Badia delle SS. Flora e Lucilla

Badia delle SS. Flora e Lucilla ad Arezzo

La seconda grande chiesa rinascimentale di Arezzo è la Badia, eretta dai Benedettini cassinesi nel secolo XIII, modificata nei secoli successivi e completamente  ristrutturata nel Cinquecento su disegno di Giorgio Vasari. La chiesa è a tre navate e a volte. Fu completata molto tempo dopo la morte del Vasari, con sensibili modifiche dettate soprattutto da ragione economiche: la cupola maggiore non fu eseguita, l’abside risultò quadrata anziché semicircolare con mezza cupola.

Badia delle SS. Flora e Lucilla ad ArezzoLe colonne, i pilastri e le costolature grigie in contrasto con le pareti bianche sottolineano le linee architettoniche sobrie e austere, ispirate al Vasari dalle fiorentine Cappelle Medicee. L’altare maggiore è quello che il Vasari aveva disegnato per la pieve e che in occasione dei radicali restauri di questa chiesa nel 1865 fu trasportato e rimontato qui salvandolo da sicura rovina. Esso è purtroppo inadeguato alle proporzioni della chiesa che vengono snaturate da questa pesante quinta tra la navata e il coro, che nasconde la bella e monumentale cantoria secentesca.

Finta Cupola - Badia delle SS. Flora e Lucilla ad ArezzoL’artista l’aveva realizzato tra il 1560 e il 1564 "tutto ornato di ori, marmi e pitture, che ben si prestava nella sua magniloquenza a mostrare ai concittadini quale potenza finanziaria e quale altissima considerazione il Vasari avesse raggiunto presso la corte medicea" (U. Procacci). L’opera doveva essere un altare di famiglia destinato anche a concludere la sepoltura della famiglia Vasari, le cui ossa andarono poi disperse durante i citati lavori ottocenteschi nella pieve. Questa grande macchina d’altare contiene molti dipinti del Vasari: i due maggiori rappresentano la Vocazione di San Pietro e San Giorgio che uccide il drago.

Affresco - Badia delle SS. Flora e Lucilla ad ArezzoLa chiesa è inoltre è ricca di dipinti e opere d’arte di grande rilievo: al primo altare a destra è una tavola di Giovanni Antonio Lappoli del XVI secolo con la Visitazione, sembra eseguita su disegno del Rosso Fiorentino. Sono da citare inoltre: un Crocifisso ligneo di Baccio da Montelupo (ca. 1504-1510), la grande Croce dipinta di Segna di Buonaventura, opera tra le maggiori di questo seguace di Duccio di Buoninsegna (1319), che influì profondamente sullo sviluppo della pittura aretina del Trecento, insieme col Lorenzetti della pieve.

 

Un altro capolavoro è l’affresco a sinistra di chi entra, sulla facciata interna della chiesa: il San Lorenzo dipinto da Bartolomeo Della Gatta nel 1476, come risulta dall’iscrizione. Sull'ultimo altare in fondò a sinistra è una bella tela con San Mauro che guarisce gli infermi dipinta nel 1691 dal napoletano Paolo de' Matteis, allievo e collaboratore di Luca Giordano. Sopra il presbiterio si trova una finta cupola dipinta su una grande tela di 10 metri di diametro da padre Andrea Pozzo (ca. 1702) di grande effetto illusionistico: un gusto di tipo romano insolito per Arezzo, eseguita dal pittore secondo la maniera dei grandi affreschi nella volta di Sant'Ignazio a Roma.

Il grande coro ligneo dietro l'altar maggiore fu eseguito da Battista Fiorentino nel 1581 con grande perizia ed eleganza, cosi come il monumentale leggio al centro. Dalla pieve viene l'Assunzione del Vasari collocata sulla parete destra del coro. La grande cantoria in legno dorato fu eseguita dal fiorentino Girolamo Particini nel 1651, con tele inserite del senese Raffaello Vanni. L’organo cinquecentesco restaurato è uno degli strumenti più importanti del territorio aretino e viene usato per concerti di musica antica.

Un elegante portale di pietra e una bella porta di noce intagliato del Cinquecento immettono nella grande sagrestia che contiene uno splendido e raro bancone in noce del Quattrocento con varie ed eleganti tarsie, di recente restaurato. In fondo alla stanza, chiusa da monumentali sportelli in noce intagliato datati 1659, si trova la Cappellina delle Reliquie con fregi affrescati all'interno dove si conservano preziosi reliquiari.


Badia delle SS. Flora e Lucilla

Piazza della Badia, 3, 52100

Arezzo

Tel: 0575 356612

 

 

 

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