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Ferrara: cosa vedere
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Pinacoteca
Nazionale di Ferrara
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Al piano nobile
del Palazzo dei Diamanti si trova la Pinacoteca Nazionale, i cui ambienti conservano
tracce anche notevoli delle antiche fastose decorazioni. Le collezioni
pittoriche qui ospitate coprono un arco di tempo dal XIII al XVIII secolo.
La prima stanza ospita la Collezione Vendeghini Baldi, con opere quali
l’Adorazione dei magi di Jacopo e
Giovanni Bellini, una Madonna e un San
Petronio di Ercole de’ Roberti e un piccolo frammento del Mantegna.
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Proseguendo, si nota una serie di interessanti quadri su fondo oro, fra cui
opere di Cristoforo da Bologna, Simone dei Crocefissi e del Maestro di Figline. Sono poi esposte alcune opere di importanti
Maestri del’Officina
Ferrarese: Michele Pannonio, Vicino da Ferrara e, soprattutto, i tondi con
Il Giudizio di San Maurelio e Il Martirio di San Maurelio di
Cosmè Tura. Un
cospicuo numero di opere rappresenta i cosiddetti "pittori di Ercole I" con
opere di carattere devozionale (Michele Coltellini, Domenico Panetti, ecc.).
Il gruppo più importante di opere esposte in quest’ala appartiene a
Sebastiano Filippi, detto il Bastianino, una figura di primo piano del
manierismo ferrarese.
Ripassando per l’ingresso, si
raggiunge il "Salone delle Feste", in cui è da notare il soffitto
cinquecentesco a lacunari in legno grezzo. Sono qui raccolti molti quadri di
grandi dimensioni e soprattutto importanti affreschi staccati: a destra il
Trionfo di Sant’Agostino di Serafino da Modena (XIV sec.) e, sulla parete di
fronte, L’Antico e Nuovo Testamento del Garofalo (XVI sec.). Sulla parete di
fronte alle finestre, si trovano invece alcune delle testimonianze più
antiche della pittura a Ferrara: gli affreschi dell’abbazia suburbana di San
Bartolo, opera di un artista serbo-bizantino del XIII sec. Seguono altre
stanze che facevano parte dell’appartamento di Virginia de’ Medici, moglie
dell’ultimo duca Cesare d’Este: i soffitti sono a cassettoni sontuosamente
dipinti e contenevano in origine quadri dei maggiori pittori dell’epoca. Le
tele furono purtroppo asportate dagli Estensi quando vendettero il palazzo
ai marchesi Villa, nel sec. XVII. In queste stanze si trovano opere
importanti come la Deposizione dell’Ortolano (XVI sec.) o la bellissima
Morte della Vergine del Carpaccio (XVI sec.), ma soprattutto una ricca
collezione di pale d’altare di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, artista di
grande pregio che subì fortemente l’influenza di Raffaello. Molto
interessanti anche le opere di Battista e Dosso Dossi.
L’ultima sala è dominata dal grande Polittico Costabili grandiosa pala
d’altare eseguita in collaborazione dal Garofalo e dal Dosso Dossi, completa
dell’ancona originale in legno scolpito e dorato.
Tornando verso l’uscita, dal "Salone delle feste" è possibile visitare la
Collezione della Cassa di Risparmio di Ferrara con la Collezione Sacrati
Strozzi.
C.so Ercole d'Este, 21 - Tel. 0532
205844 (Pinacoteca Nazionale) 0532 209988 (Galleria Civica d'Arte Moderna)
Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d'Este, 21, 44121 Ferrara
Tel: 0532 244949
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