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Fontana di Nettuno
a Bologna
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Tra il Palazzo Comunale e
il Palazzo del Podestà spicca la Fontana bronzea del dio
Nettuno, il dio del mare, circondato da delfini, putti e
sirene. La troviamo nel lato d'accesso alla piazza del
Nettuno, estensione laterale di Piazza Maggiore: una
delle più belle fontane artistiche del Cinquecento,
amichevolmente chiamata il Żigànt dai bolognesi (il
gigante, in dialetto).
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La fontana venne
costruita per volere dell'allora rappresentante
papale cardinale Carlo Borromeo, figura
controversa ed esponente di spicco della
Controriforma protestante, di cui fu infatti uno dei
principali persecutori (di lui si ricorda inoltre
anche la persecuzione ordinata in Svizzera di 150
persone accusate di stregoneria).
Il
progetto venne affidato all'architetto palermitano Tommaso
Lauretti, affiancato nel 1563 dal Giambologna
(Jean de Boulogne), scultore fiammingo attivo in
Italia, al quale si deve per l'appunto la scultura
bronzea.
Nell'attuale
piazza Galbani è situata una targa a ricordo del
luogo in cui venne fuso il bronzo della statua, nel
pianterreno della Fabbriceria della Basilica San Petronio
(le fabbricerie erano delle fabbriche tipiche delle città
medievali, cantieri per la costruzione di opere
ecclesiastiche). All'interno della antica fabbriceria è oggi
ospitato il Museo di San Petronio, con l'archivio
storico della Fabbriceria e della cappella musicale,
importanti opere d'arte e manoscritti medievali. A suo tempo
la collocazione originaria della Fontana seguì principi
urbanistici ben precisi, venne infatti posizionata proprio
nel punto esatto d'intersezione tra il cardo e il decumano,
le antiche vie romane e centro dell'area urbana.
Sono numerosi gli aneddoti
legati alla Fontana del dio Nettuno di Bologna. Uno di
questi vuole che prima d'ogni esame uno studente giri due volte
attorno alla fontana in senso antiorario (non al contrario!),
così come pare fece un tempo lo stesso
Giambologna per trovare
la giusta ispirazione sull'opera da realizzare. La stessa
fortuna capitata allo scultore nella realizzazione della fontana
potrebbe così ricadere sullo studente per l'esame. Oltre tutto,
oggi come un tempo la statua è sempre stata rappresentata senza
vesti: ai tempi antichi la moralità pubblica venne di certo
turbata e non mancò la proposta (con tanto di atto pubblico) di
'vestire' questo dio così sensuale e provocatorio. Non se ne
fece niente (per fortuna).
Aneddoti e leggende sul
'gigante' di Bologna c'è ne sono a centinaia, basta solo
visitare la fontana e chiedere ad un bolognese e la vostra
curiosità verrà appagata.
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