Fasana Romana

Fasana Romana

 

Nel periodo romano Fasana era chiamata Vasianum, nome che rimanda alla presenza di vasellame, e cioè alla manifattura di ceramiche e terrecotte, come anche si può notare dal simbolo stesso del paese, un'anfora. Grazie alla sua naturale posizione geografica e al territorio fertile, Fasana divenne un importante centro economico per l'antica colonia romana della vicina Pola. A quei tempi, la produzione e commercializzazione mercantile dell'olio d'oliva fu molto intensa, anche grazie alla sicurezza del porticciolo.  L'esportazione dell'olio d'oliva si espanse su tutto il bacino danubiano, tra Ungheria e Slovenia, e fino a Roma.

Fasana RomanaLa romanizzazione della penisola istriana avvenne nel I secolo d.C., anche se il territorio cadde sotto il dominio romano ben tempo prima. Fu tuttavia con l'inizio dell’attività di produzione di ceramica e mattoni dell’officina (figlinae), in epoca tardo-augustea, che Fasana ebbe il suo massimo splendore economico: qui venivano create le anfore Dressel 6B e Lamboglia 2, con le quali veniva esportato l'olio istriano che, assieme al vino, rappresentava il principale prodotto del territorio. I forni appartenevano ad una famiglia di origine etrusca, i Lecani (tra cui il decano, certo Caius Laecanius Bassus praetor urbanus, un alto funzionario giudiziario nel 32 d.C.), la quale tempo dopo, non avendo eredi, lasciò tutto in proprietà all'imperatore. Fra i vari frammenti di materiale ceramico raccolto, colpiscono i marchi Amethysti, Crescentis, Viatoris, Opi e altri, tutti nomi di operai che lavorarono alle anfore.

Fasana RomanaAd inizio Novecento, nella baia di Valbandon, a 2 km dal centro di Fasana, e lungo la costa a sud di questa, furono scoperti i resti di un'antica villa romana, un complesso residenziale  suddiviso in due gruppi di edifici, posti l'uno nella parte settentrionale della costa, l'altro in quello meridionale, e collegati da un molo lungo 60 metri: gli scavi della villa Romana di Valbandon  hanno evidenziato due stanze protese verso il mare, i cui pavimenti erano un tempo abbelliti da un mosaico colorato, e dei giardini, con dei portici e zone d'acqua. I ritrovamenti fanno pensare che la villa sia stata costruita nel I secolo e presenti alcuni legami con la stessa produzione di ceramiche e anfore di Fasana.

Fasana RomanaIn Istria ci sono diverse centinaia di località con resti di ville romane, situata quasi tutte lungo la costa o nelle vicinanze. La maggior parte sono edifici caratterizzati dalla combinata presenza di una struttura residenziale ed una produttiva (oleifici, cantine o fornaci). Le ville con caratteristiche residenziali lussuose erano rare e riconoscibili dall'esistenza di costosi ornamenti (sistema di riscaldamento, bagni caldi, mosaici di pavimento e parete, affreschi, sculture). Alcune di questi edifici hanno poi dato luogo allo sviluppo di insediamenti urbani.

I resti delle ville romane in Croazia li troviamo nella zona istriana delle isole Brioni, Valbandon, Katoro (nella municipalità di Umago), Barbariga, Červar-Porat, ma anche lungo l'intera costa adriatica della Dalmazia. I dintorni di Barbariga per esempio, densamente popolati durante l'antichità, sono ricchi di reperti archeologici, tra questi i resti di una villa romana del I secolo e di un'antico frantoio nelle sue vicinanze. Mentre nelle isole Brioni (che possiamo raggiungere dal molo di Fasana), sono stati rinvenuti una villa di campagna romana (del I/II sec.) con le terme e il tempio di Venere, più un castrum bizantino.

Gli edifici romani in Croazia venivano costruiti in luoghi selezionati, adeguate baie profonde o in posizioni collinari elevate, con ampi panorami e una maggiore vista sul territorio circostante. Di quelli sicuramente presenti in Istria e in Dalmazia, purtroppo solo un piccolo numero di siti è stato scavato e studiato. Altre località di origine romana sono Loron, Porat, Červar e Sorna vicino a Parenzo,  Banjole e Vižula (Medulin) vicino a Pola. Si consideri inoltre che alcuni insediamenti medievali sono stati costruiti sulle rovine di ville romane, o nelle loro vicinanze, come nell'Istria più interna con le note località di Dignano e Montona. In quest'ultima (a circa 1 ora di macchina da Fasana), sono presenti delle iscrizioni risalenti alla fine del II e e inizio del III secolo, testimonianti la proprietà da parte del senatore romano Sissena sulla produzione di olio d'oliva venduto in tutto l'impero romano, mentre nei dintorni veniva estratta l'argilla per la produzione in massa di anfore. Una delle località istriane con più alta densità di rovine romane, rimane naturalmente Pola, a soli 9 km da Fasana.

 

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