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Mura
di San Gimignano ed antiche porte
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La cerchia muraria di San
Gimignano, così come possiamo vederla oggi, risale
al XIII secolo. Di una prima più antica, originaria del
998, sono visibili solo alcuni resti. La seconda cinta
venne dapprima costruita nel 1207 e quindi ricostruita
nel 1251; oggi è in parte visibile negli oltre 2 km di
perimetro. Nel XIII secolo le mura divennero più alte e
più spesse, costruite con grosse pietre provenienti
dalla cava di Pecille.
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Alle porte più antiche (oltre a
quella di San Matteo, all'Arco di Goro e all'Arco
de' Becci) ne vennero aggiunte delle nuove, affiancate
da grandi torri quadrate e bastioni, più un fossato. Il
tracciato odierno è ancora caratterizzato da cinque porte:
partendo da sud a ovest, nord ed est, troviamo Porta San
Giovanni, Porta Quercecchio, Porta San Matteo,
Porta San Jacopo, Porta delle Fonti. É inclusa
anche Rocca di Montestaffoli, che domina San
Gimignano ad occidente.
La prima, Porta San Giovanni,
è la più maestosa e una delle due più antiche porte
d'accesso a San Gimignano, insieme a quella di San Matteo.
La usavano i viandanti provenienti o diretti a
Siena lungo il tratto senese della
Via Francigena.
Venne costruita nel 1262 e si colloca internamente verso
piazzale dei Martiri di Montemaggio, dove un tempo si
posizionava il convento di San Francesco. Lo stile
architettonico della porta resta ancora oggi visibilmente
elegante, si presenta con archi a sesto di tipo senese e con
una guardiola sovrastante. Accanto si trova la chiesetta
della Madonna dei Lumi, del primo Seicento, che fu
parzialmente demolita nel 1922 ma che ancora ospita dei
pregievoli stucchi e dei dipinti a monocromo del Settecento,
opera di Pietro Scaliano. Nei pressi della Porta San
Giovanni si trova il grande Bastione San Francesco,
il più spettacolare e definito, a pianta circolare, e che
prende il nome dal convento demolito per far posto alla
nuova struttura fortificata. In questo stesso bastione nel
lontano 1507 Niccolò Machiavelli istruì le milizie
cittadine.
Porta San Matteo,
anch'essa antichissima, del 1262, si posizione a
nord-ovest del centro, nella prima periferia del borgo e si
apre verso la via San Matteo, una delle strade
principali e tra le più caratteristiche del borgo, e
terminando direttamente in Piazza del Duomo. Come per
il primo, anche questo ingresso è presente dai tempi più
antichi di San Gimignano, da quando – nel medioevo – il
primo nucleo urbano si sviluppò attorno alla via dei
pellegrini, collegandosi con
Pisa, e formando l'asse urbano nord-sud che
verrà poi chiamato via San Matteo per l'appunto, protetto
dalle mura. Si passa lungo la via tra alte torri, negozi,
chiese e palazzi nobiliari, verso sud, incrociando l'Arco
della Cancelleria, che appartiene alla prima cinta
muraria di San Gimignano. Camminando tra queste prime due
porte 'occidentali' si noteranno man mano il Palazzo
della Cancelleria e la chiesa di San Bartolo, del
1100, allora chiamata chiesa di San Matteo, quando fu
anche adibita ad ospedale, e che si trovava un tempo fuori
dalle prime mura urbane. Si arriva quindi a Piazza delle
Erbe e alla Piazza del Duomo.
Affacciati sulla vallata ovest
troviamo i bastioni più caratteristici, nei pressi di
Porta Quercecchio, lungo il lato ovest, a sud, tra la
porta San Giovanni e porta San Matteo. Qui troviamo anche la
grande Rocca di Montestaffoli, originatasi da un
castello longobardo, da dove prese il via (insieme alla
residenza del vescovo di Volterra) il nucleo storico della
cittadina e che poi divenne, sotto la formale sottomissione
ai Fiorentini (dopo una lunga alleanza e dopo la sancita
richiesta di protezione), tra il 1353 ed il 1358, la
struttura che oggi conosciamo. La nuova fortezza trovò
spazio con la demolizione del convento dei Domenicani,
in un perimetro di circa 280 metri lungo le possenti mura
urbane. Attualmente solo uno degli antichi torrioni è aperto
al pubblico, dal quale si gode di una stupenda vista
panoramica verso il centro storico e la campagna
circostante. Nel terzo fine settimana di giugno, si assiste
al Torneo La Giostra dei Bastoni, evento
folcloristico inserito nel contesto della festa medievale
Ferie delle Messi.
La Porta delle Fonti
merita sicuramente la visita. La troviamo lungo il perimetro
orientale delle mura di San Gimignano, il secondo e più
ampio tracciato, ed è così chiamata in quanto ad essa si
arrivava per accedere alle fonti dell'acqua pubblica
medievale, dove anticamente si attingeva l'acqua e si
lavavano i panni. Le antiche fonti di San Gimignano
si trovano subito fuori dalla porta, a pochi metri dal
borgo, e sono intrise di un'atmosfera speciale: sono poco
visitate dalla massa turistica, decadenti e circondate dalla
natura. Il silenzio di questo luogo suscita calma e
ulteriore rispetto, evidenziandone il contesto storico: alla
fonte del IX secolo, di origine longobarda, trovano posto
dieci arcate di cui sei piccole romaniche e quattro gotiche
maggiori. Accanto alla porta di noteranno i resti di quella
che era una cappella del Cinquecento, poi abbattuta;
l'affresco presente, anch'esso del Cinquecento (raffigurante
una Madonna con bambino e santi Michele e Giovanni
Battista) di Lippo Memmi, venne rimosso negli
anni '30 del secolo scorso nella Loggia comunale, e
quindi attualmente custodito provvisoriamente nella
Pinacoteca comunale.
Porta San Jacopo si
trova lungo il perimetro orientale, risalendo verso nord le
mura di San Gimignano, ed è affiancata da una struttura
religiosa, che si riconosce per la parte inferiore in
pietra, un portale a doppio archetto cieco, un rosone ed il
simbolo dei Cavalieri Templari. L'ordine
monastico-militare si espanse in modo capillare in Toscana,
dove contava numerose residenze (le cosiddette domus
templi), accanto ad altrettanti chiese e ospedali
anche di altri ordini. La chiesa di San Jacopo al Tempio
questo è il nome dell'edificio, si dice essere stata fondata
dai Templari nel XIII secolo, arrivati da queste parti al
ritorno dalla I crociata in Terrasanta.
La chiesa si trova in via
Folgore da San Gimignano ed è anche descritta in un
documento del XVII secolo, in cui si scrive di una chiesa “...fabbricata
da Ruggiero Baccinelli... degli avanzi delle spoglie rapite
nell’acquisto di Gerosolima [Gerusalemme] fatta da Goffredo
di Lorena, e la Porta del Bigazzino si diceva ancora del
Tempi?. Nel frattempo, qualche secolo dopo, sull'antica
porta venne fatto costruire un cavalcavia affinché le
monache potessero accedere, non viste, alle funzioni
religiose. L'interno della chiesa, ad una sola navata,
conserva affreschi trecenteschi: una Madonna col Bambino
fra i santi Giacomo maggiore e Giovanni evangelista di
Memmo di Filippuccio, una Crocifissione e una
Deposizione nel Sepolcro, attribuiti al
Maestro della Madonna Strauss (pittore anonimo
fiorentino attivo nel Trecento), un San Giovanni Battista
dello stesso artista, un San Jacopo maggiore di
Pier Francesco Fiorentino.
Note: Le
testimonianze della presenza dei templari a San Giminiano
sono numerose. Il simbolo più noto, la croce greca, la
troviamo in particolare nelle tre chiese di San Jacopo,
San Bartolo (ex San Matteo) e San Francesco; mentre un
hospitale de Templo era presente in contrada San
Matteo, poi demolito nel primo Novecento. Nella chiesa di
San Bartolo, gli studiosi ritengono che la croce
nell'architrave della porta d'ingresso, erroneamente
attribuita ai cavalieri di Malta, sia in effetti una croce
templare.
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