ROVERETO

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Rovereto, luogo d'arte e di intrecci culturali, intravede l'innalzarsi delle dolomiti ai suoi piedi. La città, che si trova al centro della valle dell'Adige, dai connotati medievali e settecenteschi, è nata e cresciuta attorno al suo simbolo il Castello dei Castelbarco, fortificato ulteriormente in seguito durante alla dominazione di Venezia,  che la controllò dal 1416 al 1509 e che ha lasciato tante tracce del suo passaggio.

In questo periodo florido sotto la Serenissima, si specializzò nell'allevamento del baco da seta e nella filatura. Oggi permane l'antica tradizione della seta, a cui si sono aggiunte, industrie alimentari, dell'abbigliamento, del legno, chimiche, del cotone, del tabacco, metalmeccaniche. Insomma si tratta di una città industriosa.  L'agricoltura produce cereali, tabacco, frutta e dell'ottimo vino. Rovereto ha circa 33,000 abitanti e si trova provincia di Trento, sulla riva sinistra del fiume Adige.

 

Come accennato la città fu edificata in epoca romana, come testimoniano i numerosi reperti archeologici. In seguito la potente famiglia dei Castelbarco la fortificò in epoca medievale costruendo le mura.  Nel 1416 Rovereto cadde in mano alle truppe del doge veneziano Tommaso Mocenigo, rimanendo sotto il dominio della Serenissima fino al 1509. Di quel lontano capitolo di storia, la città reca impresse indelebili tracce, conservate nella toponomastica, nell'intrico di calli e vicoli, nelle chiese, nel dialetto e persino nel carattere dei suoi abitanti. Nel 1509 Rovereto passò sotto il dominio austriaco degli Asburgo e infine nel 1564 fu inglobata nel Tirolo. Il dominio asburgico, coincise con un altro periodo di grande fervore economico e artistico: nel 1750 vi nacque l'Accademia degli Agiati e pochi anni dopo Mozart vi tenne i primi suoi due concerti in Italia.Fu gravemente danneggiata dai bombardamenti durante la prima guerra mondiale e venne occupata dalle truppe italiane nel novembre del 1918.

 

 


Accoccolato ai piedi dell'imponente mole di Castel Veneto, il centro storico aspetta silenzioso, promettendo scorsi di rara suggestione nell'ombra degli androni in fondo ai vicoli che si aprono su tran- quille piazzette, lungo le vecchie mura, nella frescura di insospettabili giardini racchiusi gelosamente tra le case.

 

Nella città si trovano monumenti di notevole interesse tra cui il castello del XIV-XV sec., il palazzo municipale (XV sec.), il chiostro di Santa Maria del Carmelo, la chiesa barocca di San Marco e la chiesa di San Giovanni Battista, splendidamente decorata da stucchi e affreschi da G. Baroni, artista del luogo.

 

Sede di un museo storico della guerra, di un museo civico, della biblioteca civica e della galleria d'arte. L'antico maniero fortificato dei Signori di Castelbarco ospita, oggi, il Museo Storico Italiano della Guerra con una delle più importanti collezioni d'armi d'Italia. Ad uno dei maggiori esponenti del movimento futurista, Fortunato Depero, che a Rovereto visse ed operò per molti anni, è dedicata invece la Galleria Depero, un ricco Museo che documenta la vulcanica attività dell'artista. Oggi chiuso per lavori di restauro

Il Museo Civico raccoglie invece collezioni botaniche, naturalistiche e mineralogiche. Notevole la collezione di reperti della Magna Grecia donata alla città natale dell'archeologo Paolo Orsi. Una breve visita meritano anche la monumentale Campana della Pace, il Sacrario militare di Castel Dante dove sono custodite le salme di 12.000 caduti della prima guerra mondiale e l'affascinante Eremo di San Colombano.

 

L'asse principale della città è corso Rosmini, dedicato al filosofo Antonio Rosmini che nacuq nella omonima Casa (1797-1855). Prima di questa si incontra sullo stesso lato della via, il moderno edificio  sede dell'Archivio del 900, progettato da Mario Botta e una delle due sedi del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, meglio conosciuto come MART.

 

Da Piazza Rosmini si entra nel centro storico. Lungo via della Terra si trovano la Chiesa di San Marco, fonadata nel XV secolo e dall'interno Barocco, la Casa museo Fortunato Depero, un palazzo il cui allestimento fu progettato dall'artista stesso. Proseguendo in discesa si sbocca in piazza del municipio e si ha a destra  il lungo fronte del Palazzo Pretorio, costruito nel 1417 e rimaneggiato nel XVI secolo. Dalla piazza si vede in altro il Castello, verso cui si arrampica una bella strada. Il suo aspetto risale al periodo della dominazione Veneziana, anche se furono i Castelbarco a fondarlo, riutilizzando una fortificazione del XII secolo. All'interno, plastici sulle operazioni belliche, armi da sparo, cannoni e cimeli che compongono il Museo

 

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