Cosa mangiare a Perugia

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Cosa mangiare a Perugia - Piatti tipici

Perugia è una città d'arte che richiama ogni anno tantissimi visitatori che vengono ad ammirare le sue bellezze, ma non manca certo di attrattive culinarie, piatti tipici da provare come gli strangozzi, la torta al testo, o i tanti piatti a base di tartufo nero o bianco (più pregiato) in uno dei tanti ristoranti della città quando si è qua. Insomma, se capitate a Perugia o nei suoi dintorni ci  sono almeno un paio di cose da provare prima di andare via e ve le elenchiamo.

Strangozzi

Gli strangozzi sono uno dei primi di pasta tipici di Perugia è dell'Umbria. Si tratta di fettuccine fatte in casa con farina e acqua tipiche del territorio, al tartufo o alla norcina. Vi capiterà di vederli in vari sinonimi vari e in altre zone limitrofe: stringozzi, strozzapreti, bringoli, umbricelli, bigoli, umbrichelle, lombrichelli, ciriole, anguillette, manfricoli etc etc.


Torta al Testo

La Torta al Testo è una ricetta molto conosciuta, anche al di fuori del contesto umbro, che in realtà è molto semplice  (ed antica) da preparare, al naturale o farcita con prosciutto, salsiccia e verdure cotte, porchetta, stracchino e rucola. E' in pratica una focaccia schiacciata che è composta da acqua, farina, bicarbonato e sale e cotta in un piatto di ghisa, detto appunto Ghisa, ha forma rotonda e piatta. Una ricetta, come detto, antichissima che sembra nascere come alternativa al pane tradizionale (il pane umbro, come in Toscana, ma a differenza delle altre regioni, è generalmente privo di sale). Tempo fa ne esistevano due varianti; una utilizzando il grano e l'altra a base di granoturco (più ricca). Prende il nome dal piano di cottura, dal latino "Testum", un disco dello spessore di circa 3 cm, ovvero la tegola in laterizio sulla quale, nella Roma antica, venivano cotte le focacce.

Tatufo

A Perugia e nella cucina umbra in genere, non manca mail il tatufo.  Che sia nero, bianco o lo scorzone estivo, l’Umbria è per antonomasia terra dei tartufi di grande qualità, assieme alla Toscana, al Piemonte e alle Marche. Viene molto utilizzato come condimento sulla pasta e nei piatti di selvaggina.  Il più raro e pregiato in termini economici è il tartufo bianco che si raccoglie da ottobre a dicembre, ma in zone riparate dal gelo lo si può trovare fino a tutto il mese di gennaio. Il tartufo nero è la qualità più prevalente, matura da novembre a marzo, è diffuso nelle aree che fiancheggiano il fiume Nera, Corno e Sordo sulle montagne vicino a Spoleto, sui Monti Martani, quelli di Trevi e sul Subasio ad Assisi. Il tartufo umbro è coltivato principalmente nell’Alta Valle del Tevere, nella zona di Gualdo Tadino e nell’Orvietano.

Altre varianti di primi di tradizione umbra sono gli agnolotti al sugo, i cappelletti in brodo (tipici del periodo natalizio), gnocchi al castrato, pappardelle alla lepre, strozzapreti al tartufo, tagliatelle al ragù e vincisgrassi (un tipo di lasagne tonde).
 

Gnocchi al sugo d’oca

Altra specialità di Perugia sono gli Gnocchi al sugo d'oca che consiste in una porzione di gnocchi di patate conditi con ragù di giovane oca. Sono preparati a mano e vengono conditi con pomodoro, oltre al ragù d'cosa, con olio, aglio e pecorino semi-stagionato. C'è chi non gradisce gli gnocchi di patate e quindi può usare lo stesso condimento con gli stringozzi o gli umbricelli.

Palombacci alla Perugina

Altro piatto tipico di Perugia sono i Palombacci alla Perugina che non sono altro che piccioni selvatici che vengono cucinati in modo gustono in recipienti di terracotta. Vengono salati e pepati sia internamente che esternamente per poi essere avvolti in fette di prosciutto. Ci sono altre varianti sul tema, come il piccione alla ghiotta o piccione allo spiedo e il piccione marinato e cotto sotto la cenere.

Brustengolo

Il dolce più tipico di Perugia è probabilmente il Brustegnolo, a base di mais e frutta secca. Si può trovare oltre che nel capoluogo in molte altre città umbre. Questo dolce, come tanti altri della tradizione umbre, ha origini povere, come si può intuire dal suo ingrediente più importante, farina di granoturco, un cereale che nelle campagne perugine veniva coltivato in maniera estensiva. L'usanza di arricchire l'impasto di farina con mele, frutta secca ed un tocco di liquore, il tipico modo della cucina povera di utilizzare quanti più ingredienti si avevano a disposizione per insaporire la propria ricetta e renderla più gustosa e succulenta. Il risultato è ottimo e particolarmente apprezzato.

 

La Ciaramicola

Un altro dolce perurigino, particolare della tradizione pasquale, è la Ciaramicola, molto apprezzato anche nel resto dell'Umbria. Come è consuetudine per le ricette popolari esistono molte ricette e varianti di questo dolce, ma tutte sono simili fra loro. Un dolce antico  che simboleggiava la città di Perugia con i suoi 5 rioni: Porta Sole, Porta Susanna, Porta Sant’Angelo, Porta Eburnea e Porta San Pietro, rappresentati con i differenti confettini colorati che si usava e si usa ancora mettere sopra la meringa che rappresentava la città.

 

 

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