra i più famosi ci sono Gabriel Blanchard, François Boucher,
Louis de Boulogne, Jean-Pierre Louis Laurent Houël, Charles de La
Fosse, Charles Lamy, Eustache Le Sueur, Joseph Parrocel,
Jean Restout.
Già
nel 1801, il museo ricevette trenta dipinti dal Muséum Central, il futuro
Louvre, tra cui una serie di pezzi dalla Reale Accademia di
Pittura (Nattier, Restout, Houasse, Dumont le Romain). È in quel periodo che
il museo riceve la tela di Rubens e i capolavori del Rinascimento italiano che
sono le due tele di Andrea Mantegna, Cristo nell'Orto degli Ulivi
e La Risurrezione, pannelli della predella della pala d'altare della
Basilica di San Zeno di Verona.
Gaëtan Cathelineau (1787-1859), studente e amico del pittore e politico
Jacques-Louis David, professore di disegno al College Reale di Tours, lasciò
in eredità una cinquantina di dipinti di pittori antichi, tra cui l'unico
Hubert Robert nella collezione.
Nel
1874, Charles-Calixte Schmidt, restauratore e insegnante di disegno, nato
nel 1814 e morto a Rochecorbon nel 1875, decise di lasciare in eredità mobili,
ceramiche, smalti (in particolare La Femme mal dressée di Jean Laudin, un
pezzo molto interessante per la qualità dell'esecuzione e la particolarità del
soggetto) e dipinti alla città di Tours, in cambio di una pensione a vita di
mille franchi all'anno. Tra le opere lasciate da Schmidt il bellissimo
Ritratto d'Uomo di Giovanni Battista Moroni, l'affascinante Adorazione
dei Magi di Sebastiano Conca, opere di Louis-François Aubert,
Jean-Baptiste Perronneau, i due Paesaggi di Antonio Francesco
Peruzzini e tante altre opere di grande qualità.
Prima della sua morte, avvenuta nel 1951, il poeta e romanziere André Foulon
de Vaulx lasciò in eredità al Musée des Beaux-Arts di Tours gran parte della
collezione di mobili e dipinti del padre.
Nel corso del XIX secolo, la città di Tours ha acquisito due importanti lotti di
dipinti in cui il XVI secolo francese e italiano è ben rappresentato.
Nel 1963 il museo ricevette la collezione del pittore e collezionista Octave
Linet, costituendo così una delle più grandi collezioni di Primitivi
italiani dopo il Museo del Louvre e il Petit Palais d'Avignon.
Depositi statali, lasciti e donazioni arricchiscono anche la collezione di
pittura francese del XVIII secolo che è diventata anch'essa una delle più
importanti in Francia oltre che la più ricca collezione di pittura italiana
della regione.
Collezioni
Il museo possiede un'ampia e abbastanza omogenea collezione di dipinti,
punteggiata da numerosi capolavori, tra cui i due dipinti di Andrea Mantegna
provenienti dalla predella della pala di San Zeno di Verona (l'ultimo dei tre
elementi della predella, La Crocifissione, è conservato al Museo del
Louvre):
La collezione di Primitivi e dipinti italiani del Rinascimento italiano è
composta da due pannelli del Mantegna (Gesù nell'Orto degli Ulivi e La
Risurrezione) e da opere di artisti come Antonio Vivarini,
Giovanni di Paolo, Lippo d'Andrea, Naddo Ceccarelli,
Niccolò di Tommaso, Lorenzo Veneziano. La pittura italiana dei secoli
successivi è rappresentata da opere di Giovanni Battista Moroni,
Antonio Tempesta (La morte di Absalon e Il passaggio del Mar Rosso),
Mattia Preti (Il trionfo di Sileno), Sebastiano Conca,
Francesco Cairo, Bernardo Strozzi, Innocenzo Tacconi, Paolo
Pagani, Francesco Providoni, Corrado Giaquinto, Donato
Creti, Francesco Fontebasso o Giuseppe Bazzani.
L'antica pittura francese è rappresentata abbondantemente sia per il XVII
che per il XVIII secolo. Il XVII secolo è illustrato da artisti come Claude
Vignon (nativo di Tours), Philippe de Champaigne, Jacques
Blanchard, Eustache Le Sueur, Noël Coypel, Pierre Patel,
Louis Cretey, Charles de La Fosse e Hyacinthe Rigaud.
Il XVIII secolo francese è rappresentato da Antoine Coypel, Nicolas de
Largillierre, Louis de Boullogne, Jean Jouvenet, Jean Raoux,
Pierre Subleyras, François Lemoyne (Pigmalione che vede la sua
statua animata, 1729), Jean-Marc Nattier, François Boucher,
Carle Van Loo, Alexandre Roslin, Nicolas Lancret,
Jean-Baptiste Perronneau, Jean-Baptiste Deshays de Colleville,
Joseph Vernet, François-André Vincent e Hubert Robert.
Anche la pittura francese del XIX secolo è ampiamente rappresentata, in
particolare con opere di Ingres, Théodore Chassériau, Eugène
Delacroix, Edgar Degas e Claude Monet (Un bras de la Seine
près de Vétheuil), Jean Béraud, Léon Bonnat, Jean-Baptiste
Carpeaux, Jules-Elie Delaunay, Carolus-Duran, Henri Gervex,
Auguste-Barthélémy Glaize, Hans Makart, Henri Martin,
Alphonse Muraton, Jean Veber, Michel Martin Drolling, Félix
Zieming.
La collezione di dipinti fiamminghi e olandesi presenta opere di grandi
artisti come Rubens e Rembrandt (La fuga in Egitto) ma anche di
Frans Franken, Gerard ter Borch, Bartholomeus van der Helst,
David Teniers il Giovane, Jan van Goyen e Allaert van
Everdingen.
Il XX secolo è illustrato principalmente da una bellissima collezione di dipinti
astratti di Olivier Debré e da opere di Maurice Denis, Max
Ernst, Jeanne Besnard-Fortin, Ferdinand Desnos, Jean-Jacques
Morvan, Bruno Peinado, Pierre Buraglio o Marinette Mathie.
Per la scultura troviamo opere di Jean-Antoine Houdon, Antoine
Coysevox (busto di Luigi XIV), Auguste Rodin (drappo di Balzac,
bronzo, 1898), Antoine Bourdelle, Alexander Calder (mobile,
metallo dipinto, intorno al 1957) e Olivier Debré.
Orario: tutti i giorni escluso il martedì dalle ore 9.00 alle 12.45 e dalle ore
14.00 alle 18.00
Chiuso il 1° gennaio, 1° maggio, 14 luglio, 1° e 11 novembre e 25 dicembre.
Prezzo intero: 6 € / Prezzo ridotto: 3 €
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