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Arborea,
piccolo centro agricolo della costa occidentale della Sardegna,
è un misto di sapori culinari diversi. Veneta, sarda, emiliana,
romagnola, friulana e non solo, culture che hanno formato
un’identità unica nell’isola, per una "relativamente" giovane
realtà urbana, comunque ricca di storia nonostante il passato
recente. La cittadina venne fondata nel 1928, grazie ai
risultati ottenuti dal già avviato progetto di bonifica della
SBS (Società Bonifiche Sarde), negli allora territori
infestati dalla malaria.
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Divenne in seguito una delle prime, se
non la prima, aree urbane di fondazione fascista
(fino al 1943 era infatti chiamata Mussolinia, come un
simile progetto urbano in quel di Santo Pietro, nel
catanese, che tuttavia non fu mai completato).
Oggi, in questo territorio a pochi chilometri da
Oristano,
si distinguono l’inconsueto dialetto (il veneto, tra
tutti, ampiamente parlato) e una realtà enogastronomica
di tutto rispetto, da mettere accanto all’esperta imprenditoria
agricola e alla capacità di aggregazione e cooperazione da
sempre innata negli arborensi.
>Una visita ad
Arborea e da subito si percepisce la laboriosa eredità del
passato e l’identità del presente. Sarà per le fiere dedicate
all’agricoltura, i gemellaggi, le sagre e i piatti offerti nei
ristoranti e negli agriturismi del territorio. Eredità e
identità sono il frutto del lavoro dei numerosi coloni
provenienti dal Veneto, ma anche dall’Emilia-Romagna
e dal Friuli Venezia-Giulia, dal Lazio, dalla
Sicilia e dalla stessa Sardegna. Braccianti e operai
con famiglie al seguito, ‘pionieri’ arrivati nel secolo scorso
in condizioni di povertà, e che nel tempo, anche grazie ad abili
professionisti, tra cui ingegneri, architetti e appassionati
politici, hanno abitato e plasmato quella che oggi è una delle
aree economicamente più floride della Sardegna.
Latte e
polenta,
direbbero i più che conoscono Arborea. Ma non solo. Oggi nel
territorio viene coltivata anche l’alga spirulina,
prodotto nato come nuova scommessa alimentare, di per se ricco
di vitamine, alto contenuto proteico e assenza di colesterolo, e
diventato ingrediente di un settore produttivo emergento, anche
nel contesto extraterritoriale, attraverso un progetto di
sviluppo che guarda molto lontano (grazie agli investimenti del
CRS4 Centro di ricerca del Parco tecnologico di Pula e
Tolo Green, primo produttore italiano della microalga
spirulina, volto alla sperimentazione di tecniche di
coltivazione innovative in assenza di gravità, con la
possibilità di impieghi inimmaginabili fino a qualche tempo fa).
Tra
alimenti e sapori del passato e del futuro, Arborea si
presenta, lo dicevamo, con una sua identità ben distinta nel
territorio isolano: come un secolo fa, negli anni ’20 del
Novecento, ancora oggi nella stessa tavola troviamo i piatti
della tradizione veneta, friulana, romagnola e sarda, uno
accanto all’altro. Non è raro vedere e assaporare gnocchetti
sardi alla campidanese (malloreddus)
ed uno di polenta e salsiccia fresca, e magari pure di trippa
alla parmigiana o ancora di amatriciana, e magari uno di
spaghetti verdi a base di alga spirulina. Quasi impossibile per
un giovane di oggi (ma anche di pochi anni fa, quando non ancora
raggiunto dalla globalizzazione dei sapori), distinguere la
regione di provenienza del suo usale pasto quotidiano, essendo
abituato ad avere quell’assortimento di piatti sin da piccolo.
Uno degli
eventi più importanti del territorio, la Sagra della polenta
di Arborea (solitamente a novembre), racconta alla
perfezione dell’animo gastronomico di questa piccola realtà
sarda. La polenta di mais (tipo corniola) è uno dei
piatti tipici in particolare della tradizione veneta (e non
solo) e lo è di gran lunga anche ad Arborea: non sarà solo
quella con i famosi ‘osei’ (uccelletti), ma sicuramente
con fagioli, oppure semplicemente abbrustolita in graticola, con
ragù e salsiccia fresca, spesso accompagnata da formaggio e da
un buon bicchiere di vino rosso. Da non perdere l’evento chiave
della specialità, per assaporare in particolare la polenta
morbida con salamini di Sermoneta. Così come nella Festa
delle Etnie (inizi di luglio), dedicata alle culture che
storicamente compongono la realtà socioculturale di Arborea
e dei gemellaggi, si avrà la possibilità di assaporare più di un
piatto tipico, come quando nel 2019, alla 17a edizione, il
Veneto presentava il suo piatto tipico di trippa al sugo di
pomodoro, la Romagna i tortelloni di ricotta con butto e
salvia, il Friuli con il frico,
il Lazio la porchetta di Ariccia e formaggio, la Sardegna
il suo piatto di mare a base di cozze Nieddittas
(per giunta un prodotto locale, visto che Arborea è tappa
fondamentale nella filiera produttiva della mitilicoltura in
Italia). L’evento inoltre include anche Sagra dell'Anguria,
altro alimento coltivato da tempo nel territorio. E tra le
Sagre, non si può non citare la Fragolata di Arborea (che
si tiene a maggio), quando le fragole più famose della Sardegna
fanno capolino nella stagione primaverile e la cittadina viene
presa d’assalto da visitatori intenti a non farsi scappare una o
più ceste di frutta o le mitiche scodellate di fragole con la
panna. La sagra delle fragole viene allestita all’interno della
Fiera dell’Agricoltura, presso il Centro Fieristico di
Arborea, solitamente in concomitanza della Mostra
regionale bovini di razza bruna e frisona italiana.
D’altronde il
territorio di Arborea è stato il primo a sperimentare la
coltivazione della fragola in Sardegna, introdotta negli
anni Trenta dello scorso secolo, subito dopo la nascita del
villaggio. La produzione odierna è gestita dalla Cooperativa
Produttori Arborea (già Cooperativa Assegnatari Etfas),
importante realtà nel settore agroalimentare sardo settore
ortofrutta. Lo straordinario sviluppo dell’agricoltura e
dell’allevamento ad Arborea è stato capace di creare dei
prodotti ad hoc, non solo fragole e angurie, ma anche
latte e formaggi, come quelli prodotti dalla Cooperativa
Assegnatari Associati Arborea (3A), nata nel 1956 come
cooperativa agricola e zootecnica *(il Caseificio sorge assai
prima, alla fine degli anni ’20 dello scorso secolo). Diventata
un’eccellenza aziendale in tutta Italia, la 3A produce latte
fresco, UHT, ad alta digeribilità, yogurt, burro e formaggi di
diversi tipi, stagionati o a pasta fresca, tra cui anche il ben
noto Dolcesardo di Arborea, formaggio fresco a pasta
molle. La 3A inoltre è stata una delle prime aziende ad
introdurre il tetrapak, imballaggio moderno per l’epoca,
mentre oggi si pregia d’essere il principale polo produttivo del
comparto lattiero-vaccino in Sardegna: nel primo anno di
attività, furono raccolti circa 7 milioni di litri, nel 2020
sono stati conferiti circa 206 milioni di litri di latte, pari
al 91% del latte bovino prodotto in Sardegna, oltre
alla
lavorazione del 25% della produzione caprina regionale (come
viene riportato nel documento *atto 214 presentato dall’azienda
il 25 maggio 2021 alla 9^ Commissione - Agricoltura e produzione
agroalimentare del Senato della Repubblica). Produzione che nel
2018 è andata ad includere anche i marchi Fattorie Girau, del
settore ovino e caprino, Caplac e Trentinalatte.
Nella tavola
non mancheranno sicuro anche tutti i piatti di mare, con
il pescato che arriva sempre fresco, vera tradizione della costa
della Sardegna: un vortice di fregola ai frutti di mare, o di
classica burrida e zuppa di cozze, da trovare insieme a un
saporito piatto di trippa alla parmigiana o di spaghetti alla
bottarga, o magari maialetto arrosto. Vedi anche
Cosa e dove mangiare ad Oristano
e
101 Cose da fare e da vedere in Sardegna.
Alla
rassegna gastronomica si accompagna una realtà vinicola di
tutto rispetto. La storia dei vini di Arborea ha origine
nel 1925 dai vitigni provenienti dalla Toscana e dalla Romagna,
impiantati nella zona di Tanca Marchesa (allora tenuta
dell’SBS di Terralba), dove trovò anche posto la prima cantina
della bonifica. Sangiovese e Trebbiano si diffusero in tutto il
Campidano, affiancandosi agli autoctoni Nuragus e Monica. Nei
primi anni Sessanta del Novecento, il già presente Enopolio
di Arborea si caratterizza per la direzione di Domenico
Cella (classe 1929), che porterà il vino della cantina
locale ai meritati riconoscimenti. Oggi, dopo oltre mezzo
secolo, la passione e l’esperienza di famiglia continua con la
produzione vinicola con il Quartomoro di Sardegna, di
Piero Cella e Luciana Baso, pluripremiato testimone del
legame antico originatosi nel territorio di Arborea ed estesosi
quindi in tutta la Sardegna e oltre (Bovale, Vermentino,
Cannonau, Nuragus, Carignano, Semidano, Muristellu, Vernaccia,
Cagnulari, Monica, Pascale, Girò, Malvasia).
Arborea,
terra di passioni e legami che guardano al futuro. Un territorio
tutto da scoprire.
Bibliografia
. Arborea... e l'Arboreino (Mussolinia
di Sardegna) di Michele A. Angioni, PTM Editrice (2004)
. Sito ufficiale Comune di
Arborea
. ToloGreen.it Società del
Gruppo TOLO (impianti di coltivazione microalghe)
. Lanuovasardegna.it (Il futuro
dell’alga spirulina, da Arborea verso lo spazio) marzo 2021
. Nieddittas.it (Filiera
stabilimento Località Corru Mannu - Arborea)
. Sito ufficiale Quartomoro di
Sardegna di P. Cella & C. Soc. Agric.
. Sito ufficiale ProLoco Arborea
. Sito ufficiale 3A Cooperativa
Produttori Arborea
Nel decennio, gli agglomerati urbano-agrari di
fondazione fascista in Sardegna furono anche Carbonia
(nel sud-est della Sardegna) e Fertilia (vicino ad
Alghero, nord-est della Sardegna).
Dal precedente centro chiamato Alabirdis, il 29 ottobre
1928 veniva inaugurato il "Villaggio Mussolini",
diventato in pochi anni comune autonomo con il nome di Mussolinia di Sardegna. Il nome della città muterà in
Arborea per decreto-legge il 17 febbraio 1944.
I
malloreddus, un tipo di pasta tipica della cucina sarda,
dalla forma di sottili conchiglie rigate e spesso
servita condita con sugo ragù di carne.
Piatto a base di formaggio, cipolle e patate
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