BELGRADO

GUIDA DI BELGRADO : INFORMAZIONI COMPLETE

 

Scoprire Belgrado, la città dei due fiumi, la Sava e il Danubio, richiede una visita approfondita, che vi lascerà stupiti per le sue tante bellezze e per la vivacità culturale e artistica. Nella metropoli e capitale della Serbia , che conta circa 16 milioni di abitanti, si respira un clima di fiducia nel futuro dopo un passato difficile. Vi accorgerete del fato che gli abitanti di Belgrado sono persone molto cortesi e fanno facilmente amicizia con gli stranieri. Mangiare in questa città costa ancora abbastanza poco rispetto ai nostri standard, la cucina locale è a base di pesce di fiume e di cacciagione e ci sono tante buone zuppe.

 


Breve storia

 

Quartiere di Belgrado sul fiume

La zona dove nacque la città fu abitata fin dall'epoca paleolitica. I punti salienti della storia di questa città cominciano dall'arrivo dei celti che, nel III secolo a.C., fondarono Singidunum ("Singi" da rotondo e "dunum" da città). La città fu successivamente, conquistata dai Romani nel I secolo a.C. Quando l'Impero Romano entrò in crisi e si divise fra Impero d'Occidente ed Impero d'Oriente, la città divenne punto di confine fra i due imperi pur facendo parte di quello d'Oriente. Caduto l'impero romano, tutta l'Europa e anche la zona dell'attuale Serbia, fu invasa da popolazioni barbare e una di queste, gli Unni di Attila, conquistarono e distrussero Singidunum. Seguì la ricostruzione, il breve ritorno sotto l'impero bizantino e infine la conquista da parte degli Slavi; da qui in poi il nome Singidunum sparì. Per oltre due secoli e mezzo non si ebbero più notizie di questa città salvo il fatto che, attorno al 630 D.C., qui arrivarono i Serbi.


Quartiere di SkadarlijaIl nome attuale di Belgrado apparve per la prima volta attorno all'anno 1000, quando la città venne rammentata nelle cronache crociate come uno dei punti di passaggio verso la Palestina e Gerusalemme. Nei secoli a venire fu l'ultimo baluardo contro l'invasione turca dell'Europa, culminata con la Battaglia del Kosovo nel 1389. La lunga dominazione turca finì solo a partire dal 1815.

Nel 1878 il Congresso di Berlino riconobbe l'indipendenza della Serbia e del vicino Montenegro. I due stati insieme parteciparono alle Guerre Balcaniche (1912-1913) contro Turchia prima e Bulgaria poi, uscendone rafforzati e ampliati territorialmente. Il progetto di una possibile unificazione dei due regni venne bloccato però dall'Austria-Ungheria, che da tempo mirava a espandersi nei Balcani.

Battelli sul fiume a BelgradoDopo l'assassinio dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando, per mano di un nazionalista serbo l'Austria-Ungheria dichiarò guerra (28 giugno 1914) al Regno di Serbia. Fu l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Alla fine del conflitto la Serbia divenne parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (dal 1929 Regno di Jugoslavia), sotto la dinastia dei Karađorđević.


Alla fine della seconda guerra mondiale la Serbia andò a costituite una delle sei repubbliche della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (1945-1991), guidata per un lungo periodo dal Maresciallo Tito. Nel 1992, in seguito allo scioglimento della Repubblica Socialista Jugoslava, Serbia e Montenegro si unirono nella Repubblica Federale di Jugoslavia (1992-2003), divenuta poi Unione di Serbia e Montenegro nel 2003.

E' storia relativamente recente, il referendum che si è svolto il 21 maggio 2006, con il quale il Montenegro ha deciso di uscire dall'Unione e di ottenere il riconoscimento internazionale e la piena indipendenza. La Serbia ha ottenuto così indirettamente la ricostituzione di un'entità nazionale autonoma dopo circa 90 anni in cui aveva sperimentato progetti di Federazione e Confederazione con le altre regioni abitate dagli Slavi del Sud. Come stabilito dalla Carta Costituzionale della Confederazione, la Serbia è stata riconosciuta come diretto successore dell'Unione Statale, ereditando il seggio della Confederazione all'ONU, le associazioni alle organizzazioni internazionali e tutti i trattati stipulati con gli altri Paesi.


Visita del centro di Belgrado

 

Castello di BelgradoLa visita alla città può cominciare dalla roccia che domina la confluenza della Sava nel Danubio dove sorgono la Fortezza ed il Kalemegdan, che fu il centro storico di Belgrado. Questa fortezza sorge sulle rovine di  un "castrum" romano distrutto dagli Unni dopo la conquista di Singidunum. L'attuale fortezza fu costruita dagli Slavi ed è sempre stata considerata una città a sé stante, distinguendo tra "città alta" e "città bassa".

Cattedrale di BelgradoNella "città alta" incontriamo la "Porta del Despota" eretta nel XV secolo e chiamata così dal nome del despota Stefan Lazarevic; questa porta è da sempre considerata la porta principale di accesso alla fortezza. E' la parte meglio conservata di tutto il complesso e funge da Osservatorio Astronomico. Poi troviamo la porta interna "Stambol" costruita in blocchi di pietra e usata in origine sia come prigione che come deposito di polvere da sparo. A metà del XV secolo fu costruita la porta "Zindan", con due massicce ed imponenti torri con cannoni a difesa; tristemente nota per i suoi sotterranei, prigioni che videro ogni tipo di tortura ed atrocità, deve il suo nome proprio a questo uso,  "Zindan" significa difatti cella sotterranea. All'entrata della "città alta" troviamo un pozzo costruito dagli Austriaci all'inizio del XVIII secolo, come fonte di approvvigionamento idrico per la fortezza e la città. Curiosamente è chiamato "Pozzo Romano" ed è profondo una sessantina di metri. Lo si può visitare scendendo con una scala a chiocciola che però si ferma a 35 metri di profondità. Sicuramente suggestivo. Non lontano dalla porta che introduce alla "città bassa" troviamo una bellissima fontana che porta il nome di Mehmed-pasha Sokolović, un serbo nato in Bosnia che fu rapito da bambino e portato in Turchia, dove divenne un importante Visir, e che ritornò a Belgrado come invasore e dominatore. Sulla sommità della  porta sud della "città alta" si erge una torre con orologio della metà del XVIII secolo. Da qui si ammira un bellissimo panorama su tutta Belgrado.

Folclore serboNel periodo in cui la città si preparava alla imminente invasione turca vennero erette le mura che ancora oggi collegano la "città alta" alla "città bassa", e contemporaneamente venne costruita anche una torre armata con cannoni (Jakšić's). Nella "città bassa" sono caratteristiche le mura di difesa che corrono lungo l'argine del fiume, fino a quello che una volta era considerato il porto della città di Belgrado. A difesa dell'entrata del porto sorgeva, e sorge tuttora dopo il suo restauro, la torre Nebojša che fu l'ultima a cadere in mano agli invasori turchi. Grazie ai restauri portati a termine nel 1962 possiamo ancora ammirare l'edificio adibito a bagni turchi, che furono costruiti alla fine del XVIII secolo; oggi ospitano la sede della Società Astronomica. Vicino alla porta chiamata "Charles VI" troviamo un edificio importante per i serbi poiché fu la sede della fonderia militare dove iniziò l'insurrezione contro i Turchi all'inizio del 1800.

Un visita per capire bene il luogo dove ci si trova è il  Museo Etnografico in Kralievića Marka con un'ampia e completa collezione di abiti, tappeti, mobili, stoviglie, fotografie, quadri della Serbia e dell'ex Yugoslavia.

Ulica Knez Mihailova - Una delle principali vie di BelgradoUn must di  Belgrado è la passeggiata a "Ulica Knez Mihailova" che è la zona pedonale dove sono concentrati gli edifici più rappresentativi della città e che ricordano una sorta di Belle Epoque di Belgrado della fine del 1800. In questa zona si trovano i negozi più alla moda comprese le boutique dei più noti stilisti italiani. L'edificio al n. 56 ospita ora la "Libreria della città di Belgrado" ma in origine fu uno dei più belli hotel dell'epoca del neo Romanticismo serbo, il "Srpska Kruna".

 

Skadarlija

 

Quartiere di SkadarlijaAltro must di Belgrado è Skadarlija, quartiere dei bohemien serbi (e anche francesi, inglesi e persino americani), da cui prende vita un intero quartiere dai caratteristici vicoli acciottolati di stampo  ottocentesco, ribattezzata "la Montmartre di Belgrado".  L'edificio in stile rinascimentale ai numeri 53-55 della via Skadarlija ospita una galleria d'arte; il blocco di case che si trovano ai numeri 46-48-50 rappresenta il primo esempio di costruzioni in stile "non balcanico" essendo gli stessi di foggia rinascimentale.

 

Le origini del piccolo quartiere di Skadarlija, composto dalla via Skadarska (Skadarska Ulica) e da alcuni vicoli laterali come la Zetska Ulica, risalgono ai primi dell’Ottocento quando gitani, serbi e turchi si incontravano nelle bettole e nei locali a basso costo per consumare alcolici e concludere le serate, il più delle volte, fra risse e urla. Si trattava di un posto poco raccomandabile.  Tutta la zona era indicato come "quartiere gitano" fino al 1872, quando la strada prese il nome dalla città di Scutari (Scutari in Albania.) Skadarska ulica, serbo per "via di Scutari", è ancora il nome ufficiale...Continua a leggere su Skadarlija.

 

Ulica Kralja Petra

Ulica Kralja Petra I è una delle più vecchie vie di Belgrado dove un tempo c'erano basilica, le terme ed il forum romani e dove oggi troviamo, fra l'altro, la sede del Patriarcato della Chiesa Serbo-Ortodossa.

Palazzo reale di BelgradoLa sede dell'Assemblea della città era originariamente il Palazzo Reale della dinastia serba Obrenović. Nonostante diversi restauri una parte della costruzione e degli arredi originali è andata dispersa durante le due guerre mondiali. Da visitare il "Salone Rosso" con una serie di oggetti che fanno parte di omaggi resi alla vecchia dinastia serba da altre dinastie o governi europei, tra cui molto belli, due vasi in porcellana raffiguranti scene di vita di San Pietroburgo a testimonianza del fatto che le due dinastie reali furono sempre molto legate tra loro. Da visitare anche il cosiddetto "Salone Giallo" dove si trova una copia della lettera scritta dal Papa Giovanni VIII, nella quale per la prima volta veniva menzionato il nome di Belgrado, come si è detto nel periodo tra la prima e seconda crociata. Tra le altre cose interessanti in questo salone si trovano una sfilata di dipinti di grandi artisti serbi oltre ad altri oggetti dono di stati esteri.


Panorama di Belgrada da una strada trafficataDal Salone Giallo si arriva al  Salone di Gala, una imponente stanza di 260 metri quadrati la cui parte superiore delle pareti ha finestre in vetro lavorato molto belle che illustrano scene di lavoro e di vita quotidiana. Molto belli anche i candelieri in bronzo di fattura francese che sono completati di portacenere decorati da serpenti. Infine il salone denominato del XIX secolo, dove sono stati ricostruiti secondo lo stile originale del vecchio palazzo reale mobili in stile Luigi XV, oggetti in porcellana, mobili in legno scuro in stile Napoleone III, abiti e tantissimi altri oggetti che ricordano diverse epoche succedutesi in questo palazzo.

Belgrado dal fiumeIl parco Kalemegdan si trova vicino alla fortezza ed è il più grande di Belgrado, e vi sarò utile per rilassarvi dopo le vostre camminate in città. Questo luogo fu all'inizio il luogo di raduno delle forze militari in preparazione alle battaglie ed anche il posto da quale si potevano controllare i movimenti delle forze nemiche. "Kalemegdan" è una parola composta turca che significa campo di battaglia, ma i Turchi chiamavano questo luogo anche "fichir-bair" che significa "collina della meditazione", forse perché si tratta di un luogo veramente di pace e contemplazione. Il parco comprende anche uno zoo, il museo militare, un parco giochi e diversi ristoranti.

Da non perdere la bellissima Cattedrale ortodossa Saborna Crkva una delle più belle chiese presenti nei paesi slavi, dove si conservano le reliquie di Santi serbi e le tombe di personaggi famosi e governanti. Costruita attorno a fine 1800, in stile neoclassico con alcuni elementi del tardo Barocco. La chiesa è dedicata a San Michele Arcangelo. Il suo interno è riccamente decorato con motivi dorati ed è frutto del lavoro di diversi artisti serbi.

La Vita notturna a Belgrado è molto ricca. Musica dal vivo, ristoranti etnici, colori di mille lucine accese che riflettono sulle acque scure del Danubio.

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