Talete di Mileto

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Talete di Mileto (Mileto, 640 a.C./625 a.C. circa – 548 a.C./545 a.C. circa)

 

Talete fu il primo membro della Scuola di Mileto, che non era una scuola formale in un edificio, ma un'etichetta applicata oggi ai tre pensatori interconnessi a quella città (gli altri due sono Anassimandro e Anassime). Si ritiene che Talete sia vissuto tra il 620 e il 550 a.C., soprattutto grazie alla sua previsione di un'eclissi solare nel 585 a.C. Secondo Diogene Laerzio, uno storico che ha raccontato la vita dei filosofi greci, Talete era un fenicio nato da genitori nobili che emigrarono a Mileto.

Divenne famoso per le sue realizzazioni, come dimostra una battuta della commedia Gli uccelli di Aristofane: "Quell'uomo è un Talete!". O non scrisse nulla, o nessuno dei suoi scritti è sopravvissuto. Alcune fonti dicono che scrisse due trattati di astronomia, ma se lo fece sono andati persi. Non si ha quindi su di lui alcune notizia certa, ma tanti aneddoti, dove di vero ci deve essere ben poco.

La sua figura, è condizionata dall’essere il primo filosofo al quale si sono accumulati tutta una serie di stereotipi della figura del filoso stesso. Talete è l’osservatore della natura (furono i fenomeni dell’umidità a suggerirgli la sua prima dottrina), il geniale inventore, il politico impegnato nelle lotte contro i Persiani, e poi ancora geometra, astronomo e scrutatore del cielo.

Talete era noto per avere la testa tra le nuvole, lo stereotipo del "professore distratto". Ci sono molte storie di intellettuali che si distraggono e quasi muoiono mentre pensano alle idee che li hanno resi famosi. Il pensiero umano: può renderti una leggenda, o farti uccidere. Platone e altre fonti ripetono la storia che Talete stava guardando le stelle mentre passeggiava, contemplando il cielo, quando cadde in una buca. Una storia simile si racconta di Gautama, il fondatore della scuola di Logica/Dibattito del pensiero indiano, chiamato anche "Occhi nei Piedi", che cadde in una buca mentre era immerso nei suoi pensieri, così Brahma, dio padre, gli diede degli occhi nei suoi piedi per non cadere più nei pozzi mentre pensava. In effetti è singolare il fatto che la logica indiana di Gautama sia simile alla logica ateniese di Aristotele.

Queste storie possono del pozzo dire più di quanto appaia a prima vista. Per Talete, guardare nei pozzi serviva come un dispositivo di rifrazione per guardare particolari stelle e la luna senza l'interferenza di altro, così come misurare angoli e gradi. In ogni caso, Platone racconta che Talete fu deriso da una schiava trace per essere caduto in un pozzo mentre guardava il cielo.

Una fonte dice che Talete non aveva famiglia o figli propri, e quando gli fu chiesto di mettere su famiglia disse che sarebbe stata una distrazione. Mentre Talete fu deriso da alcuni al suo tempo per aver speculato sul cosmo senza riuscire a crescere una famiglia, Aristotele ci dice che Talete mostrò ai Milesiani che la filosofia e la scienza non sono astrazioni inutili ma esercizi pratici e utili. Talete era anche un imprenditore, e quando vide che la stagione era propizia per dare un grande raccolto di olive, pensò bene di affittare tutti i frantoi che poteva trovare per manipolare il mercato dell'olio d'oliva; questo gli fece fare un sacco di soldi. Ma Aristotele ci dice che Talete non lo fece per i soldi, che erano un altro strumento di distrazione dai suoi studi astronomici, ma per mostrare agli scettici Milesiani che la speculazione astratta può dare risultati concreti.

Un'altra storia citata da varie fonti ci dice che Talete deviò il fiume Halys scavando un canale per il re della Lidia Creso in modo che i suoi soldati potessero attraversarlo e attaccare la Persia con molti meno soldati di quelli necessari. Lo stesso Erodoto che cita questo aneddoto non crede a questa versione dei fatti, ritenendo che Creso oltrepassò il fiume usando ponti esistenti. Se davvero Talete avesse partecipato alla battaglia a fianco di Creso, sarebbe difficile spiegare perché Ciro dopo la vittoria non prese provvedimenti contro la città di Mileto. Anzi l'imperatore persiano Ciro risparmiò sia lui sia la città, garantendo a quest'ultima una relativa indipendenza e autonomia. Se Ciro avesse raso al suolo Mileto invece di garantirgli molta autonomia e una quasi indipendenza, avrebbe impedito che diventasse il centro della ribellione contro suo figlio Dario, e la filosofia greca avrebbe dovuto iniziare altrove o da nessuna parte. Detto questo Mileto fu più volte distrutta durante le occupazioni persiane, e ciò segnò la fine della prima scuola filosofica.

Molte fonti dicono anche che Talete ricevette istruzioni dai sacerdoti egiziani, il che avrebbe aiutato la sua geometria e astronomia. Questo è discutibile, ma si adatta alla storia spesso menzionata di Talete che usa la geometria già nota agli egiziani (trovata nei rotoli di papiro) per misurare l'altezza delle piramidi misurando la lunghezza delle loro ombre. Altrettanto spesso si dice che Talete usasse lo stesso metodo per calcolare la distanza delle navi dalla riva. Il viaggio verso l'Egitto non era difficile per un Milese, dato che poteva essere fatto in barca in meno di una settimana, e Mileto era un centro commerciale attraverso il quale scorrevano molte merci egiziane e numerose barche partivano per i porti egiziani se uno aveva bisogno di raggiungere quel paese. Talete dice Diogene Laerzio scoprì che c'erano 365 giorni all'anno, ma gli egiziani lo sapevano in precedenza non solo dalle stelle ma anche dalle piene del fiume Nilo. Si disse anche che Talete fu il primo a sostenere che l'anima è immortale, ma questo corrisponde anche al precedente pensiero egizio, con la reincarnazione delle anime seguita dal raggiungimento della nascita celeste con il movimento di Osiride.

Si dice anche che Talete sia stato a Babilonia, e che l'accesso alle loro registrazioni astronomiche gli abbia permesso di prevedere l'eclissi del 585 a.C (che interruppe la famosa Battaglia di Halys, il primo evento storico più arcaico di cui ci è nota la data con tale precisione). Viaggiò in questi luoghi, o ebbe accesso alla loro conoscenza senza bisogno di viaggiare? Come abbiamo visto le fonti dicono che Talete fosse impegnato nel commercio dell'olio, è possibile che avesse viaggiato in tali luoghi. Il suo metodo di predire le eclissi è in accordo con i metodi babilonesi.

Talete credeva che gli elementi sono vivi, che "tutte le cose sono piene di dei" o spiriti. Vedeva la carica statica dell'ambra lucida e il movimento del ferro tramite magneti come prova che tutte le cose sono vive, comprese quelle morte. Talete sosteneva che non c'era "nessuna differenza" tra esseri vivi ed esseri morti. Alla domanda di un critico scettico sul perché allora Talete non dovesse semplicemente morire, Talete rispose: "perché non c'è differenza".

Come Platone e Aristotele, Talete aveva una visione teleologica del cosmo. Il cosmo è vivo e senziente, e i movimenti hanno degli scopi. Uno stoico romano (tratteremo lo stoicismo dopo) scrisse centinaia di anni dopo questi pensatori greci di essere inorridito da stalattiti e stalagmiti in una caverna priva di vita, poiché non dovrebbero esserci cose belle che non sono testimoni. La bellezza esiste solo per essere attraente, non come qualcosa di casuale che può o non può essere attraente a seconda che qualcuno stia guardando o meno. Mentre Esiodo personifica le forze della natura come Zeus, l'oratore e filosofo romano Cicerone dice che Talete credeva che Dio fosse l'intelligenza che dall'acqua dà forma a tutto. Quest'ultimo aspetto è come la creazione della Genesi del Vecchio Testamento, che a sua volta è parallela alla precedente mitologia e cosmologia sumera e babilonese.

Qual è l’origine del mondo?

Per Talete, l'acqua è l'elemento primario, (per Anassimene è l'aria, e per Eraclito il fuoco). Tutti questi sono elementi fluidi, a differenza della terra. L'acqua è il principio di tutte le cose per Talete, riflessione molto simile a quella di Eraclito che dice che tutte le cose scorrono e cambiano come un fiume, pur asserendo che per lui il principio di tutte le cose sia il fuoco. Le cose nascono dal caos e dal flusso (proprio come nella Teogonia di Esiodo), si stabilizzano per diventare ciò che sono, poi si destabilizzano e ricadono nel flusso generale. C'è una controversia oggi tra gli studiosi moderni se Talete diceva che le cose vengono dall'acqua ma diventano qualcosa di diverso (trasmutazione) o che tutte le cose sono in realtà sempre fatte di acqua, non importa quale sia la loro forma.

Perché Talete avrebbe affermato che l'acqua si trasforma in vari elementi? Mileto si trovava sulla foce del fiume Meandro, che depositava limo e sedimenti che si accumulavano sulle rive del fiume e su piccole isole in mezzo al suo flusso. Ad un osservatore, sarebbe sembrato che l'acqua si condensasse sulla terra quando veniva colpita. Talete sosteneva che la terra galleggiasse sull'acqua e questo significava che i continenti galleggiavano sull'oceano, e quindi i terremoti era causati dai movimenti che avvenivano nell'acqua sottostante la terra.

Talete vide che l'acqua rompe le cose nei loro componenti, cosa che vedeva come prova che l'acqua era l'elemento primordiale. La capacità dell'acqua di pulire e separare le conferisce un doppio ruolo di distruttore e purificatore. I sacerdoti egiziani si concentravano sull'acqua come benedizione attraverso la pulizia, e così spruzzavano acqua santa nei rituali e richiedevano ai sacerdoti di fare il bagno tre volte al giorno. Gli zoroastriani persiani si concentravano sul fuoco come purificatore, e tenevano una fiamma accesa durante le rievocazioni quotidiane della nascita del cosmo. Influenze di entrambi si trovano ancora oggi nel rituale cristiano. Quando Talete afferma che l'acqua è l'elemento base, questo lo mette in linea con la cosmologia di Esiodo, poiché dal caos nasce l'ordine e la distinzione degli elementi. La moderna scienza post-caos chiama l'ordine dal caos "emergenza".

 


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