Palazzo Bentivolgio a Bologna

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Palazzo Bentivolgio a Bologna

Il Palazzo Bentivoglio, una delle meraviglie architettoniche italiane, non c'è più, venne distrutto  dopo la cacciata dell'omonima potente famiglia bolognese dalla città nel 1507. Quindi la visita che so deve fare è con l'immaginazione, nei luoghi dove sorse questo grandioso palazzo di più di 200 stanze,  che venne addirittura chiamato anche "Domus Aurea", poiché i capitelli e i cornicioni della facciata erano ricoperti di oro zecchino.

Palazzo Bentivolgio a BolognaLa sua distruzione da parte del popolo, che in qualche modo si vendicava, come spesso è capitato nella storia, fu una grave perdita per l'arte italiana. Poi esiste un altro palazzo Bentivoglio, costruito nel 1551, quello ancora visibile ai giorni nostri, anch'esso molto bello, di cui parleremo alla fine di questo articolo.

Nel 1460 fu iniziata, da Sante Bentivoglio signore di Bologna, la costruzione di un grandioso edificio, completato dal suo successore Giovanni II Bentivoglio. Era un palazzo magnifico, che occupava l'area dell'attuale Teatro Comunale e di Largo Respighi, giungendo fino a via Belle Arti, con le stalle e i magazzini in piazza Verdi, di fronte al teatro. Comprendeva cinque cortili e due giardini ricchi di fontane e di statue; alle 240 camere si affiancavano molti locali minori.

Costruito in mattoni e macigno di Porretta, aveva un ampio portico verso piazza Verdi ed uno minore al lato opposto, verso via Belle Arti. Si elevava per due piani ed era completato da una merlatura. I locali più importanti (sale, saloni, gallerie) erano ornati da affreschi di Francesco Raibolini detto il Francia, di Lorenzo Costa e di Francesco del Cossa, che rappresentavano le glorie di casa Bentivoglio e scene mitologiche. Francesco Francia, in particolare, aveva dipinto un grande affresco, che rappresentava il torneo del 1470.

Palazzo Bentivolgio a BolognaIl palazzo era dotato di una torre, cui si accedeva per un passaggio coperto e merlato, munita di una grande campana di bronzo. Tutti i locali erano arredati sfarzosamente, con statue, busti, vasi e mobili di pregio. Nel 1507, dopo la cacciata da Bologna dei Bentivoglio da parte di papa Giulio II appoggiato dai Francesi, il palazzo fu preso d'assalto dal popolino, aizzato da Ercole Marescotti, nemico dei Bentivoglio. Il 3 maggio cominciò il saccheggio: fu rubato tutto ciò che era trasportabile e il resto dell'arredamento venne distrutto. Il 6 maggio iniziò la distruzione della facciata, condotta con tanto accanimento che ventitré popolani rimasero uccisi. Il 21 maggio iniziò la distruzione delle volte e delle stanze ed altre quaranta persone morirono nel trambusto. Il 27 maggio le volte del cortile crollarono sui demolitori, uccidendone altri trentasei: nella sua lunga agonia, Palazzo Bentivoglio, uno dei più belli del mondo, si vendicava dei suoi carnefici.

Palazzo Bentivolgio a BolognaQui nell'immagine si può vedere il ritratto di Giovanni II Bentivoglio in in un capitello proveniente dal distrutto palazzo, che ora si trova nella Casa Dalle Tuate, via Galliera. Ma oltre a piccoli esempi come questo, del grandioso Palazzo Bentivoglio, non resto più niente. Tutto fu distrutto in oltre un mese di tempo. I pittori Francia e Costa assisterono alla distruzione del palazzo e dei loro affreschi e piansero. La moglie di Giovanni II Bentivoglio, alla notizia dello scempio, morì sul colpo: era Ginevra Sforza. Il palazzo fu distrutto fino alle fondamenta. Anche tutto ciò che era reimpiegabile (mattoni, pietre, tegole, travi, porte etc.) fu rubato e della superba costruzione non rimase che un enorme mucchio di de-triti, che fu chiamato dai Bolognesi "il Guasto". Ancor oggi, in via del Guasto, sorge una collinetta di macerie, ormai coperte dall'erba. Se non fosse avvenuto lo scempio, Bologna avrebbe oggi un favoloso palazzo e il Teatro Comunale sarebbe sorto altrove.

Dell'edificio non è rimasto quasi nulla. Al n. 2 di piazza Verdi è rimasta la scuderia, poi trasformata nella sede del Monte della Canapa e, in seguito una autorimessa. Al n. 6 di via Galliera, nell'antica Casa Dalle Tuate, oggi Bellei, si trovano due capitelli: uno di essi, in marmo, occupava la zona angolare del portico e reca scolpito il ritratto di Giovanni II Bentivoglio; l'altro è ornato da un ritratto analogo, in forma di Augusto imperatore, che forse raffigurava Annibale Bentivoglio. Pare che si tratti degli ultimi frammenti del nobile palazzo, "riciclati" in altra sede.

Palazzo Bentivolgio a BolognaUn altro Palazzo Bentivoglio è stato edificato, fra il 1550 e il 1560, in via Belle Arti, al n. 8 venne fatto costruire da Costanzo Bentiviglio, discendente di un ramo collaterale della famiglia. È un edificio grandioso, uno dei più belli di Bologna, progettato da Pellegrino Tibaldi e Bartolomeo Triachini con balcone centrale su alte colonne e finestre variamente ornate in arenaria, completato in alto da un ampio cornicione. Il cortile ha due loggiati, rimasti incompiuti nella parte superiore, con colonne bugnate. I soffitti dei saloni sono decorati con ornati di scuola tibaldesca; vi è anche una graziosa galleria, dipinta da Antonio Bonetti e Ubaldo Gandolfi. Il palazzo è oggi occupato da uffici e alloggi privati.
 

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