La Fattora degli animali - George Orwell 17 Agosto 1945

 La Fattora degli animali - George Orwell 17 Agosto 1945  

Il 17 Agosto 1945, a pochi giorni dalla fine della seconda Guerra Mondiale (2 Settembre 1945) usciva in Gran Bretagna, Animal Farm, La Fattoria degli Animali, non un libro per bambini, ma una feroce satira, una presa di giro del totalitarismo di Stalin in Unione Sovietica (1879-1953). Uno di quei libri che si deve leggere almeno una volta, che resta nella mente del lettore come un chiodo fisso. Certe frasi della rivolta degli animali, vi resteranno nella mente per sempre. Un libro di formazione, come 1984 dello stesso autore, a cui si sono ispirati tutti "i grandi fratelli" della terra e tanti fantasy alla "The giver" e "Divergent".

La fattoria degli animali si pone contro ogni totalitarismo, narrando in realtà degli avvenimenti della Rivoluzione Russa, della guerra civile di Spagna (1936-1939), a cui Orwell partecipò tra le file dei trotzkisti e degli eventi della Seconda guerra Mondiale.

 

La Fattoria degli animali - George OrwellLo scrittore inglese, narrò attraverso la storia della  fallita ribellione di un gruppo di animali agli uomini, gli esiti nefasti della dittatura staliniana in URSS. Per questo il motivo, il romanzo, finito nel 1943, poté essere pubblicato solo nel 1945, a guerra praticamente finita.

 

Il romanzo è ambientato in una fattoria dove gli animali, stanchi dello sfruttamento dell'uomo, si ribellano e cacciano il padrone. Insieme decidono di dividere con giustizia il risultato del loro lavoro, seguendo il principio marxista che recita " da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni". I maiali purtroppo finiranno per distruggere questa utopia, impossessandosi del potere e della fattoria intera.

 

Il mondo letterario, il pubblico, venivano colpiti all'epoca dalla curiosa storia dell’irriverenteGeorge Orwell, che dava voce agli animali costretti a svolgere lavori massacranti, in cambio di poco cibo ma che in realtà dava voce agli oppressi dal regime comunista. Proviamo ad immaginare la vita di tanti animali di campagna, che devono lavorare giorno e notte, che vengono messi da parte quando il loro corpo inizia a diventare più debole, perché vengono classificati come " inutili". Gli animali della fattoria realizzano che l'unico nemico è l'uomo, l'unico animale che consuma senza produrre e a questo si ribellano iniziando una vera rivoluzione.

 

Arriva un momento nella storia di ogni uomo nel quale si smette di chinare la testa e nel corso degli avvenimenti storici, abbiamo visto tanti di questi momenti, confluiti spesso in una ribellione di massa, in una rivoluzione come quella francese o quella americana. Anche nella fattoria succede lo stesso, quando il Vecchio Maggiore, un maiale anziano e saggio, infiamma gli animi degli altri animali, sfruttati e stanchi di essere maltrattati, contro i padroni; è la sua canzone di riscossa a convincere gli animali a fare la Rivoluzione.

 

Ecco le sue parole:

 

"Ora, compagni, di qual natura è la nostra vita? Guardiamola: la nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all'estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. (...).  La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità".

"Fa forse ciò parte dell'ordine della natura? Forse questa nostra terra è tanto povera da non poter dare una vita passabile a chi l'abita? No, compagni, mille volte no! Il suolo dell'Inghilterra è fertile, il suo clima è buono, e può dar cibo in abbondanza a un numero d'animali enormemente superiore a quello che ora l'abita. Solo questa nostra fattoria (...) potrebbe assicurare a tutti un agio e una dignità di vita che vanno oltre ogni immaginazione. E allora dobbiamo continuare in questa misera condizione? E quasi tutto il prodotto del nostro lavoro ci viene rubato dall'uomo. Questa, compagni, è la risposta a tutti i nostri problemi. Essa si assomma in una sola parola: uomo. L'uomo è il solo, vero nemico che abbiamo. Si tolga l'uomo dalla scena e sarà tolta per sempre la causa della fame e della fatica".
(...)
"Dunque, compagni, non è chiaro come il cristallo che tutti i mali della nostra vita nascono dalla tirannia dell'uomo? Eliminiamo l'uomo e il prodotto del nostro lavoro sarà nostro. Prima di sera potremmo divenire ricchi e liberi. Che fare dunque? Lavorare notte e giorno, corpo e anima per la distruzione della razza umana! Questo è il mio messaggio a voi, compagni: Rivoluzione!".  
 

Così, di soppiatto, in un giorno qualunque, dopo che il Vecchio Maggiore era morto, scoppia nella Fattoria Padronale una vera e propria rivoluzione, durante la quale il proprietario Jones, viene scacciato dalla sua proprietà. Jones personifica la malvagità umana, è il personaggio che prende a frustate i suoi animali, che li usa senza pietà alcuna, il cui unico passatempo è quello di bere. Jones rappresenta lo zar Nicola II, la causa della ribellione degli animali, proprio come lo zar fu la causa della rivoluzione russa. È brutale, si ubriaca spesso e si disinteressa degli animali.

 

Dopo la rivoluzione la fattoria non si chiamerà più Fattoria Padronale, bensì Fattoria degli animali, nella quale gli animali lavorano e gestiscono il proprio lavoro. Una nuova squadra va a capo della fattoria, prende ogni decisione riunendosi in particolari consigli che si tengono la domenica, giorno di riposo. La nuova gestione della fattoria, si fonda su principi ben saldi e su 7 comandamenti:

  1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico

  2. Tutto ciò che va su quattro gambe è amico

  3. Nessun animale vestirà abiti

  4. Nessun animale dormirà all’interno di un letto

  5. Nessun animale dovrà bere alcolici

  6. Nessun animale ucciderà un altro animale

  7. Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri

La gestione comunitaria prevede anche la presenza di alcuni leader, che nel corso del racconto svolgeranno un ruolo predominante su tutti gli altri animali. Ben presto, tuttavia, emerge tra gli animali una nuova classe di burocrati sfruttatori, formata dai maiali, gli stessi che avevano incitato il "popolo" a ribellarsi dall'oppressore. Essi, con la loro astuzia e il loro egoismo si impongono in modo prepotente sugli altri animali più ingenui. Tra i maiali, i più potenti, sono Napoleone e Palla di Neve, che rappresentano Lenin e Trotsky, che aspirano a concentrare tutto il potere nelle loro mani. Sotto l'oppressione di Napoleon tutti gli altri animali finiscono per conoscere gli stessi maltrattamenti e le stesse privazioni di prima.

 

Il regime di Stalin è criticato nel racconto di Orwell, così come sono criticati tutti i regimi totalitari in genere e in particolare il potere che corrompe, quel potere così difficile da conquistare e così accecante.  Dopo diversi decenni, le parole di questo romanzo sembrano essere più che mai attuali...

 

"L'uomo è la sola creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l'aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il signore di tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio dà ad essi quel minimo che impedisca loro di morir di fame e tiene il resto per é. Il nostro lavoro coltiva la terra, i nostri escrementi la rendono fertile, eppure non uno di noi possiede più che la sua nuda pelle. Voi, mucche che vedo davanti a me, quante migliaia di galloni di latte avete dato durante lo scorso anno? E che ne è stato di quel latte che avrebbe dovuto nutrire vigorosi vitelli? Ogni sua goccia è andata giù per la gola del nostro nemico. E voi, galline, quante uova avete deposto in un anno e quante di queste uova si sono dischiuse al pulcino? Le restanti si sono tutte mutate in danaro per Jones e i suoi uomini. E tu, Berta, dove sono i quattro puledri che hai portato in grembo e che avrebbero dovuto essere il sostegno e il conforto della tua vecchiaia? Ognuno di essi fu venduto al compiere di un anno e tu non li rivedrai mai più. In cambio dei tuoi quattro parti e di tutto il lavoro dei campi, che cosa hai avuto se non una scarsa razione e una stalla?". (...) "Voi, giovani lattonzoli che mi sedete dinanzi, voi tutti entro un anno griderete per il fuggir della vita. A questo orrore ciascuno di noi deve giungere: mucche, porci, galline, pecore; tutti. Persino i cavalli e i cani non hanno miglior destino. Tu, Gondrano, il giorno stesso in cui i tuoi possenti muscoli avranno perduto la loro forza, sarai venduto da Jones all'uomo che ti taglierà la gola e farà bollire la tua carne per darla in pasto ai cani da caccia. Quanto ai cani, allorché diventano vecchi e senza denti, Jones lega loro una pietra al collo e li annega nel più vicino stagno".

 

 Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni. (George Orwell)



 

 

 

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