NORMANDIA

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VISITARE LA NORMANDIA - INFORMAZIONI  PICCOLA GUIDA

 

Un breve viaggio in Normandia vi porterà in una delle regioni più belle della Francia. Un territorio verde, ricco di storia, situato nel nord della Francia e bagnato dalle acque dell'Atlantico. Qui si trovano alcuni dei luoghi simbolo di tutto il Paese come Le-Mont Saint-Michel e le spiagge dello Sbarco in Normandia, quelle del D.Day, oltre che castelli, dimore antiche dai tetti d'ardesia e paesaggi pieni di fascino.

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La Normandia è pascoli, cavalli al galoppo, sidro, camembert e molto di più! Un mosaico verde e blu con 600 km di costa ricco di tradizioni e cultura. La Normandia è la prima regione produttrice di ostriche, cozze e capesante, un rinomato paradiso tra i golosi di frutti di mare.

 

La Normandia ospita tante cittadine classificate "i più bei villaggi di Francia" e tra le destinazioni più interessanti si possono citare: Rouen, Caen, Granville, Mont Saint-Michel, Honfleur e Deauville, Le Havre, Etretat, Giverny, Caen, Bayeux, Haras du Pin... Ci sono poi località più insolite come Bagnoles-de-l'Orne, la città termale della Belle Epoque, la piccola Saint-Céneri-le-Gerei o Sées la magnifique, tutte deliziosamente differenti.

 

Le cose da fare e da vedere in Normandia sono tantissime:  si può fare un salto indietro nel tempo attraverso la visita mozzafiato delle abbazie, quasi millenarie, lungo la valle della Senna, si possono fare passeggiate nelle immense spiagge oceaniche alla ricerca di enormi conchiglie, si possono contemplare le ninfee nei giardini di Monet a Giverny, scoprire l'urbanistica moderna di Auguste Perret a Le Havre, ammirare le Scogliere altissime di Étretat,  fare un picnic al mercato di Honfleur e gustarselo in spiaggia, partecipare al Deauville American Film Festival, partecipare alla produzione in un caseificio di Livarot, concedersi le ostriche di Saint-Vaast-la-Hougue...

 

Abbiamo selezionato alcune delle città e delle località più visitate della regione della Normandia (Alta e Bassa Normandia). La regione dell'Alta Normandia comprende i dipartimenti della Senna marittima e dell'Eure. La regione della Bassa Normandia comprende tre dipartimenti, il Calvados, l'Orne e la Manica.

 

Mont Saint Michel

 

Mont Saint-Michel non è solo il luogo più visitato della Normandia, è anche, dopo Parigi, il luogo più visitato di tutta la Francia, un sito essenziale che trasuda maestosa bellezza in una baia altrettanto magnifica. Il borgo, Patrimonio UNESCO, prende il nome dall'Abbazia di Mont Saint-Michel, che si trova su un isolotto collegato alla terraferma da una striscia di terra. Questo la tipica cartolina della Normandia, un profilo di mura e torri che a seconda del momento della marea è completamente circondato dall'acqua, o al contrario è possibile raggiungere a piedi.

Ma oltre a vedere l'immagine da lontano e godersela, come ci si avvicina dalla vicina città di Beauvoir, è necessario anche entrare nel suo centro storico medievale. Un luogo dove camminare, fotografare i suoi innumerevoli dettagli interessanti e, se possibile, cercare una zona con pochi turisti per godersi il luogo con pace e tranquillità. Se volete approfondire, andate al nostro articolo su Mont Saint Michel.

 

 

La Côte fleurie


La Côte fleurieDa Cabourg a Honfleur, la costa della Normandia è adornata da ville eccentriche, spiagge e tulipani a migliaia, è un po' quello che si ci aspetta da questa regione. La Côte fleurie è una serie di eleganti località balneari sulla Manica. Esotica, inaspettata, romantica, questa regione mostra ancora di più tutta la magia della Normandia,  un vero e proprio riassunto delle bellezze normanne! Da Villerville a Cabourg, le località balneari formano una vera e propria catena. Gente di passaggio o in villeggiatura le popola e le spopola ogni fine settimana. "Ventunesimo arrondissement di Parigi", come viene chiamato per i tanti parigini presenti, la Côte fleurie sta alla Normandia come la Costa Azzurra alla Provenza.

 

Viste dalla strada panoramica, Trouville e Deauville sembrano formare, da ambo le parti del fiume Touques, che le separa, un unico agglomerato urbano. Tuttavia, presentano tratti assai differenti. Ciascuna ha la propria spiaggia di sabbia fine, le sue "planches", le sue spiagge le sue passeggiate e il suo casinò

Un itinerario della Côte fleurie deve includere Honfleur, un piccolo porto normanno pieno di fascino, un punto di riferimento per i pittori impressionisti, la città ospita anche il museo Eugène Boudin, con grande collezione di opere dell'artista.

Deauville, la spiaggia più prestigiosa del Calvados, immortalata nel film "Un uomo, una donna" di Claude LeluchUn'altra tappa da non perdere è la famosa Deauville, la spiaggia più prestigiosa del Calvados, immortalata nel film "Un uomo, una donna" di Claude Leluch, nota per il suo festival cinematografico americano, le sue tavole e le sue stelle, il lusso dei suoi palazzi e la stravaganza del suo casinò... il tutto in un'atmosfera molto chic. Proprio accanto a Deauville, Trouville, con il suo mercato e frutti di mare, offre un'alternativa interessante. Vivace porto di pescatori e raffinata località balneare, Trouville-sur-Mer coniuga fascino e autenticità. Era la città d'adozione di Margherite Duras, che qui scrisse i suoi romanzi più famosi.


Houlgate viceversa è uno dei più begli esempi di architettura marina normanna. Le ville della Belle Epoque sono discrete eppure così tipiche della costa fiorita.

Anche Cabourg ha la sua tipica architettura marina normanna ed ha in più attirato nel tempo molti personaggi famosi, tra cui Marcel Proust. L'immaginaria località balneare "Balbec", di "Alla Ricerca del tempo Perduto", non è altro che Cabourg.

 

Villers-sur-MerVolete vedere luoghi meno frequentati ma sempre suggestivi? "Spingetevi" fino a Touques, la cittadina che prende il nome dall'omonimo fiume. Arrampicatevi sul mont Canisy e raggiungete Villers-sur-Mer. La falesia che separa questa località balneare da quella di Houlgate ha lasciato cadere enormi rocce ai suoi piedi. Queste rocce ricordano branchi di ruminanti. "Les Vaches Noires", vengono chiamate per l'appunto, sito classificato, nasconde numerosi fossili, di cui il Museo di Paleontologia di Villers presenta splendidi esemplari.

 

Siete appassionati di storia e volete approfondire la vostra conoscenza di Guglielmo il Conquistatore? Allora dovete andare a Dives-sur-Mer. Fu dall’estuario del fiume Dives che nell’ottobre 1066 Guglielmo, allora detto "il Bastardo" s’imbarcò per Hastings, ove avrebbe sconfitto Aroldo e, sarebbe stato incoronato re d’Inghilterra, diventando il Conquistatore.

Non esitate inoltre a passeggiare per la campagna circostante, con fattorie e manieri ben curati, un'opulenta ruralità con deliziosi prodotti locali.

 

Honfleur

 

Honfleur - PortoHonfleur, città di pittori e artisti. Monet, Dufy, Boudin e molti altri si fermarono alle sue banchine. Primo porto sulla "côte fleurie", la costa fiorita, per chi proviene da Parigi, fa si che ci troverete molti parigini in vacanza o per una gita. Il vecchio porto è un luogo che rimane animato in tutte le stagioni grazie ai numerosi artigiani e alle gallerie d'arte. Già importante città durante la guerra dei Cent'anni, Honfleur divenne un porto militare sotto Luigi XIV. Da qui è partito l'esploratore Samuel De Champlain fondatore del Québec nel 1608 ed è una delle grandi culle dell'esplorazione nelle Americhe. La sua flotta di pescherecci pescava il merluzzo bianco fino alla foce di San Lorenzo. Dopo la perdita di Terranova e del Canada nel XVIII secolo, le attività marittime si sono ridotte al cabotaggio. Ancora oggi si vedono i marinai indossare stivali di gomma, dopo un'uscita in mare. Alte case normanne strettamente costruite intorno al vecchio porto associato con la famosa luminosità dei cieli della Normandia formano un ambiente che incanta fotografi, pittori e passeggiatori. Sia che veniate per la prima volta o che ci siate già stati, la bellezza della città è sempre intatta.

Honfleur - Architettura tipica del portoHonfleur ha il privilegio di essere sia un porto marittimo che un porto fluviale. Il Quays en Seine, a 1 km dal centro della città, accoglie le navi da crociera. Oggi, più di quaranta vi fanno scalo (secondo porto della Normandia dopo Le Havre), permettendo così ai loro passeggeri provenienti da tutto il mondo di scoprire la città e la sua regione. Inoltre, il "porto interno", in particolare il bacino orientale, accoglie ogni anno circa 200 scali di navi da crociera fluviali, provenienti da o dirette a Parigi. Una straordinaria passeggiata lungo le rive della Senna, sulle orme degli impressionisti. La stagione crocieristica va da marzo a novembre.


Honfleur centroCreato da Abraham Duquesne nel 1681 su ordine del ministro Colbert, il Vieux Bassin, il Vecchio Bacino, è uno dei capolavori della città. La sua immagine è incisa nell'inconscio collettivo. Il luogo, fiancheggiato dalle pittoresche case strette tra loro, costruite per la maggior parte nel XVII e XVIII secolo, non ha mai smesso di sedurre. Ristoranti e bar sono numerosi, ma spesso praticano prezzi elevati per una qualità media. Preferire le piccole strade adiacenti per mangiare o bere qualcosa!

 

Una delle incone delle città è la Chiesa di Santa Caterina (Eglise de Sainte-Chaterine, Place Sainte-Catherine) classificata monumento storico dal 1879. Costruita alla fine della guerra dei cento anni (seconda metà del XV secolo), per ringraziare Dio per la partenza degli inglesi, è la più grande chiesa costruita in legno con un campanile separato presente in Francia. Questa scelta di materiali si spiega con la mancanza di mezzi da parte degli abitanti dell'epoca. Ma gli abitanti del luogo sapevano lavorare bene il legno, grazie alla loro conoscenza della cantieristica navale, e costruirono la chiesa a due navate separate, come una nave, utilizzando il legno della foresta di Touques. Il risultato è mozzafiato. Da non perdere.

 

Honfleur centroAltra chiesa interessante presente in città è la Chiesa di Saint-Etienne, che ha dato il nome alla banchina, costruita in concomitanza con i bastioni, poi ampliata nel 1432 durante l'occupazione inglese per ordine del Duca di Bedford, zio e reggente del giovane re Enrico VI d'Inghilterra. Questa chiesa è uno degli edifici più antichi della città. Il campanile è stato ricostruito alla fine del secolo scorso dalla Société d'etnographie et d'art populaire normand Le Vieux Honfleur, fondata nel 1896. La chiesa ha conosciuto diverse vite: monumento dedicato al culto fino alla Rivoluzione, poi magazzino, teatro, luogo di scambio commerciale o anche luogo di vendita di grandi aringhe. Oggi ospita il Musée de la Marine, il Museo della Marina, la cui collezione, in particolare di modelli di navi, testimonia l'attività dei marinai e della società Honfleur dal XVIII al XIX secolo.

 

Come la città, anche la Chiesa di Saint-Léonard (Place Saint-Léonard) è stata segnata da guerre successive. Costruita nel XII secolo, fu distrutta dagli inglesi nel XV secolo durante la Guerra dei Cent'anni, poi ricostruita dopo il conflitto, prima di essere nuovamente demolita, questa volta dai protestanti, durante le Guerre Religiose. Numerose esperienze e ricostruzioni che conferiscono oggi al monumento la sua architettura atipica, impressa da varie influenze. Si può ammirare, ad esempio, il suo portale gotico del XV secolo, il più recente quadrante dell'orologio del XVIII secolo o il portale laterale del XVII secolo. Da notare la presenza all'esterno di numerose fontane e del lavatoio Saint-Léonard, ancora oggi in uso.

 

Honfleur centroTra gli edifici religiosi da vedere anche la Cappella Notre-Dame de Grâce, costruita tra il 1600 e il 1615 sulle alture di Honfleur dove offre un panorama superbo sul Pont de Normandie, sulla Senna e su Le Havre. Ha preso il posto di una vecchia cappella costruita nel XI secolo da Riccardo II Duca di Normandia, distrutta dallo sgretolamento di una scogliera. Sulle alture di Honfleur, la cappella di Notre Dame de Grâce. L'edificio attuale ospita dipinti, lapidi e modelli di navi offerti ex-voto dai marinai. Questa chiesa è parte del percorso della festa dei marinai  che si tiene a Honfleur a Pentecoste (che celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo la 7° domenica che segue Pasqua, ossia 50 giorni dopo la Resurrezione). I bambini, vestiti da piccoli marinai, indossano modelli di barche colorate, dalla chiesa di Santa Caterina alla cappella della Madonna delle Grazie.

 

Uno dei luoghi che vi consigliamo di visitare durante il vostro soggiorno a Honfleur è il Museo Eugène Boudin, dedicato al pittore nato in questa città. La visita del museo, si articola intorno a diversi temi tra cui il principale è, naturalmente, lo stesso Eugène Boudin e i pittori del XIX secolo. I dipinti, che evolvono dal romanticismo oscuro di Jean-Baptiste Isabey alla luminosa chiarezza di Monet, evocano l'atmosfera degli incontri all'Auberge Saint-Siméon, non lontano da Honfleur, dove gli artisti venivano a trovare la luce dei cieli, dell'acqua e dei giardini normanni.

 

Museo Eugène BoudinLe opere di Eugène Boudin sono circondate da quelle dei suoi amici: Monet, Dubourg, Courbet, Jongkind per citarne solo alcuni. Due spazi presentano le 92 opere di Eugène Boudin (dipinti e disegni) qui attualmente conservate. In uno sono raggruppati i pastelli, cieli, vedute di Honfleur e scene all'Auberge Saint-Siméon. Nell'altro, dipinti a olio, spiagge, ritratti, paesaggi di campagna e paesaggi marini. Altre sale offrono un viaggio attraverso la pittura più contemporanea dedicata agli artisti del Novecento che hanno vissuto o lavorato a Honfleur e in Normandia: Vallotton, Marais, Dufy, Marquet, Cappiello e i pittori della scuola di Rouen. Da vedere anche la collezione etnografica di costumi, accessori, pizzi, mobili e, a pochi metri di distanza, il campanile di Santa Caterina, un annesso al museo (chiuso dal 1 novembre al 15 aprile) dove sono esposte opere religiose (sculture, souvenir delle Carità e la cappella di Notre-Dame de Grâce). La cappella ospita mostre temporanee. Altre opere di Boudin possono essere ammirati al Museo André Malraux (MuMa) a Le Havre.

 

Casa Erik SatieHonfleur ha dato i natali anche al grande compositore Erik Satie, grande appassionato anche di pittura e letteratura. Le sue composizioni sono semplici e ambiziose, leggere e profonde, proprio come la città in cui è nato. Ironia della sorte, quando entrò al Conservatoire de Musique de Paris nel 1879, i suoi insegnanti non diedero grandi possibilità alla sua carriera musicale. Satie collaborò con i più grandi artisti del suo tempo (Picasso, Picabia, Cocteau) e influenzò alcuni dei più grandi compositori della sua epoca (Debussy, Ravel e Stravinsky). È tutta la storia atipica di questo straordinario artista che è possibile scoprire nella sua Casa Museo (Masoin Satie, 67, boulevard Charles-V), che si trova nella sua casa natale.

 

Interessante anche il Museo Etnografico e di Arte Popolare (Rue de la Prison), ospitato nell'antico carcere della città e in un'antica casa a graticcio del XVI secolo. Presenta decorazioni interne, mobili (armadi, buffet), abiti (copricapi, costumi) e oggetti d'antiquariato. Una collezione costruita nel corso di un secolo dai membri della Société du Vieux-Honfleur.

 

Strade del centroUn'altra caratteristica di Honfler sono i magazzini di sale, originariamente tre in numero (il terzo edificio è stato bruciato nel 1892), sono grandi edifici in pietra risalenti al XVII secolo. Situate non lontano dal municipio, sono state costruite dalla Ferme des Gabelles, (l'Autorità preposta alla riscossione delle tasse) sotto l'autorità di Colbert, per immagazzinare il sale (fino a 10.000 tonnellate) necessario per la pesca del merluzzo. Come la Chiesa di Santa Caterina, i loro telai sono in rovere e ricordano lo scafo di una nave. Di proprietà della città nel 1952, sono stati restaurati nel 1970 e hanno assunto l'aspetto attuale. Oggi, le due soffitte ospitano numerosi eventi come mostre, concerti o spettacoli vari.


Se avete ancora tempo potete fare un giro nel Bois du Breuil, situato a 4 chilometri da Honfleur, un bosco occupa un altopiano di fronte al mare. Può essere raggiunto sia dalla Costa di Grâce che da Vasouy. Molti sentieri permettono piacevoli passeggiate in quello che è rimasto uno dei pochi boschi il cui sfruttamento è completamente ecologico.

 

Un giorno almeno in Normandia lo dovete dedicare a Honfleur, godendo di una delle cittadine più attraenti della regione. Qui si può gustare la gastronomia tipica nei suoi numerosi ristoranti, dove non mancano mai il pesce e i frutti di mare.

 

I borghi più belli

Lyons-la-ForêtUn'altra possibilità è quella di scoprire alcuni dei borghi più tradizionali, come Beuvron-en-Auge o Lyons-la-Forêt, Banfleur. Tutti appartengono al club dei "Borghi più belli di Francia". Anche la splendida Bayeux merita una visita, con un centro storico molto ben conservato e il famoso Arazzo di Bayeux (Tapisserie de Bayeux) dell'XI secolo, patrimonio UNESCO, che, con i suoi 70 metri di lunghezza e 50 centimetri di altezza, narra attraverso ricami magistrali la storia della conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore. L'importanza di questo arazzo, risiede nella sua capacità di testimoniare la storia, quasi fosse un enorme fumetto pensato per narrare al popolo le vicende del periodo. La vivacità del colore dei fili sorprende, facendoci dimenticare che si tratta di un manufatto che ha oltre 1000 anni.

 

Per comprendere i momenti più importanti dell'estate del 1944, potete visitare il Memorial della Battaglia della Normandia.

 

Bayeux

 

BayeuxBayeux, l'antica città gallo-romana di Augustodurum, perla della Normandia, capoluogo del distretto del Bessin, oltre al suo eccezionale arazzo, spettacolare capolavoro di arte romanica, offre il fascino di una piacevole città medievale ed episcopale. Seduce per le sue strade e i suoi monumenti che circondano la cattedrale, miracolosamente rimasta intatta durante le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. La prima città sulla terraferma francese liberata nel giugno 1944. Fu qui che il generale Charles de Gaulle, recitò il suo famoso discorso sulla liberazione della Francia.

 

Bayeux centro storicoOggi Bayeux è una città orgogliosa del suo pedigree culturale e turistico, ma è ben lungi dall'essere una città-museo alienata dal suo ricco patrimonio, anche se i suoi musei, quello dell'Arazzo in testa (Patrimonio Unesco), e la sua cattedrale sono imperdibili. L'atmosfera è morbida, sottile alleanza di calma provinciale e animazioni stagionali in campo culturale e gastronomico.

 

La città attira turisti in tutte le stagioni ma è possibile goderla veramente in primavera o in autunno. La passeggiata lungo le rive dell'Aure o il circuito di vecchia Bayeux permettono a tutti di camminare tranquillamente alla scoperta delle magnifiche case a graticcio del quartiere medievale, dei sontuosi palazzi privati di rue Franche e rue du Général-de-Dais o delle antiche concerie del quartiere Saint-Jean. E per coloro che aspirano a una vacanza nella natura, il giardino pubblico di Bayeux, è classificato come monumento storico, un'oasi di pace e bellezza.

 

Arazzo di BayeuxNon c'è da stupirsi che l'Arazzo di Bayeux ((Tapisserie de Bayeux) sia classificato dall'UNESCO come memoria del mondo! Dopo quasi 1000 anni, affascina ancora. Le sue misure già impongono rispetto: 70 m di lunghezza e 50 cm di larghezza. Si resta senza parole di fronte all'enormità di quest'opera che non solo illustra la storia della conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore, ma rimane anche una delle nostre testimonianze più preziose dell'arte di vivere nel Medioevo. Magnificamente preservato, con i colori che hanno conservato una straordinaria brillantezza, si divora come un gigantesco fumetto, o come un emozionante film d'avventura (ingegnosa l'audioguida multilingue adattata alle epoche). I bambini, letteralmente nastrati, sono la prova che il venerabile ricamo non è invecchiato. Al primo piano del museo, una vasta sala sviluppa i temi della vita quotidiana ai tempi di Guglielmo e Aroldo II, illustrati da splendidi modelli e molti oggetti d'epoca, tra cui un drakkar! A chiusura della visita, in una saletta di cinema si può vedere un ducu-film sulla Battaglia di Hastings riporta l'orologio all'ora inglese e riabilita la figura di Aroldo, un po' troppo frettolosamente considerata il crimine della Storia...Attenzione, ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura del museo.


L'arazzo, accessibile ai non vedenti. L'associazione Valentin Haüy, che opera per l'autonomia dei non vedenti e degli ipovedenti, ha creato tre scene emblematiche dell'arazzo in rilievo: "Il giuramento", "L'attraversamento del canale della Manica" e "La battaglia di Hastings".

 

Cattedrale di BayeuxUn luogo dalla visita "ineludibile" in questa città è la Cattedrale di Notre-Dame de Bayeux, restaurata con maestria, senza dubbio uno degli edifici romanici e gotici più belli di Francia. Le torri sulla facciata occidentale e la cripta risalgono all'XI secolo, quando furono costruite dai vescovi Hugues d'Ivry e Odone de Conteville, fratellastro di Guglielmo il Conquistatore. Inaugurata dallo stesso da Odone e dalla moglie di Guglielmo, Matilde, nel 1077, fu distrutta 30 anni dopo, durante la guerra civile tra i figli del duca. Della sua ricostruzione romanica all'inizio del XII secolo, rimangono solo le grandi arcate della navata e la loro decorazione. La fine del XII secolo e il secolo successivo sono segnati dallo stile gotico, visibile nel coro, nelle cappelle e nella Sala Capitolare. Quest'ultima, accessibile solo durante le visite guidate come la sala del tesoro, ospita un rarissimo labirinto di preghiera dipinto sul pavimento, simile a quello della Cattedrale di Chartres.

 

Museo Commemorativo della Battaglia di NormandiaAltro luogo da non perdere se avete abbastanza tempo è il Museo Commemorativo della Battaglia di Normandia (Boulevard Fabian-Ware), dove il visitatore può immaginare i combattimenti, capire la posta in gioco di questo combattimento cruciale e gli obiettivi della battaglia con un film d'archivio e una presentazione di attrezzature d'epoca e uniformi. Il museo presenta principalmente le operazioni della Battaglia di Normandia che si svolse dal 7 giugno al 29 agosto 1944.

 

Musée d'Art et d'Histoire Baron GérardMolto interessante è anche il Musée d'Art et d'Histoire Baron Gérard (37, rue du Bienvenu), Etichettato Musée de France, il MAHB (in breve) è installato nell'ex Palazzo Vescovile - interamente restaurato - offrendo al pubblico la possibilità di visitare questo capolavoro medievale e rinascimentale, oltre alle opere esposte. Il notevole percorso museale offre 14 ambienti diversi che vi permetteranno di scoprire al vostro ritmo non meno di 600 opere d'arte, 800 oggetti archeologici e 1.000 pezzi di porcellana e pizzo di Bayeux. Se gli amanti dell'arte e della storia passeggiano per piacere, la maggior parte dei visitatori rimane estasiata davanti alla cappella vescovile, capolavoro architettonico del Rinascimento, alla collezione di porcellane ospitata in uno splendido tetto di vetro contemporaneo o alla sontuosa sala vescovile. I biglietti intelligenti, combinati, "gemelli" o "tripli" permettono di visitare due o tutti e tre i musei di Bayeux a un costo inferiore.

 

Giardini pubblici di BayeuxCi sarebbero tante altre cose da raccontarvi di questa antica città ma non possiamo non invitarvi a passeggiare tra i sentieri dell'affascinante Giardini pubblici di Bayeux (che in realtà è un'orto botanico al 55, route de Port-en-Bessin), spesso chiamato "giardino botanico", opera del paesaggista Eugène Bühler, autrice anche del Parc de la Tête d'Or di Lione. Dal secondo Impero, quello di Napoleone III, il giardino con i suoi 400 alberi non è cambiato molto, ma ha semplicemente accumulato titoli onorifici (giardino classificato monumento storico, faggio piangente classificato monumento naturale dal 1932 e contrassegnato con "Arbre remarquable de France nel 2001"). La passeggiata permette di scoprire alberi notevoli provenienti da tutto il mondo, una piccola serra con cactus e un bacino dove nuotano e si moltiplicano carpe colorate. Un circuito botanico, con 17 pannelli esplicativi, permette ai visitatori di conoscere meglio le diverse specie di piante che popolano il giardino.

 


Falaise

 

FalaiseLa città di Falaise dista 31 chilometri da Caen. Luogo di nascita di Guglielmo il Conquistatore, l'abitato fu costruito intorno al suo castello, su un promontorio roccioso. Città crocevia, città artigianale e commerciale, si sviluppò con la manifatture della pelle e del panneggio, diventando rapidamente prospera. La sua Giera Guibray è stata una delle più importanti in Francia e nel secolo scorso Falaise è stata, dopo Caen, la seconda città più grande del Calvados. La Seconda guerra mondiale ha posto fine a questo boom. Tra il 7 giugno e il 19 agosto 1944, fu bombardata più volte. Uscita rovinata da questo calvario, Falaise è stata ricostruita nel rispetto dei suoi monumenti e del verde circostante. Oggi, è una città affascinante con un patrimonio turistico molto apprezzato. Scoprirete il castello medievale di Guglielmo il Conquistatore. Una curiosità da non perdere a Falaise è Automates Avenue. Infatti Falaise è famosa per la fabbricazione di automi. Potete anche fare escursioni tra i suoi 450 chilometri di sentieri.

 

Lo sapevate? Il castello di Falaise è il castello più visitato della Normandia. Si impone dall'alto dei suoi 1.000 anni di storia, con il suo immenso bastione fiancheggiato da quindici torri e i suoi tre sotterranei costruiti da tre re diversi.

 

Castello di Guglielmo il Conquistatore a FalaiseInteressante da vedere è il Museo Lemaître. Il pittore André Lemaître è nato a Falaise nel 1909. E 'abbastanza naturale che la sua città natale gli renda omaggio. Fortemente influenzato dalla sua regione, l'artista visse e morì in Normandia. Pur dipingendo con fervore i suoi paesaggi e la sua natura, si cimentò con successo anche nel ritratto. 90 opere compongono la collezione permanente, ma il museo propone anche, ogni anno, una mostra tematica temporanea.

 

Vicino a Falaise, a Urville-Langannerie si trova anche è l'unico cimitero militare polacco in Francia. Righe di croci si susseguono, una per ogni 696 soldati sepolti. Una navata centrale conduce ad un monumento a forma di V sormontato da una scultura in alluminio che simboleggia l'aquila polacca. La maggior parte dei soldati apparteneva alla prima divisione corazzata del generale Stanislaw Maczek. Sotto il comando dell'esercito canadese, questa divisione partecipò alla battaglia di Normandia. Molte targhe commemorative sono sigillate ai piedi del monumento centrale. Tutti sono dedicati a quei combattenti troppo spesso dimenticati sul sentiero della Memoria. Sulla griglia di recinzione ci sono gli emblemi delle unità polacche che hanno combattuto in Normandia.


Caen


Abbazia aux Hommes - CaenCaen, capoluogo della Bassa Normandia, è anche la città dei duchi di Normandia. Nonostante i bombardamenti del giugno 1944, la città conserva un grande patrimonio architettonico. L'Abbazia aux Hommes, fondata da Guglielmo il Conquistatore, la cui Chiesa a Saint-Etienne è un meraviglioso esempio di arte romanica, l'Abbazia aux Dames, fondata dalla regina Matilde, la Chiesa di Saint-Pierre, il Castello Ducale con le sue numerose vedute della città e i palazzi, come la casa rinascimentale di Escoville, meritano una visita. Approfittate delle spiagge di Riva Bella, Bénouville, La Brèche d'Hermanville o di Courseulles sur Mer. Il Memoriale, che è il museo della pace, è un luogo di storia e di memoria collettiva.

 

Caen è una città di quasi 250.000 abitanti il cui territorio a meno di 2 ore da Parigi e di fronte al sud dell'Inghilterra, è davvero da sempre un crocevia di popoli e di culture. Sia il porto commerciale e il porto turistico.

 

Tra i molti luoghi interessanti da vedere oltre ai gioielli dell'architettura normanna già citati. ci sono le collezioni e le mostre al Museo di Belle Arti, il Museo di Normandia, e l'interessante museo Caen Memorial, sulla storia della città e per la pace, una riflessione unica sul conflitto e il mantenimento della pace in tutto il mondo.

 

Castello dei duchi di Normandia a CaenSe c'è una cosa da non perdere a Caen, è il Castello dei Duchi di Normandia. Difficile da perdere, si trova nel centro della città, testimone privilegiato e un po' scosso di diversi secoli di storia. Fu costruito da Guglielmo il Conquistatore nel 1060. Adagiato su una roccia a soli 30 metri sul livello del mare, dominava le due valli che in quel tempo rifornivano d'acqua la città. Grazie a questa ripida scarpata, il castello possedeva una fortificazione naturale ad est. Va ricordato che si tratta di uno dei più grandi complessi fortificati medievali d'Europa e che i suoi fossati non contenevano mai acqua, in quanto la loro profondità non era sufficiente.

 

Castello dei duchi di Normandia a CaenAll'interno, è possibile visitare la Loggia del Governatore, che oggi ospita il Museo della Normandia. Dopo essere stato residenza principesca, il castello divenne fortezza a partire dal 1204. Venne assediato più volte durante la guerra dei Cento Anni. Poi, nel XIX secolo, fu trasformato in una caserma. Nel 1793, durante la Rivoluzione, subì la distruzione del suo mastio ordinata dalla Convenzione, perché vi erano stati imprigionati due deputati. Oggi, gran parte dei bastioni è accessibile al pubblico, offrendo una magnifica vista sulla città. Questi bastioni contengono un parco popolato di sculture, il Museo delle Belle Arti, il Museo della Normandia e mostre temporanee nell'edificio della Sala del Trono e nelle Sale del Bastione.

 

Museo di Belle Arti di CaenSituato all'interno del castello dal 1970, il Museo di Belle Arti di Caen offre un'importante collezione di dipinti europei che coprono periodi che vanno dal XVI al XX secolo, evidenziati da una museografia concepita come un viaggio dal tardo Medioevo ai giorni nostri. Di stanza in stanza sono esposte opere francesi, italiane, fiamminghe e olandesi dal XVI al XX secolo, tra cui Veronese, Luca Giordano, Rubens e Mignard. Poi i ritrattisti e paesaggisti francesi e italiani Rigaud, Boucher e Tiepolo rappresentano il XVII secolo. Per quanto riguarda il XIX secolo, si l'esposizione ruota intorno a pittori romantici, senza dimenticare la Normandia, terra d'ispirazione per Monet, Boudin o Vuillard e Dufy. Infine, il Novecento dà il primo posto ai cubisti francesi e poi, intorno a temi come lo spazio e la luce, la creazione contemporanea conclude questo panorama di quasi 600 dipinti. Oltre alla collezione permanente, il museo possiede anche una collezione di circa 50.000 stampe. La vita del museo è scandita dall'organizzazione di mostre temporanee, generalmente in sinergia con festival ed eventi culturali della città o della regione, nonché da attività culturali ed educative (laboratori, visite tematiche o commentate). Dall'aprile 2007 nel parco del castello è stato allestito un parco di sculture che offre agli escursionisti una collezione di sculture moderne e contemporanee.

 

Sempre all'interno del Castello si trova il Museo della Normandia (ingresso gratuito ogni prima domenica del mese), offre un panorama della vita delle popolazioni sul territorio normanno, dalla preistoria al XX secolo. L'esposizione permanente è suddivisa in temi, a seconda delle sale: Preistoria e Antichità, Migrazioni e Cristianesimo, Paesaggi e contadini, Artigianato e Industria, Costumi e Tradizioni.

 

Chiesa di Saint-PierrePoco fuori dal Castello si trova la Chiesa di Saint-Pierre, una delle chiese emblematiche della città. Affacciata su rue Saint-Pierre e sull'ufficio del turismo, venne costruita tra il XIII e il XVI secolo, la chiesa è caratterizzata da una grande varietà di stili: gotico radioso e sgargiante e rinascimentale. Il suo campanile, costruito nel XIV secolo, è superbo, quasi 80 m di altezza. La chiesa è attualmente in fase di restauro.

 

Sempre in centro, nel quartiere di Bourg-l'Abbé, si trova la Abbazia aux Hommes o Abbazia di Saint-Etienne. Composta da due parti, gli edifici del monastero e la chiesa abbaziale di Saint-Étienne, questa abbazia è stata fondata nel 1063 da Guglielmo il Conquistatore, allora duca di Normandia, per installare qui i monaci Benedettini. Il sito è assolutamente essenziale in quanto è il Municipio di Caen, uno dei più belli di Francia, che occupa gli edifici monastici dal 1965.

 

Sala delle GuardieLa Sala delle Guardie, la parte più antica degli edifici, ospita il Consiglio Comunale mentre nella sala capitolare si celebrano i matrimoni. Ricostruite nel XVIII secolo, conservano una sontuosa lavorazione del legno, una scala d'onore, una collezione di dipinti del XVII, XVIII e XIX secolo e, nelle cantine, un bel torchio per il vino. Nel 1063 la chiesa abbaziale venne dedicata a Santo Stefano. Consacrata nel 1077, fu completata nel XIII secolo in stile gotico.

 

 

Abbazia aux Hommes - Sala delle GuardieL'esterno, austero e sobrio - senza fronzoli sul portico o sulla facciata - rivela la cruda arte religiosa. All'interno si può ammirare l'immensa navata romanica su tre livelli e la luce che emerge dalla torre delle lanterne al centro dell'edificio.

 

Tomba Guglielmo il ConquistatoreDavanti all'altare maggiore si trova la tomba di  Guglielmo il Conquistatore, o meglio i suoi resti (il femore), in quanto la tomba vera e proprio fu saccheggiata durante il periodo rivoluzionario. Attenzione, gli edifici del monastero e la Sala Guardie sono aperti solo alle visite guidate (3 circuiti proposti in tempi diversi). Le visite della chiesa abbaziale e del chiostro possono essere fatte liberamente fuori messa per la prima, negli orari di apertura del municipio per la seconda. In ogni caso si tratta di un sito di grande bellezza architettonica, restaurato con cura. I giardini sono splendidi, proprio come la sala nuziale e la sua doratura. Un luogo pieno di arte e storia che vi incanterà!

 

Abbazia aux DamesDalla parte opposta rispetto alla Abbazia aux Hommes, si trova l'Abbazia aux Dames costruita nel 1060 da Dom Guillaume de la Tremblaye, fu fondata da Matilde, duchessa di Normandia e regina d'Inghilterra, e posta sotto il dominio di San Benedetto. Il complesso è composto da una chiesa abbaziale capolavoro di arte romanica normanna, dalla Chiesa della Trinità, completata nel XII secolo, e da edifici conventuali ricostruiti nel XVIII secolo. Dopo aver accolto soldati, un deposito per l'accattonaggio,  e un ospizio nei suoi locali, dal 1983 l'Abbazia aux Dames ospita il Consiglio regionale della Bassa Normandia. Negli edifici del monastero meritano una visita il chiostro, il cui quarto lato non è mai stato costruito, e la grande scala a due rampe. La regina Matilde riposa nel coro della chiesa abbaziale, sotto una lastra di marmo nero di Tournai. Da non perdere la visita della cripta Saint-Nicolas-sous-Terre, magnificamente conservata e l'unica cappella sotterranea di Caen.

 

Eglise de Saint-JeanInteressante anche l'Eglise de Saint-Jean, in stile gotico è stata costruita tra il XIV e il XVI secolo al posto di una chiesa romanica. Ha una superba navata, così come una sorprendente torre di con pareti scolpite, risalente al periodo rinascimentale. A questo proposito, la pianta della chiesa offre due particolarità: il coro è più lungo della navata (quattro campate contro tre) e l'abside è rivolto a nord-est e non a est. La chiesa fu danneggiata dalle bombe inglesi nel 1944, ma non irrimediabilmente (all'interno si può ammirare Cristo su una croce scoperto tra le macerie). I restauri si protrassero nel tempo e furono completati alla fine del 1964. All'esterno, osservare come il campanile-portico che culmina a 46 metri, si sporge chiaramente sulla sinistra. Va detto che l'edificio era originariamente su un'isola paludosa con fondamenta non sufficientemente profonde. Così, nonostante tutti i lavori di consolidamento, la chiesa è stata appoggiata a 2,28 metri. Quest'altra caratteristica gli valse, inoltre, il soprannome di torre di Pisa di Caen. I lavori eseguiti nel 2013, necessari per il consolidamento della torre del portico, hanno permesso di scoprire e studiare un eccezionale gruppo di lastre funerarie incise, risalenti al XIII e XIV secolo, sepolte nel seminterrato dell'edificio e numerose ossa. Dopo un periodo di chiusura, il monumento è stato restituito ai visitatori e ai fedeli. Da vedere.

 

Dal tempo di Guglielmo il Conquistatore ad oggi sono passati 950 secoli. Il 2016 ha visto la riunificazione delle due regioni della Normandia (Alta e Bassa) e rimarrà, in questo senso, una data chiave nella storia della Francia. In effetti, una questione ricorrente è sempre stata quella di scegliere la capitale dell'unica entità regionale. Storicamente, a partire dall'XI secolo, Rouen e Caen sono già state rispettivamente capitali normanni. Nel 2016 la questione è stata riproposta e discussa aspramente. Dopo molte discussioni, la decisione è stata presa. Per due anni, la regione della Normandia ha avuto la singolarità di avere due capitali ufficialmente riconosciute che condividono i compiti. Capitale politica designata della Normandia, Caen ospita la sede del Consiglio regionale istituito presso l'Abbazia aux Dames. Rouen, la capitale amministrativa, capoluogo di regione è sede della prefettura.


Città dinamica dove abbondano siti culturali come la nuovissima Biblioteca Alexis  di Tocqueville e festival come Nördik Impakt o Boréales, città studentesca diabolicamente vivace il giovedì sera, città gastronomica con innumerevoli ristoranti, città di architettura dove il Medioevo e la ricostruzione si fondono, città di storia che ha vissuto la conquista della Normandia e le ore oscure dei bombardamenti e delle occupazioni, Caen sorprende.

 

Porto fluviale di CaenSe non mancano le visite culturali: due sontuose abbazie tra le più grandi di Francia, un castello - il più grande del nord Europa -, molte chiese - è stata, non dimentichiamolo, battezzata la città dei cento campanili - e musei il cui famoso Memoriale, le passeggiate sono particolarmente piacevoli. Belle vie storiche e commerciali: rue Saint-Pierre, rue Froide, rue Caponière... piazze maestose: place Saint-Sauveur, place du Théâtre... marina con ristoranti e caffè, grandi spazi verdi: collina degli uccelli, giardino botanico... Caen è anche il punto di partenza di molte avventure. A piedi, in bicicletta lungo il percorso verde per la Svizzera Normanna, in barca per l'Inghilterra dal porto di Ouistreham-Riva-Bella o in aereo dall'aeroporto di Carpiquet. Godetevi il vostro soggiorno nella capitale del Calvados: vedrete, non vi annoierete.

L'Ufficio del Turismo offre diverse visite durante tutto l'anno per scoprire il ricco patrimonio della città ducale. Per i bambini, due percorsi sono disponibili per i visitatori che desiderano visitare la città in un altro modo, si può scegliere di fare un viaggio pieno di enigmi che permetterà loro di scoprire le diverse parti della città.


Deauville

 

DeauvilleSituata nel Calvados, la città di Deauville è nota per le sue spiagge sabbiose, il festival del cinema americano, il suo casinò, le case e gli hotel della "Belle Epoque" e i suoi ippodromi. E 'una località balneare molto popolare, e lo è giustamente. Molti arrivano qui anche per il festival jazz "Swing in Deauville", o il Campionato del Mondo di Polo nel mese di agosto. Deauville è una città emersa dalle sabbie tra il 1860 e il 1864, su iniziativa del Duca di Morny, fratellastro di Napoleone III.  Con i suoi due chilometri di sabbia fine, la spiaggia offre abbastanza spazio per il turista per trovare un posto tranquillo per mettere il suo asciugamano, dichiarare il proprio amore per qualcuno, o fare una passeggiata a cavallo.

 

Nel 1862 fu posta la prima pietra dell'odierna Deauville. Il Duca di Morny  aveva acquistato 2,4 chilometri quadrati di terreno paludoso e dune per 800'000 franchi. Nel 1860 le visite di Napoleone III resero alla moda la costa normanna adiacente a Deauville e ben presto gli speculatori svilupparono le infrastrutture necessarie per ospitare i membri della corte imperiale e la crescente borghesia parigina.

Tempo di Bagno a Deauville - Eugene Boudin - 1865La ferrovia arrivò nella vicina Trouville-sur-Mer nel 1863. In questo modo si poteva raggiungere Deauville in sei ore da Parigi. Morny, che aveva influenza nella corte imperiale riuscì a convincere l'aristocrazia che andare sulla costa sarebbe stato utile per la loro salute. Si acquistarono terreni e si costruirono grandi ville, a volte anche palazzi, seguiti da un casinò e da alberghi. Un vecchio scherzo comune tra la gente del posto è che i ricchi francesi borghesi tenevano la moglie a Deauville e l'amante a Trouville, facendo luce sulle diverse condizioni socio-economiche dei due villaggi vicini. Trouville era un villaggio di pescatori della classe operaia e Deauville sede di negozi esclusivi e costosi immobili.

 

Place MornyLa piazza centrale di Deauville, Place Morny, porta il nome del suo fondatore, il duca di Morny, nipote naturale di Talleyrand e fratellastro di Napoleone III. Questa piazza adiacente al mercato è animata da caffè, ristoranti, pasticcerie e boutique di lusso. Come la Place de l'Etoile a Parigi, otto strade convergono verso il suo centro, dove si trova una splendida fontana e i suoi magnifici getti d'acqua. Place Morny è uno dei simboli della città e il punto di partenza di molte strade che conducono al casinò, alla spiaggia o alla stazione ferroviaria in stile normanno.

 

Les PlanchesDeaville ospita il famoso lungomare Les Planches, creato nel 1923 dall'architetto Charles Ada per permettere alle donne di godere del paesaggio senza rischiare che i loro abiti si sparcassero nella sabbia. Nel corso del tempo, è diventato un luogo alla moda. Le "Planches" sono a Deauville ciò che la "Promenade des Anglais" è a Nizza! Lungo il percorso, si possono ammirare le cabine che portano i nomi delle stelle che sono venute a calpestare i famosi boschi di azobe in occasione dell'American Film Festival e soffermarsi sui cortili interni e le loro terme pompeiane. Nel tentativo di prolungare la stagione estiva, Lucien Barriere (proprietario dell'Hotel Normandy) e Michel d'Ornano (politico locale, cofondatore dei profumi Lancôme) decisero di di sponsorizzare Lionel Chouchon (pubblicitario e scrittore) e Andre Halimi (giornalista e produttore televisivo), l'idea di un festival cinematografico che promuovesse in modo specifico il cinema americano, sia grosse produzioni che di cinema  indipendente. Il 1975 è il primo anno di vita del festival e "Il misterioso caso Peter Proud" è il primo film ad essere proiettato nella storia del festival. Da allora festival ha continuato a promuovere la cinematografia americana e a portare star americane ed europee in Normandia, sulla sabbia di Deauville.

 

Les PlanchesDi fronte al mare, 400 cabine vi aspettano per il noleggio dei più famosi ombrelloni in Francia, si prendono in prestito per il giorno o per un periodo più lungo. La spiaggia è punteggiata da quattro "settori" di ombrelloni riconoscibili dai loro colori: arancione, rosso, blu, verde e giallo. Gli ombrelloni rossi e blu - al Bar de la Mer e al Bar du Soleil - sono del Gruppo Lucien Barrière (con il relativo hotel 5 stelle lungo la strada) e lì è molto più costoso!

 

Nelle vicinanze si trova Place Claude-Lelouch, inaugurata sul lungomare il 5 settembre 2006 alla presenza del regista e degli attori per celebrare il 40 ° anniversario del film Un homme, une femme, Un uomo, una donna, un capolavoro, Palma d'oro a Cannes, vincitore di due premi Oscar (miglior film straniero e miglior sceneggiatura originale) e quarantasette premi internazionali, con la sua celebre colonna sonora di Francis Lai, che ha associato Deauville con l'eterno incontro di amanti e romanticismo. 

 

Deauville, la spiaggia più prestigiosa del Calvados, immortalata nel film "Un uomo, una donna" di Claude LeluchLa simbiosi tra il grande regista francese Claude Lelouch  e questa città è forte. Possiamo dire che Lelouch deve alla città una parte del successo della sua carriera, perché ha ispirato Un homme et une femme, girato nel 1966, che è semplicemente il suo più grande successo. La piazza che porta il suo nome è il luogo esatto dove la Mustang guidato da Jean-Louis Trintignant si ferma quando vede Anouk Aimée. Né il film né la spiaggia sono invecchiati. Al contrario. "Chabadabada, Chabadabada"... Il mare sulla sabbia non ha cancellato i passi di un amore infinito. Sulla spiaggia sue bar simbolo, il Bar de la Mer e il Bar du Soleil, e un ristorante, il Ciro's, tutti e tre appartenenti al gruppo Lucien Barrière, sono posti dove andare almeno una volta.

 

Hotel NormandySoffermatevi anche a vedere l'Hotel Normandy, che più che un albergo è un icona che si viene a visitare e a fotografare. È qui che si rifugiano le grandi star che soggiornano a Deauville o le star che partecipano al festival del cinema americano. Va detto che l'edificio non manca di fascino. Costruito nel 1912, ha una magnifica struttura a graticcio verde tenue ed è un bell'esempio di architettura regionale tradizionale in stile anglo-normanno. All'interno, calma, lusso e voluttà regnano, all'interno di stanze che combinano nella loro decorazione e le loro attrezzature la tradizione e il moderno. Senza dover affittare una stanza, è possibile visitare il luogo andando a bere un tè o un bicchiere al piano-bar. E poi, offritevi o fatevi offrire, almeno una volta, un capriccio gastronomico in uno dei due ristoranti.

 

Case normanne a DeauvilleInteressante da vedere anche Villa Strassburger classificata monumento storico dal 1975. Questa imponente residenza, lontana dal mare, fu voluta dal barone Henri de Rothschild. Un grande appassionato di corse, quest'ultimo scelse di stare vicino all'ippodromo. La villa venne costruita nel 1907 su un terreno di proprietà della famiglia dello scrittore Gustave Flaubert dal 1837. La sua architettura a graticcio all'esterno, a scacchi in mattoni e pietra al piano terra, e pavimento a graticcio e il carattere pittoresco dell'edificio è accentuato dalla profusione di elementi come torrette, finestre ad angolo e le coperture inclinate. Il carattere normanno è rafforzato dallo sviluppo di un vasto parco erboso coltivato a meli, su quasi 2 ettari. Lultimo proprietario, il miliardario Ralph-Beaver Strassburger che le diede il nome ne fece la sua residenza nel 1924.

 

Case normanne a DeauvilleA Deauville è famoso il centro Thalasso di Algotherm,  un centro benessere con trattamenti viso e corpo à la carte, un club sportivo, una piscina olimpionica con acqua di mare, un hammam, una sauna. È stata insignita del premio Best Thalasso di Francia. Per una settimana, un fine settimana o una mezza giornata, è possibile ricaricare le batterie e rilassarsi per un momento di puro benessere. Le offerte sono numerose e alla portata di tutte le tasche; ogni mese, il centro offre soggiorni con sconti significativi, buoni affari e sconti da seguire sul sito web o su Facebook (regolarmente aggiornati).

 

Tanti Cavalli! Sede dell'ippodromo di Deauville-La Touques, la campagna intorno a Deauville è la principale regione di allevamento equino in Francia e ospita numerose scuderie. Come risultato, la città è gemellata con quelle di Lexington, Kentucky e County Kildare in Irlanda, tutte centri mondiali nell'allevamento di cavalli da corsa purosangue. L'importante asta del Ventes de Deauville si tiene ogni anno a metà agosto a Deauville.

Deauville è conosciuta a livello internazionale per la sua cultura equestre e le sue famose piste: Deauville la Touques e Clairefontaine, attive nei mesi di gennaio, luglio, agosto, ottobre e dicembre.

Le tre gare ippiche più importanti che si verificano a Deauville ogni anno sono le seguenti: Le Maurice de Gheest, Le Jacques le Marois e Le Morny. Più recentemente, Le Prix d'Astarte (Prix Rothschild) e Le Prix Romanet hanno acquisito molto prestigio nel mondo delle corse.


Arromanches-les-Bains

 

Il comune di Arromanches les Bains dista 38 chilometri da Caen. È una località balneare situata nel cuore delle spiagge dello Sbarco in Normandia. Da non perdere il Museo dello Sbarco e il suo cinema a 360°. E' ad Arromanches che si prende veramente la misura di quello che avrebbe potuto essere lo "Sbarco". E quando il mare è circondato dalla nebbia, sembra di vedere anche i fantasmi del passato. Oggi, Arromanches rende omaggio ai soldati che qui persero la vita attraverso i suoi musei - il Museo dello Sbarco di Arromanches è il più antico museo francese sul tema -, e le sue strade dove cannoni, carri armati e adempiono al loro dovere di memoria, e la sua spiaggia dove chiatte ancora visibili con la bassa marea raccontano la storia del giugno 1944. Ma Arromanches non è congelata nel passato ed è soprattutto un'incantevole città di mare, attiva tutto l'anno e dotata di ottimi ristoranti.

 

Il Museo dello Sbarco è costruito sul sito del porto provvisorio alleato i cui resti emergono ancora a pochi chilometri dalla riva. Questo museo, inaugurato il 5 giugno 1954 dal Presidente della Repubblica René Coty, fu il primo centro commemorativo del 6 giugno 1944 e della Battaglia di Normandia. Le visite guidate, che ripercorrono con passione la fantastica storia del porto artificiale di Arromanches (grazie ai modelli animati), completano l'animazione audiovisiva disponibile in nove lingue. La Sala Alleata mette in evidenza tutte le componenti che hanno partecipato ai combattimenti. Il film dell'Ammiragliato britannico, che tratta sia la costruzione del porto che la traversata della Manica da parte degli Alleati, fornisce anche una spiegazione molto didattica. Per coloro che desiderano partire con un souvenir o un libro, il negozio del museo è lì per questo. Libri, modellini, manifesti, video, penne o portachiavi, la scelta è vastissima. Per non dimenticare mai, non importa cosa si fa o dove ci si trova.

 

Il cinema circolare "Arromanches 360" è notevole sotto ogni aspetto. Costruito su un sito eccezionale da dove lo sguardo abbraccia a perdita d'occhio le spiagge dello "Sbarco", questo cinema digitale trasmette un film dal titolo Les 100 jours de Normandie. Frutto del lavoro degli autori della serie Apocalypse, La seconda guerra mondiale, questo documentario racconta la battaglia di Normandia attraverso un eccezionale montaggio di immagini d'archivio provenienti da tutto il mondo, per la maggior parte inedite. Alla fine del cinema, i resti del porto temporaneo che emergono a pochi metri dalla spiaggia non saranno più ricordi lontani, ma testimoni di una realtà. Lasciate trascorrere un po' di tempo dopo la sessione, per recuperare dalle vostre emozioni e offrirvi un piccolo pellegrinaggio sulla scena degli eventi...E soprattutto, ammirare il paesaggio e l'orizzonte. Chiudete gli occhi e prova ad immaginare.

 

Sullo stesso tema è il Musée des libérateurs - Normandie 1944, nato dallo studio di Floris Kok, un ragazzo fiammingo, che preferiva le spiagge dello Sbarco a Eurodisney.... 3.000 lettere e 10 anni di ricerche e incontri straordinari dopo, nell'aprile 2012, il ragazzino cresciuto ha aperto il suo Museo dei Veterani ad Arromanches. Per rendere omaggio a suo nonno, membro della resistenza olandese durante la seconda guerra mondiale, a suo bisnonno, soldato in trincea nel 1914-18, e infine a tutti coloro che combatterono nel 1939-45 e inviarono lettere, foto, oggetti preziosi e souvenir alla famiglia Kok. Dietro ogni memoria, ogni testimonianza, qualunque essa sia, c'è un uomo e la sua storia.

 


Lisieux

Il comune di Lisieux si trova nel cuore del Pays d'Auge di cui è il capoluogo. La città di Sainte-Thérèse de l'Enfant-Jésus e dei suoi genitori, Louis e Zélie Martin (canonizzati nell'ottobre 2015 da papa Francesco) è soprattutto famosa per la sua basilica. Con un milione di visitatori all'anno, è il secondo luogo di pellegrinaggio in Francia dopo Lourdes. Lisieux è anche conosciuta dagli appassionati di ippica per il suo ippodromo.

 

Da non perdere la Basilica di Santa Teresa, la Cattedrale di Saint-Pierre de Lisieux. Se venite con i vostri bambini, andate al Parco Zoologico Cerza per un safari fotografico su un trenino. Scoprite il Castello di Saint Germain de Livet e il Giardino dell'Abbé Marie, andate al maniero di Anfernel o al Castello di Vendeuvre che propone la stravagante collezione di mobili in miniatura.

 

Il toponimo Lisieux deriva dal nome del popolo gallico che viveva nella regione: i Lexovii, "Coloro che si appoggiano", di cui fu "la civitas" (la città principale) in epoca gallo-romana sotto il nome di Noviomagus Lexoviorum, "Il nuovo mercato dei Lexovii". Dopo la fine dell'Impero Romano, alcuni secoli dopo Lisieux venne devastata dai Vichinghi. A partire dall'XI secolo, un periodo di pace e prosperità regnò sulla città, momento propizio per la costruzione di una nuova cattedrale.

 

In seguito vennero fondati numerosi istituti religiosi e chiese e, fino al XIV secolo, vennero creati nuovi quartieri. Ma la Guerra dei Cent'Anni pose fine a questa espansione, e quando Carlo VII riprese Lisieux dagli inglesi nel 1449, tutto era in rovina. La maggior parte delle case a graticcio ancora in piedi risale al periodo della ricostruzione iniziato nella seconda metà del XV secolo. Due secoli dopo furono costruiti molti istituti religiosi, ospedali e collegi, mentre il XIX secolo fu caratterizzato da una forte prosperità economica dovuta al passaggio del treno che collegava la Normandia a Parigi e alle numerose fabbriche tessili e di filatura installate nella città, che alla fine decaddero.

 

All'inizio del XX secolo, la città accoglieva molti turisti grazie all'architettura da un lato e al pellegrinaggio dall'altro. Salvata dalla Prima Guerra Mondiale, Lisieux fu distrutta per due terzi il 6 e 7 giugno 1944: i bombardamenti alleati causarono più di 800 vittime. La liberazione della città avvenne il 23 agosto 1944.

 

L'attrazione principale della città, come detto, è la Basilica di Santa Teresa, un vero gioiello, una follia architettonica. Non c'è dubbio che quando si entra in in questa chiesa si rimane un colpiti, un po' come una "Sindrome di Stendhal" da tanta bellezza. Eretto sulle alture della città, l'edificio è uno dei luoghi più alti di pellegrinaggio cattolico del mondo. Dopo la canonizzazione di Teresa una giovane carmelitana, nel 1925, papa Pio XI ordinò la costruzione di una basilica in suo onore nel 1929. Nel 1930, 200 operai lavoravano 24 ore al giorno per costruire questa enorme chiesa in cemento armato e granito di Vire (Calvados) sotto la direzione di madre Agnès e di sorella Geneviève, sorelle di Teresa. L'opera è stata curata da due rinomati architetti, Louis-Marie Cordonnier e suo figlio, Louis-Stanislas. Da allora la basilica, aperta ufficialmente al culto nel 1937, ha attirato migliaia di pellegrini.

 

La basilica si estende su una superficie di 4.500 m² e la sua cupola è alta quasi 100 metri, con 8.000 m² di mosaici adornano la basilica superiore! La basilica subì poco i bombardamenti del giugno 1944 e i lavori di completamento (vetrate e mosaici) proseguirono fino all'11 luglio 1954, data della consacrazione del santuario. L'alta basilica può ospitare fino a 3.000 pellegrini e fedeli. Etichettato come "Patrimonio di Francia del XX secolo", è stato classificato monumento storico il 14 settembre 2010. E' stato ristrutturato per ripristinare la brillantezza originale dei mosaici, delle vetrate, dei marmi e degli intonaci.

La visita è incompleta senza una sosta prolungata nella cripta, interamente rivestita di marmo e mosaici. Completata nel 1932, il suo ornamento è stato ultimato nel 1958, da altri mosaici raffiguranti scene della vita di Santa Teresa. Essa esprime soprattutto le sorgenti intime della sua vita spirituale: la profonda fede nell'amore di Dio e il desiderio di rispondervi pienamente fino alla sua morte, avvenuta il 30 settembre 1897. La decorazione è opera di Jean Gaudin, maestro vetraio e mosaicista, di una bella dinastia di artisti di quest'arte. Lo stile è quello delle Arti Decorative del periodo tra le due guerre. Dal 2008 la cripta ospita il Santuario dei Beati Luigi ed Elie Marin, genitori di Santa Teresa, canonizzati nell'ottobre 2015 a Roma da papa Francesco. Lì si celebra una messa, ogni domenica alle 17.00.


Si può visitare la Maison Buissonnets, la casa di Santa Teresa, cresciuta qui come Thérèse Martin, circondata dal padre e dalle sue quattro sorelle, fino a quando, all'età di 15 anni, è entrata a far parte del convento delle suore carmelitane. La famiglia si stabilì in questa casa, sulla strada per Pont-L'Évêque, nel vicolo "Chemin du Paradis" nel novembre 1877, poco dopo la morte della signora Martin ad Alençon. Il tempo non ha cancellato nulla dalla memoria: ogni pezzo respira ancora con la presenza di Teresa. Il caminetto in cucina evoca la grande grazia del Natale 1886, decisiva per la sua evoluzione umana e spirituale, la sala da pranzo, testimone del pasto della sua prima comunione e dell'ultimo pasto prima di entrare in convento, la stanza dove fu guarita dal sorriso della Vergine domenica 13 maggio 1883. Infine nell'ultima stanza sono esposti i suoi oggetti familiari: giocattoli, gioielli, vestiti. La statua del giardino ricorda il giorno di Pentecoste del 1887, quando Teresa chiese al padre il permesso di entrare in convento.

 

Se siete interessati alla vita di Santa Teresa di Lisieux potete visitare anche la Chapelle du Carmel che Teresa conosceva anche se, nel corso degli anni l'edificio ha subito diverse modifiche. La cappella della Châsse e la navata laterale furono aggiunte, per esempio, nel 1923.

 

In ambito di architettura religiosa, non potete perdere a Lisieux, la Cattedrale di Saint-Pierre, il primo gioiello della città prima della costruzione della Basilica. Alla iniziale cattedrale romanica incendiata nel 1136, si sostituì nel 1170 sotto l'egida del vescovo Arnoult quella completata nel 1182. È composta in gran parte da calcare morbido e friabile della valle del Touques. Si trova qui la Cappella della Vergine Maria in cui la piccola Teresa ebbe la rivelazione della sua missione nel 1887 . Qui si trova anche vescovo Cauchon, organizzatore del processo a Giovanna D'Arco, in seguito scomunicato e sepolto nella cattedrale 1442.

 

Tra le attrazioni culturali di Lisieux predomina il Musée d'Art et d'Histoire de Lisieux, insignito del marchio Musée de France. Situato in una delle ultime case a graticcio rimaste, presenta la grande storia della città in ordine cronologico e affronta la molteplicità dei suoi volti: la città gallo-romana, medievale e classica, la città tessile, gli uomini e le donne famosi, la ricostruzione dopo i bombardamenti del 1944. Due sono anche i temi affrontati: l'habitat delle persone comuni della città e i vescovi di Lisieux. Una ricca storia di eventi, illustrata da oltre 300 oggetti, dipinti e foto. In breve, un museo molto completo. L'innegabile fulcro di questi tesori è, naturalmente, la città stessa. E inoltre, è gratis!

 

Infine, per una pausa dopo le vostre visite vi potete rilassare nei Giardini del Vescovato (Jardins de l'Evêché). Secondo alcuni studi, furono progettati da Le Nôtre, creatore dei giardini di Versailles. Adiacenti all'ex Palazzo Episcopale e alla Cattedrale, i giardini erano originariamente composto da tre parti: il Parterre, il Giardino della Cascata e il Giardino della Corona. Ricreato nel 1837, si può ammirare un chiosco musicale risalente al 1880 e godere delle aree ombreggiate mentre i bambini giocano nel parco giochi a loro riservato. Una vera oasi di pace nel cuore della città.


Cabourg


Tra Caen e Deauville, la Côte fleurie è costellata di affascinanti località balneari, tra cui Cabourg che dista 33 chilometri da Caen, occupa un posto significativo. Una successione di ville normanne che compongono il lungomare, con molti ristoranti, alcuni caffè e bar, con l'inevitabile casinò, un'immensa passeggiata lungo la lunga spiaggia che si estende a perdita d'occhio. Graziosa località balneare, tutta l'animazione di Cabourg è attratta verso la sua lunga spiaggia e la sua tipica passeggiata fiancheggiata da ville normanne.

 

Il Grand Hotel, un importante edificio a Cabourg, ricorda i sapori architettonici della Belle-Epoque (inizio del XX secolo). L'ambiente è davvero magnifico, niente da dire, tanto più che il fascino di Cabourg funziona tanto in estate, quando la spiaggia si anima con i visitatori estivi, quanto in inverno, quando il Canale grigio disegna un paesaggio costiero singolare. Cabourg divenne la Balbec de l'ouvrage nella Ricerca del tempo perduto di Marcel Proust.

 

Gli aggettivi per questa località si sprecano: letteraria, artistica, cinefila, romantica, balneare, sportiva, nautica, acquatica, ludica, equestre, gourmet... Qualunque sia la stagione, qualunque sia il tempo, qualunque sia il giorno della settimana, Cabourg combina tutte le attitudini, offrendo una ricca agenda di eventi per tutte le tasche e per tutte le età. Senza troppo clamore Cabourg è la località della costa della Normandia tra le piacevoli.

 

L'immensa spiaggia di sabbia fine è uno dei punti di forza della città, larga e piacevole perfettamente adatta per gli amanti dell'ozio, gli appassionati di aquiloni e altri sport acquatici. In bassa marea, i pescatori di gamberetti festeggiano, e attrezzati con la loro reti d'acqua, esplorano incessantemente a piedi la riva del mare. La battigia permette ai bambini di scoprire l'ambiente marino, senza alcun rischio, se si rimane ben attenti agli orari delle maree. All'alba o al tramonto, numerosi cavalli galoppano al vento.

 

Nei giardini del Casinò si può vedere una statua a grandezza naturale di Marcel Proust, di fronte al Grand Hotel (dove lo scrittore soggiornò molte volte, quasi sempre nella camera 414), è oggetto di migliaia di foto e fotografie vendute.Opera del musicista e scultore brasiliano Edgar Duvivier, è stata inaugurata nel luglio 2017 alla presenza di Gonzague Saint Bris, scrittore-giornalista, iniziatore del Festival del Cinema Romantico, purtroppo morto un mese dopo in un tragico incidente d'auto. La presenza di questa statua segna l'innegabile intimità che legava Proust e Cabourg, dando ai visitatori e agli abitanti del posto il desiderio di approfondire questo legame attraverso visite e letture (Proust ha immortalato Cabourg sotto il nome di Balbec nelle 3000 pagine di A la recherche du temps perdu). Sulla passeggiata che porta il suo nome e che costeggia la spiaggia, forse incontrerete l'ombra di Albertine (dovete leggervi il romanzo per sapere chi è). In questo spirito e per dare allo scrittore il posto che gli spetta, nel 2019 verrà inaugurato un Museo Marcel-Proust, dove verranno menzionati anche la Belle Epoque e il successo delle località balneari. La statua troverà sicuramente il suo posto lì.

 

Situato di fronte al Grand Hotel, nei giardini del casinò, il Padiglione Charles Bertrand - che è stato sindaco di Cabourg per 31 anni - suscita curiosità. Tutti passano davanti a questo sontuoso padiglione, ne notano la bellezza, senza sapere davvero cosa stia succedendo. È un luogo privilegiato di esposizione, uno spazio unico di libera espressione che la città mette gratuitamente a disposizione degli artisti per far conoscere le loro opere.

 

Godetevi le maestose ville, le case a graticcio e i cottage. Cabourg è davvero una destinazione ideale per le famiglie. Venite a fare il percorso del sidro, il percorso dei mulini o il percorso della Suisse Normande, la Svizzera Normanna. Il suo strano nome proviene dalla sua orografia irregolare e verdeggiante, che dovrebbe ricordare la Svizzera, con gole scolpite dall'Orne e dai suoi affluenti per erosione nel Massiccio armoricano, tra Putanges-Pont-Écrepin e Thury-Harcourt.

 

Cabourg offre inoltre ai suoi ospiti numerosi programmi culturali come il Festival del Cinema a giugno, il Festival du Théâtre Universitaire et des Grandes Ecoles a maggio, il Salon du Livre e molti altri. Non esitate a consultare il sito ufficiale dell'Ufficio del Turismo di Cabourg per il programma di tutti gli eventi.


Trouville-sur-Mer

 

Separata da Deauville dal fiume Touque, con cui è collegata da una passerella pedonale, Trouville ha mantenuto il suo carattere del periodo del Secondo Impero (quello di Napoleone III) e il suo fascino di piccolo porto di pescatori dove le case tipiche si allineano lungo le sue banchine. Case con l'architettura tipica normanna che fanno sempre una forte impressione sui turisti di passaggio. Trouville-sur-Mer è riuscita a conservare tutta la sua autenticità e ad adattarsi alle esigenze di vacanzieri cambiate nel corso dei decenni. Ha attirato molti artisti tra i quali gli scrittori Gustave Flaubert, Alexandre Dumas, Marguerite Duras, il paesaggista Charles Mozin, l'attore Gérard Depardieu e il cantante Johnny Halliday.

 

Dall'inizio del XIX secolo, grazie alle terme marine, questa oasi di pace ha attirato i più grandi pittori, artisti e scrittori. Proprio a Charles Mazin, si deve lo sviluppo della città negli anni Quaranta del XIX secolo. Nel 1825 Mozin fu sedotto per la prima volta da Trouville e tornato a Parigi, non smise mai di lodare il suo fascino e di esporre i suoi dipinti nei saloni parigini suscitando così la curiosità di altri artisti, pittori, scrittori e in breve tempo l'interesse di tutta la buona società parigina. Fu in questo periodo, spinti da questo grande interesse, che le splendide ville, alberghi e casinò furono costruiti in riva al mare.

 

Molte persone cadono ancora oggi "nelle reti" di Trouville, grazie in particolare all'eccezionale qualità della luce che emana e alla sua atmosfera rilassante.  La città è cresciuta intorno al villaggio di pescatori senza uno schema particolare e questo è divenuto il suo tratto distintivo, la sua autenticità ma, talvolta, anche la sua difficoltà.

 

La villa Montebello, costruita per il maresciallo Lannes, duca di Montenello, è il centro culturale della cittadina. Al suo interno, una sala è consacrata alla storia dei bagni di mare, ma vi si evoca anche il ricordo di Marguerite Duras che amava dire "Mi piacerebbe essere chiamato Marguerite Duras de Trouville". Direttamente spuntata fuori dal periodo del Secondo Impero, questa villa costruita nel 1865 da Jean-Louis Celinsky sembra essere uscita da una fiaba. Imitando i castelli del XVII secolo, si affaccia sul mare e offre così una vista libera sulla baia della Senna. Le collezioni evocano per il visitatore gli inizi della località balneare e le numerose testimonianze di artisti ispirati all'architettura, al colore o all'atmosfera di Trouville. Il famoso cartellonista Raymond Savignac, le cui opere punteggiano la città, si ritaglia un posto d'onore. Aperto tutto l'anno, questo museo organizza numerose attività intorno alle sue collezioni e un'ampia varietà di mostre temporanee.


Per più di 30 anni Marguerite Duras frequentò il piccolo porto di Trouville di cui si era innamorata. Ha scoperto la città a 17 anni. Ma aspettò fino al 1963 prima di acquistare un appartamento alle Les Roches Noires, un vecchio hotel stile Secondo Impero dove aveva soggiornato anche Proust e che anche Claude Monet avava immortalato. Un appartamento per scrittori, pieno di libri e manoscritti. Con balcone vista mare. Un luogo magico dove la scrittrice sviluppò alcuni dei suoi romanzi più celebri tra cui il "Il rapimento di Lol V. Stein" (Le Ravissement de Lol V. Stein), "Emily L" e "L'Amante".

Il luogo la ispirò fortemente. Senza dubbio la cornice del vecchio hotel gli ricordò lo splendore delle dimore coloniali della sua infanzia asiatica. Vi trovò anche questo "vuoto meraviglioso", favorevole alla scrittura, e non mancò di lodare Trouville, la sua spiaggia, il suo sole, il suo porto, i suoi bar e i suoi pescatori. La sua fedeltà al luogo era immutabile da trent'anni. Trascorse lì quasi ogni estate. E anche nei suoi ultimi anni, estese la stagione da maggio a ottobre: "Trouville ha un fascino molto violento. Immediato. Non conosco nessuno che, fin dalla prima visita, non si sogni di tornare".

 

Con la sua spiaggia piuttosto ampia e quella delle "Roches noires", più selvaggia, nuotare è quasi un dovere a Trouville. La città gode di un forte afflusso di turisti in alta stagione per merito dei suoi servizi e delle sue attrattive. Una qualità della vita che non lascia indifferenti i passanti, dai frequentatori abituali ai turisti. Venite a gustare un gelato al mare o un ottimo piatto di frutti di mare in centro al tramonto. Un soggiorno che non dimenticherete presto.

 

La Rue des Bains è la principale strada (e la più vivace) della città, il collegamento tra il quartiere dei pescatori e il quartiere degli stabilimenti balneari. Ci sono negozi di antiquariato, librerie, ristoranti e molti artisti. Ricordate che molti parigini anche in inverno vengono qui a "mangiare", dopo due ore di strada nei suoi ristoranti, terrazze e brasserie dove si possono gustare frutti di mare o prodotti regionali.

 

Passeggiando per le sue vie dello shopping, vedrete anche belle case risalenti alla fine del XIX secolo e forse troverete, nei pressi del municipio, la Statua di Gustave Flaubert realizzata da Leopold Bernstamm.

 

 

Dives-sur-Mer

 

Dives-sur-Mer conserva le firme della sua prestigiosa storia: Guglielmo il Conquistatore (1066) ed Eugène Secrétan (1891). Ognuno a suo modo ha scritto le pagine più grandi di questa località, modeste nell'aspetto ma ricche di valori umani. Se siete appassionati di storia e volete approfondire la vostra conoscenza della saga di Guglielmo, allora dovete venire da queste parti. Fu dall’estuario del fiume Dives che nell'ottobre 1066 Guglielmo, allora detto "il Bastardo" s’imbarcò per Hastings, dove, nell'omonima battaglia avrebbe sconfitto Aroldo e, sarebbe stato incoronato re d’Inghilterra, diventando il Conquistatore. Capita talvolta che alcune famiglie inglesi vengano a leggere, sul muro della Chiesa di Notre-Dame di Saint-Pierre-sur-Dives, l’elenco dei 475 cavalieri che lo accompagnarono, nella speranza di scoprirvi il nome di un loro antenato. L’Hostellerie Guillaume, il mercato coperto, il maniero del Bois Hibout e la Lieutenance sono altri testimoni del passato di Dives.


La Chiesa di Notre-Dame, venne costruita da Roberto I di Normandia (conosciuto come Roberto il Magnifico o anche come Roberto il Diavolo) che inaugurò l'edificio nel 1077, probabilmente alla presenza del figlio Guglielmo (il Conquistatore). L'edificio è di stile romanico e gotico sgargiante, a seguito di alcuni ampliamenti effettuati nel XIV secolo. Tuttavia, mantiene alcuni elementi originali. Sopra la porta d'ingresso è inciso l'elenco dei 475 personaggi principali che accompagnarono il duca Guglielmo alla conquista dell'Inghilterra. È difficile leggere i nomi se non si è aiutati da qualche intenditore che forse ne approfitterà per raccontarvi la leggenda di Cristo senza croce... Gli amanti dei dettagli pittoreschi noteranno la microfinestra detta "buca del lebbroso", a destra sul retro della chiesa, dalla quale gli infelici potevano vedere le funzioni senza contaminare i fedeli. Chiuso nel 1696 alla chiusura del lebbrosario, fu riscoperto solo nel 1974 dal parroco. E per la piccola storia, se il suo angolo di vista ti sembra particolare, è perché il suo scopo era quello di dirigere gli occhi dei malati verso il Cristo miracoloso installato al centro della chiesa. I lettori di Marcel Proust riconosceranno in questa chiesa la chiesa di Balbec descritta nel romanzo "Alla ricerca del tempo perduto". Da 20 anni la chiesa è oggetto di un importante restauro.

 

Ma come fu possibile che la flotta di Guglielmo, composta da più di 1.000 navi, potesse partire da un porto di pesca così piccolo e tranquillo?

 

Fu qui che Eugène Secrétan, persona di umili origini, che divenne un importante industriale a collezionista d'arte, fondò la sua fabbrica metallurgica che trasformò Dives-sur-Mer in una fiorente città industriale, di umili origini introdusse nuove tecniche come la produzione di ottone o laminazione per la produzione di lastre di rame e trafilatura per la produzione di filo di rame. Tra le altre cose Secrétan donò 60.000 chili di rame nel 1870 per la costruzione di quella che sarebbe diventata la la Statua della Libertà di New York. In seguito perse le sue ricchezze nel crollo del rame del 1889 quando la sua "Société industriel et commerciale des métaux" andò in bancarotta. A causa di questo fu costretto a vendere la sua vasta collezione d'arte nella galleria parigina di Charles Sedelmeyer dopo aver stampato e pubblicizzato un catalogo in francese e inglese per attrarre investitori americani. La collezione includeva artisti contemporanei francesi quali Corot, Courbet, Couture, Daubigny, Delacroix, Géricault, Ingres, Meissonier, Millet, e Rousseau e maestri di vari secoli precedenti quali Bellini, Boucher, Cuyp, van Dyck, Fragonard, Lorrain, Greuze, Hals, Vermeer, Rembrandt, Reynolds, Rubens, Ruisdael, Tiepolo, Perugino e Velazquez. La vendita coincise con il picco del dell'Esposizione Universale di Parigi (1889) che esibì per la prima volta  la Torre Eiffel, che attirò molti ricchi americani. Questo è il motivo per cui oggi, molti quadri di impressionisti francesi si trovano sparsi per tanti musei americani.  Con il ricavato di questa vendita, Secrétan, pagò i suoi creditori e riprese il suo lavoro con il rame stringendo un accordo con una compagnia inglese e fondando una fabbrica a Dives-sur-Mer chiamata "Elmore's French Patent Copper Depositing Company". Erede di questo passato di lavoro, la fabbrica di Tréfimétaux ha chiuso i battenti nel 1986, per lasciare il posto al porto turistico di Port-Guillaume. Il passato di Dives-sur-Mer è affascinante per chi vuole tornare indietro nel tempo e passeggiare nel suo centro medievale.

 



Coutances

Coutances è apprezzata per il suo festival Jazz sotto i meli. Dista 27 chilometri da Saint Lô. Da non perdere la Cattedrale di Notre Dame, monumento storico tutelato. Fate una passeggiata nel giardino botanico o nel parco medievale del Vescovo. Il paese di Coutances è un'importante destinazione turistica per il suo patrimonio.

 

 

Le spiagge dello sbarco in Normandia

 

Ormai, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il nome di questa regione evoca, il più grande sbarco militare mai avvenuto nella storia. E' davvero difficile venire da queste parti e non avere la curiosità di visitare i luoghi dello "Sbarco", le famose spiagge dove iniziò la fine dell'incubo nazista sull'Europa. Le cinque spiagge simbolo di quegli eventi del 6 giugno 1944, sono oggi conosciute con i loro nomi in codice: Sword, Juno, Oro, Omaha e Utah. Anche se non sono rimasti troppi ricordi di quella battaglia, anche se ci sono ancora alcuni bunker e carri armati rimasti qui sotto forma di monumento alla memoria, è emozionante. viaggiare per questi 80 chilometri di spiagge e queste sensazioni sono un ricordo indelebile che rimane di qualsiasi viaggio in Normandia.

 

Granville

Granville si trova nel dipartimento della Manica, a 25 chilometri da Avranches. È una località balneare non molto lontana dal Mont Saint Michel. Qui si trova un ippodromo molto conosciuto, un centro di talassoterapia, un acquario e, naturalmente, bellissime spiagge. È possibile fare una piccola crociera dal porto alle isole del Canale, a Chaussey e anche in Irlanda. Per gli amanti del patrimonio architettonico, interessanti sono la Chiesa di Notre-Dame-du-Cap-Lihou e la Chiesa di Saint-Paul. Qui è nato il grande stilista francese Christian Dior.  Nel 2005, il comune ha celebrato il centenario della nascita dello stilista, organizzando mostre e retrospettive sul suo lavoro e la sua vita in tutti i luoghi della città.

Il Museo Christian Dior funge talvolta da cornice per eventi, come nel caso della mostra "Dandysmes - 1808-2008, de Barbey d'Aurevilly à Christian Dior" del 2008.

 

Ci sono molti eventi e manifestazioni a Granvillen in tutte le stagioni. Il carnevale si svolge ogni anno nella settimana che precede il martedì grasso. Un tempo si celebrava la partenza dei marinai che approfittavano della vacanza prima di intraprendere un viaggio verso Terranova in Canada. Nel 2007, per la sua 134a edizione, la manifestazione ha accolto più di 130.000 spettatori. La festa del santo patrono del comune è organizzata a Pentecoste. Ogni anno, la terza settimana di luglio è dedicata al Gestival di strada Sorties de Bains. Durante la stagione turistica vengono organizzati concerti all'aperto. La processione del Grande Perdono delle Imprese e del Mare (Grand Pardon des Corporations et de la Mer) si svolge tradizionalmente l'ultima domenica di luglio.

Se siete a Granville durante il mese di agosto, non perdetevi la Notte dei Saldatori, La Nuit des Soudeurs, festival di artisti che lavorano il metallo. Due fiere sono organizzate il secondo sabato di aprile e il terzo sabato di settembre, un mercatino delle pulci il fine settimana del 14 luglio e una fiera dell'antiquariato il fine settimana precedente il 15 agosto.

Cherbourg

 

La città di Cherbourg si trova nel dipartimento della Manica, a 30 chilometri da Barfleur, ed è il principale centro culturale della regione della Bassa Normandia. Potrete passeggiare in mare nel porto di Cherbourg, il più grande porto artificiale del mondo. Il porto di Cherbourg e la sua stazione marittima, testimoni dell'epopea transatlantica, accolgono ancora oggi le più grandi navi da crociera del mondo, come la Queen Mary 2: le più grandi compagnie di navi da crocera come Cunard, Costa, Royal Carribean, Fred Olsen, Hurtigruten, MSC Cruise, Kristina Cruise...Se vi piace fare escursioni, l'ufficio del turismo offre cinque percorsi lungo la costa.

Il porto marittimo più importante della Francia di oggi ha acquisito un'enorme importanza culturale. Qui si può osservare l'architettura della fortificazione di diversi periodi. La parte vecchia della città è stata fondata nel XI secolo. Il municipio e la chiesa, sono del XV secolo. Di grande interesse è anche il museo della città che contiene una collezione di antichi manufatti che conservano la memoria di eventi provvidenziali in Europa. La Cherbourg Photo Gallery (Museo Henri) offre una ricca mostra, che contiene opere di famosi maestri. Molti dei visitatori potranno godere della mostra presso il Museo di Storia Naturale. L'orgoglio dei cittadini è la biblioteca comunale.

Cherbourg possiede anche uno dei più grandi acquari in Europa, la "Cité de la Mer" la città del mare, un parco scientifico e ricreativo, inaugurato il 29 aprile 2002 dedicato all'esplorazione subacquea e alla scoperta delle grandi profondità. Rimarrete stupiti dall'acquario abissale profondo 11 metri che ospita 1.000 pesci tropicali. Nel 2012 è stato il complesso si è arrichito di un nuovo spazio dedicato al Titanic, in quella che era l'edificio Art Déco dell'ex stazione transatlantica di Cherbourg.



Barfleur


Barfleur si trova a 27 chilometri a est di Cherbourg Octeville. È un villaggio molto carino con il suo piccolo porto di pescatori. Il borgo ha  l'etichetta "uno dei villaggi più belli in Francia", regolarmente eletto come tale dai francesi. Il villaggio è soprannominato la "perla di Val-de-Saire", il comune più piccolo del dipartimento. Il pittore Paul Signac che ha provato a rappresentarlo con i suoi pennelli aveva la casa qui, proprio di fronte alla Eglise de Saint Nicolas. Re Artù si sarebbe imbarcato a Barfleur per andare a combattere i Romani. Porto ufficiale di scalo per i re anglo-normanni, porto di scalo per i pellegrini inglesi in partenza per Santiago de Compostela via Mont Saint-Michel, il sito visse un periodo di splendore fino al drammatico naufragio, al largo delle sue coste, nel 1120, della Blanche Nef, la Nave Bianca una nave normanna che fece naufragio al largo del Cotentin il 25 novembre 1120, con a bordo circa 140 nobili normanni, tra cui l'erede legittimo al trono inglese, il principe Guglielmo Adelin figlio di Enrico I Beauclerc, figlio di Guglielmo il Conquistatore, che perse oltre al primogenito gran parte della sua famiglia. Questo naufragio ebbe molte ripercussione nella storia inglese e francese.

 

Durante la Guerra dei Cent'Anni, le truppe inglesi sbarcarono a La Hougue e distrussero la città nonostante le forti correnti che la proteggevano dall'invasione del mare. Ancora oggi i marinai corrono il rischio di rompere gli scafi sulle rocce talvolta sommerse. Anche per questo a Barfleur che si aprì la prima stazione di soccorso in mare. I soccorritori SNSM sfidano gli elementi in una canoa inaffondabile. Sul porto è aperto un museo a sostegno dei soccorritori.

 

Se potete visitate l'Eglise de Saint-Nicolas, posta proprio di fronte al mare, alla fine della banchina. Questo particolare edificio confina con l'inizio di una fortificazione, ed è quindi protetto dai venti e dalle maree. Un'associazione, "Les amis de l'église", è responsabile della sua difesa e del suo mantenimento ed è per questo che è stata inserita nell'inventario supplementare dei monumenti storici. Ci sono voluti 223 anni per costruire la chiesa sul suo promontorio roccioso. L'insieme conserva uno stile classico dei secoli XVII, XVIII e XIX. All'esterno il campanile fu privato della sua guglia dalle intemperie del 1767. All'interno interessanti a navata ottocentesca con archi; il pulpito in rovere intagliato del XVIII secolo; la galleria del XIX secolo; il coro seicentesco, anch'esso con archi; il transetto e la pietà oltre a una tela La Visitazione di scuola fiamminga del XVI secolo.

 

Barfleur è un paradiso in riva al mare che sprigiona il profumo del salnitro in tutti i suoi delicati angoli. Se c'è una cosa che caratterizza questo piccolo borgo marino sono senza dubbio le sue case di granito. Case dei pescatori che iniziarono ad essere costruite nel XVII secolo, e che oggi sono un simbolo della città. Da non perdere anche l'incredibile Faro di Gateville il secondo faro di Francia per sua altezza. Queste sono solo alcune delle attrazioni di questo villaggio, che è anche un centro conosciuto per il suo turismo culturale ed è il punto di partenza per le rotte "Chemins de Saint-Michel", il Cammino di Saint-Michel o il percorso Plantagenet.

Se si trascorre qui qualche giorno si può andare alla vicina isola di Tatihou, che può essere raggiunta in barca o a piedi, durante i giorni in cui la marea lo permette. Su quest'isola si trova il Museo Marittimo Locale, un luogo dove visiteremo la storia di quest'isola e le tecniche utilizzate per la pesca. L'isola ha anche un giardino privato, un giardino di mare, che è un'area naturale protetta.

 

Gli abitanti della cittadina sono molto attaccati a una loro concittadina che è stata beatificata Julie Postel che divenne Santa Maria Maddalena Postel. In suo onore è stata eretta la Chapelle de la Bretonne un omaggio alla suora canonizzata nel 1926. L'edificio, eretto nel 1983, è notevole soprattutto per le sue notevoli vetrate. Julie Postel, nacque il 28 novembre 1756 come cordiera. Inviata ai benedettini di Valognes, ritornò nella sua città natale nel 1776. L'attuale comunità delle Suore di Santa Maria Maddalena Postel (già Congregazione delle Suore delle Scuole Cristiane della Misericordia, fondata dalla santa) occupa il piano terra della casa dove Julie Postel trascorse i suoi trent'anni di sacerdozio. Il primo piano è dedicato alla memoria del loro fondatrice che fondò la scuola per i bambini bisognosi. Durante la Rivoluzione Francese organizzò per la fuga di sacerdoti in Inghilterra e per celebrare messe clandestine, nascondendo anche le ostie consacrate dell'Eucaristia sotto la scala di granito che potete vedere in occasione della vostra visita.

 

Per la cronaca, fu a Barfleur, nel 1865, che fu aperta la prima stazione di soccorso in mare sul modello inglese, e per una buona ragione! A livello di Barfleur, è il mare che domina gli uomini e non il contrario. In questo mare le trappole sono numerose e il vento non è sempre favorevole. Oggi, la stazione di salvataggio di Barfleur è composta da volontari che aiutano le imbarcazioni in difficoltà, grazie a una nave inaffondabile e autoraddrizzante, la famosa "Admiral de Tourville". sempre visibile nel porto.

 

 

Saint-Vaast-la-Hougue

 

Saint-Vaast-la-Hougue è il principale porto della costa orientale della penisola del Cotentin, è il frutto di una storia lunga e movimentata che abbraccia più di mille anni. Conteso al tempo dei Vichinghi, poi luogo di sbarco degli Inglesi nel 1346, situato nelle immediate vicinanze della battaglia di Hougue del 1692, è in questa data che due torri fortificate sono erette al fine di proteggere la città e le coste francesi. Oggi, la torre situata sull'isola di Tatihou è l'emblema della città. Saint-Vaast, città portuale, è anche un importante centro di pesca e di svago. La creazione di un bacino alluvionale nel 1982 ha permesso di sviluppare quest'ultima attività.

 

Di fronte al porto di Saint-Vaast-la-Hougue, sulla costa orientale del Cotentin, l'isola di Tatihou è un sito preservato e ricco di storia. Raggiungibile a piedi, durante la bassa marea, o in barca anfibio, l'isola offre al visitatore un viaggio verso una destinazione originale. Qui si incontrano un patrimonio naturale e un patrimonio architettonico eccezionale: tre giardini tematici, una riserva ornitologica, un'antica fortezza e la torre di Vauban., iscritta dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'Umanità.

 

Il porto di Saint-Vaast ha diverse centinaia di posti barca, tra cui una sezione riservata al passaggio dei diportisti, che navigano lungo le bellissime coste del Cotentin.

San Lô

 

Il comune di Saint Lô si trova a 85 chilometri nell'entroterra di Cherbourg e la seconda città più grande sul canale dopo quest'ultima. Ha un patrimonio interessante da scoprire come il Castello della Vaucelle, il Museo delle Bocce della Normandia o la Chiesa di Notre Dame de Saint Lô. La città di Saint-Lô è stata ricostruita dopo che ha subito una distruzione quasi totale nel 1944. Il martirio della città della seconda guerra mondiale, le ha aveva fatto prendere il triste soprannome di capitale delle rovine.

 

Conserva tuttavia il carattere delle mura e delle torri che dominano la valle del Vire. La collezione del Museo di Belle Arti ci permette di seguire la storia dell'arazzo dal XVI secolo ai giorni nostri. Tra le opere esposte è degno di nota l'Arazzo degli Amori di Gombault e Macée (XVI secolo).

Nel cuore della penisola del Cotentin, a pochi chilometri dal Mar Canale, la città di Saint-Lô è oggi considerata la capitale dei cavalli. La scuderia nazionale è stata meticolosamente ricostruita. È una delle più grandi in Francia, e offre visite guidate. Da fine luglio a settembre, il giovedì, gli stalloni vengono presentati al pubblico. Orgogliosa delle sue radici, risalenti al tempo dei Vichinghi, la città può essere apprezzata per il suo ricco patrimonio e i bellissimi edifici. Circondata da mura, la città permette di immaginare l'antica ricchezza della città prima della sua distruzione.

Tra passeggiate in Normandia, e la degustazione di una cucina ricca e raffinata che combina frutti di mare e prodotti locali come panna, latte o burro, i visitatori hanno molto da godere il loro soggiorno a Saint-Lô.

 

Se St-Lô ha sofferto molto durante la seconda guerra mondiale e ha perso parte del suo patrimonio architettonico, la città possiede alcuni luoghi interessanti da scoprire. Costruita alla fine del XIII secolo, la chiesa di Notre Dame de Saint-Lô è un magnifico monumento gotico. Classificato monumento storico, si trova nel recinto circondato dalle mura. Se l'edificio ha subito attacchi, ha conservato le sue belle vetrate, preservate durante la seconda guerra mondiale.

Molti siti di St-Lô sono stati elencati come monumenti storici, come la Cappella della Maddalena, il Castello di Vaucelle che ha salutato i tre re, Edoardo III, Francesco I e Carlo IX, o la Chiesa di Saint Croix. L'Ospedale pubblico, l'ospedale commemorativo di Francia - Stati Uniti è stato classificato come monumento storico nel 2008. Fu costruito dopo la raccolta di donazioni, a partire dal 1947, in seguito agli orrori della seconda guerra mondiale. Le mura di St-Lô rimangono su tre dei quattro lati dell'abitato. Dall'alto dei sui parapetti, si può godere di una vista impressionante sulla Vire e la Torre delle Polveri, una reliquia militare. Il Museo di Belle Arti ospita le collezioni della città dalla fine degli anni ottanta, tra cui dipinti di Corot e Eugène Boudin. Situato in una casa di campagna del XVII secolo, il museo della Normandia si propone di ripercorrere la storia e l'etnografia dell'agricoltura nella regione.


Camembert

Villaggio reso famoso dal suo omonimo che si trova a 52 chilometri da Caen, dove producono diverse denominazioni di origine controllata. Visitate la casa padronale, la fattoria del presidente e il Museo Camembert.  Questo formaggio è un simbolo della Francia, che fa parte della quotidianità dei francesi ed è per questo che la dimensione di questo piccolo villaggio (210 abitanti) è inversamente proporzionale alla sua fama internazionale. Camerbert si trova nascosto nel cuore di una bellissima valle, in mezzo ai prati.

 

Il "Camembert" è un formaggio a pasta molle, sgocciolato, non strizzato, non impastato, leggermente salato, con un stampo a superficie rotonda di peso massimo di 350 grammi, di diametro compreso tra 10 e 11 cm, la cui materia secca contiene almeno il 38% di grassi di puro latte vaccino e fabbricato in Normandia (31 luglio 1909, Monsieur Vignoboule, presidente dell'Unione dei veri produttori di camembert della Normandia). Prima di arrivare ad una definizione così precisa del famoso formaggio, la storia di Camembert risale a circa 120 anni fa. La sua creazione risale infatti al 1791, quando un sacerdote refrattario della Brie, spinto dalla rivoluzione, giunse alla casa Beaumancel di Camembert, dove incontrò una contadina, Marie-Christine Hare, nata a Croutte nel 1761.

 

Quest'ultima, su consiglio del sacerdote, prepara un formaggio la cui crosta è stata affinata per diversi giorni: il camembert appunto. Con la creazione della linea Parigi-Lisieux-Caen nel 1850, l'intera produzione casearia della Normandia aumentò grazie alla riduzione dei tempi di trasporto, da tre giorni in carrozza a sei ore in treno, che permise di trovare camembert nella "pancia di Parigi": il mercato di les Halles. Con l'invenzione nel 1850, da parte dell'ingegnere Ridel, della scatola di legno, il camembert, finora trasportato in un letto di paglia (e quindi, necessariamente, a breve distanza) poteva viaggiare senza problemi sempre più lontano.

 

Grazie alla nascita e allo sviluppo dei grandi casari e all'apertura all'industrializzazione del settore caseario intorno al 1870, il Camembert riscosse sempre più successo. Alla fine del XIX secolo si affermò sui mercati francesi, nelle Americhe, in Africa, in Asia e persino in Oceania.


Alençon

Alençon con il suo Castello dei duchi, la Basilica Notre Dame d'Alençon, il Museo di Belle Arti e Pizzi, il parco delle passeggiate, l'arboreto e molti altri tesori ne fanno un luogo molto apprezzato per soggiornare. L'antica città dei duchi di Normandia e capoluogo del dipartimento dell'Orne, è famosa fin dal XVII secolo per il suo punto di merletto e ha un ricco patrimonio architettonico e culturale.

L'antica Alençon, che ha ispirato il famoso romanziere Balzac, è piena di case con cornici in legno e palazzi con balconi in ferro battuto. Tra i luoghi da visitare ci sono la chiesa di Notre-Dame, con il suo magnifico portico di inizio XVI secolo in sgargiante stile gotico; la Casa di Ozé, l'ex palazzo del Duca di Alençon, con il suo frutteto; il castello dei duchi, con le sue torri barbariche; la casa natale di Santa Teresa di Lisieux, con la sua cappella, ecc.

Un altro luogo fondamentale della città è il Museo di Belle Arti e Pizzi, situato nell'ex Collegio dei Gesuiti, che ospita magnifiche collezioni di pizzi e dipinti. Il merletto, con il "Punto Alençon" è iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'UNESCO. Questa tecnica richiede ore di pazienza. Per ottenere un'area equivalente a un francobollo sono necessarie dalle 7 alle 15 ore di lavoro.

Il giovedì e il sabato mattina, nella Place de la Magdalena, ai piedi della chiesa di Notre-Dame, si tiene un mercato pieno di colori e di sapori.

 

Situata all'incrocio tra i parchi regionali di Perche e Normandía-Maine, e alla confluenza di Sarthe e Briante, Alençon la città è cresciuta da semplice antico borgo a grande città. Villaggio fortificato nell'XI secolo, fu centro della Riforma Protestante. Nel 1665 che Colbert fondò le fabbriche di cordoni reali. Baudelaire diede alle stampe qui i suoi "Fiori del male". Balzac vi rimase per scrivere due delle sue opere. Infine, Alençon è stata la città natale di Thérèse Martin, meglio conosciuta come Santa Teresa di Lisieux dove si può visitare la sua casa natale.

Alençon ha 31 monumenti classificati. Si può scegliere di scoprirli in visite guidate o a piedi per le strade della città. Tra questi sono da vedere la Chiesa della Compagnia di Gesù accanto all'università fondata dai gesuiti nel 1620, il Caffè rinascimentale il cui interno è veramente divino e una decorazione del secondo Rinascimento del tutto eccezionale, la Sala del Grano, un edificio circolare sormontato da una imponente cupola, il Castello dei duchi di Alençon è in realtà il padiglione d'ingresso del castello, e la Casa di OZE, residenza medievale costruita nel 1450. Molti dei corsi sono disponibili. Potete volendo fare anche un giro della città in carrozza. Questo tipo di visita è disponibile dal 1 aprile al 30 settembre.


Sées

Il comune di Sées si trova a 24 chilometri da Alençon, nel dipartimento di Orne. Simbolo della città, la Cattedrale di Notre-Dame de Sées sarebbe, secondo le cronache medievali, la quinta costruzione cristiana sullo stesso sito. La storia dell'edificio è più che movimentata, alternando distruzioni dovute a guerre o incendi e periodi di restauro. Nonostante le vicissitudini, la cattedrale rimane un capolavoro di architettura gotica che seduce molti visitatori ogni anno.

 

Sagium antica fortezza romana, era situata lungo una strada che la fece sviluppare notevolmente sotto l'impero romano e il Medioevo. Il nome di Sees deriverebbe dalla tribù dei galli Sagii menzionati solo dal III esimo secolo. Fino alla fine del XVIII secolo, il nome scritto della città Seez. La toponomastica ufficiale cambiò con il nome attuale nel periodo napoleonico, per evitare omonimie con Seez in Savoia.

 

Il vescovato di Sées venne fondato dal V secolo di San Lautino. Quest'ultimo, secondo la tradizione venne inviato da papa Bonifacio I ad evangelizzare la zona. La leggenda narrà che quando arrivò a Sées, Latuino trovo rifugiò da una vedova la cui figlia era cieca dalla nascita e la guarì. Questo miracolo gli valse la fama di taumaturgo. Di fronte l'ostilità degli ambienti religiosi pagani, si ritirò nella foresta Clairay a Belfonds dove costruì una cappella vicino ad una fontana. L'acqua della fontana era ritenuta miracolosa.

 

Nel VII secolo Sant'Evrota fondò l'Abbazia di San Martino. Importante centro religioso, Sées scomparve praticamente con le invasioni barbariche. La cattedrale, distrutta quattro volte, venne ricostruita nel XIII secolo nella sua forma attuale. Fino al 1465, la città era composta da tre villaggi: Bourg-L’Evêque, Bourg-Le-Comte e Bourg-L’Abbé. Le origini di Sées sono tripartite: romana, feudale e monastica.

 

Tra i luoghi interessanti da vedere a Sèes ci sono: la Cattedrale di Notre Dame; la Canonica della Cattedrale con le sue belle vetrate;  la Basilica dell'Immacolata Concezione; la Torre di Argentan, ciò che reste delle antiche porte della città, costruita intorno al XII secolo; il Palais d'Argentré,il palazzo episcopale costruito nel tardo XVIII secolo (1778-1786) sotto il vescovo Jean-Baptiste du Plessis Argentré dall'architetto Joseph Brousseau in uno degli esempi più belli di architettura neoclassica della Normandia; la Promenade du Vivier, considerato una bella passeggiata lungo fiume dove si scorgono anche i resti degli archi e i contrafforti del XV secolo della Chiesa Notre Dame du Vivier (la tradizione vuole che San Latuin costruì la sua prima cappella qui); l'Abbazia San Martino (Abbaye Saint-Martin) fondata nel VI secolo da monaci benedettini e poi distrutta dai normanni nel IX secolo e ricostruita nell'XI secolo e ricostruita Yves de Belleme (vescovo di Sées); la Chiesa di Notre-Dame de la Place, le cui origini risalgono sicuramente a quelle dell'abbazia era la chiesa del popolo; la Place Saint-Pierre il cui campanile e i portici sono i resti restaurati della chiesa di Saint-Pierre che fu l'antica cappella ampliata del castello; il mercato de Les halles che esiste fin dal Medioevo, dove qui venivano svolti fino a tre mercati settimanali; il Museo dipartimentale d'arte religiosa, adiacente al municipio (l'ingresso è a pagamento (gratuito per i bambini sotto i 12 anni).


La Ferté-Macé

Il comune di La Ferté-Macé si trova a 46 chilometri da Alençon, nel dipartimento di Orne. Antica città di tessitori, oggi è conosciuta per le sue acque e per i suoi prodotti gastronomici, tra cui il sidro, il sidro di pere e soprattutto spiedini di trippa "La Tripière Fertoise". Sono pochi i monumenti antichi, oltre al campanile romanico della chiesa, ma c'è un bel centro ricreativo, un Museo del Giocattolo, il tesoro della cripta che ospita oggetti preziosi legati al culto cattolico, il giardino pubblico e il suo roseto o il Giardino Ridrels (privato, ma aperto alcuni fine settimana). Tipico anche il Brocante Fertaise, con il suo bel edificio in mattoni e pietra. Infine, i pescatori hanno qui e intorno a sé diversi punti nei fiumi (Gourbe, Vée, Maure) o ai margini di due stagni. Tutto sommato, qui è una piccola città, piacevole e vivace, nel cuore della foresta andina e della zona della Bocage Normand.

 

Il castello di Ferté-Macé (non più presente) venne costruito nella prima metà del XI secolo, su un tumulo feudale. Geoffray fu il primo signore del post. Sicuramente costruì questa fortezza su ordine del Duca di Normandia. Mathieu (o Macé), che avrebbe dato il suo nome alla città, fu compagno d'armi di Guglielmo il Conquistatore durante la battaglia di Hastings nel 1066; fu lui uno dei primi signori di Ferté-Macé.

La fortezza che si trovava qui era molto importante dal punto di vista difensivo contro le mire espansionistiche dei potenti vicini, che erano il re di Francia e il duca di Angiò. Nel 1205, con la conquista della Normandia da parte del re Filippo II e la sua integrazione al regno di Francia, Ferté-Macé divenne una baronia reale. Guillaume de la Ferté, che si era poi opposto a Filippo II, abbandonò la sua baronia e partì per raggiungere il re Giovanni Senza Terra in Inghilterra. Il signore di Ferté divenne così il re di Francia, che a volte affidò la baronia a un membro della sua corte, a volte a un engagista (signore amministratore di un altro dominio in nome del re).

 

Nel XV secolo il castello fu distrutto. Rimane solo una grande piazza, situata in alto sul tumulo feudale; originariamente chiamata "Piazza del Castello", è stata recentemente ribattezzata Piazza Neustadt-am-Rübenberge in onore della città tedesca di Neustadt-am-Rübenberge gemellata con La Ferté-Macé. Solo il campanile della chiesa romanica, adiacente alla grande chiesa di Notre-Dame, si è conservato fin dal Medioevo.

La Ferté-Macé rimase fino al XVIII secolo come una piccola città di mille abitanti, che viveva di artigianato e commercio locale. Questo artigianato, già sotto forma di tessitura che avveniva di casa in casa, fece da precursore nel secolo successivo, alla trasformazione della città in un grande centro tessile.

 

Ancora oggi La Ferté-Macé si trova un'antica piazza con cappelle delle famiglie di notabili. Le famiglie benestanti erano le famiglie dei grandi tessitori. La città per tanto tempo è stata sinonimo di tessitura. Ancora nel 1890 questa attività contava complessivamente 1.800 addetti, ai quali si aggiungevano quelli che si occupavano di rifilatura, della lavanderia e della tintura. Qui, le ultime tessiture chiusero negli anni 1956, 1957. Nel 1876 La Ferté-Macé contava quasi 10 mila abitanti, oggi sono la metà.

A La Ferté-Macé si trova ad ovest del dipartimento di Orne sull'asse Parigi-Le Mont St Michel, a 6 km da Bagnoles de l'Orne, centro termale, ai margini della foresta delle Ande e a 1 ora dalla costa della Normandia. La città fa anche fa parte del parco naturale regionale Normandie-Maine.

Saint Céneri le Gérei


Il comune di Saint Céneri le Gérei dista 13 chilometri da Ferté Macé. Potrete apprezzare il suo patrimonio principalmente con il suo ponte sulla Sarthe, la sua chiesa romanica del XI secolo, la cappella e il mulino Trotté. Questo villaggio è classificato come uno dei più bei villaggi della Francia. Affacciato in un'ansa del fiume Sarthe, il villaggio di Saint-Céneri-le-Gérei, situato nel cuore delle Alpi Mancelles, nella Riserva Naturale Regionale Normandia-Maine è un luogo a dir poco romantico, che ha ispirato un gran numero di pittori famosi, come Corot, Courbet e Harpignies. Il pittoresco ponte che attraversa il corso d'acqua, i bei palazzi in pietra, la chiesa romanica e la cappella gotica del Petit Saint-Céneri, sono alcuni dei tesori che vale la pena di contemplare lungo una passeggiata. La chiesa del paese, coronata da un bel campanile, si distingue per gli splendidi affreschi antichi (XII-XIV secolo), con raffigurazioni di Cristo nella sua Maestà, della Vergine con il mantello e dell'eremo di San Céneri.

 

L'origine del borgo è molto antica, risalente al VII secolo, quando arrivò qui il fututo San Cenerico di Spoleto. La storia racconta che egli è venuto dall'Italia con il fratello Serenedo (San Céneré) per evangelizzare le terre pagane del Nord-Ovest. Il viaggio attraverso la zona del Saulges toccò Mayenne, dove San Serenedo decise di stabilirsi definitivamente, mentre San Cenerico preferì continuare. Arrivò nel luogo attuale dell'abitato di Saint-Céneri-le-Gérei, dove, dopo diversi miracoli, decise di fondare la sua cella e il suo oratorio.


Lo sviluppo della località e poi sarà fortemente influenzato dalla storia e soprattutto dai vari conflitti. Dall'inizio dell'XI secolo venne costruito un castello dalla famiglia Giroie.

La chiesa di Saint Céneri si trova sul luogo di un antico luogo di culto risalente alla fine del VII secolo che possedeva una piccola chiesa dedicata a San Martino del Monte Roccioso. Probabilmente fu distrutto dai Normanni. L'attuale chiesa, invece, fu costruita intorno al 1090. Ha molte caratteristiche del periodo romanico. La sua ricchezza è anche quella di essere in grado di aver manetenuto notevoli dipinti murali di epoche diverse, tra cui la più antica potrebbe essere risalente al XIV secolo.
La cappella di S. Celerino: costruita alla fine del primo Quattrocento dove si trovava l'oratorio di S. Ceneri. Stile gotico, che sarebbe stato il sito di molti miracoli. Contiene infatti anche una statua di San Ceneri i cui piedi sono ricoperti di aghi che le ragazze provenienti solo da mariti, era pungiglione.

 

 

Vimoutiers

Vimoutiers si trova nel dipartimento di Orne, a 69 chilometri da Alençon. Venite a vedere il museo Camembert a Vimoutiers, i resti del vecchio convento benedettino, il mulino. I villaggi circostanti, con le loro case padronali o i loro cordoncini a graticcio, sono molto piacevoli. Ma questa regione ha anche vissuto tragedie sanguinose. Fu tra Chambois e Vimoutiers, proprio nel luogo del Memoriale di Montormel, che si svolse l'ultima e omicida battaglia della Normandia, dal 18 al 22 agosto 1944. Il circuito segnalato, intitolato "l'esito finale", evoca questa fase finale della battaglia. La storia dei Vimoutiers era già cambiata il 14 giugno 1944, con la distruzione di quasi tutta la città e più di 200 morti in mezz'ora, a causa di un bombardamento (per errore) degli americani. La città ha quindi poco fascino architettonico. Resta che è la città di punta del Camembert! I gastronomi lo sanno. Anche i ciclisti, con la gara Parigi-Camembert. Infine, non dimenticate di provare (con moderazione) sidro, calvados e specialità di mele, è l'altra grande specialità della regione!

 

Il bel Mulino di Vimoutiers, di proprietà di privati ed ex mugnai, è uno dei pochi della regione ad essere ancora in funzione. Certificato fin dal XIV secolo, fu dapprima un mulino per l'affumicature del cuio, prima di diventare un mulino per la farina. Utilizzando l'energia del fiume, Life, è stato poi dotato di una turbina nel 1928. Ricostruito dopo la seconda guerra mondiale e i bombardamenti di Vimoutiers, contiene ancora tutte le attrezzature necessarie per la frantumazione dei grani: spazzole, separatore, pulitore, mole, bluterie, impastatrici e forno a legna. Oltre a visitare le strutture, è possibile acquistare anche farina di grano saraceno o di orzo prodotta in loco. Viene riattivato due volte all'anno per il Giorno dei Mulini a giugno e per le Giornate del Patrimonio (come le nostre Giornate del Fai) di settembre.

Mortagne-au-Perche

Mortagne-au-Perche si trova nel dipartimento di Orne, a 40 chilometri da Alençon. Antica capitale del Perche, Mortagne conserva alcune vestigia del grande recinto difensivo (XIV secolo) che riparava il suo castello fortificato, noto come Forte Toussaint. Oggi rimangono la Porta Saint-Denis e la Maison des Comtes du Perche. Le sue strade sono adornate con molti tesori architettonici: case padronali e palazzi privati (rue Sainte-Croix) e contano molti monumenti e vecchie case da scoprire passeggiando. È il luogo di nascita dell'esploratore Pierre Boucher, il più famoso emigrante del Percheron in Canada, fondò la colonia di Boucherville, che prese il suo nome, e nel 1661 fu il primo canadese ad essere nobilitato da Luigi XIV.

 

Da non perdere anche la Foire au Boudin dove si celebra la specialità culinaria locale (Salsiccia Nera) per 3 giorni (3° domenica di marzo), e approfittate del vostro soggiorno per cercare le 27 meridiane sparse per la città. E' una cittadina piacevole dove passeggiare, soprattutto durante il mercato del sabato, all'interno e nei dintorni del suo mercato coperto.

 

Interessante il Museo Alain, dedicato a concittadino e filosofo pacifista Alain - il cui vero nome era Émile-Auguste Chartier - che nacque a Mortagne-au-Perche il 3 marzo 1868. Il suo ufficio di Le Vésinet, nello Yvelines, è ricostruito in tre stanze di questa residenza. Alain raffigura la Perche, e Mortagne in particolare, in una raccolta di testi intitolata Ritratti di famiglia. Laureato in filosofia, è stato anche giornalista, musicista, pittore e moralista. La Maison des comtes du Perche (XVI secolo) evoca la memoria del celebre filosofo attraverso la collezione Alain, costituita da una collezione di libri, riviste, foto, dipinti, documenti, conservata presso la biblioteca della Mortagne, anch'essa ospitata in questo edificio. Le Journées Alain sono giornate che si svolgono ogni anno il primo fine settimana di ottobre con conferenze, dibattiti e colloqui. Morì nel 1951 e fu sepolto, insieme a tanti altri illustri francesi, nel cimitero di Père Lachaise.

 


Guida alle città e ai paesi più turistici del dipartimento marittimo della Senna:


Dieppe

La più antica località balneare francese e il porto di pesca principale per le capesante, Dieppe coltiva il fascino e la dolcezza della vita. Per mille anni ha sposato il mare e lo ha circondato tra le sue strade e le sue case ricche di storia. Oltre alla sua importante offerta culturale e culinaria, Dieppe vanta anche una delle sue ricchezze sul lungomare. Infatti, il comune ha approfittato della creazione di un importante centro acquatico con un'area termale e una piscina olimpionica all'aperto riscaldata tutto l'anno per sviluppare il lungomare della città. Grandi prati, asili, ristoranti, ampia spianata lunga 2 km,... Tutto è stato progettato in modo che la passeggiata sia un momento di relax.

 

Si sa, tutta la Normandia è un susseguirsi di luoghi storici e che hanno fatto la Storia, e Dieppe non è da meno. E' per questo motivo che ho trovato particolarmente interessante Memoriale Commemorativo al 19 Agosto 1942 (Place Camille-Saint-Saëns). A molti di voi questa data non dirà nulla di particolare, ma in quella giornate, in poco più di 12 ore 1.197 soldati alleati persero la vita nella lotta per la liberazione di Dieppe: pochi dei 6.000 soldati sbarcati, la maggior parte canadesi, furono in grado di testimoniare l'orrore di questo storico episodio. Questo Memoriale rende omaggio ai vivi e ai dispersi, e spiega, spiaggia dopo spiaggia, il corso dei combattimenti, grazie a modelli, documenti e fotografie. Le testimonianze dei soldati aggiungono un tocco di emozione al racconto di queste tragiche ore, e fanno di questo memoriale un luogo profondamente memorabile, per ricordare sempre il sacrificio di questi uomini in nome della libertà. Dal 1952, infatti, esiste in Canada una città conosciuta come Dieppe, in omaggio a questa parte della storia.

 

Il Castello di Dieppe (Rue de Chastes) ospita il Museo Civico. Da un torrione del XIV secolo, il castello di pietra focaia e arenaria fu costruito dal capitano Desmarets dopo il 1435 per difendere la città contro gli inglesi durante la Guerra dei Cent'anni. Fu poi collegato alle fortificazioni che racchiudevano la città. Sede del governatore fino alla Rivoluzione Francese, luogo di guarnigione fino al 1820, il castello fu ampliato e ridisegnato più volte. Acquistato dal comune, divenne museo nel 1923 e ospita un'eccezionale collezione di avori scolpiti nelle botteghe di Dieppe. Cartografia antica, modelli di barche tradizionali, dipinti delle grandi scuole europee evocano l'avventura marittima di Dieppe (tra cui Renoir, Delacroix, Courbet) e del suo porto fin dai tempi delle grandi scoperte dal XVI al XX secolo delle navi da crociera. Il museo ospita regolarmente anche mostre temporanee. All'esterno, la spianata del Belvedere offre una vista eccezionale sulla città e sulla spiaggia.


La Porta della Torretta (Porte des Tourlles), visibile dal Verdun Boulevard e da rue des Anciens-combattants-d'Afrique-du-Nord, è un interessante edificio composto da due torrette in pietra e selce e da una scala. Delle fortificazioni della città del XV secolo, resta solo questa porta. Le difese della città comprendevano sette porte, cinque delle quali si affacciavano sul mare, punteggiavano i bastioni e furono sacrificate durante i lavori di modernizzazione della città nel XIX secolo, una trasformazione dovuta in parte a Maria Carolina, duchessa di Berry, che svolse un ruolo importante nello sviluppo della nascente città di mare. La Porte des Tourelles è stata utilizzata come prigione fino al 1825. Una lapide sul lato sud mostra che in questa torre venivano "accomodate", nel XVII secolo le cosiddette "filles du Roy", le "Figlie del Re" giovani donne (circa 900) che in cambio di una dote erano state convinte a partire per il Quebec da Luigi XIV per sposarsi e contribuire all'insediamento della colonia della Nuova Francia. Molte donne a un mese dal loro arrivo in Nuova Francia erano già sposate. Tra i discendenti famosi di queste donne ci sono Hillary Clinton, Angelina Jolie e Madonna! Il luogo non è aperto ai visitatori, ma è ora sede del quartier generale dell'International Kite Festival Association, il Festival Internazionale degli Acquiloni, che si tiene a Dieppe ogni due anni dal 1980.

 

Molto interessante è la Chiesa di San Giacomo (Eglise Saint-Jacques)  in Rue Pecquet, nel cuore di Dieppe, costruita come chiesa parrocchiale nel 1282 da Guillaume de Flavacourt, arcivescovo di Rouen. Questo imponente edificio ospita un coro, una navata e un abside risalenti al XIII secolo, e fonde stile gotico e rinascimentale. La chiesa è stata fonte di ispirazione per numerosi artisti tra cui  Victor Hugo. La sua ricca storia è dovuta in particolare al suo mecenate Jehan Ango che ha voluto rappresentare artisticamente, tra gli altri, scene della vita dei nativi. Un piccolo capolavoro del Medioevo e una delle due grandi chiese della città con la Chiesa Saint-Rémi. La chiesa di Saint-Jacques si affaccia sulla Place Nationale, dove sorge la statua del generale Abraham Duquesne, con le spalle rivolte verso il mare. Da molti decenni, la chiesa di Saint-Jacques contempla il magnifico mercato del sabato che la circonda.

 

A proposito della Chiesa di Saint-Rémi. La sua costruzione dedicata a San Rémy, vescovo di Rouen, iniziò nel 1522 con la posa della prima pietra da parte di Thomas Bouchard, assessore della città e tesoriere della parrocchia, sui i resti di una prima chiesa risalente al XIII secolo ai piedi del castello caduta in rovina. La costruzione fu interrotta dalle guerre di religione intorno al 1560 e riprese nel 1605, proseguendo per tutto il XVII secolo. La sua navata e le sue cappelle, risalgono al 1545 in stile gotico fiammeggiante, si ispirarono alla Chiesa di Saint-Maclou e alla Cattedrale di Rouen. Classificato nel 1910 come Monumento Storico, il sito è ancora in fase di restauro, in particolare i contrafforti settentrionali della navata e del coro e alcune vetrate. Le ultime campagne hanno restituito prestigio e brillantezza alle ferriere, all'organo, alle pietre tagliate, ma soprattutto alla pala d'altare barocca, tesoro dell'arte liturgica seicentesca della circoncisione di Cristo, che richiedeva ben 16.000 foglie d'oro. Un bell'esempio di patrimonio tutelato e protetto.

 

Port a Séc  è l'antico  bacino di carenaggio situato nel cuore del porto di Dieppe, scavato tra il 1892 e il 1895 occupa parte del vecchio canale, che era utilizzato per dragare fango e ciottoli dal porto esterno. Le navi che richiedevano lavori di riparazione trovavano riparo qui. A lungo vuoto e inutilizzato, è tornato in funzione grazie ad un progetto unico per preservare il patrimonio marittimo, coniugando l'innovazione tecnologica nell'ambiente marino con lo sviluppo del settore nautico. Dalla fine del 2015 questo bacino di carenaggio ospita un porto a secco che può ospitare 292 navi di lunghezza inferiore a 7,40 metri. Le imbarcazioni sono stoccate su scaffalature costruite su 4 livelli, e vengono varate (in 5 minuti!) grazie ad un sistema idraulico completamente automatizzato. Questo allevia la congestione nel bacino dell'Ango, utilizzato di solito.

 

Molto emozionante la Cappella di Notre-dame-de-Bonsecours  (Nostra Signora del Buon Soccorso), che offre una vista eccezionale sul lungomare di Dieppe e sui suoi dintorni. Originariamente costruita come luogo di pellegrinaggio, l'edificio, come dice il nome, divenne un luogo dedicato alla memoria dei marinai scomparsi al largo di Dieppe all'inizio del XX secolo. Dopo aver preso una buona boccata d'aria fresca in cima alla scogliera che ospita la cappella, avrete necessariamente la curiosità di varcare la porta di questo monumento storico. Dal punto di vista architettonico, la cappella combina elementi romanici, bizantini e orientali. All'interno, l'emozione vi cattura alla vista delle tante targhe commemorative che mantengono vivo il ricordo di molti uomini che non sono mai più tornati dall'oceano. Molti locali vengono a riunirsi in questo luogo unico.

Étretat

Un tempo modesto villaggio di pescatori, oggi Étretat è una località balneare essenziale sulla côte d'albâtre, la "costa dell'alabastro". Chi non conosce, o non ha mai sentito parlare, delle sue bianche scogliere di gesso e degli archi calcarei? Seducono ancora i locali e i turisti, così come artisti del passato come Claude Monet, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant o Maurice Leblanc. Il percorso pedonale che costeggia le scogliere permette di godere dell'aria iodata e di immergersi nei paesaggi di questo luogo che contribuisce all'influenza della Normandia, proprio come il Mont-Saint-Michel o le Promenade di Deauville.

 

Le imponenti Scogliere di Étretat sono un luogo dove la terra ricade verticalmente sulle acque oceaniche e che può essere goduto sia dal mare, con escursioni che navigano lungo la costa, sia da terra grazie ad un sentiero che le percorre. In un modo o nell'altro rimarrete stupiti, soprattutto quando raggiungerete il suo famoso arco naturale di roccia scolpito dal vento e dal mare in un tempo infinito. È il cosiddetto "occhio dell'ago" ed è punto dove fare foto incredibili. Osservando questo luogo e l'intero complesso, si può capire perché le scogliere di Étretat hanno ispirato così tanti artisti, come lo stesso pittore impressionista Claude Monet.

 

La chiesa più importante di Entretat è la Chiesa di Notre-Dame che, vista la vicinanza di Fécamp e della sua ricca abbazia è all'origine di questa chiesa la cui storia risale al XII secolo. Sebbene la navata e il portale conservino alcune caratteristiche dello stile romanico normanno, è tuttavia lo stile gotico che predomina, come dimostra la torre delle lanterne. La chiesa vanta anche un organo Cavaillé-Coll del XIX secolo e una Madonna con Bambino del XIV secolo.

 

Da non perdere la Casa di Maurice Leblanc, creatore del più famoso ladro gentiluomo della letteratura Arsenio Lupin (Arsène Lupin). Leblanc si lamentava sempre che il suo eroe fosse più conosciuto di lui e che non riuscisse a completare le sue avventure: il pubblico continuava a chiedergli storie del famoso ladro. Lupin ruba ancora i riflettori al suo creatore, poiché nella casa di Leblanc, magnifica residenza tipica dello stile balneare, la voce di Georges Descrières, l'attore che ha interpretato Lupin sulla televisione francese, guida il visitatore in un'atmosfera misteriosa e giocosa grazie a giochi di luci ed effetti sonori.

 

Non potete andare a Entretat senza fermarvi al Salamandre un locale dall'ambiente unico, con i suoi grandi tavoli in rovere e il suo superbo camino. La cucina ofrre tutto il meglio della gastronomia della zona, dal baccalà, alle capesante (ovviamente), al vitello fritto con coriandolo, citronella, latte di cocco e zenzero.



Jumièges

Jumièges e il suo bosco si trovano a 20 chilometri da Rouen, nella valle della Senna, a pochi passi dalla bianca scogliera, nella conca di un'ansa fluviale. Insieme formano la penisola di Jumièges. Situato sulla strada per le abbazie, Jumièges conserva impressionanti rovine del suo edificio monumentale, la più alta chiesa del suo tempo in Normandia nel XI secolo. La città deve la sua fama ai numerosi frutteti che si trovano lungo la Senna e ai gustosi frutti che producono. Il suo patrimonio può essere scoperto attraverso passeggiate, tra cui un circuito gratuito seguendo l'opuscolo "Duclair e dintorni" (disponibile gratuitamente presso l'ufficio del turismo).

 

L'Abbazia di Jumièges giustamente soprannominata "la rovina più bella di Francia" è molto romantica, un simbolo perfetto di più di 10 secoli di architettura che si rivela in un ambiente verde di 15 ettari. Impressionante per maestosità, dimensioni ed eleganza, la sua storia inizia nel 654, quando San Filiberto fonda un'abbazia di monaci benedettini: la sua influenza si fa sentire in tutta la regione, ma i vichinghi pongono fine a questa saga monastica. I monaci torneranno solo quando i duchi di Normandia, per riscattare i misfatti dei loro antenati e tornare in buona fede alla religione, si sforzeranno di far ricostruire le abbazie contribuendo al loro sviluppo. Nei secoli successivi, l'abbazia fu regolarmente ristrutturata, fino a quando la Rivoluzione Francese, non la ridusse al ruolo di cava di pietra. Fu a metà del XIX secolo che venne finalmente salvata da una famiglia di appassionati prima di diventare proprietà dello Stato francese qualche anno dopo. Oggi, è una delizia per i visitatori che non si stancano mai di contemplare il magnifico profilo.

 

Nel cuore del parco regionale Boucles de la Seine Normande, il centro ricreativo di Jumièges è una vasta area verde trasformata in parco sportivo. Offre molte attività come arrampicata, tiro con l'arco, beach volley, tennis e mini-golf, ma anche escursioni, etc. Un lago di 45 ettari si presta a tutte le attività nautiche (vela, windsurf, gommoni, canoa, catamarani).

Rouen

La Normandia ha molti tesori, e tra questi, Rouen è certamente una delle più facili da scoprire: molto vicina a Parigi e quindi facilmente raggiungibile in treno da molte destinazioni, questa grande città normanna aggrappata a un meandro della Senna ha un fascino che è difficile che non conquisti. Nel cuore di Rouen, la cattedrale di Notre-Dame mostra le sue impressionanti dimensioni e le linee gotiche così come la sua torre alta arroccata a 150 metri. E' possibile ammirare il patrimonio di Rouen semplicemente passeggiando per il centro storico, per le sue strade medievali incorniciate da case a graticcio, pedonali e vivaci fino al Gros Horloge, il Grande Orologio astronomico.

 

Situata nel cuore della città, sulla rue du Gros-Horloge, la Cattedrale di Notre-Dame di Rouen è un superbo esempio di architettura gotica, con la sua magnifica facciata scolpita come pizzi di pietra. La sua costruzione iniziò a metà del XII secolo e fu più volte modificata nel corso degli anni. Il suo ambulatorio raccoglie le tombe degli ex duchi di Normandia, come quelle di Riccardo Cuor di Leone, che chiese che il suo cuore fosse conservato nell'antica cripta romanica. L'intera storia delle vetrate dal XII secolo ad oggi può essere letta anche all'interno. Infine, nel XIX secolo, la torre delle lanterne ricevette una companile in ghisa che culminò a 151 metri, una torre che Flaubert odiava e descriveva come "un tentativo stravagante da parte di qualche folle costruttore di caldaie"! Questo non ha impedì allo scrittore di trarre ispirazione da alcune vetrate della cattedrale per scrivere La leggenda di San Giuliano l'Ospedaliere ... È un monumento da non perdere, conosciuto in tutto il mondo grazie ai dipinti di Claude Monet, padre dell'impressionismo.

La bellezza di Rouen ha ispirato molti pittori, tra cui uno dei leader del movimento impressionista, Claude Monet. Non a caso, il Musée des Beaux Arts de Rouen non ha dimenticato di dedicare una sezione notevole a questo movimento artistico in particolare, una delle collezioni più belle che si possano ammirare al di fuori di Parigi. Della Cattedrale di Rouen Claude Monet ha realizzato diversi dipinti magnifici. Rouen è classificata come città d'arte e di storia. È una città che merita di essere vista per tanti motivi, per esempio per la Piazza del Mercato Vecchio, il torrione del castello e la città vecchia. Se avete la fortuna di venire a Rouen per l'Armada, che è un grande raduno di velieri giganti, non vi dimenticherete facilmente di questo evento che si svolge ogni 5 anni.

 

Il Museo di Belle Arti di Rouen, progettato nel 1888  dall'architetto Louis Sauvageot, ospita una delle più prestigiose collezioni pubbliche in Francia. Dipinti, sculture, disegni e oggetti d'arte dal XV secolo ai giorni nostri. Perugino, Gerard David, Clouet e Veronese, Rubens, Caravaggio, Velázquez, Vouet, La Hyre, Poussin, Le Sueur, Fragonard, Boucher e Hubert Robert. Ma è la ricchezza della collezione del XIX secolo che contraddistingue il museo: Géricault, Delacroix, Corot, Gustave Moreau, Degas o Monet il cui portale della Cattedrale di Rouen può essere ammirato nella prima collezione impressionista della Francia nelle province.  Il XX secolo è rappresentato da Modigliani, Dufy, i fratelli Duchamp, Vieira da Silva, Dubuffet e Nemours. Il XXI secolo è entrato a far parte del gruppo di Delvoye o Varini. La ricca società di arti grafiche gode di una reputazione internazionale. Nel 2018, la sesta edizione di "Collection Time" inviterà il Musée d'Orsay, intorno al movimento Arts & Crafts, con pezzi di Gallé, Guimard, Thonet e Christofle. La mostra ABCDUCHAMP celebrerà il 50° anniversario della morte del creatore nato a Blainville-Crevon e sepolto nel cimitero monumentale di Rouen. Vedremo l'emblematica "Fontaine" e la "Roue de bicyclette". Sotto il tetto di vetro del vecchio cortile, ristrutturato e coperto, il giardino delle sculture è il luogo ideale per un pranzo o un tè.

 

Uno dei simboli di Rouen è il suo Grande Orologio, il Gros-Horloge, un edificio notevole, che va oltre il "semplice" orologio. Noterete subito che ha una sola mano, la lancetta delle ore, perché in quel momento non si aveva bisogno dei minuti... Il quadrante mostra le figure mitologiche dei giorni della settimana così come la luna e le sue fasi. Nel medaglione centrale, gli altorilievi rappresentano Cristo pastore nel mezzo di un gregge di pecore. Sulla parte superiore del tetto, tre orecchie portano il sole, la luna e lo stemma di Rouen. Simbolo delle libertà comunali, il Gros Horloge doveva contenere le campane e il meccanismo dell'orologio (risalente al 1389) che regolava la vita della città. Sono tre le campane: la Rouvel (1382), la Cache-Ribaud (1398) e la Normande (1905). Entrando nel Gros-Horloge, i visitatori entrano in una macchina in tempo reale. Da non perdere!

 

Interessante anche il Museo di Rouen, aperto nel 1934 e originariamente destinato ad illustrare i corsi di zoologia, botanica e farmacia comunali. Da allora, è diventato un importante centro di scienze naturali del XIX secolo, con una collezione di 800.000 pezzi provenienti da tutto il mondo.

 

Altro Museo interessante è il Museo Le Secq des Tournelles aperto in seguito alla donazione di Henri Le Secq des Tournelles nel 1921. La città si arricchì di una magnifica collezione di manufatti in ferro. Fu installato nella bellissima Chiesa di Saint-Laurent, restaurata nel 1911. Non cercate lunghe spiegazioni, dimenticate il senso educativo perché la museografia è un po' antiquata, bisogna ammetterlo. Tuttavia, questo luogo lascia più spazio ai sogni e alle meraviglie di fronte a questa grotta Ali Baba e ai suoi 8.000 pezzi di ferro, i più antichi dei quali risalgono al IV secolo. Cancelli, lanterne, martelli che colpiscono, ferri da stiro, e molti altri oggetti raggruppati qui, in una passeggiata tra pezzi d'arte o di vita quotidiana.... Il fulcro del museo è uno splendido letto a baldacchino degno di una fiaba. La maestosità della chiesa, unita all'arte del ferro grezzo, porta in questo museo un'atmosfera particolare.... Una visita insolita.

La città è divisa in 12 distretti situati in due parti "Rouen Rive Droite" e "Rouen Rive Gauche".

Rouen Rive Droite è il cuore storico di Rouen con la cattedrale di Notre-Dame, il palazzo di giustizia, la Place du Vieux-Marché e le strade più grandi. Tra i quartieri del centro storico ricordiamo il quartiere Saint-Patrice, situato tra la place du Vieux-Marché e il boulevard de la Marne. Da vedere: le vecchie case, i numerosi palazzi privati, la Chiesa di Saint-Patrice e le sue vetrate.

Gli altri quartieri della riva destra sono: il quartiere Beauvoisine, il quartiere Saint-Nicaise, il quartiere Saint-Vivien, il quartiere della stazione e il quartiere Hôtel-Dieu.

Come in molte città in Francia, è possibile trovare i confini della storica vecchia Rouen, corrispondente all'attuale disposizione dei viali che hanno sostituito i bastioni. E 'nel centro storico che tutte le principali attrazioni e la maggior parte dei monumenti storici si trovano naturalmente.

Rouen si colloca al sesto posto in Francia per numero di monumenti classificati, nonostante i bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno devastato la città. Come risultato di questa distruzione, oggi offre un volto eterogeneo che mescola architettura moderna e antica. La città ha attualmente quasi 2.000 case a graticcio, dando una così una testimonianza importante dell'architettura a graticcio in Normandia. Le case più antiche di questo tipo risalgono a prima del XVI secolo.

La Place du Vieux-Marché, situata all'estremità occidentale di rue du Gros-Horloge, è una piazza storica di Rouen, con diverse case a graticcio. Rouen senza la sua Piazza del Mercato, sarebbe un po' come Parigi senza la sua Torre Eiffel o Venezia senza il suo Ponte dei Sospiri: impossibile da immaginare. Va detto che la famosa piazza non è altro che il cuore vibrante della città, il luogo dove non prima o poi si capita. Oltre ad un piccolo mercato coperto, la Place du Vieux-Marché ospita anche uno dei monumenti più famosi di Rouen: la famosa Chiesa di Sainte Jeanne-d'Arc. Un luogo particolarmente vivace, dove ci si siede sulle terrazze dei caffè per osservare le scene di vita, e dove si ammira superbe case a graticcio convertite in molti casi in ristoranti. Fu su questa piazza che Giovanna d'Arco fu bruciata viva il 30 maggio 1431. Accanto al luogo della pira fu eretta una croce, come stipulato durante il processo di riabilitazione nel 1456. A sud della piazza si trova un Museo sulla vita di Giovanna d'Arco. A due passi dalla piazza, 6 rue de la Pie, si trova la casa natale dello scrittore e drappaturgo Pierre Corneille, ora trasformato in museo.

I quartieri Saint-Marc - Croix de Pierre - Saint-Nicaise sono noti per la loro vita notturna e per i loro numerosi ristoranti. Il centro nevralgico di questo quartiere è Place de la Fontaine de la Croix-de-Pierre. Questo quartiere ebbe la fortuna di essere dipinto da Claude Monet nel 1872.

Il quartiere Gare-Jouvenet si trova a nord di Rouen ed è delimitato a sud dai viali della Marna e dell'Yser. Ci sono la stazione di Rouen-Rive-Droite, le Chiese Saint-Romain e Saint-Joseph, la Cappella della comunità delle suore Ernemont e il Cimitero monumentale di Rouen.



Le Havre

Le Havre nasconde molti tesori architettonici. E' una città che stupisce, a condizione che non ci si aspetti la città medievale normanna. D’altronde, Le Havre è una città giovane, fondata solo nel 1517 da Francesco I, per diventare il grande porto del reame. Honfleur era troppo modesta per questo scopo, deliziosa città alla foce della Lézarde, cantata da Victor Hugo, con il campanile più alto della Normandia, rischiava ai tempi di interrarsi. Il sito, scelto su consiglio del grande ammiraglio di Francia Bonnivet, presentava il vantaggio di una marea che restava alta per due ore, oltre a poter accogliere una flotta di imbarcazioni più grande. Col passare del tempo il nome "Havre de Gràce" (Porto di Grazia) si è trasformato dapprima in "François de Gràce", in onore di Francesco I e, infine, in "Le Havre", la città normanna con la più alta densità di popolazione.

 

Insomma, l'abitato deve tutto, o quasi, a due uomini. Uno l'ha creata, l'altro l'ha reinventata. Se uno l'ha trasformato in un porto reale, l'altra ha ridisegnato la città. Questi due uomini, sono il re che la voluta, Francesco I di Francia e l'architetto Augusto Perret., che l'ha ricostruì dopo che nel Settembre del 1944, male informati sull’entità delle truppe tedesche che ancora l’occupavano, gli alleati bombardarono nuovamente Le Havre, radendola al suolo.  Tra i due, sono passati cinque secoli. Cinque secoli di storia che hanno plasmato questa città dai mille volti. Le Havre non è solo cemento, ma anche mare, il porto, la spiaggia, bellissimi viali e chilometri quadrati di verde.

 

Situata alla confluenza della foce della Senna con il Canale della Manica, Le Havre è soprattutto un porto industriale di grande importanza, al secondo posto tra i porti francesi. Il centro della città fu colpito duramente durante la Seconda Guerra Mondiale e quasi completamente distrutto: tutto il centro fu poi ricostruito nello stile particolarmente "concreto" del dopoguerra. Un patrimonio storico riconosciuto dal 2005 dall'UNESCO che ha classificato i 133 ettari del centro città come Patrimonio dell'Umanità, il primo complesso urbano europeo del XX secolo ad essere inserito nella lista UNESCO.

Dopo la seconda guerra mondiale, nella primavera del 1945, il Ministero della Ricostruzione e dell'Urbanistica affidò ad Auguste Perret il compito di ricostruire il centro della città. Quest'ultimo era già un grande architetto moderno rinomato, un un accanito seguace della linea retta e dei grandi spazi e pioniere dell’utilizzo del cemento armato. Per la ricostruzione della città riprese lo schema a scacchiera del primo urbanista di Le Havre, l’italiano Girolamo Bellarmoto (Siena, 24 agosto 1493 – Chalon-sur-Saône, 28 aprile 1555).

Lo stile di Perret  stile per la città si è caratterizzato per una purezza di linee e da un'assenza di ornamenti. Morirà prima di vedere la fine dei lavori, ma i 150 ettari del centro città hanno il suo marchio. La sua opera, fu per molto tempo invisa, suscitò molte critiche e valse a Le Havre la reputazione di città fredda, rigida e di interesse turistico immeritato. Dopo essere stata a lungo trascurata la sua architettura è ormai riconosciuto in tutto il mondo. Gli edifici più grandi firmati Perret sono il Municipio, la Porta Océane, la Chiesa di San Giuseppe e soprattutto più di 10.000 abitazioni. Potrete scoprire queste costruzioni passeggiando nel centro di Le Havre, ma potrete anche visitare un appartamento modello che vi permetterà di scoprire un appartamento costruito da Perret come era nel 1950. Scoprirete le strutture e le innovazioni che vennero: doppio orientamento, sole ottimale, cucina e bagno integrati, smaltimento dei rifiuti, riscaldamento collettivo ad aria. I mobili e gli elettrodomestici scelti si riferiscono alla disposizione dei tipici appartamenti presentati durante la ricostruzione (tra il 1945 e il 1955).

L'appartamento modello si trova al primo piano di un edificio di Place Perret. Rappresentante del comfort, dell'ideale architettonico e dell'unità di stile voluti da Perret, questa abitazione di 99 mq riflette con un sorprendente realismo un'arte di vivere deliziosamente superata. Qui vengono applicati i principi architettonici fondamentali di Perret: funzionalità, irraggiamento solare ottimale, cucina e bagno integrati, pareti divisorie amovibili, smaltimento dei rifiuti, riscaldamento collettivo a convezione. Il fascino di questo appartamento sta anche nel suo arredamento, nella sua decorazione e nella profusione di oggetti d'uso quotidiano del dopoguerra.

 

Una delle icone della città è la Cattedrale di Notre-Dame  (Rue de Paris). Nel 1520, all'inizio stesso della città, fu costruita una cappella di legno nella via principale, Saint-Michel, che divenne la futura rue de Paris. In seguito fu sostituita da una chiesa in pietra, a sua volta ripensata con i fili delle avventure della storia e dei restauri. La torre, in stile gotico, risale al 1540 ed è la parte più antica dell'attuale edificio (originariamente era più alta e sormontata da una torre). La chiesa fu costruita tra il 1575 e il 1610. Si tratta di un puro esempio della transizione tra lo stile ogivale e lo stile classico. Le due porte laterali risalgono al 1605 e la facciata, in stile classico, fu completata nel 1638. Devastata e distrutta durante la Rivoluzione Francese, fu restaurata per la prima volta nel 1830. Miracolo o no, la cattedrale è uscita quasi indenne dai bombardamenti del 1944, e rimane quindi uno dei rari monumenti antichi della città. Dopo i bombardamenti subì un secondo restauro (sulle vetrate e sull'organo offerto da Richelieu) e fu consacrata cattedrale nel 1974. Il coro è stato completato nel 1994. Nuova prova dell'attaccamento di Le Havre al mare, la Via Crucis viene dal transatlantico Normandie.

 

Nel segno della modernità è lo Spazio Oscar Niemeyer, costruito dall'omonimo architerro un centro pulifunzionale che che presenta spettacoli dal vivo e cabaret. Oscar Niemeyer è uno degli architetti più famosi del Brasile e una figura di spicco dell'architettura moderna e dello stile internazionale. Ha costruito grandi opere nel suo paese (tra cui molti monumenti e piani urbanistici di Brasilia costruiti negli anni '60, nel mondo e in Francia (tra cui la sede del Partito Comunista a Parigi, la Borsa del Lavoro di Bobigny e la Casa della Cultura a Le Havre, la Sede della Mondadori a Segrate etc). La Casa della cultura di Le Havre è stata costruita tra il 1978 e il 1982, si compone di due volumi curvi in cemento, di colore chiaro soprannominati il grande vulcano e il piccolo vulcano.  Il complesso ospita un teatro, un cinema, un auditorium, una sala mostre e una sala polivalente dove è possibile venire a godersi spettacoli di danza, teatro, concerti, mostre... in questo luogo ricco e vivace.

 

Per una vista senza eguali della città e sulla baria si può sul Ponte della Normandia, da dove si passa per andare a Honfleur.

 

Fra i suoi figli più celebri ricordiamo lo scrittore e botanico Bernardin de Saint-Pierre (scrittore e botanico), Casimir Delavigne (scrittore), Raymond Queneau  (scrittore, poeta e drammaturgo), André Siegfried (sociologo e geografo) e René Coty (Presidente della Repubblica nel periodo 1953-1959).


Fecamp


La città di Fécamp, situata nella cosidetta Costa d'Alabastro, si trova a 40 chilometri da Le Havre. Per quanto si ricordi, gli abitanti della città, qui chiamati "Fécampois" hanno sempre navigato in mari lontani alla ricerca di spezie, cibo o nuovi materiali. Ma fu soprattutto nel XVI secolo, quando i pescatori scoprirono la pesca del merluzzo al largo di Terranova, in Canada, che la città decollò davvero. Il cosiddetto "oro bianco" farà la fortuna di Fécamp per tre secoli. Nel 1872, Fécamp divenne il primo porto di pesca d'altura con una flotta di oltre 100 imbarcazioni, soprattutto Terranova ma si specializzarono anche nella pesca dell'aringa e dello sgombro nelle acque del Canale della Manica. All'inizio del XIX secolo, la flotta di pescherecci tradizionali scomparve a favore di grandi pescherecci a vapore ... Oggi, con la sua lunga spiaggia e il suo porto nel cuore della città, Fécamp vive ancora in riva al mare. Scoprirete qui un luogo diverso dalle altre città costiere come Étretat o Dieppe. Più ruvida, ma forse più autentica, Fécamp è soprattutto una città di marinai che si aperta al turismo più tardi rispetto alle vicine località balneari. Detto questo, la città si è molto organizzata in questi ultimi anni, riuscendo a offire famosi eventi nautici, tra cui il salone nautico nel mese di settembre. Piena di sorprese e ricchezze, la città è stata etichettata "Città d'arte e di storia" nel 1992 e "Stazione Nautica di Francia" nel 2000.

 

Il monumento principale di Fécamp è l'Abbazia benedettina della Santissima Trinità (in francese Abbaye de la Sainte Trinité), che ha più di 1000 anni di storia, poiché venne fondata intorno al 658 da San Vanengo (Saint Vaneng o Vaningue). Devastato dalle invasioni normanne, fu ricostruito dal duca di Normandia Riccardo I (nipote di Rollone, primo duca di Normandia) che installò i canonici secolari, ai quali succedettero i benedettini nel 952, sotto la direzione del beato Guglielmo da Volpiano, originario di Orta San Giulio, che venne per decisione del duca Riccardo II.

L'abbazia è stato un famoso luogo di pellegrinaggio dal medioevo fino al IXI secolo poiché conserva all'interno della chiesa abbaziale una famosa reliquia, quella del Preziosissimo Sangue (Précieux Sang), il sangue raccolto alla discesa della croce sul corpo di Cristo. In alta stagione, non perdetevi le visite guidate offerte dall'ufficio del turismo: è una vera miniera di informazioni. Il pellegrinaggio si svolge il martedì e il giovedì successivi alla festa della Santissima Trinità.

Dopo un periodo di relativa calma, nel XIV secolo, la riforma benedettina della Congregazione di San Mauro, che portò a un deciso rinnovamento monastico a partire dal 1650 si interruppe con la Rivoluzione Francese. Dell'abbazia originaria  rimane la magnifica chiesa abbaziale costruita da Maurice de Sully (1168-1188).

Risalite la navata di 127 metri (lunga quanto la navata di Notre-Dame-de-Paris) per scoprire i suoi tesori: la tipica torre-fanale gotica normanna, le cappelle romaniche, le tombe dei duchi di Normandia Riccardo I e Riccardo II... senza dimenticare l'orologio astronomico del 1667, che indica sia le ore che le maree (!).

 

Molto suggestivi sono i resti dell'antico Castello dei Duchi di Normandia nel XII secolo, di fronte alla chiesa abbaziale,  che fu gradualmente smantellato nel corso del tempo. L'edificio è stato poi integrato nel dominio monastico prima di tornare alla città di Fécamp, che ne ha curato la conservazione. Questi resti ricordano la dimensione di capitale militare che gli eredi di Rollone, il primo duca di Normandia, avevano dato a Fécamp, da Guglielmo Spadalunga a Guglielmo il Conquistatore. Il castello è stato il luogo di nascita di molti duchi normanni, tra cui Riccardo I (nato nel 933) e Riccardo II  (morto il 22 agosto 1027). Si può solo sperare che il luogo sarà presto permanentemente aperto al pubblico: sarebbe un bel tributo al glorioso passato della città.

 

Una delle icone della città è la Chiesa di Saint-Etienne  costruita all'inizio del XVI secolo sui resti di una piccola chiesa romanica, dalla storia movimentata. Dopo il terribile incendio del 1563, solo il portale sud in stile rinascimentale (classificato monumento storico), il transetto, l'abside e il coro rimasero del monumento originale, ma la navata non fu mai completata per mancanza di fondi. Da notare su entrambi i lati del portale i graffiti marini, che testimoniano la pietà di questi uomini coraggiosi, anche se sempre alla ricerca di protezione contro i pericoli del mare.

 

Le Tréport


Apprezzerete le sue scogliere che confinano con la spiaggia di ghiaia. Le Tréport è un piccolo porto commerciale e di pesca alle porte della Piccardia, nel dipartimento marittimo della Senna. Le Tréport è anche una località balneare elencata dal 1960, che offre ai suoi abitanti e ai turisti di passaggio attraverso animazioni durante tutto l'anno. Molto apprezzata dai parigini, (infatti, Le Tréport è la città costiera più vicina alla capitale), la città ha visto la costruzione della sua prima villa sul lungomare (il Pavillon d'Orléans) a metà del XIX secolo. Purtroppo, da questa Belle Epoque e dalla gioiosa partecipazione delle prime ferie pagate, non resta molto, perché la guerra ha cambiato tutti gli scenari. Le scogliere, d'altra parte, sono rimaste più alte e fiere che mai. Quando arriva la sera, si illuminano per offrire uno spettacolo grandioso agli escursionisti. Per un maggiore comfort, il comune ha fornito una funicolare gratuita per i visitatori. Le banchine sono l'occasione per una breve passeggiata tra i numerosi ristoranti e terrazze della città.

 

Tra i luoghi più caratteristi ci Le Tréport c'è il Quartiere dei Cordieri, o Quartier des Cordiers. Questo quartiere di pescatori (i pescatori di merluzzo erano marinai che pescavano senza rete, solo con una corda e ami) venne costruito a partire dal XVI secolo ai piedi delle scogliere su una zona bonificata dal mare. Si compone di viuzze strette, casette decorate con balconi in ferro battuto e finestre a bovindo, con motivi marini. Purtroppo l'area ha perso parte del suo fascino nelle distruzioni dell'ultima guerra: in concomitanza con il lungomare sul lato spiaggia, parte dell'area è stata rasa al suolo per la costruzione di una struttura disastrosa. Fu qui che Adolf Hitler stabilì il punto di partenza del suo muro atlantico.

 

Tra i monumenti da segnalare, la Chiesa di Saint-Jacques (San Giacomo). All'inizio dell'XI secolo, il conte di Eu devia il fiume Bresle dal suo letto per ampliare il porto e indebolisce così la chiesa della città, che non resisteva alle intemperie e crollò nel 1360. L'edificio venne ricostruito, ma questa volta furono gli inglesi e gli ugonotti a raderlo al suolo. La terza volta fu la volta buona: nella seconda metà del XVI secolo, la chiesa di Saint-Jacques si stabilì definitivamente sulla collina. Il monumento è tipico della regione, con le sue facciate in pietra arenaria scura e scacchiera di pietra focaia che gli conferiscono un aspetto un po' particolare. L'interno è notevole per le sue chiavi di volta pendenti del XVI secolo. Degna di nota è anche una superba Via Crucis in terra di Siena.

 

Per conoscere meglio la storia della cittadina si può visitare piccolo Museo della Vecchia Tréport  situato in parte nell'ex prigione e in parte nell'ex municipio di Le Tréport, situato vicino ad una superba porta a volta risalente al 1563. La parte dedicata ai bagni di mare evoca attraverso pittoresche scene di spiaggia del XIX e XX secolo la mania per le località balneari e i casinò nati in quel periodo. I modelli di barche, i costumi tradizionali e gli attrezzi da pesca ricordano il passato marino della città. Infine, imparerete tutto sulle attività tradizionali, se sono scomparse o rischiano di scomparire, come la raccolta di ciottoli, la carpenteria marina, ecc.

 

Se vi fermate a Tréport, non esitate a salire la rampa Musoir e camminare lungo l'Hôtel de Calais per raggiungere il portico della chiesa, respirare l'aria di mare e godere della vista completa del porto e del mare.

Guida alle città e ai villaggi più turistici del dipartimento Eure:


Giverny

 

Giverny è un piccolo villaggio (500 abitanti) a metà strada tra Parigi e il porto di Honfleur, a 39 chilometri da Evreux, conosciuto e riconosciuto grazie al pittore Claude Monet, che vi visse dal 1883 fino alla sua morte nel 1926. Situato su una altura e a due passi dalla Senna, il villaggio offre belle passeggiate in collina ma anche nella strada principale dove si mescolano hotel, ristoranti, residenze, negozi, studi di artisti, il Musée des Impressionnismes e la Fondazione Claude Monet. Giverny è il secondo sito turistico della Normandia dopo l'Abbazia di Mont-Saint-Michel.

 

Il Museo degli Impressionisti è uno dei punti fermi del villaggio. Qui si trovano capolavori originali dei grandi maestri dell'Impressionismo: Pierre Bonnard, Edgar Degas, Claude Monet, Auguste Renoir, Camille Pissarro, Paul Gauguin, Edouard Manet, Berthe Morisot, Mary Cassatt e Gustave Caillebotte. In totale, la mostra presenta più di 120 opere.

 

Il Musée des Impressionnismes Giverny si interessa agli artisti impressionisti, ma anche ai loro precursori ed eredi, dalla fine del XIX secolo ai giorni nostri. Vengono regolarmente organizzate mostre temporanee.

 

Lasciata in eredità all'Académie des Beaux-Arts nel 1966 dal figlio di Claude Monet, la casa intonacata rosa dell'artista è stata oggetto di importanti lavori di ristrutturazione. Al suo interno si trova la famosa collezione di stampe giapponesi e si può tentare di immaginare la vita quotidiana di Monet attraverso i suoi oggetti. Nel giardino, lasciatevi trasportare dai profumi e dai colori delle diverse varietà floreali lungo i sentieri. Passeggiando tra i roseti e passando sottoterra, si incontra il Giardino dell'Acqua formato da un ponte giapponese, glicini e azalee. Questo luogo ha dato i natali alla famosa opera Le Ninfee. La visita termina nello studio dell'artista che ora ospita una boutique. La Fondazione offre numerosi eventi durante tutto l'anno e accoglie anche gruppi e scuole.

 

L'area di Giverny, il dipartimento dell'Eure ha anche alcuni siti notevoli non lontano come il Castello di Bizy, un classico monumento francese del XVIII secolo, che porta il soprannome di Versailles Normanna con i suoi bacini e parco. Non troppo distante si trova il Castello del Buisson de May dello stesso periodo, ma in uno stile meno ostentato, e la romantica tenuta anglo-normanna di Boisset les Prévanches, risalente all'inizio del XVII secolo.

 


Les Andelys


A Les Andelys si trova nel dipartimento dell'Eure, a 40 chilometri da Rouen si trova il Château-Gaillard, una delle più famose fortezze medievali normanne, che ha reso famosa la città. Una posizione strategica spesso contesa dagli eserciti inglese e francese. Sulle rive della Senna, tra due pendii, il borgo è diviso in due parti, il Grand e il Petit Andely. I suoi monumenti e paesaggi magnifici meritano una visita. Sulle alture, su uno sperone roccioso, scoprirete le rovine di Château-Gaillard, che era tra l'altro di proprietà di Riccardo Cuor di Leone e del re di Francia Filippo Augusto. Lungo il fiume, in basso, la piccola Andely vi incanterà con il suo porto turistico, le sue vecchie case a graticcio e le sue banchine fiorite. La storia del Grand-Andely è intimamente legata al passato del ducato di Normandia. Con il suo museo, la sua chiesa collegiata di Notre-Dame, il suo campanile e la sua fontana miracolosa, il Grand Andely conta anche residenze borghesi del XIX secolo.

 

Affacciate sulla Senna, le rovine di Château-Gaillard testimoniano il passato di una delle fortezze più famose della regione e offrono una vista a 360 gradi sulla Senna, le Petit-Andelys e le scogliere di gesso. Costruito rapidamente da Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra e duca di Normandia, tra il 1196 e il 1198, il castello ha le sue leggende. Conosciuta per la sua inespugnabilità, la fortezza tuttavia cadde ai francesi nel 1204, presa non dalle latrine, come si era a lungo creduto, ma dalle finestre della cappella. Alla fine del Medioevo perse la sua funzione militare e fu utilizzata come cava di pietra per costruire due conventi per le Andely, quello dei Cappuccini e quello dei Penitenti. Classificato monumento storico dal 1862, classificato come grande sito nazionale, Château-Gaillard ha ripetutamente ispirato pittori, poeti e scrittori contemporanei. Nel mese di agosto, giochi medievali e campi ricostriti sono organizzati nei fine settimana, così come laboratori per i bambini.

 

Da non perdere anche il Museo Nicolas Poussin (Rue Sainte-Clotilde), ospitato in un'ex residenza borghese del XVIII secolo, che ripercorre la storia della città dalla preistoria alle attività industriali del XX secolo. Ospita regolarmente mostre temporanee sulle belle arti, le arti decorative, l'archeologia e l'etnologia locale. La sala dedicata a Nicolas Poussin, artista nativo delle Andelys, presenta il celebre dipinto Volumnia ai piedi di Coriolano e numerosi documenti che evocano la vita e l'opera di questo grande pittore del XVII secolo. I bambini possono scoprire il museo attraverso un libro di giochi. Vengono regolarmente organizzate visite guidate, laboratori di mosaico e animazioni.

 

Tra i monumenti di Les Andelys, non si può non citare la Collegiata di Notre-Dame  costruita nel XIII secolo sul sito dell'ex Abbazia di Sainte-Clotilde, e ricostruita nel XVI secolo. Ci sono voluti quattro secoli per completare l'edificio attuale, molto elaborato e imponente vicino al centro delle Andelys, è un vero e proprio libro di storia dell'architettura, dal classico gotico allo sgargiante, dall'ordine rinascimentale ai pastiches ottocenteschi, il tutto intrecciato nell'armonia di linee e forme. All'interno si trovano alcune meraviglie: l'organo rinascimentale, statue del XVI secolo, dipinti seicenteschi attribuiti a Quentin Varin e Jacques Stella, oltre a ricche vetrate di grandi maestri del XVI secolo che raccontano la storia di San Clotilde, santi, apostoli e martiri. Nelle vicinanze, la fontana di Sainte-Clotilde, conosciuta per la sua sorgente miracolosa, è un luogo di pellegrinaggio.

 

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