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In Italia
esistono alcune agevolazioni in caso di
mutuo ottenuto per l'acquisto della prima casa.
Prima di tutto però capiamo cosa si intende per prima
casa.
Cosa significa prima casa?
La
prima casa è la dimora abituale del contribuente
(colui che paga le tasse
e in
questo caso
colui/colei che stipula il contratto di mutuo) o di un
suo familiare (coniuge, anche separato, ma non
divorziato e
parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo
grado). Il contribuente,
che non deve
possedere ulteriori abitazioni principali, può chiedere
la detrazione degli interessi passivi e degli
oneri accessori pagati per stipulare il mutuo.
Quali detrazioni si possono fare?
Si possono detrarre
dalla dichiarazione dei redditi,entro un
anno dall'acquisto, nella misura del 19%
su un importo massimo di euro 3.615,20 annui, gli
interessi del mutuo e gli altri costi
sostenuti per
accenderlo, ovvero i costi dell’onorario del notaio
per la stipula del contratto di mutuo, le
spese di perizia e istruttoria sulla casa che si
acquista, l’imposta per l’iscrizione di ipoteca
ecc. In caso di acquisto di prima casa inoltre si ha
diritto a una riduzione dell’imposta di Registro
(3%) e dell’Imposta Ipotecaria e Catastale, che
non sarà una percentuale, ma una quota fissa pari
a € 168,20.
La detrazione
d’imposta deve essere richiesta per l’anno in cui le
spese sono state effettivamente pagate.
E se ci
sono più intestatari del mutuo, come si detraggono
interessi e spese?
In caso di più
intestatari del mutuo, la detrazione spetta a ciascuno
in proporzione alla propria quota.
Limiti previsti per poter accedere alle detrazioni
Per accedere alle
agevolazioni è necessario che la casa non sia di
lusso, che si trovi nel
Comune di residenza (o comunque nel Comune in cui
il contribuente dovrà prendere la residenza
entro i 18 mesi dall'acquisto), che nessuno dei due
coniugi, in caso di coppia, o il singolo possieda altra
abitazione, che non si fruisca, anche in comunità dei
beni col coniuge e/o per quote, di diritti di proprietà,
usufrutto, uso abitazione e nuda proprietà di altra
casa.
Contributi regionali alle giovani coppie
La legge 8
novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la
realizzazione del sistema integrato di interventi e
servizi sociali ha istituito un Fondo nazionale
per le politiche sociali dal quale è possibile
prelevare un contributo annuale a favore delle
giovani coppie, per la concessione del mutuo prima
casa. Il contributo è gestito e erogato dalle regioni,
che emanano bandi di norma annuali. Ogni Regione o
Comune attiva condizioni favorevoli per la stipula dei
mutui (ad esempio a interessi più bassi o addirittura
zero) e, in alcuni casi, contributi
fino a 40.000 euro
in base alla
regione e ai requisiti posseduti.
Cosa
s'intende per giovane coppia?
S'intende una
coppia formata da due persone di sesso diverso sposate o
coppie di fatto. Il matrimonio o la dichiarazione di
coppia di fatto deve essere stato contratto
prima della data
riportata sul bando (di norma fino a un anno prima
dell’uscita del Bando) o deve essere contratto
entro la data
di scadenza del bando (di
solito fino a un anno dopo dall’uscita del Bando).
Alcuni enti accettano solo domande di coppie che hanno
contratto matrimonio, ma spesso ogni ente stabilisce
condizioni diverse, in autonomia. L’età di norma va
dai 36 anni ai 40 anni
compiuti alla data di uscita del bando
e deve valere per entrambi i coniugi o per uno solo.
Di
norma sui siti di ogni ente sopra citato sono
accessibili i bandi per l’erogazione di contributi o
agevolazioni per l'acquisto della prima casa.
Requisiti
richiesti
Si può partecipare
solo se in possesso di particolari requisiti, che
possono essere diversi da regione a regione, ma in
sostanza sono:
-
cittadinanza di
norma italiana, in taluni casi sono erogati anche
contributi a extracomunitari
-
residenza in
regione/comune
-
non aver
usufruito degli stessi tipi di contributo
-
reddito specifico
calcolato in base a determinati criteri stabiliti
-
contributo
che varia da regione a regione: si va
dall’erogazione di contributi all'acquisto fino
anche a
40.000 euro a
fondo perso
una tantum,
all’abbattimento
totale degli interessi sul mutuo
-
caratteristiche
dell’immobile:
non si deve possedere
altro alloggio adeguato
o altra prima casa. L’immobile deve essere nella
Regione che emana il bando. Ogni ente può stabilire
alcune tipologie di case ammesse a contribuzione
-
residenza:
è necessario avere la residenza nell’immobile per
cui si chiede l’agevolazione entro la scadenza del
bando. Alcuni bandi stabiliscono anche durate
minime.
Tassi
variabili troppo alti? Lo Stato ti aiuta
I contributi
regionali all'acquisto della prima casa si ottengono
presentando la dovuta documentazione che certifica il
possesso dei requisiti.
Inoltre con il
Decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 "Misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione
e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il
quadro strategico nazionale",
sono state introdotte ulteriori agevolazioni per chi ha
contratto i mutui per la prima casa a
tasso
variabile.
Come riporta l’art. 2 della legge sopra citata: "Per
i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono
superare il 4 per cento grazie all’accollo da parte
dello Stato dell’eventuale eccedenza; per i nuovi
mutui, il saggio di base su cui si calcola gli spread è
costituito dal saggio BCE". Se il tasso variabile supera
il 4% interviene in pratica lo Stato, accollandosi
l'eccedenza.
Tale disposizione si
applica "esclusivamente ai mutui per l'acquisto la
costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione
principale, ad eccezione di quelle di categoria A1, A8 e
A9, sottoscritti da persone fisiche fino al 31 ottobre
2008", oltre che ai mutui rinegoziati (Legge 24 luglio
2008, n. 126).
Fondo di Garanzia giovani coppie precari e/o atipici
Da febbraio 2011 è
entrato in vigore il fondo di garanzia del Governo
per l’accesso alla casa anche da parte di giovani coppie
con contratti atipici e lavori precari. Il progetto
prevede facilitazioni per l’accesso ai mutui. L’immobile
acquisito deve avere alcuni requisiti tra i quali non
appartenere alle categorie catastali A1 (abitazioni
signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi), non
essere di lusso e più grande di 90 metri quadri. Possono
richiedere tali mutui i giovani di età inferiore ai
35 anni, facenti parte di coppie sposate con o senza
figli o le famiglie monogenitoriali con figli minori,
non proprietari di altre case e con un reddito ISEE
inferiore a 35 mila euro. Il mutuo non può superare i
200.000 euro.
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