SCUOLE DI PENSIERO FILOSOFICO 

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Scuole di pensiero filosofico

Si parla di Scuole di filosofia perché molti filosofi hanno condiviso idee simili e per questo è possibile raggrupparli.

In Socrate si riconosce il padre della filosofia occidentale, prima di lui i filosofi greci sono conosciuti con il nome di pre-socratici, che ovviamente significa prima di Socrate.

I pre-socratici sono considerati i primi filosofi occidentali e con loro, circa 2500 anni fa, ha inizio la filosofia occidentale. Gli antichi greci ritenevano che il funzionamento fisico dell'universo si potesse ricondurre alle azioni degli dei. Uomini come Talete, Anassimandro, Pitagora, Eraclito, Parmenide, Empedocle guardarono oltre la religione cercando di scoprire cosa fosse davvero la realtà. Questi primi filosofi guardavano alla realtà materiale dell'universo sostenendo che fosse composta da una sola sostanza. Fu Empedocle ad elaborare la teoria dei quattro elementi, sostenendo che la realtà fosse costituita da fuoco, aria, terra, acqua (gruppo filosofico dei pluralisti). Secondo il gruppo filosofico degli atomisti invece la realtà era composta da piccolissime particelle, che raggruppandosi in differenti maniere e combinazioni erano in grado di spiegare il cambiamento è il movimento.

Con Socrate, 469 - 399 a.C., il padre della filosofia occidentale come accennavamo prima, ha inizio l'interesse su quel qualcosa di immateriale, e non fisico, che costituisce l'essenza del mondo. Socrate si concentrò sui concetti di bene e moralità.

Dopo la morte di Socrate furono fondate ad Atene in Grecia tre nuove scuole di pensiero, tutte influenzate dal concetto di bene: i Cinici, gli Stoici, gli Epicurei.

I Cinici, contrariamente a quanto si penserebbe, sostenevano che la felicità poteva raggiungersi solo attraverso una vita semplice e virtuosa. Celebre fu Diogene che per dare un esempio di vita semplice virtuosa si mise a vivere dentro a una botte, come un cane. Il nome di questa scuola di pensiero deriva proprio da questa vicenda poiché cinico significa in greco “come un cane?.

Gli Stoici sostenevano che per essere felici si dovevano affrontare le avversità con coraggio e dignità, elevandosi al di sopra delle passioni indifferenti sia al dolore che al piacere, aiutando gli altri. Il padre di questa scuola di pensiero è considerato Zenone che sosteneva che niente avveniva per caso e che un motivo fosse alla base di ogni cosa. Per queste convinzioni gli stoici sono considerati come i primi deterministi. La loro filosofia di vita degli stoici li spingeva a interrogarsi continuamente sulle motivazioni delle loro azioni, sugli errori compiuti e sui miglioramenti da porre in essere per il futuro.

Gli Epicurei intendevano liberare l'uomo dalla paura generata dall'ignoranza e dalla superstizione. Per il fondatore di questa scuola di pensiero, Epicuro appunto, il piacere era fuga dal dolore. Nei suoi insegnamenti la morte altro non era che il disperdersi degli atomi del corpo di un uomo nel cosmo e per questo cercava di ingenerare nei suoi discepoli l'accettazione serena della morte.

Gli idealisti

Platone, Ipazia, Berkeley e Hegel

Gli idealisti affermavano l'inseparabilità del mondo materiale dalla mente e dalleidee, sostenendo che la realtà avesse origine nella testa degli uomini. 

Ipazia faceva parte della cosiddetta scuola neo-platonica, che si sviluppò nei primi secoli dopo Cristo. La scuola filosofica di Ipazia fu molto influenzata dalle idee di Platone, soprattutto per quanto riguardava l’importanza superiore del mondo della mente e dello spirito rispetto al mondo materiale. Il suo idealismo si basava su un essere divino chiamato Uno. La filosofi distinse chiaramente tra anima e corpo, spirito e materia, affermando che l'anima è come una piccola luce nella notte che guida l'uomo attraverso l'illuminazione che si può trovare solo nell'Uno.

Molto più tardi Gorge Berkeley nel 1700 affermava che tutto risiede nella mente e che ciò che percepiamo nella nostra mente e ciò che crediamo esista fuori di noi. Il filosofo sosteneva che “essere è essere percepiti? ovvero che le cose esistono solo quando la mente ne è consapevole. 

Hegel, filosofo tedesco idealista, affermava che l'universo è collegato a ogni cosa in esso contenuto e che la realtà è il prodotto di una mente cosmica. Il concetto più importante espresso da Hegel  è quello di dialettica

I materialisti

Aristotele (384 - 322 a. C.)

Karl Marx (1818 1883)

I materialisti concepivano la realtà in termini opposti rispetto agli idealisti, sostenendo che ogni cosa esistente era materiale e che dunque il mondo reale era fuori, all'esterno, e non nella nostra mente.

 

Gli scolastici

Sant'Agostino 354 - 430 d.C.

Sant’Anselmo 1033 - 1109 d.C.

San Tommaso D’Aquino 1225 - 1274

Gli scolastici erano pensatori cristiani che cercavano di spiegare le dottrine cristiane  attraverso la filosofia greca. Furono conosciuti con il nome di padri della Chiesa. La dottrina scolastica dominò la filosofia occidentale per centinaia di anni.

 

I razionalisti

Parmenide

Cartesio ritenuto il primo filosofo moderno

Spinoza la ragione come vera fonte di tutta la conoscenza, celebre autore dell'"Etica" 

I razionalisti sostengono che la verità sulla realtà può desumersi solo attraverso la ragione. Il loro insegnamento era quello di non credere assolutamente a quello che i sensi fanno percepire sul mondo.

 

Gli empiristi

Locke

Hume

Kant

Popper

L'empirismo è il contrario del razionalismo. I filosofi empiristi credono che la vera conoscenza del mondo e della realtà sia raggiungibile attraverso i sensi e non con la ragione. Secondo questi filosofi le idee e degli uomini sono tali solo perché gli uomini hanno delle percezioni basate sull'esperienza.

 

I pragmatisti

Peirce

William James

John Dewey

I pragmatisti hanno una visione pratica della filosofia e giudicano la veridicità di un'idea per la sua utilità nella vita reale. Il movimento proviene dal Nord America. 

 

E poi ancora: i  fenomenologi, che studiavano come le cose si manifestavano cercando di andare oltre l'apparenza per rivelare la natura della coscienza; gli esistenzialisti che sostenevano che non esisteva niente di oggettivamente giusto o sbagliato e che gli individui  erano perfettamente liberi di creare la loro vita secondo le proprie scelte, responsabili delle loro azioni (Jean Paul Sartre per fare un nome); le filosofe femministe, che sostenevano che la realtà si basasse su una divisione ineguale tra uomini e donne. Lavorarono per vedersi riconoscere uguaglianza tra i sessi inizialmente e poi successivamente per dare riconoscimento alle peculiarità della natura femminile (Mary Wollstonecraft 1759 - 1797, Simon de Beauvoir nella metà del 1900, Luce Irigaray (anch'essa metà del 900); i post moderni che sostenevano che la filosofia non si dovesse prendere sul serio, in contrapposizione con i moderni che, a partire da Cartesio, cercavano di scoprire verità fisse e  assolute sull'universo, tra i tanti Eraclito, Nietzsche, Ludwig Wittgenstein, Thomas Kuhn, Michel Foucault, Jacques Derrida.

 

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