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Palazzo Pepoli Vecchio e Museo della Storia di Bologna
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Il Palazzo Pepoli Vecchio,
oggi sede del Museo della Storia di Bologna e di
proprietà della famiglia Pepoli fino al 1910, è un compendio di
storia. All'esterno appare come una fortezza, all'interno se ne riconosce il
fasto passato di residenza nobiliare e di rappresentanza. La sua facciata
rigida, quasi impenetrabile, nasconde infatti una rara eleganza interna.
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L'attuale struttura venne costruita nel 1344 come residenza
'fortificata' dei Pepoli, famiglia gentilizia bolognese al governo della città
fino al 1350, la cui storia inizia nel 1276 con Romeo Pepoli,
figlio di un faccendiere cambiavalute, attivo nell'ambiente
universitario bolognese e tra studenti spagnoli e francesi, e
divenuto il primo importante governatore della città al tempo
delle Signorie.
Dal 2003, dopo periodi alterni
di gloria e degrado, splendore e abbandono, la rinascita del
palazzo. La ristrutturazione, avvenuta nel 2012 grazie al
restauro sponsorizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di
Bologna,
ha restituito un gioiello
storico ai bolognesi. Il Palazzo viene incluso in un
progetto di recupero e restauro dei luoghi d'arte e storia
bolognese attraverso il progetto Genus Bononiae, un
sistema diffuso di musei di nuova generazione, un percorso che
attraversa diverse sedi, ciascuna espressione dei momenti
storici e architettonici della città. Tracce del passato si
manifestano in 20 mila metri quadri di superficie, con il
Palazzo Pepoli che ne costituisce nucleo centrale e racconta
della storia e della cultura di Bologna, da quando era etrusca e
diventò romana e fino alla età odierna.
Il museo è articolato in
percorsi cronologici e tematici, affiancati da esperienze
tecnologiche multimediali d'avanguardia: la Bologna
dell’antichità è visitabile nelle sale 1-4, quella
medievale nelle sale 5-7 e 9-10, quella rinascimentale
(dei Bentivoglio in particolare) nelle sale 11 e 12; nelle sale
dalla 13 alla 16 è in scena la vita politica, religiosa e
collettiva della città nella storia, nelle 17-19 e 21 e 22
troviamo una delle collezioni a nostro avviso più interessanti,
la Bologna delle arti e delle scienze, seguita nelle sale
successive (dalla 23 alla 32) dalla Bologna del Settecento,
Ottocento, Novecento e del futuro.
Gli approfondimenti tematici
sono altrettanto da non perdere: in particolare si visitino la
sala A per ammirare la copia della grande mappa
rinascimentale di Bologna, del 1575 (l'originale oggi
custodita in Vaticano), la
sala 8 (Forma Urbis) per le trasformazioni
urbanistiche dall’epoca romana all’età contemporanea;la
sala C per lo spazio
multimediale e didattico interattivo; la
sala D per il teatro
virtuale e la visione di filmati in 3D (qui in particolare si
assiste alla proiezione del cartone animato APA, un
etrusco alla guida della città a cui Lucio Dalla ha
prestato la voce); la sala 20,
che racconta della Bologna delle acque e il ruolo dei canali
nello sviluppo economico e sociale della città e della regione;
le sale 33 e 34 che
raccontano l'interessante esperienza storica della Bologna
città delle lingue e di scambio comunicativo; e la
sala E dedicata alla
cultura dal XIII alla fine del XVII secolo.
Fanno parte del progetto Genus
Bononiae anche il Palazzo Fava-Palazzo delle Esposizioni
(via Manzoni 2), celebre per gli affreschi del Carracci e
piacevole per quel suo piccolo caffè letterario del pianterreno;
la Casa Saraceni (via Farini 15), palazzo rinascimentale
e sede della Cassa di Risparmio di Bologna, apprezzabile in
particolare per il ricco programma di mostre d'arte temporanee
(come quella dedicata a Gabriele D'Annunzio per la
celebrazione del 150° anniversario dannunziano); la chiesetta
di San Colombano (via Parigi 5), del VII secolo,
apprezzabile per la collezione di strumenti musicali antichi; la
chiesa di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro
20-22), oggi anche sede della Biblioteca d'Arte e storia della
Fondazione; la chiesa di Santa Cristina (piazza Morandi)
che ospita numerosi concerti gratuiti; il Santuario
monumentale di Santa Maria della Vita (via Clavature 8-10),
eccezionale esempio di Barocco bolognese e custode del
Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell'Arca.
Di fronte alla chiesa si trova l'antico ospedale di Santa
Maria della Vita, dove è ospitato anche il Museo della Sanità,
che testimonia l'attività religiosa e assistenziale svolta dalla
Confraternita a Bologna (all'interno, oltre a dipinti ed antichi
oggetti relativi a pratiche farmaceutiche e mediche, è
conservato il 'gioiello del Re Sole', un piccolo monile
raffigurante Luigi XIV ed esposto al pubblico solo il 10
settembre di ogni anno a ricordo di una guarigione miracolosa a
beneficio dell'originario possessore Carlo Cesare Malvasia).
Palazzo Pepoli Vecchio e Museo della Storia di Bologna
via Castiglione 8-10
Tel. +39 051 19936370
40124 Bologna (BO)
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