Itinerari principali a Rovereto

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Itinerari principali a Rovereto

 

Vagare per le stradine medievali di Rovereto è una piacevole sensazione. Le montagne abbracciano il centro urbano con delicata maestria, con rispetto; nella valle di sotto, cedono il passo ad una terra fertile e antica, la Vallagarina, come viene chiamato questo tratto subalpino. I vigneti caratterizzano le coltivazioni nel lato meridionale della regione, poco distanti dal lago di San Colombano, un piccolo bacino lacustre al di sotto dell'Eremo di San Colombano.

I monaci eremiti da qua su potevano ammirare una natura spettacolare; oggi, l'accesso è solo per coloro che si sentono pronti a salire (e poi scendere) i 102 gradini scavati nella roccia e ritrovarsi faccia a faccia a mezza altezza su uno strapiombo naturale di circa 120 metri d'altezza (se interessati si vedano le informazioni utili a fine pagina)

Dalle alture che la circondano Rovereto si fa piccola, eppure mai anonima. Dalla Malga di Somotar, alle pendici del monte Biaena, si ammirano città e dintorni; valli e monti e anche boschi. La malga si trova a circa 1300 metri di altezza in Val di Gresta, poco lontano dal passo di Bordala. Poco oltre troviamo ancora altri santuari, come quello in località Monti, il Santuario di Montalbano: lo si riconosce per quel suo grande orologio di quattro metri di diametro, fissato sul campanile a cuspide tipico dell'architettura religiosa alpina. Se capitate da queste parti il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo, avrete di certo modo di partecipare alla festa del paese, con gli abitanti tutti riuniti nel piazzale del santuario, a mangiare 'crostoli e suonare 'el campanò'.

Rovereto in effetti è una città che sorprende. Il centro urbano ha diversi angoli culturali da offrire e se avete con voi un'agenda in tasca e state programmando un viaggio in Trentino segnatevi comunque questo indirizzo: Corso Bettini 43. Sono le coordinate giuste per gli amanti dell'arte e della cultura. Il programma è quello di visitare il MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Quando lo abbiamo visitato siamo rimasti sorpresi all'atmosfera che gira intorno ad esso, un museo già classificato come uno dei più importanti per il settore arte contemporanea in Italia.

Prima ancora che per la sua collezione il MART convince per la sua architettura, integrata al contesto che la circonda. L'edificio di Corso Bettini è stato aperto al pubblico nel 2002 e nasce dal progetto di due professionisti italiani, l'architetto Mario Botta e l'ingegnere Giulio Andreolli. Ritrovarsi nella grande piazza centrale all'entrata, sotto il cielo azzurro che si intravede dal grande cupolone di vetro e acciaio, dà al visitatore l'impressione di ammirare allo stesso tempo arte e natura insieme. L'arte è quella dei grandi artisti (italiani e stranieri) che ogni anno continuano a trovare spazio all'interno di questo museo; la natura è quella di una regione, il Trentino, che non ha bisogno di presentazioni. L'entrata al museo è proprio il centro di questa piazza, che diventa il perfetto baricentro di un'arte circondata dei colori del posto: dalla pietra gialla vicentina prende forma la fontana con le spettacolari sculture di Mimmo Paladino (artista italiano e principale esponente del movimento artistico conosciuto come Transavanguardia). Uno sguardo in su è la grande vetrata lascia spazio ai colori della natura, intensamente azzurri in una limpida giornata di sole; poco oltre, le sale espositive si sbizzarriscono nelle rappresentazioni creative degli artisti. La grande piazza centrale oltretutto è anche entrata d'accesso al museo e, dato il grande spazio e la capacità di ospitare anche 1200 persone sedute, viene spesso usata per presentazioni culturali. Al lato, prima dell'accesso ai piani espositivi, stanno la biglietteria e il bookshop e la caffetteria, opposti alla sala conferenza.

L'itinerario artistico al MART di Rovereto è senza dubbio uno dei primi da consigliare a tutti coloro che si ritrovano a visitare questi luoghi o le vicinanze. La collezione artistica del museo si suddivide in collezione permanente e temporanea:la prima si compone di ben trenta mila opere, esposte a rotazione, tra cui quelle del movimento Futurista, un passamano artistico che si concentra nelle opere di gente come Fortunato Depero (una curiosità: a lui si deve il disegno stilistico della bottiglietta del Campari Soda, disegnata nel 1932), Filippo Marinetti, Gino Severini, Carlo Carrà, tra i tanti.

Si avrà la possibilità di ammirare per esempio i dipinti di un Massimo Campigli: il Teatro con attrici (1940-1942), I costruttori (1928), oppure Gli Zingari (sempre del 1928). Di Giorgio de Chirico, uno dei più grandi artisti italiani e massimo esponente della cosiddetta arte Metafisica, sono esposte alcune delle sue opere maggiori: La matinée angoissante (del 1912), La commedia e la tragedia (1926), Piazza Souvenir d'Italie (1925), Cavalli in riva al mare (1928). Di Carlo Carrà, contemporaneo di De Chirico, troviamo altrettante opere di straordinaria importanza artistica. Ambedue gli artisti sono rappresentati nell'itinerario artistico chiamato 'il cammino delle muse', proposto dal museo all'interno della collezione permanente esposta. Ne fanno parte anche artisti come gli stessi Balla, Depero e Prampolini, Oskar Schlemmer, Savino e de Pisis, così come Fausto Melotti e Giorgio Morandi. Di quest'ultimo colpisce soprattutto l'esposizione presente nella sala del silenzio, che ospita venti straordinari dipinti 'nature morte', tutti parte della Collezione Giovanardi. Abbiamo dedicato una sezione apposita al Museo MART di Rovereto, vi invitiamo a visitarla.

Dal cuore del museo, che è anche il baricentro dell'intera struttura (per usare le parole dello stesso Mario Botta), si raggiunge il centro della città. Il contrasto con con l'architettura circostante è armonioso, i palazzi del Settecento che si affacciano su Corso Bettini non sono in antitesi con l'edificio moderno che abbiamo appena visto; altra epoca, altra arte. Nel complesso, il piano urbano di Rovereto è semplice, facile da visitare. L'asse principale della città è Corso Rosmini, dedicato al filosofo Antonio Rosmini. che qui nacque nel 1797. Da Piazza Rosmini si entra poi nel centro storico, dove lungo via della Terra si trovano la Chiesa di San Marco di Rovereto, fondata nel XV secolo e dall'interno Barocco, e poco oltre la Casa museo Fortunato Depero, un palazzo il cui allestimento fu progettato dall'artista stesso. Al suo interno si possono ammirare le collezioni artistiche che Depero donò ala città, non solo dipinti ma anche giocattoli e prodotti d'arte applicata.

I musei di Rovereto sono tutti interessanti e sorprende come una piccola cittadina di poche decine di migliaia di abitanti abbia al suo interno concentrata tanta cultura. Si avrà modo di dedicare una sezione apposita ai musei della città, ma qui ci basti ricordare oltre al MART e alla casa-museo d'Arte Fortunato, anche il Museo Civico (uno dei più antichi musei d'Italia e ricco di collezioni con tematiche che vanno dalla scienza all'archeologia, alla numismatica all'astronomia), il Palazzo Aberti Poja (sempre in Corso Bettini, che offre un richiamo alla storia e alla tradizione di questi luoghi italiani in particolare durante il XVIII secolo), il Museo Storico italiano della Guerra, che racconta della storia contemporanea della regione e che si trova situato nel Castello. Non si perda occasione di visitare anche la Campana dei Caduti, non è un museo vero e proprio, ma ospita una sezione museale con mostra fotografica permanente sulla storia di Maria Dolens. Costei non è altro che una campana, ma non una qualunque: è infatti non solo la campana dei Caduti, che ogni sera con 100 rintocchi, commemorando le vittime della guerra, ricorda il senso della pace e della fratellanza; è anche la campana più grande del mondo, risultato della fusione di molti dei cannoni che hanno partecipato alla Prima guerra mondiale. La troviamo oggi nel colle di Miravalle, dominante la città.

I dintorni di Rovereto offrono inoltre percorsi ed itinerari tematici tipici della Vallagarina: un Giardino Botanico, un Museo del fossile o un curioso Museo della cartolina, ad Isera, sapranno di sicuro tenere accesa la vostra attenzione.

Proseguendo nel nostro percorso, si sbocca in piazza del Municipio, con il lungo fronte del Palazzo Pretorio, costruito nel 1417 e rimaneggiato nel XVI secolo. Nasce con la Serenissima Repubblica di Venezia, grazie al podestà Andrea Valier, poi più volte restaurato nel tempo. Si notano infatti i diversi stili architettonici, da quello tipico del Quattrocento veneziano a quello del Settecento degli Asburgo. I palazzi storici a Rovereto sono diversi: Palazzo Angelini, Palazzo dell'Annona, Palazzo Eccheli Biasi, Palazzo Lodron e altri ancora. Ad incuriosire è di sicuro quello chiamato Casa dei Turchi, situato nel quartiere di Santa Maria e riverso nel torrente Leno. La casa è così chiamata perché pare che l'antico proprietario sia stato innamorato di una donna turca, a cui aveva fatto ritrovare in questa casa tutte le tradizioni usate nella sua terra di origine, durante il periodo Ottomano.

Dalla piazza del municipio si scorge in alto il Castello di Rovereto. Il suo aspetto risale al periodo della dominazione veneziana e per questo è anche chiamato Castel Veneto; furono tuttavia i Castelbarco a fondarlo nel XIV secolo, riutilizzando una fortificazione del XII secolo e trasformandone l'asseto medievale. Costoro erano membri di un'antica dinastia nobile della Vallagarina, probabilmente originatasi da alcuni condottieri a servizio dei Principi-Vescovi di Trento. La stessa famiglia la troviamo legata anche ad altri castelli della regione, compreso il Castello di Buonconsiglio di Trento. Esternamente il Castello di Rovereto si presenta alquanto possente con i suoi quattro bastioni a testimoniarne la storia militare. All'interno della struttura è ospitato il Museo Storico Italiano della Guerra, con testimonianze arrivate a noi dai due conflitti mondiali del secolo scorso.

Il castello veneto non è l'unico castello presente a Rovereto e nel suo territorio. I castelli del Trentino e della Vallagarina sono in effetti noti; lo sono soprattutto per le testimonianze storiche che vedevano contrapporsi veneziani, austriaci e principi-vescovi di Trento. Poco lontano dal principale, troviamo per esempio il Castel Pietra Calliano, presso il comune di Calliano. Anche questo castello è legato alla dinastia dei Castelbarco, a sua volta originariamente di proprietà del Principato vescovile di Trento. In soli 20 minuti in auto da Rovereto, troviamo anche un altro castello, tra i più conosciuti ed importanti del Trentino: è il Castello Sabbionara d'Avio, situato sulle pendici del monte Vignola sin dall'epoca longobarda ed oggi parte del circuito del F.A.I.

Rovereto e i suoi dintorni hanno molto da offrire al turista e al viaggiatore appassionato d'arte, di storia, di natura... un mondo unico a due passi da casa.

 

Informazioni utili Rovereto e dintorni

 

Eremo di San Colombano

38060 Trambileno (TN)

tel. +39 0464 424615 - +39 0464 433051

 

Santuario di Montalbano

Via Monte Albano, 12

38065 Mori (TN)

tel. +39 0464 918527

 

MART di Rovereto

Corso Bettini, 43

38068 Rovereto (TN)

tel. +39 0464 438887

fax +39 0464 430827

Numero verde: 800 397760

Casa d’Arte Futurista Depero

Via Portici, 38

38068 Rovereto (TN)

tel. +39 0464 431813

 

Museo Civico di Rovereto

Borgo Santa Caterina, 41

38068 Rovereto (TN)

tel. +39 0464 452800

 

Palazzo Alberti Poja

Corso Bettini, 41

38068 Rovereto

tel. +39 0464 452800

 

Campana dei caduti

Colle di Miravalle

38068 Rovereto (TN)

tel. +39 0464 434412

 

Castello di Rovereto

Via Castelbarco, 7

38068 Rovereto (TN)

tel. +39 0464 438100

Castel Pietra

Via Castelpietra, 1

38060 Calliano (TN)

tel. +39 335 5882892

 

Castello di Sabbionara d'Avio

38060 Sabbionara d’Avio (TN)

tel. +39 0464 684453


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