Porto di Rotterdam

Porto di  Rotterdam

 

Nel porto di Rotterdam passato e futuro si uniscono all'unisono. Penetrano nelle viscere fluviali di questa antica Europa e la alimentano. Sarebbe bello arrivare a Rotterdam dal suo porto. Magari con una di quelle grandi navi mercantili, che arrivano qui, in Olanda, da ogni parte del mondo. Molti lo fanno, i marinai di sicuro. Sono però marinai diversi da quelli di un tempo, i navigatori. A quei tempi c'erano i grandi vascelli che qui arrivavano dalle Indie orientali e poi, dal 1492, anche dalle Americhe che allora venivano chiamate Indie Occidentali.

 

Porto di RotterdamErano i tempi dei grandi vascelli del VOC (Vereenigde Oost-Indische Compagnie), la Compagnia Olandese delle Indie, una delle più fiorenti compagnie commerciali del mondo, attiva tra il Seicento e l'Ottocento lungo le rotte verso le colonie olandesi in Asia (la VOC orientale) e in America (la VOC occidentale). L'allora regno delle Provincie Unite olandesi nel 1602 garantì alla VOC il monopolio delle attività commerciali in quella parte del mondo, instaurando così quella che sarebbe diventata una delle più grandi potenze coloniali. Passato il periodo di dominio spagnolo in Olanda e dopo aver guadagnato la 'de facto' indipendenza da Filippo II di Spagna (1585) l'Olanda si avviava verso il suo cosiddetto Secolo d'Oro, un secolo di crescita economica mai vista prima. Vi furono importanti sviluppi nell'ambito della tecnologica cantieristica, che d'altra parte portarono al vantaggio competitivo nel settore del trasporto.

Porto di Rotterdam nei secoli passatiNel 1670 la marina mercantile olandese contava un numero impressionante di imbarcazioni, pari al volume di 568.000 tonnellate, da sola circa la metà del totale europeo. Il commercio, lo sviluppo di nuove tecnologie alimentate a vento o ad acqua, la bonifica di terreni strappati alle acque dal mare ed un adeguamento strutturale nell'agricoltura, permisero all'economia olandese di crescere e al Paese di raggiungere un alto standard di vita, che nella metà del Seicento era tra i più alti del mondo.

Data la sua ubicazione territoriale, nel delta di alcuni dei fiumi più importanti d'Europa, Rotterdam poté diventare luogo ideale in Europa per l'entrata di merci provenienti da tutto il mondo, dall'attracco delle navi a quello delle imbarcazioni fluviali, con le quali si potevano trasferire le merci verso il resto dell'Europa. Delftshaven è il piccolo porto storico di Delft, oggi parte integrante del centro di Rotterdam e noto per aver costituito nel 1620 il punto di partenza dei Padri pellegrini in viaggio verso il nuovo mondo (dall'Olanda all'Inghilterra e quindi da qui in America). Rotterdam da parte sua aveva il Oudehaven, oggi una delle aree più pittoresche della città.

Porto di RotterdamL'area portuale di Rotterdam è la più attiva d'Europa, una delle più grandi nel mondo, e consiste di varie sezioni urbane e logistiche: da quella più antica di Delshaven (nata storicamente come sezione marittima della vicina città di Delft), a quelle del complesso di Maashaven ? Rijnhaven ? Feijenoord, l'area portuale intorno a Nieuw-Mathenesse, quindi Waalhaven, Vondelingenplaat, Eemhaven, Botlek, Europoort, situate lungo il Calandkanaal, Nieuwe Waterweg e Scheur e la nuova area di Maasvlakte e Maasvlakte 2. Sono settori specializzati, chi nella riparazione da cantiere, chi nel trasbordo merci, chi nel trasporto di container, chi nell'attracco regolare di eleganti navi da crociera. Secondo i dati ufficiali nel 2006 i lavoratori direttamente impiegati nel porto di Rotterdam erano oltre 86.500.

Porto di RotterdamSi inizi la visita dal centro visitatori Porto di Rotterdam-FutureLand (Europaweg 902, nella zona di Maasvlakte), con l'aiuto di un binocolo si ha la possibilità di abbracciare il territorio portuale, e neanche tutto. L'unione tra passato e futuro, oggi nel suo presente ci porta a visitare il più grande e attivo porto d'Europa, che fino a poco tempo fa era il più grande del mondo e che solo di recente è stato sorpassato dagli asiatici Shanghai e Singapore. Siamo in un posto immenso, al confine tra terra e mare: 105 chilometri quadrati di superficie in una lunghezza che copre ben oltre 40 km. Le due aree di sicuro interesse sono l'antico porto di Delfshaven (che trattiamo a parte) e l'Europoort. Quest'ultimo, è indubbio che trovandosi nell'hinterland a confine tra Olanda, Belgio, Francia e parte della Germania, ed essendo a servizio di questi stessi paesi, venga considerato come uno dei porti più attivi del mondo.

L'Europoort di Rotterdam è situato nella riva meridionale del Nieuwe Waterweg, il grande canale fluviale inaugurato nel 1872 per permettere l'accesso ai grandi vascelli dopo l'insabbiamento degli estuari naturali del Mosa e del Reno. Venne progettato da un giovane ingegnere di nome Pieter Caland il quale decise che sarebbe stato opportuno scavare ulteriormente il letto del canale dal flusso naturale delle acque, attraverso le pianure sabbiose che separano Rotterdam dal mare. Bombardato dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale il porto risorse a nuova vita alla fine degli anni '60, con la costruzione dell'Europoort e la creazione dell'area petrolifera di Botlek. Nei decenni successivi l'area fu ampliata verso il mare, dando vita alla sezione di Maasvlakte, una grande zona bonificata e servita da raffinerie e serbatoi di stoccaggio.

A tutt'oggi il Nieuwe Waterweg è il percorso marittimo principale del Porto di Rotterdam, questo anche grazie ai vari sistemi di protezione dalle inondazioni chiamato Maeslantkering. La nascente zona portuale di Maasvlakte 2 è il nuovo spazio portuale di Rotterdam, 2000 ettari di nuova terra strappata al mare e destinata a nuove prospettive economiche. Gli obiettivi da raggiungersi con questa nuova area si fanno carico anche di avanguardie eco-sostenibili: il 20% delle merci viaggerà su rotaia ed un altro 45% su chiatte; è inoltre prevista la costruzione di impianti di raccolta di emissioni CO2. L'intero sistema si servirà anche della Betuweroute, la linea ferroviaria merci a doppio binario, lunga 158 km, che collega il porto di Rotterdam alla Germania.

 

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