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"La
coscienza di Zeno" è un romanzo dello scrittore italiano Italo Svevo,
pubblicato nel 1923. Il romanzo racconta la storia di Zeno Cosini, un
uomo che cerca di liberarsi dalla sua dipendenza dal tabacco attraverso
una psicoanalisi. Attraverso una narrazione ironica e autoironica, il
romanzo esplora i temi della fragilità umana, dell'incapacità di
cambiare e delle illusioni della vita. Il romanzo è stato considerato
una delle opere più importanti della letteratura italiana del Novecento
e ha influenzato molti scrittori successivi.
La
Coscienza di Zeno di Italo Svevo è senza dubbio il
primo grande romanzo ispirato alla psicoanalisi. Ma è molto di più di
questo. La "Coscienza è in realtà la cattiva coscienza" del personaggio
principale. Nella sua confessione Zeno è un narratore che si impegna a
evocare per il medico che lo cura i fatti chiave della sua vita, per
trovare una possibile causa ai suoi problemi.
Nel libro
Zeno è un gentile affittuario che vive a Trieste all'inizio del
Novecento, è un precoce adepto della psicoanalisi e si abbandona a un
lungo monologo introspettivo per scoprire la verità su sé stesso, un
fumatore incallito, indeciso e compulsivamente ostinato. La
coscienza di Zeno rimane uno dei libri fondanti della
letteratura europea del XX secolo.
Furono prima
James Joyce, e poi Benjamin Crémieux e Valery Larbaud
e Eugenio Montale, i personaggi chiave che, nell'inverno
1925-1926, rivelarono e imposero contemporaneamente il nome di Italo
Svevo, lo scrittore triestino nato nel 1861 e morto nel 1928, in
Francia.
Italo Svevo
si interessò alla psicoanalisi fin da giovanissimo, ed è stato uno dei
traduttori di Freud in italiano. Fu proprio il suo interesse per
la psicoanalisi che lo portò alla scrittura de La coscienza di
Zeno.
Nel libro
incontriamo quest'uomo, Zeno, vecchio e malato. Il suo medico non riesce
a trovare una causa fisica per la sua malattia e gli suggerisce di
scrivere, sperando che l'evocazione dei ricordi possa essere per lui una
cura. La parola psicoanalisi è usata molto raramente, ma è di questo che
si tratta: scavare nei ricordi, in eventi a volte molto lontani, per
trovare la fonte di problemi attuali.
"Ultimo
tradimento" annota ansiosamente Zeno Cosini nel suo diario, poiché
prende finalmente la decisione di essere un marito fedele e di smettere
di fumare per essere "sano".
Zeno scrive
la sua vita, tornando all’infanzia per far emergere i momenti più
importanti: quando iniziò a fumare, la morte del padre, il suo
matrimonio, la storia con l'amante e l’entrata in affari con il cognato.
Studente di
chimica alla fine del XIX secolo, il padre morente di Zeno lo tiene
lontano dall'azienda di famiglia, le cui redini sono rilevate da un
impiegato modello. Innamorato di Ada, che lo respinge, sposa Augusta (la
sorella di lei), che non ama; aiuta il cognato (il marito di Ada) che è
indebitato e geloso. Quando la sua amante preferisce un marito vero, lui
non lo sopporta. Cerca di smettere di fumare ma non ci riesce. Scoppia
la prima guerra mondiale e l'Italia si confronta con il popolo
austro-ungarico e decide di intraprendere un percorso di psicoanalisi
per analizzare le sue incoerenze.
Zeno è un
personaggio un po' nevrotico, convinto di avere problemi molto seri.
Nelle stranezze, nelle paure, nella sfortuna di Zeno, Italo Svevo riesce
a fare immedesimare il lettore, cerca di far capire perché Zeno è così e
si comporta in questo modo. Verrebbe voglia di scuotere un po' Zeno dal
suo torpore e dalla sua apatia, ma non è necessario, perché la terapia
sembra essere benefica.
Come James
Joyce in Ulisse, o Virginia Woolf in
Dalloway, Italo Svevo utilizza qui la tecnica del "flusso
di coscienza" sotto forma di esplorazione dell'inconscio per
analizzare atti, emozioni, sogni, ricordi e motivazioni.
Questo
romanzo psicologico brillante, pubblicato nel 1923, parla dell'assurdità
della vita, del suo significato e del significato di identità.
L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud uscì nello
stesso anno, la psicoanalisi cominciava a guadagnarsi un posto tra le
scelte terapeutiche. La Coscienza di Zeno si immerge in
campi freudiani disseminati di un complesso di Edipo irrisolto,
ambivalenza e senso di colpa multipla. Zeno si considera "imprigionato
nella provetta" in attesa di un "reagente", vive la psicoanalisi come
una "avventura psichica" e un po’ anche come "spiritismo". Nonostante il
suo evidente controtransfert e il suo rifiuto del terapeuta e dei suoi
metodi, trova la pace mentale.
Ci sono numerose antologie critiche su "La coscienza di Zeno",
molte delle quali sono state pubblicate in occasione del centenario
della prima edizione del romanzo nel 2023. Queste antologie includono
saggi e articoli di critici letterari, studiosi e scrittori che
analizzano e interpretano il romanzo da diverse prospettive. Alcune
delle tematiche affrontate includono l'uso della psicoanalisi nel
romanzo, la rappresentazione del tempo e della memoria, le questioni di
genere e la relazione tra Svevo e il modernismo europeo. Le antologie
critiche forniscono una lettura approfondita e stimolante del romanzo,
che ne evidenzia la complessità e la rilevanza per la letteratura
italiana e internazionale.
Possiamo citare al riguardo:
- "Il labirinto di Zeno" curato da Stefano De Matteis
e Francesco Orlando, che raccoglie contributi di vari autori e si
concentra sulla dimensione psicanalitica del romanzo.
- "Zeno's Conscience and the Italian Modernist Novel"
curato da Martin McLaughlin e Paola Sica, che esplora la relazione
tra Svevo e il modernismo europeo e include saggi di critici
internazionali.
- "Svevo, Joyce, and the Problem of Influence" curato da
Michael Subialka e Jolene Zigarovich, che analizza la relazione tra
Svevo e James Joyce, evidenziando le influenze reciproche tra i due
autori.
- "The 'I' of the Beholder: Italian Literature and the Self"
curato da Joseph Francese e Emanuela Piga, che include un saggio
sulla rappresentazione del sé nel romanzo di Svevo.
- "Gender and Modernity in Male Italian Literature" curato
da Zygmunt G. Baranski e Rebecca West, che esplora la
rappresentazione della mascolinità in "La coscienza di Zeno".
Articolo di M. Era per Informagiovani Italia
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