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Cosa
vedere a Arezzo - 21 luoghi interessanti da visitare
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Arezzo
è uno scrigno di tesori, una città che ha saputo conservare
lo splendore medievale e completarlo con un ottima ricezione
turistica. Il cuore della città è la
Piazza Grande, dove si trova il Duomo. Qui vanno
in scena i momenti pubblici più importanti della città,
manifestazioni, concerti, festival e fiere.
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È difficile elencare tutti i tesori di questa città, che ha data i
natali a illustri personaggi italiani, fra i quali
Petrarca e Vasari, Guido Monaco,
Mecenate. Ecco di seguito una lista dei luoghi da non
perdere durante una vostra visita alla città.
Piazza Grande (o
Vasari)
La
suggestiva Piazza Grande è l'antica "platea communis"
sorta intorno al 1200 nel cuore dell'Arezzo medioevale di cui
divenne centro vitale, così come ancora oggi è il fulcro del
centro storico e tappa obbligata di chi visita la città. La
piazza si sviluppa su un piano inclinato, in un
caratteristico scenario su due lati contraddistinto da una serie di case e palazzetti dei secoli XIII e XIV, in parte rifatti in stile con
le caratteristiche torri, balconi e terrazzini... Continua a
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Piazza Grande ad Arezzo.
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Duomo di Arezzo
Per
porre fine al contrasto tra il giovane Comune di Arezzo e
l’autorità feudale del vescovo, il pontefice Innocenzo
III ordinò, con una bolla del 26 aprile 1203 al vescovo
Amedeo, di trasferire dentro la città il Duomo, la Canonica e
la residenza vescovile. A tale scopo fu acquistata la chiesa
di San Pietro Maggiore dei monaci Benedettini...
Continua a
leggere sul
Duomo di Arezzo.
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Badia delle SS. Flora e Lucilla
La
seconda grande chiesa rinascimentale di Arezzo è questa Badia,
eretta dai Benedettini cassinesi nel secolo XIII, modificata
nei secoli successivi e completamente ristrutturata
nel Cinquecento su disegno di Giorgio Vasari. La chiesa è a
tre navate e a volte. Fu completata molto tempo dopo la
morte del Vasari, con sensibili modifiche dettate sopratutto
da ragione economiche: la cupola maggiore non fu eseguita,
l’abside risultò quadrata anziché semicircolare con mezza
cupola... Continua a leggere sulla
Badia di SS. Flora e
Lucillla.
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Chiesa di Santa
Maria della Pieve
L'edificio
della Chiesa di Santa Maria delle Pieve, che sorge alle pendici del colle
di San Pietro in prossimità del Duomo, con l'abside in Piazza Grande, è una delle più grandi
e suggestive pievi romaniche della Toscana. Legata al sorgere del Comune di
Arezzo, la costruzione della pieve inizia alla fine del secolo XII su una
preesistente chiesa che doveva risalire a prima del Mille... Continua a
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Pieve di Santa Maria Assunta.
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Basilica di San
Francesco
Bella
e sobria basilica a pianta duecentesca con facciata del secolo successivo. La basilica fondata a fine duecento
venne rifatta
in stile gotico durante il 1300. Il campanile è del XVI secolo.
All'esterno vedete la statua dedicata a Vittorio Fossombroni, scolpita dallo
scultore fiorentino Pasquale Romanelli, nel 1864. Fossombroni è statao un grande
matematico, studioso di idraulica, statista ed economista. Il comune aveva
deciso di farla realizzare prima della metà del 1800 ma, per carenza di fondi,
la statua fu eseguita solo nel 1864, sotto la committenza del Conte Enrico
Fossombroni, che ne pagò l'esecuzione e cedette l'opera terminata al Comune di
Arezzo.
L'interno della basilica è
ad una unica navata, con copertura a capriate, e vi si possono ammirare numerose
opere pittoriche di importanti artisti. Oltre al rosone della
facciata realizzato dal pittore e mastro vetraio Guillaume de Marcillat,
da non perdere sono gli affreschi di
Piero della Francesca
nel coro della Cappella Bacci. Gli affreschi del ciclo della Leggenda
della Vera Croce sono uno dei principali capolavori della pittura rinascimentale
italiana. Si tratta di scene ispirate a episodi della Bibbia (Vecchio e Nuovo
Testamento). La scelta dei colori, la meticolosità dei dettagli, il disegno
della prospettiva, il gioco di luce ne fanno un'opera rivoluzionaria del
tempo.
Gli affreschi sono stati splendidamente restaurati alla fine del XX
secolo. È possibile ammirarli in piccoli gruppi, per un massimo di mezz'ora. Da
non dimenticare anche gli affreschi di Spinello Arentino (XV secolo) nella
Cappella Guasconi.
Sempre in piazza San Francesco, al civico 4 trovate la Galleria Comunale d’Arte
Contemporanea.
Orari. Da verificare. Tutti i giorni dalle 9.00-19.00 (sabato fino alle
18.00) e domenica 13.00-18.00. Ingresso libero. Consigliata la prenotazione per
vedere gli affreschi, 8 €
Galleria Comunale
d’Arte Contemporanea
Piazza San Francesco 4
Questa galleria è stata aperta alla fine degli anni Sessanta ed espone una ricca
collezione permanente di opere (disegni, sculture, pittura e grafica) acquisite
dal Comune a seguito delle edizioni del Premio Arezzo, oltre a
opere della seconda metà del 1900, soprattutto di artisti italiani L.
Castellani, Maccari, Levi, Paulucci, del 1950/60 Davico, Garino, Coppola, Levi
Montalcini, della Nuova Figurazione anni Sessanta (Berni, Vacchi, Vespignani),
fino agli anni Ottanta-Novanta (S. Cardinali, Gadaleta, Habicher, Golba, G.
Sani). La collezione è visitabile in occasione delle mostre temporanee.
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Museo Nazionale
di Arte Medievale e Moderna
Situato
nel Palazzo Bruni-Ciocchi, del XV secolo, il Museo Nazionale di Arte
Medievale e Moderna di Arezzo espone, tra gli altri, opere di
Giorgio Vasari,
Margheritone d'Arezzo, Spinello Arentino, Luca Signorelli,
Bartolomeo di Giovanni, Ludovico Carracci..... Possiede anche una
delle più belle collezioni di ceramiche in Italia. Vedi gli altri
musei.
Indirizzo: via San Lorentino, 8
Orari
Orario visite giornaliere: 10.00, 12.00, 16.00 e 18.00. 1° Domenica del mese
9 - 19 continuo. Ingresso libero. Controllate che gli orari non siano variati.
Casa del Petrarca
Il luogo di nascita del sommo poeta e umanista Petrarca (1304-1374)
espone numerosi manoscritti d'epoca. Casa Petrarca oggi è un museo e la sede
dell’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo. Al suo interno
ospita dipinti rinascimentali di pittori toscani, cimeli e materiali
petrarcheschi, una collezione di 250 monete antiche e una biblioteca ricca di
opere e volumi legati al poeta. A Petrarca è dedicato lo splendido omonimo
teatro in via Guido Monaco 12.
Di
fronte alla casa, si trova il pozzo di Tofano, reso famoso da Boccaccio che lo rese
il "personaggio" centrale del settimo giorno del Decamerone.
Indirizzo: Via dell'Orto, 28
Informazioni e orari: Lunedì e venerdì 11:30 - 15:30, sabato e domenica 10:30 - 16:30. 4 €.
Controllate che gli orari non siano variati
Palazzo Pretorio di Arezzo
(Palazzo Lodomeri Sassoli Albergotti)
Palazzo Pretorio oggi è la sede della Biblioteca Comunale. È uno degli
edifici più prestigiosi della città ed è un palazzo frutto della fusione,
avvenuta a fine 1300 delle residenze di tre importanti famiglie aretine: i
Lodomeri, i Sassoli e gli Albergotti.
Vi si amministrava la giustizia, tanto che una parte fu adibita a prigione (e
rimase prigione fino al 1926). La facciata possente è ricoperta di stemmi che
simboleggiano i tanti Capitani di Giustizia (i giudici di allora), Podestà e
commissari fiorentini che durante vari secoli governarono in città. È stato
sede del museo medievale e dal 1959 ospita la Biblioteca Comunale di Arezzo.
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Casa Vasari
Costruita
tra il 1540 e il 1548 dallo stesso
Giorgio Vasari, che visse
qui per brevi
periodi, questa bella casa è, al di là di un esempio rappresentativo del
manierismo toscano, una parte intima della vita del poliedrico artista. Pittore,
architetto e critico d'arte nato ad Arezzo nel 1511, Giorgio Vasari fu uno dei
più brillanti artisti del manierismo italiano. I dipinti della casa sono più di una
semplice decorazione: sono una vera e propria testimonianza del suo pensiero e
della sua ricerca. Dal 1911 è proprietà dello Stato che vi ha allestito il
Museo e Archivio Vasariano. Vedi gli altri
musei.
Indirizzo Via XX Settembre, 55
Informazioni e orari Aperto dalle 9.00 alle 19.00 (chiusura alle 13.00 la domenica). Chiuso il
martedì. Bisogna suonare il campanello. Costo di entrata 4 €. Controllate che
gli orari non siano variati.
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Museo Archeologico Mecenate
Il
Museo Archeologico Mecenate è uno dei musei più interessanti della città,
con molti pezzi provenienti da collezioni private. Ha sede
nell'edificio del 1300 ex Monastero di San Bernardo. Modificato nel ‘700 ad
uso militare dalle truppe napoleoniche, fu gravemente danneggiato durante il
secondo conflitto mondiale. Dal 1937 ospita varie raccolte archeologiche
relative alle età preistorica, etrusca e romana. Dal 1973 è proprietà dello
Stato.
Nel Museo Mecenate si possono ammirare il famoso Cratere di Eufronio, un
gran numero di vasi e una ricostruzione didattica del lavoro di laboratorio
(attrezzi, stampi, oggetti mancanti....). Tra i tesori di questo museo, troviamo
anche lo straordinario pezzo crisografo (foglia d'oro incisa e dipinta tra due
pezzi di vetro) che rappresenta un ritratto, e le sculture di "pietra fetida"
ormai inodore, ma che hanno la particolarità di emettere un cattivo odore quando
sono scolpite. Vedi gli altri
musei.
Indirizzo Via Margaritone, 10
Orari: dal lunedì al sabato 8:30 - 19:30. Ingresso 6 € Controllate che gli orari non
siano variati.
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Chiesa di San Domenico
Non lontano dalla cattedrale, su una piccola piazza alberata, sorge questa
chiesa in stile gotico del XIII secolo che conserva un superbo Crocifisso di Cimabue.
La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1275; essa sostituiva il primitivo
oratorio che, con una piccola dimora annessa, era servito ai primi frati del
grande Ordine di predicatori, giunti ad Arezzo intorno al 1230. La chiesa fu
completata agli inizi del Trecento e arricchita di affreschi e di cappelle.
L'esterno è semplicissimo e austero con una bella decorazione in pietra
arenaria. Sul portale romanico d'ingresso, è posta una lunetta che raffigura una
Madonna col Bambino, S. Francesco e S. Donato di Angelo di Lorentino. Alzando lo
sguardo si vede il bel campanile a vela.
L'interno ha un’unica navata unica, è arricchito di affreschi dei secoli
XIII, XIV e XV, che costituiscono un eccezionale documento della pittura aretina
di questi secoli. Appena entrati si rimane subito colpiti dal grande
crocifisso di legno nell’abside. È questa l'opera più importante tra quelle
conservate in S. Domenico, il grande Crocifisso dipinto, altissimo capolavoro
giovanile di Cimabue (1265-1270), l’unico conservato intatto del grande
maestro.
Il crocifisso di Cimabue
Posizionato sopra l’altare maggiore e di grandi dimensioni risale alla seconda
metà del 1200. Cimabue realizzò questo crocifisso da giovane, rendendo la figura
di Gesù non più trionfante sulla morte, ma sofferente sulla croce. Siamo davanti
ad una vera e propria rivoluzione. Un cambiamento che poi verrà seguito dai più
grandi artisti del tempo. La linea del corpo e del viso sono in tensione,
esasperate quasi, la raffigurazione è minuziosa, la drammaticità è resa
attraverso un uso intenso del chiaroscuro. Alle estremità della croce si vedono
delle figure a mezzo busto, sono i "dolenti", appoggiano la testa sulla mano e
rivolgono lo sguardo verso lo spettatore, quasi a coinvolgerlo nella scena che
stanno vivendo.
Il crocifisso di Arezzo ha un gemello a Firenze nella Chiesa di Santa
Croce a Firenze, danneggiato durante l’alluvione del 1966. Il crocifisso
fiorentino non presenta però i forti chiaroscuri di quello di San Domenico, è
più naturale, delicato, meno scenicamente drammatico.
Indirizzo: Piazza San Domenico, 7
Orari. Aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 12 e dalle 14 alle 18. Ingresso libero.
Controllate che gli orari non siano variati.
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Anfiteatro romano
L'Anfiteatro
Romano di Arezzo fu costruito tra la fine del I secolo e
l'inizio del II, nella parte bassa della città sul lato
meridionale, probabilmente al di fuori del perimetro delle mura.
Ne rimangono in vista le strutture radiali, su
cui poggiano le volte in calcestruzzo che sorreggevano le
gradinate centrali, e la parte inferiore delle scale di accesso
dall’esterno alle gradinate superiori, ora scomparse. L'asse
maggiore, direzione est-ovest, misurava 120 metri, quello
dell’arena (ancora interrata) 72 metri. Sulle sue strutture del
lato meridionale fu costruito nel XIV secolo il Monastero di
San Bernardo dei monaci Olivetani, incorporando molti
elementi allora superstiti delle strutture superiori. Queste
sono ora visibili all’interno del Museo Archeologico.
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La Fortezza medicea
La Fortezza, anche se più volte rimaneggiata, rimane un interessante
esempio di architettura militare cinquecentesca. L'attuale struttura
si basa sulla conformazione data alla fortezza preesistente dal fiorentino
Cosimo I de Medici nel 1538, che aggiunse alla fortezza robusti terrapieni e
5 bastioni. La nuova fortezza, più robusta e sicura, restò così fino
all’inizio del 1800, quando fu danneggiata dalle mine dei francesi. Rimase,
a seguito di questi danneggiamenti, abbandonata fino a quando la famiglia
Fossombroni, intorno alla metà dell’1800, non ne prese possesso, per poi
lasciarla in dono, nel 1893, al Comune di Arezzo. Da allora la fortezza è
stata studiata e restaurata.
Basamenti etruschi
Nella parte finale di viale Bruno Buozzi, fra questo e la fiancata
occidentale della Fortezza Medicea medicea, sono riemersi una grande
muratura con grandi blocchi di pietra regolarmente
squadrati e fortemente bugnati e, di fronte a questa, due basamenti
costruiti anch'essi in grandi blocchi di pietra: i basamenti si appoggiano
alla roccia. La stratigrafia e il tipo di muratura e di bugnatura permettono
di datare il complesso al III secolo a.C.; è ignoto però il rapporto fra
questi e quale funzione avessero svolta: si è pensato a basi di tempietti, e
si tratterebbe in questo caso di un santuario urbano.
Fondazione Ivan
Bruschi - Casa Museo dell'Antiquariato Ivan Bruschi
La casa Museo di un antiquario del 1900 ideatore della locale fiera
antiquaria. Fantastica la veduta dalla terrazza della casa. Vedi gli altri
musei.
Indirizzo: Corso Italia, 14
Museo diocesano
Il Museo Diocesano di Arte Sacra
denominato "Mudas" si trova all’interno de Palazzo Vescovile e espone
quadrerie (XV-XIX secolo), affreschi del 1500 e oggetti di arte sacra
notevoli, oreficeria, parati sacri. Vedi la sezione
musei.
MUMEC -
Museo dei Mezzi di Comunicazione
Vicino al duomo, all'interno del palazzo comunale (Palazzo Ricasoli) trovate
questo interessante museo con esposti migliaia di strumenti, macchinari e,
marchingegni che raccontano la storia della comunicazione attraverso il
cinema, la fotografia, i computer, i telefoni. Vedi la sezione
musei.
Palazzo dei Priori
Ora Municipio, è un edificio merlato del 1300 e
rifatto nel 1900. Conserva l'originale facciata con gli antichi stemmi dei
podestà e dei commissari.
Chiesa di SS. Annunziata, o della Madonna delle Lacrime
Chiesa
rinascimentale, costruita sopra un preesistente edificio trecentesco dopo
l'evento miracoloso. Attiguo alla chiesa è l'antico Convitto di Santa
Caterina, modificato dal Vasari.
Il grande altare maggiore in marmo fu eseguito nel
1599-1600 e contiene al centro una venerata immagine della Vergine detta
Madonna delle Lacrime, opera in terracotta policroma assai fine,
attribuita a Michele da Firenze intorno alla metà del Quattrocento.
La chiesa sorse proprio a seguito del miracolo della
Madonna delle Lacrime avvenuto il 26 febbraio 1490, quando la Madonna
lacrimò davanti ad un giovane di La Spezia, che tornando da Loreto, si
inginocchiò per pregarla.
La chiesa contiene inoltre importanti opere di Matteo
Rosselli, Pietro da Cortona, Giorgio Vasari, un bel Crocifisso in
legno policromo degli inizi del Quattrocento, un affresco e un dipinto su
tavola del pittore Niccolò Soggi. In alto nel coro ammirate la bellissima
vetrata del francese Marcillat raffigurante l’Assunzione della
Madonna (1524). Nel 1525 il Marcillat eseguì, tra le altre, anche la
vetrata con S. Girolamo sull'altare laterale del transetto di
sinistra.
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