AREZZO

VISITARE AREZZO INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

Basterebbe Piazza Grande ad Arezzo a ricompensare il viaggio per arrivare fin qui: un trapezio su cui affacciano alcuni dei più bei monumenti della città, in particolare l'abside della Pieve di Santa Maria, il Palazzo del Tribunale con la scalinata che pare una conchiglia, la Fraternità dei Laici, il vasariano Palazzo delle Logge, la Torre Lappoli, la Torre Cofani, e poi ancora, i balconi in legno, le pietre vive, i caffè, le botteghe dei prodotti tipici, i negozi di antiquariato. Arezzo in parte ha ancora l'aspetto armonioso di quando qui dipingeva Piero della Francesca, le sue vie in parte sono ancora quelle che ispirarono Francesco Petrarca, un luogo colmo di ricordi in ogni angolo, una città del buon cibo e del buon vivere tutta da scoprire.

Duomo di ArezzoMa ci sono tante altri punti, monumenti e luoghi da vedere in questa bellissima città. Molti arrivano qui per Museo Archeologico e il Museo d'Arte Medioevale e Moderna, altri alla ricerca oltre che della storia attirati dal buon vivere, dal mangiare e da un senso di tranquillità persa da altri parti. Camminando ci si può imbattere in tante piazze e monumenti, tutti con una loro storia da raccontare, come la Chiesa di Piazza San Domenico, l'interno ad una navata, il bellissimo crocifisso di Cimabue e tra le altre cose in una nicchia una terracotta invetriata di Giovanni e Girolamo della Robbia, realizzata fra il 1515 e il 1520 rappresenta San Pietro da Verona. Tante poi le case illustri: in via Cisalpino 34 per esempio ("Qui era la casa/ dove nel 1492 nacque/ Pietro della Buta/ passato alla storia col nome di Pietro Aretino"), quella del Vasari (via XX Settembre 55), quella ipotetica del Petrarca (Via dell'Orto 28), che s'accompagna, di fronte, alla tradizione del pozzo di Tofano forzosamente disposto a ricordare una novella del Boccaccio. Tanti vengono a visitare Arezzo attirati dal richiamo di Piero della Francesca, magari dopo essere stati prima a Sansepolcro. Nella Basilica di San Francesco si possono ammirare i bellissimi affreschi simmetricamente disposti nel Ciclo della Vera Croce, poi al Duomo con la magnifica Maddalena. Sempre a San Francesco si trova un crocefisso duecentesco di autore ignoto che ora è definito opera del "Maestro di San Francesco". Si tratta del primo esempio di spiritualità francescana con Cristo sofferente. Sino ad allora, il Cristo in croce era sempre glorioso.

Arezzo durante il mercato dell'antiquariatoQuesta è una città da coccolare con gli occhi e da percorrere a piedi, possibilmente con lo sguardo all'insù. Sì, perché Arezzo si può "leggere" in tanti modi, specialmente se il turista è un appassionato di Storia: le lapidi sui muri sono infinite. In corso Italia, proprio di fronte al marmo che ricorda l'arrivo dell'onnipresente Garibaldi che inneggiava all'unità e alla libertà conquistate c'è una più mistica lapide dedicata a San Francesco. Perché, proprio lì (anche se la data è contestata dai polemici aretini), nel 1217, il fraticello d'Assisi visitò l'ormai scomparso Ospedale del Ponte e "scese fra le fazioni in lotta invocando pace e amore".

Arezzo sembra una di quelle fanciulle che proprio da queste parti definiscono di "bellezza cheta", cioè non prorompente e che va giudicata con cautela, senza valutazioni avventate. Ma poi, alla fine, si è concordi nel dire che questa fanciulla è davvero bella, da innamoramento.

Arezzo ImbrunireArezzo ha  circa 92.000 abitanti ed è capoluogo della omonima provincia, situata in una conca a nord-est della Val di Chiana. La sua gente è da sempre molto laboriosa è la città è uno svilluppato centro commerciale e agricolo, con industrie tessili, calzaturiere e meccaniche; importante l'artigianato orafo. Tutto questo ha influito a plasmare la città. Verso sera, sul centrale corso Italia che qui ò famigliarmente "il corso", torna il quotidiano piacere della passeggiata accompagnato dal brusio di chiacchiere libere e in libertà: è qui che si puntano i possibili innamorati, è qui che si viene a bersi qualcosa spettegolando sulle ultime novità cittadine. Le abitudini della vecchia e tradizionale provincia italiana vanno a braccetto con le nuove mode, di "tendenza" che dovrebbero mettere in sintonia con i tempi. Eppure Arezzo ha tali gioielli architettonici che comunque mettono a disagio (e per fortuna) chi tenta comportamenti metropolitani come la scritta su un muro, lo snervante rombo di un motore, un cono di gelato gettato a terra dopo l'uso. E così, in definitiva, è il silenzio a farla da padrone dopo lo "struscio", la"vasca" della sera: l'elegante torre romanica "delle cento buche" sovrastante Santa Maria della Pieve, la facciata stupenda e incompiuta della Chiesa di San Francesco o le logge del Vasari nella perfetta Piazza Grande tornano a essere i veri conduttori dell'immaginario collettivo cittadino: con il loro senso di civiltà passate e con le armonie architettoniche che sprigionano dalle loro pietre di arenaria.


La città nel corso dei secoli ha dato i natali a un gran numero di uomini illustri: tra questi Caio Cilnio Mecenate, uno dei più autorevoli personaggi della Roma augustea, la cui liberalità verso artisti e letterati è rimasta proverbiale, il politico e uomo di governo Arrigo Testa, fiduciario di Federico II, Guido Monaco, l'inventore delle note musicali (intorno all'anno 1000), i poeti Cenne da la Chitarra (seconda metà XIII sec.) e Guittone (1235-1294), il pittore e architetto Margaritone (seconda metà XIII sec.), il cosmografo Ristoro (XIIII sec.), Francesco Petrarca (1304-1374), il pittore Spinello Aretino (1346-1410), lo storico e funzionario politico Leonardo Bruni (1374-1444), che fu segretario della repubblica fiorentina, Andrea Cesalpino, filosofo e medico (1519-1603), lo scrittore Pietro Bacci, detto l'Aretino (1492-1556), Giorgio Vasari, trattatista, architetto e pittore (1511-1574), Francesco Redi, autore del Bacco in Toscana (1626-1698), il musicista Marcantonio Cesti (1623-1669), Vittorio Fossombroni, letterato, statista e ideatore della bonifica della Chiana (1754-1844) e, infine, benemeriti esponenti dell'erudizione sette-ottocentesca, Gian Francesco Gamurrini e Ubaldo Pasqui.

 

In questo affollamento di personaggi illustri, Arezzo è città dalle continue commemorazioni. Di nascite, di ritorni, di morti. Mi piace sottolineare la figura di Gaio Cilnio Mecenate, maestro e consigliere dell'imperatore Augusto, protettore e sostenitore delle arti e degli artisti (tra gli altri Orazio e Virgilio), nacque qui. Dopo di lui il mecenate è colui che chi sostiene in qualche modo tutte le attività storico culturali.

ArezzoNonostante gli interventi cui nel tempo è stata sottoposta, fino ai giorni nostri, Arezzo, anche grazie alla sua collocazione, ha potuto salvaguardare i caratteri ambientali ed architettonici del suo nucleo più antico, arroccato sulla parte alta, mantenendo inalterata la sua conformazione all'interno di un perimetro stradale che ripercorre l'antica cinta muraria duecentesca. Nella visione complessiva dell'evoluzione dell'impianto urbano ed architettonico si rileva una espansione a ventaglio dettata dalla particolare collocazione con stratificazioni contigue dalla parte più antica in alto, quella moderna sempre contenuta dalle mura trecentesche fino all'espansione contemporanea che ha visto il territorio urbano fuoriuscire dalle numerose porte della cinta muraria e diffondersi nella conca sottostante.


La realizzazione dell'Autostrada del Sole negli anni '60 ed il successivo ampliamento della ferrovia Firenze-Roma hanno posto Arezzo al centro della viabilità nazionale, offrendogli grande facilità nelle comunicazioni e nei trasporti. Opportunità che la concretezza degli aretini non si è lasciata sfuggire sviluppando in pochi anni il passaggio da una economia prevalentemente agricola ad una prevalentemente industriale che ne hanno fatto un polo mondiale della produzione orafa.

Se avete la possibilità di visitare Arezzo tra la fine di agosto ed i primi di settembre di ogni anno, avrete la possibilità di assistere ad una delle manifestazioni di maggior notorietà che si svolgono in Toscana: la Giostra del Saracino. Si svolge in Piazza Grande, nello sfondo del prevalente volto medievale del centro storico, dove gli aretini si radunarono a parteggiare fra i "cavalieri che corrono la lancia". Per chi non dovesse avere l'opportunità di partecipare a questa rievocazione storica di indubbio fascino, c'è sempre la possibilità di un tuffo nel passato(più recente) della Fiera antiquaria.

 

Manifestazione che si ripete ogni primo fine settimana di ogni mese, con alcune centinaia di stendisti da tutta Italia e visitatori che si riversano infaticabili per le irte strade dell'antico centro cittadino. Gran parte del centro cittadino è chiuso al traffico privato, con esclusione per l'accesso agli alberghi da parte dei turisti. Ma il muoversi nella città a piedi non è soltanto un imposizione amministrativa: è una scelta di vivere quelle sensazioni che solo così si possono rubare e percepire dai selciati delle strade, dai portali dei palazzi, dall'incombenza di quegli edifici sorgono su per quei vicoli cosi stretti e scoscesi.


La cucina aretina è quella tipica rustica toscana a base di arrosti allo spiedo e alla griglia. Fra le particolarità la zuppa di pollo, l'anguilla all'aretina, il pollo grillettato, il sedano fritto ed i carciofi ripieni; tutte queste specialità vengono proposte nei numerosi ristoranti e trattorie della città.

 

Copyright © Informagiovani-italia.com. La riproduzione totale o parziale, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza autorizzazione scritta.

 

Se questa guida vi è piaciuta e volete dare una mano a Informagiovani-italia.com aiutateci a diffonderla.

Dove si trova?

 

 

Torna su

 

Ostelli Arezzo  Ostelli Italia   Auberges de Jeunesse Italie  Hotel Arezzo

Carte Arezzo Karte von Arezzo  Mapa Arezzo Map of Arezzo

 Carte de la Toscane     Karte von Toskana     Mapa Toscana     Map of Tuscany

Carte d'Italie  Karte von Italien  Mapa Italia   Map of Italy