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Palazzina
di Marfisa d'Este a Ferrara
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Costruita
entro i grandiosi palazzi d'Este, la Palazzina di Marfisa d'Este è un
bell'esempio di una casa patrizia XVI secolo. Gli splendidi giardini che una
volta la circondavano sono ormai chiusi da una loggia dipinta per imitare un
pergolato. La villa fu edificata a partire dal 1559 per volere del
marchese Francesco, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia.
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Nel fu 1578 l'edificio fu ereditato dalla figlia Marfisa,
amante delle arti, nonché protettrice del poeta Torquato Tasso, che abitò la palazzina
fino al 1608, anno della sua morte. Da quel momento in poi, purtroppo, la
villa cominciò lentamente a degradarsi.
La
palazzina, faceva parte di un più vasto complesso di edifici fra
cui l’attuale Palazzo Bonacossi, entro un'area adibita in
parte a giardini. Quest'ultima era di proprietà di Francesco
I d'Este marchese di Massalombarda, figlio di Alfonso I e di
Lucrezia Borgia. Questo complesso, denominato i "Casini di
San Silvestro", fu residenza abituale di Francesco a
Ferrara: passò in eredità alla figlia Marfisa, sposata prima con
Alfonsino d’Este e poi con Alderano Cybo, principe
di Massa Carrara. Questi abitò il palazzo fino alla morte, anche
quando la città passò sotto il dominio pontificio. Alla
scomparsa di Marfisa la palazzina divenne sede
dell'amministrazione Cybo fino alla metà del XVIII secolo. Da
allora cominciò un lento degrado dell'edificio, destinato per un
secolo e mezzo a usi assolutamente impropri. Nel 1861 la proprietà
passò al comune di Ferrara. Tra il 1910 e il 1915 esso venne
restaurato, per assumere dal 1938 la funzione di sede del Comune
e quindi dopo tanti, restaurata fu riaperta al pubblico nel
1938 con l’inaugurazione del percorso museale che ancora oggi è possibile
ammirare.
La
decorazione pittorica delle sale, attribuita al Bastianino
e alla più vasta cerchia dei Filippi, pittori di corte, è valida
solo parzialmente, a causa degli estesi interventi di restauro
del primo Novecento, integrati comunque con gusto alle parti
primitive. È ancora problematica l’identificazione
dell’architetto che avrebbe ideato e costruito l'edificio; fu
attribuito prima a Terzo dei Terzi poi a Giovan
Battista Aleotti, al quale ultimo si fa specifico
riferimento per la loggia esterna, decorata da fregi e
grottesche.
La visita a questo stupendo edificio sarà un viaggio nel tempo
alla scoperta della Ferrara patrizia e principesca della fine del 1500. Il
punto di forza della villa sono la sequenza di sale decorate a grottesca e
negli antichi arredi consoni alla nobile tipologia abitativa, nel giardino e
nelle logge pensate come elementi non secondari ma fondamentali secondo
logiche costruttive e scelte estetiche distintive dei luoghi di corte nella
seconda metà del Cinquecento.
Palazzina Marfisa
d'Este
Corso Giovecca 170, Ferrara
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