MONT ST MICHEL

VISITARE MONT ST MICHEL : INFORMAZIONI PICCOLA GUIDA

 

Il ritmo impetuoso e il mare dettano legge a Mont St Michel. Da queste parti è così, con l'Atlantico di poco a lato, mai rumoroso, ma il cui eco arriva fino alla Normandia, da oltre le falesie e le dune della Bretagna; non fosse per quella breve insenatura che ne protegge, a modo suo, le maree e lo spirito. Dopo Parigi, è il sito turisticamente più visitato della Francia, già luogo di pellegrinaggio tra i più frequentati della storia della cristianità. A Mont St Michel, classificata come monumento storico dal 1862, si sono abituati al ritmo delle maree. In questa parte di Francia, già patrimonio UNESCO dal 1979, sembra proprio d'essere in un altro mondo. Un mondo a confine, diviso ma anche unito.

 

L'Abbazia di Mont St Michel è senza dubbio uno dei principali monumenti visitati in Francia. I visitatori sono centinaia di migliaia ogni anno per scoprire questo magnifico edificio costruito sulle fondamenta di una costruzione iniziale risalente al X secolo. Visibile a più di 20 km di distanza, l'abbazia si erge orgogliosamente sul promontorio roccioso del paese e stupisce il visitatore con la sua superba architettura e il suo stato di conservazione. Il "monte sull'oceano", dedicato all'arcangelo Michele nel 708, è uno dei primi luoghi a lui dedicati in Europa. L'abbazia, costruita su più piani, in parte in granito roccioso, è un pregevole esempio di architettura medievale. I canonici furono i primi abitanti dell'abbazia prima dei Benedettini nel X secolo. La chiesa abbaziale, gotica e sgargiante, è assolutamente notevole. Il suo cuore è particolarmente illuminato grazie alle numerose vetrate colorate. Il chiostro, molto ben conservato, offre un luogo dove riposare e riflettere davanti alla vista spettacolare sulla baia. Dal 2001, monaci e suore della Fraternità Monastica di Gerusalemme pregano e vivano quotidianamente in questo luogo, anche se l'abbazia se rimane di proprietà dello Stato  francese ed è gestito dal Centro dei Monumenti Nazionali.

Isola e terraferma, luogo sacro e profano, storia, turismo, architettura, religione, elementi che legano Bretagna e Normandia: di quest'ultima Mont St Michel raccoglie le forze terrene, con costanza; della prima sembra volerne catturare l'ignoto, abbandonandosi al ritmo delle maree che arrivano da lontano, da un punto imprecisato dello sterminato oceano, una delle cose più simili all'infinito che si conoscano. Vale ancora oggi il detto popolare "Le Couesnon dans sa folie a mis le Mont en Normandie" ("Il Couesnon, nella sua follia, ha messo il monte in Normandia"), riferito al fiume che con la sua foce ad estuario ha dato carattere a questo territorio.

Le maree hanno portato Mont St Michel alla notorietà. Un'isola caratterizzata dal fenomeno dell'insabbiamento naturale, e per questo a volte separata dalla terraferma. Suggestivo l'accesso per chi arriva in giornate di nebbia; aperta la vista del suo panorama per chi invece arriva in giornate con cielo limpido. L'abbazia, del XI secolo, appare maestosa, una 'merveille', una meraviglia, per riprendere il nome di una parte della struttura. L'accesso a Mont St Michele è sempre stato possibile attraverso una strada rialzata lungo la Baie du Mont Saint Michel, un'area di distese fangose, nota per le maree che spazzano via la terraferma in modo rapido e pronte a catturare l'ignaro in modo repentino. Per garantire la conservazione dell'ecosistema, dal 2006 la baia è sottoposta a lavori strutturali e dall'estate del 2014 si caratterizza di una nuova passerella di attraversamento. Neanche un chilometro di cammino a sfioro sull'acqua tra l'isola e il suo continente.

La storia di Mont St Michel si perde indietro nel tempo. Perla preziosa conservata dalla storia e arrivata ai giorni nostri intatta, ricca testimonianza di tempi andati. Isola rocciosa, con strade tortuose e storica architettura. L'atmosfera è mistica, tipicamente medievale. Il granito scolpisce le fondamenta e l'Abbazia che decora l'isola ha affascinato così tanti visitatori da raggiungere numeri da capogiro, fino a 3 milioni di persone l'anno. Tutt'attorno c'è poi il mare, che a volte si trasforma in sabbia e fango, quasi a rappresentare un limbo tra terreno e divino. Isola e luogo sacro, sicuramente capace di regalare sensazioni uniche. La tradizione fa risalire la sua origine al primo VIII secolo, nel momento in cui St. Aubert (in italiano San Auberto) vescovo di Avranches (Bassa Normandia), ebbe in visione l'Arcangelo San Michele, che per l'appunto gli disse di costruire una cappella in suo onore sull'isola alla foce del fiume Couesnon, proprio al confine tra le odierne Bretagna e Normandia. Si narra che il vescovo non eseguì prontamente l'ordine e che per ricordaglielo l'arcangelo dovete apparirgli in tutto tre volte, fino a quando ? per far si che l'ordine venisse rispettato ? non gli mise il dito in testa provocandogli una bruciatura. La leggenda è anche all'origine della reliquia di San Auberto, custodita nella Basilica di San Gervasio di Avranches: un cranio completo di foro, ad indicare il punto esatto in cui il vescovo venne toccato dal dito dell'arcangelo (l'evidenza scientifica parla di origini preistoriche del reperto oggetto di venerazione). Con il Trattato di Compiègne, tra Carlo il Calvo e Salomone di Bretagna, nell'anno 867, l'isola e il territorio circostante passò ai Bretoni, nonostante di fatto il vescovato rimase indipendente. Arrivarono i monaci e in breve il monastero fiorì come rinomata sede di studio e apprendimento, prima di diventare un luogo di importanza simbolica nelle lotte che sconvolsero l'Europa occidentale nel periodo tardo medievale, con normanni contro bretoni, francesi contro normanni e francesi contro inglesi. Prima dell'avvento dell'ordine monastico, l'isola era chiamata Monte Tumba, in latino, e costituiva una roccaforte gallo-romana, poi saccheggiata dai Franchi e quindi inclusa nella marca di Neustria, fondata dal re carolingio Carlo il Calvo.

Alla metà del X secolo nell'isola arrivarono i monaci benedettini. A costoro si deve la costruzione della prima abbazia, poi diventata ben presto meta di pellegrinaggio. Un fatto curioso accadde nel XI secolo: durante la conquista Normanna d'Inghilterra, ricevuto il supporto dei monaci dell'isola, Guglielmo il conquistatore (che era originario di Falaise, in Normandia), volle costruire una simile meraviglia nella parte inglese del canale della Manica; è così che nell'estremità sud-ovest della Cornovaglia si ammira St Michael's Mount, un'isola tidale (aperta cioè alle maree come Mont St Michel e a questa strutturalmente molto simile) collegata alla cittadina di Marazion, bella località tra le più antiche dell'Inghilterra e parte della riserva protetta Cornwall Area of Outstanding Natural Beauty (area della Cornovaglia di particolare bellezza naturale).

Ma torniamo dall'altra parte della Manica, in Normandia e per l'appunto al Mont St Michel francese. Poco più tardi, nel XIII secolo, l'Abbazia venne ulteriormente ampliata fino alla sommità della roccia (due edifici di tre piani, con tanto di chiostro e refettorio) e con aggiunte in stile gotico. Gli eventi dei secoli successivi hanno lasciato una chiara impronta nella struttura architettonica di Mont St Michele, militare con la guerra dei Cent'anni tra Inghilterra e Francia, religiosa con l'accentuarsi delle visite dei pellegrini diretti a Santiago de Compostelae a Roma. I cristiani arrivavano all'Abbazia attraverso il cosiddetto "sentiero del Paradiso" (chemins du paradis), sperando nell'assoluzione. E così fu, fino alla Rivoluzione Francese, quando venne destinata a prigione. Fu molto tempo dopo, un millennio dopo la sua costruzione, nel 1966, che l'abbazia ritrovò la sua funzione originaria, grazie alla 'Fraternités Monastiques de Jerusalem' (Fraternità di Gerusalemme), istituto religioso cattolico d'ispirazione benedettina.

La visita a Mont Saint Michel ci permette di scoprire che qui non siamo di fronte solo ad una chiesa su una roccia, ma ad un borgo medievale, uno dei pochi in Francia ad aver conservato caratteristiche intatte, comprese le mura difensive. Anche se piccola, la località ha degli abitanti (in diminuzione sin dal 1931 ? allora 250 contro quelli del 2009, solo 44) e un sindaco, delle case e delle residenze, strade (strette) e vicoli, alberghi, ristoranti e negozi e non ultimi, monumenti storici ed architettonici di bellezza suggestiva. E poi c'è quel panorama, che lascia senza parole. Il borgo riflette la tipica società feudale: in cima Dio con l'abbazia e il monastero, di sotto, le abitazioni e, fuori le mura, le case dei pescatori e degli agricoltori. L'Abbazia di Mont St Michel si presenta in un ottimo esempio di architettura medievale, con diverse parti risalenti a differenti periodi storici, come è comune in tutte le antiche strutture religiose, vere e proprie cattedrali del tempo. La struttura si divide in due parti, la chiesa abbaziale e la cosiddetta 'merveille', il luogo dove vivevano i monaci (vista dall'esterno, costituisce la parte gotica, e cioè la parete nord). Gran parte della costruzione fu ampiamente ristrutturata nel XIX secolo dall'architetto francese Viollet Le Duc, figura centrale del neogotico francese e già conosciuto per i restauri degli edifici medievali, la cattedrale di Notre Dame tra questi. Nel 1896, venne aggiunta la guglia (secondo un disegno dell'architetto Edouard Corroyer), altro punto di riferimento, affatto medievale. La 'merveille è a sua volta è divisa in due parti, una occidentale e una orientale, quest'ultima costituisce anche la parte più antica (prima decade XIII secolo) e comprende tre sale (l’Aumônerie, la Salle des Hôtes e il Réfectoire); la parte occidentale venne invece costruita circa un decennio dopo la prima e si compone anch'essa di tre sale (la dispensa, la sala dei cavalieri e il chiostro). L'interno è maestoso, altrettanto quanto l'esterno. Sessantuno edifici iscritti come monumenti storici, più altri non iscritti. Oltre l'Abbazia, ci sono anche la Chapelle Saint Aubert, arroccata su una roccia nella parte a nord-ovest dell'isola, il cimitero, la chiesa di St Pierre, il presbiterio, e poi hotel (particolare le strutture dell'hotel du Mouton Blanc o quelle dell'hotel Poulard), e abitazioni, maison de la Truie e tanti altri (si ammirino in giardini, quelli di Sainte Catherine e di de la Croix de Jérusalem). La visita a Mont St Michel si concentra quindi lungo le vie del borgo medievale, dove trovare musei, negozi e case d'epoca datate XV secolo. La Porte de l'Avancée, costituisce l'entrata principale della strada rialzata che porta dritto alla Rue Grande. Porte Eschaugette è d'altra parte meno utilizzata, alla sinistra del cancello principale, ed è meno trafficata. I percorsi arrivano in cima, fino all'Abbazia..

Le maree di Mont St Michel costituiscono una delle maggiori attrazione turistiche di questo luogo. Il pericolo dell'insabbiamento della baia già appariva serio con l'arrivo dei primi turisti nel primo Novecento. Le maree possono arrivare a muoversi anche fino a 15 metri, con le più alte nel periodo primaverile, subito dopo la luna nuova e la luna piena, e in particolare durante gli equinozi di primavera, ma anche in autunno. É questo il periodo in cui Mont St Michel diventa isola, circondata dal mare, tranne che per la strada rialzata che la collega alla terraferma. Negli altri periodi dell'anno, l'isola non è circondata dal mare, benché il fenomeno delle alte maree continui a verificarsi ma in misura minore. Nel sito ufficiale della località sono specificati gli orari delle alte maree a Mont St Michel per tutti i mesi e giorni dell'anno, ne consigliamo la consultazione (solo in inglese e in francese; vedi link affianco) e ricordiamo che le alte maree possono essere pericolose se vi avventurate da soli nella baia. Le distese fangose della baia che circondano l'isola, possono trasformarsi in vere e proprie sabbie mobili. Ai visitatori si consiglia di non tentare avventurarsi a piedi in queste distese, se non con guide del posto. Si noterà un secondo isolotto, a brevissima distanza da Mont St Michel: è l'isola di Tombelaine, un tempo base militare degli inglesi durante la guerra dei Cent'anni e dal 1985 riserva naturale, amata in particolare dagli appassionati di avifauna.

Qualche notizia utile: all'isola oggi si può arrivare solo a piedi o in bici tramite la nuova passerella di recente costruzione, o con percorsi guidati a cavallo su prenotazione o tramite servizio navetta. Il parcheggio è oggi situato a circa 2 km dalla rocca. Si racconta che a Mont St. Michel la vera tradizione gastronomica degli abitanti del posto sia quella di assaggiare la omelette Annette Poulard, create nel 1888, all'apertura dell'hotel La Mer Poulard. Vivere l'esperienza!

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