Pieve
di Santa Maria Assunta ad Arezzo
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L'edificio
della Pieve di Santa Maria Assunta, che sorge
alle pendici del colle di San Pietro in prossimità
del "Prato" e del Duomo, è una delle più grandi e
suggestive pievi romaniche della Toscana. Legata al
sorgere del Comune di Arezzo, la costruzione della
pieve inizia alla fine del secolo XII su una
preesistente chiesa che doveva risalire a prima del
Mille, come testimonia la lunetta del portale
laterale su via di Seteria, ricavata da un pluteo
con motivo a cesto di tipo altomedioevale (IX-X
secolo).
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La
chiesa, costruita tutta in arenaria, ha una facciata originalissima che si
addossa a quella semplice con occhio e finestre della chiesa primitiva. In
basso si aprono cinque arcate, aperta quella del portale al centro, cieche
le altre. Nelle due estreme si aprono due portali più piccoli. Al di sopra
si susseguono tre ordini di loggiati, caratterizzati l'uno rispetto
all'altro dall'infittirsi di archi e colonnine in modo da attribuire più
slancio alla facciata stessa secondo un modello tipicamente pisano. Il
portale centrale è arricchito da una lunetta a bassorilievo con una
Madonna frontale incoronata dagli angeli: opera del maestro che si firma
"Marchio", cioè Marchionne, che vi pose la data 1216. Un altro
artista fortemente influenzato dai modi e dallo stile di Benedetto
Antelami scolpisce la famosa serie dei Mesi nell’archivolto. Nelle due
lunette dei portali laterali sono, rispettivamente, in quella di sinistra un
bassorilievo con grappoli d'uva e tralci di vite e in quella di destra un
Battesimo di Cristo datato 1221 o 1227.
La
torre campanaria della pieve detta "dalle cento buche" per
l’eccezionale numero di finestre a bifora (in realtà sono 80=40 bifore) fu
terminata nel 1330 ed è alta 59 metri. All'interno l'edificio è diviso in
tre navate concluse da una sola abside amplissima, con colonnati e archi di
stile lombardo. L'alto presbiterio fu costruito successivamente sopra una
cripta, arbitrariamente ricostruita in tempi recenti. Nella prima metà del
Duecento un geniale, ignoto maestro ideò un transetto con pilastri a fasci
congiunti da archi a sesto acuto e da pennacchi sferici, su cui poggia il
tamburo per una cupola che non fu mai realizzata, felice innesto gotico
nella struttura romanica della chiesa. Sull’altare maggiore si conserva il
celebre polittico eseguito da Pietro Lorenzetti nel 1320 per il
vescovo Guido Tarlati, un capolavoro che si gode oggi in tutta la sua
freschezza e luminosità dopo il recente restauro.
Entrando
in chiesa, sulla destra, nel vano sotto il campanile, si trova una fonte
esagonale in marmo che ha tre formelle scolpite dal senese Giovanni
d'Agostino (ca. 1310-dopo 1347) raffiguranti la Predicazione di San
Giovanni Battista, il Battesimo di Gesù, e l'Apparizione
dell'Angelo a San Giovanni, bassorilievi eseguiti con fine sensibilità
pittorica. Sulla destra guardando la porta principale è un bassorilievo
duecentesco raffigurante l'Adorazione dei Magi, di grande qualità.
Murato lungo la parete sinistra della chiesa si trova un altro bassorilievo
marmoreo raffigurante il Presepio, interessante per l'iconografia,
che si trova qui nel 1910 proveniente da una distrutta chiesa che dipendeva
dall’Abbazia delle SS. Flora e Lucia.
A circa metà della navata sinistra si accede alla Cappella del SS.
Sacramento dove in una nicchia si conserva una bella Madonna in
terracotta policroma della prima metà del Quattrocento da attribuirsi al
fiorentino Michele da Firenze. La decorazione pittorica della
cappella, con affreschi ispirati a episodi biblici, fu eseguita nel 1811 da
Luigi Ademollo. Sul pilastro di sinistra del presbiterio troviamo un
affresco coi SS. Francesco e Domenico, opera dì un ignoto pittore
aretino della prima metà del Trecento di influenza giottesca. A fianco
dell’altare col polittico di Ambrogio Lorenzetti nel presbiterio,
sulla sinistra, è una bella sedia episcopale intagliata del tempo del Vasari
e forse su suo disegno. Nella pieve era conservato fin dalle origini il
prezioso busto-reliquiario del santo patrono, San Donato, che ne custodisce
il cranio; si tratta di un busto d’argento dorato in grandezza naturale
eseguito da due orafi aretini, Pietro e Paolo, nel 1346, con bellissimi
smalti traslucidi incastonati.
Nella
Pieve di Santa Maria si trova anche la tomba di uno dei geni italiani del
Rinascimento, Giorgio Vasari che morì il 27 Giugno 1574. La Pieve era la
chiesa parrocchiale della famiglia Vasari, che era originaria di
Cortona e andò ad abitare in una casa ubicata al "Canto de’
Perini" ( oggi Via Mazzini n° 60).
Pieve Santa Maria Assunta
Corso Italia, 7, 52100 Arezzo
Telefono: 0575 22629
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