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Collegiata di San Pietro Sint-Pieterskerk

Collegiata di San Pietro Sint-Pieterskerk a Lovanio   

 

Sempre sulla piazza principale di Lovanio, la  Grote Markt sorge la Collegiata di San Pietro (Sint-Pieterskerk in fiammingo), interamente restaurata e da annoverarsi tra i capolavori del gotico Brabantino (sviluppatosi direttamente dal Gotico francese); tanto da essere inclusa nel 1999 ("i Beffroi", insieme ai campanili di Belgio e Francia) nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Questa chiesa impressionante e che colpisce subito il visitatore appena si entra, fu iniziata nel 1425 da Sulpiutius van Vorst e continuata prima da Jan Keldermans II e poi da Matheus de Layens (tutti e tre già visti perché impegnati anche nella costruzione contemporanea del municipio).

Chiesa di San Pietro (Sint-Pieterskerk) a LovanioJoost Metsys (fratello del famoso pittore Quentin) disegnò le torri della facciata, iniziate nel 1503 e rimaste incompiute; diversi rimaneggiamenti si ebbero in epoca barocca e in seguito alle distruzioni dell'ultima guerra. La prima chiesa nello stesso luogo dove oggi sorge la Collegiata fu eretta in legno intorno al 986. Distrutta da un incendio nel 1176 venne rimpiazzata da un edificio romanico in pietra con la facciata fiancheggiata da due rotonde torrette sul tipo della Basilica di Nostra Signora a Maastricht; la sola parte restante di quest'edificio è la cripta, sotto al coro dell'attuale chiesa.

 

La costruzione del edificio gotico attuale, molto più grande rispetto al suo predecessore, è iniziata circa nel 1425, ed è proseguita per più di mezzo secolo in uno stile straordinariamente uniforme, sostituendo la vecchia chiesa progressivamente da est (coro) a ovest. Il suo periodo di costruzione sovrapposta a quella del municipio attraverso la Grote Markt. Nel 1458, un incendio colpì le vecchie torri romaniche che ancora fiancheggiavano l'ala ovest dell'edificio incompiuto. Nel 1505, Joost Matsys preparò un paio ambizioso per la costruzione di tre torri colossali di pietra sormontate da guglie traforate, che avrebbe avuto un grande effetto, con la guglia centrale che doveva essere alto fino a circa 170 m, il che l'avrebbe resa la struttura più alta del mondo dell'epoca.  Tuttavia l'instabilità dei terreni resero questo piano inattuabile e la torre centrale raggiunse infine un terzo della sua altezza prevista prima che il progetto venisse definitivamente abbandonato nel 1541. Successivamente l'altezza fu ulteriormente ridotta da crolli parziali  avvenuti nel 1570 e nel 1604. La torre principale ora sorge appena al di sopra del tetto della chiesa. La chiesa subì gravi danni in entrambe le guerre mondiali . Nel 1914 un incendio causò il crollo del tetto e nel 1944 una bomba distrusse parte del lato nord. Il tetto ricostruito è sormontato al passaggio da una guglia, che, a differenza della cupola XVIII secolo che l'ha preceduta, si fonde stilisticamente con il resto della chiesa.
 

Per apprezzare appieno la Collegiata di San Pietro, fatevi un giro dell'intero edificio ammirandone appieno la sua l'eleganza, soprattutto dell'altissimo transetto la slanciata parte absidale sostenuto dal volo dei cosiddetti "archi rampanti" (evoluzione del contrafforte utilizzato per sostenere e controbilanciare il tetto delle Cattedrali formato da grandi colonne esterne, che scaricavano il peso a terra, in inglese si chiamano archi volanti che rendono ancora di più l'idea flying buttress) e circondata dalle cappelle radiali. L'interno della chiesa misura 92,5 x 27 × 25 metri a tre navate, su pilastri a fascio, illuminato da 90 polifore fiammeggianti (cioè finestre multiple divise da colonnine o da pilistrastrini e chiamate fiammeggianti perché tipiche del gotico brabantino, slanciato ancora di più verso l'alto e molto sofisticato nei finimenti).

 

La Collegiata di San Pietro si trovano numerosi capolavori artistici. Cominciando dalla navata centrale, dove si trova il pulpito del 1742 di Jacques Bergè. Il coro è separato dalla navata da un delicato pontile gotico del 1488, sormontato da una croce trionfale, il tutto opera di Jan Borman (sua tra le altre la famosa Tomba di bronzo di Maria di Borgogna a Bruges). Nel transetto destro, oltre alla tomba di Willem van Bockel (già sindaco della città famoso ed eroe di Lovanio per avere riportato qui l'Università Cattolica nel 1835 dopo l'abrograzione della stessa seguita alla Rivoluzione Francese), si trovano i modellini di pietra della torre centrale del XV secolo, alto più di 8 metri. Nel transetto sinistro, altorilievo della Sedes Sapientiae, la sede della saggezza, uno dei titoli medievali della Vergine patrona dell'Università, replica di un'opera di Nicolaas de Bruyne del 1442 andata distrutta da un bombardamento nella Prima Guerra Mondiale. La statua è il simbolo della Università Cattolica di Lovanio, in cui si vede il sigillo di Maria seduta su un trono di saggezza.

 

Continuando a partire dalla navata sinistra si possono ammirare quadri del XVII e XVIII e nella prima cappella, un fonte battesimale in ottone di 1490. Il tesoro della Collegiata (Shatkamer), è sistemato nelle 13 cappelle radiali del deambulatorio, dove si trovano monumenti funerari dei secoli che vanno dal XIII al XVI secolo. Di notevole valore gli stalli di Nicolaas De Bruyne, ornati di preziose misericordie. Nelle cappelle radiali si susseguono (da destra): una superba Testa di Cristo lignea del L'Ultima cena di Dierick BoutsXII secolo; un ciborio in pietra di Matheus de Layens del 1450 (il ciborio è quel tipico elemento architettonico a forma di baldacchino che sovrasta l'altare nelle chiese), due trittici dedicati a Santa Dorotea e Sant'Ivo e 1523 di Jodocus van der Baren. Seguono tre capolavori tra i più famosi della pittura fiamminga: nella nuova cappella, copia del trittico della deposizione di Rogier van der Weyden, il più grande maestro della prima scuola pittorica fiamminga, opera di un anonimo Maestro di Lovanio nel 1443. Di Dierick Bouts, allievo di Van der Weyden, attivo a Lovanio, il più grande "tragico" della pittura fiamminga, sono il Trittico di sant'Erasmo del 1465 (nell'11ª cappella), e il Trittico dell'Ulitma Cena dipinto tra il 1464 1468 (nella 10ª cappella), l'opera capitale del maestro. I nazisti che occpupavano il Belgio durante la Secondo Guerra Mondiale trafugarono l'Ultima Cena nel 1942. I pannelli del dipinto erano stati venduti legittimamente ad alcuni musei tedeschi nel 1800, e la Germania fu costretta a restituire tutti i pannelli nell'ambito delle riparazioni richieste del trattato di Versailles dopo la prima guerra mondiale .

 

Di fronte all'11ª cappella, ai limiti del coro, si trova una stupenda attore in miniatura, alta alcuni metri scolpite in pietra, opera di De Layens del 1450. Nella 15ª cappella, le tombe con statue giganti di Enrico I di Brabante nel presbiterio, della duchessa di Brabante Matilde di Boulugne del 1211 e della figlia Maria di Brabante del 1260, imperatrice del Sacro Romano Impero avendo sposato l'imperatore Otto IV. Sotto il coro, la cripta romanica dell'XI secolo, pesantemente restaurate. Anche Goffredo II di Lovanio è sepolto nella chiesa.

 

La Collgegiata di San Pietro a Lovanio si può visitare a pagamento, dal lunedì a sabato, dalle 10:00 alle 17; domenica, dalle 14:00 alle 17:00.
Indirizzo:  Grote Markt
 

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