SAN GIMIGNANO

VISITARE SAN GIMIGNANO INFORMAZIONI E GUIDA

 

San Gimignano è un paese da favola, in provincia di Siena, caratteristico per la vernaccia, lo zafferano e per le sue torri che sorge su di un colle che domina la Val d'Elsa. Proprio le sue torri appaiono all'improvviso, oltre la chioma degli ulivi, oltre le ombre dei cipressi e delle vigne, all'uscita di uno dei tornanti della strada che da Poggibonsi sale ai 324 metri sul livello del mare. E quell'immagine non si dimentica più. Una cartolina che si stampa nella nostra anima.

 

Quella che era la sede di un piccolo villaggio etrusco del periodo ellenistico iniziò la sua storia intorno al X secolo prendendo il nome del Santo Vescovo di Modena, San Gimignano, morto nel 387, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche di Attila. Il borgo ebbe grande sviluppo durante il Medioevo grazie alla Via Francigena che lo attraversava e quel tempo sembra essere arrivato a noi intatto.

Oggi arrivando verso la cittadina si notano subito in lontananza le sue celebri torri. Un luogo unico,  che è stato dichiarato dall'Unesco sito "Patrimonio dell'Umanità"

San Gimignano è certamente un borgo degno di una visita. Il centro è un vero e proprio gioiello d'arte che conserva intatto il fascino di un'epoca passata. Bellissima la Collegiata di Santa Maria Assunta costruita nel XII secolo. All'interno vi sono affreschi del '300 senese che raffigurano le Storie del Vecchio Testamento ad opera di Barna da Siena, Bartolo di Fredi e Taddeo di Bartolo e affreschi del '400 fiorentino. La cappella è opera di Giuliano e Benedetto da Maiano con decorazioni in terracotta.

La Chiesa di San Agostino è affrescata da Benozzo Gozzoli e vi si trova anche una Incoronazione del Pollaiolo. Degne di visita sono anche le chiese di S. Pietro, S. Jacopo e S. Bartolo. Da segnalare anche il Palazzo del Podestà che conserva un affresco del Sodoma. Le Fonti è un edifico impiegato per la lavatura della lana e risale al XII secolo. Di bellezza spettacolare anche la Piazza della Cisterna, con al centro un bel pozzo. Il borgo ospita anche diversi musei: quello etrusco, quello d'arte sacra e la Pinacoteca civica. Non lontano da S. Gimignano, la Pieve di Cellole del XIII secolo.

La città costituisce una delle più esemplari e genuine testimonianze dell'urbanistica medievale della regione toscana.

Porta San GiovanniIl centro storico è racchiuso dentro le mura e adesso si accede per la Porta San Giovanni, davanti alla quale si apre dal 1875 un vasto piazzale con giardini, la cui area nel 1810 fu occupata dal Convento di San Francesco. Sulla stessa piazza, si trovava fin dal 1315 anche l'Ospedale degli Innocenti e, nell'area periferica a ovest, il Convento di Santa Chiara fondato nel 1261. I due conventi furono abbattuti nel XVI secolo per ordine di Cosimo I de Medici il quale era preoccupato per l'eventualità di attacchi senesi, e fece costruire in questo luogo un antiporto a protezione delle mura, che furono rafforzate da torrioni rotondi di difesa, e fece trasferire, per maggiore sicurezza, dentro la città sia u due ordini monastici, sia i trovatelli dell'ospizio. Dei conventi oggi rimangono come unica traccia i pozzi dei chiostri.

Panorama di San GimignanoLa Porta San Giovanni, fu liberata dall'antiporto nel 1782 è riportata dalla parte esterna alla struttura originaria dell'anno 1262. Questa porta, in realtà come quella settentrionale di San Matteo, era stata costruita nel 1237. Infatti, fine dal 1222, il Comune che aveva acquistato aree fabbricabili nelle vie del Prunello, del Pozzuolo, di Forliano oltre la prima cerchia di mura già costruita nell'XI secolo, aveva anche dato inizio ad un'opera di popolamento dei due "borghi" e si stava rendendo conto della necessità di provvedere alla protezione dei nuovi abitanti. Tuttavia, sedicenni dopo l'innalzamento della seconda e più amplia cinta Firenze, sospettando l'infedeltà dei guelfi di San Gimignano suoi alleati e ipotizzando una loro connivenza con Pisa ghibellina, colse il pretesto si una controversia fra il governo e i provveditori delle arti cittadine per imporre alla città l'abbattimento delle nuove mura e delle porte. Le pietre delle mura distrutte furono in gran parte usate per la costruzione di edifici privati, ma quando una delibera permise il rifacimento delle mura delle porte nel 1262, una immediata ordinanza impose ai proprietari che si erano disonestamente serviti delle pietre della comunità, di abbattere le loro nuove case e di riconsegnare quanto avevano trafugato. Da allora le mura ebbero i loro custodi diurni e notturni e per più secoli tutta una serie di norme statuarie per la loro tutela e manutenzione.

Sala Dante - Comune di San GimignanoLasciata la macchina a porta San Giovanni si entra letteralmente nel Medioevo. San Gimignano inizialmente era sottoposta al vescovo di Volterra, che esercitava il suo potere fino al Monte Maggio, nella vallata dell'Elsa. San Gimignano si riscattò nel 1170, dopò l'assassinio del vescovo Galgano, pugnalato davanti al portale della cattedrale di Volterra. Cominciarono i primi passi di San Gimignano verso il "libero comune", che significava soprattutto la volontà di agire autonomamente in campo politico e commerciale. Fino al 1300 la storia della città è un intrigo di lotte interne ed esterne, storia comune a tanti altri liberi comuni dell'epoca. Alcune potenti famiglie si diedero battaglia avvicinandosi all'influenza di Firenze. Gli Ardinghelli si schierarono con i guelfi, i Salvucci con i ghibellini. L'8 maggio del 1300 arrivò a San Gimignano Dante Alighieri, ambasciatore della lega guelfa, di cui la città aveva accettato di far parte. Questo fu uno dei momenti di maggior fasto per città, centrò di produzione di olio, vino, granaglie, bestiame e pellame. Nella prima metà del '300 la fu tuttavia costretta a guerreggiare con Volterra e poi con Lucca, (al tempo della guerra della lega Guelfa contro il fronte ghibellino guidato dal condottiero Castruccio Castracani) prima di sottomettersi definitivamente a Firenze, anche perché decimata dalla peste che nel 1348 fece molte vittime.

Nei secoli successivi lo spirito bellicoso dei sangimignanesi sarà frenato ancora dalla peste e da guerriglie con questa o quella città. All'inizio del 1500 San Gimignano dovette difendersi dal re Alfonso d'Aragona e da Siena. In quegli anni salì sul colle di Montestaffoli anche Nicolò Machiavelli, chiamato a organizzare con criteri più aggiornati la difesa della città. Dal 1530 al 1737 San Gimignano restò sotto i Medici, sino cioè alla morte di Gian Gastone ed alla fine della potente famiglia fiorentina.

Torri San GimignanoLe torri che hanno contribuito a rendere il borgo famoso in tutto il mondo, quelle che non dimenticano, hanno origini antiche. La prima venne costruita all'inizio dell'XI secolo, accanto al palazzo del podestà: detta anche "la rognosa", era alta 51 metri e serviva per l'amministrazione della giustizia e come carcere. Ne sorsero poi altre, ad opera di famiglie potenti, che fecero a gara ad erigerle sempre più alte fino a quando, con lo statuto del 1255, fu proibito di elevare torri più alte della "rognosa". Alcune famiglie aggirarono l'ostacolo costruendo più torri. Si dice che un tempo a San Gimignano ce ne fossero 72; nel 1580 ne erano rimaste 25; oggi sono 14. Altre, mozzate, sono state incorporate negli edifici.

Collegiata San Gimignano EsternoLo splendore e la ricchezza hanno portato a San Gimignano anche importanti artisti che hanno lasciato splendide testimonianze del loro passaggio del loro passaggio. Nella Colleggiata di Santa Maria Assunta, il duomo come viene anche chiamato (a cui abbiamo dedicato una ampia pagina, vedere Duomo di San Gimignano) consacrata, come dice una lapide sulla facciata esterna, il 21 novembre del 1148 da papa Eugenio III, vi sono dipinti e decorazioni e affreschi che portano le firme di Lippo Memmi (il progettista della Torre del Mangia a Siena), Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi, Taddeo di Bartolo, Giuliano e Benedetto da Maiano. Inoltre vi sono custodite due statue lignee di Jacopo della Quercia e alcuni affreschi di Barna da Siena. Bellissima è la Cappella dedicata a Santa Fina, patrona della città, affrescata da Domenico Ghirlandaio.

Meritano una visita il Museo d'Arte Sacra, adiacente alla Collegiata, il Museo Etrusco, il Palazzo del popolo, la Biblioteca Comunale e le cosiddette chiese minori. San Gimignano attrae per l'arte e la storia, per il paesaggio e l'atmosfera, ma anche per l'orgoglio amichevole dei suoi abitanti. San Gimignano invita e rispetta il turista, ma non vive esclusivamente in sua funzione. Continua a produrre olio e vino, con la vernaccia e poi lo zafferano, come tanto tempo fa. Sui colli che degradano verso la valle d'Elsa si estendono uliveti e vigneti di chianti e, soprattutto, di vernaccia. Nelle macellerie si vendono salumi di cinghiale, la "finocchiona" e le "caciotte". San Gimignano merita infine di essere vista di sera, quando i turisti se ne vanno e la città è soltanto dei suoi abitanti. Allora si respira in pieno quell'aria rilassante da "borgo antico"; anche i sangimignanesi diventano meno scontrosi.


 

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