Rocca Maggiore

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Rocca Maggiore ad Assisi

La Rocca Maggiore è una fortezza medievale che si trova in posizione elevata a 500 metri di altitudine. Domina Assisi e l'intera valle sottostante. Fu costruita nel Medioevo come centro del potere politico sulla città e più volte ristrutturata. Come in molte volte in passato ha dominato la vita del popolo, e si ritiene che Francesco stesso, allora sedicenne, abbia fatto parte della forza della città che nel 1198 che attaccò e demolì la rocca.

 

Chiamata Rocca Maggiore per distinguerla dalla Rocca Minore o Rocchicchiola, posta al limite estremo delle mura medioevali sul colle di San Rufino, la fortezza è costituita da una dota trapezoidale rinforzata agli angoli da una torre. Al centro della corte si trova un cassero quadrato con un alto mastio; uno stretto camminamento di ronda porta alla Torre del Piccinino.

 

Rocca MaggioreSin dall'antichità la sommità del colle svolse un notevole ruolo difensivo, dominando dall’alto la città e l'opposta Valle del Tescio. Nel 1174 vi è ricordata una fortezza, occupata da Cristiano di Magonza per conto dell'imperatore Federico Barbarossa. Vi soggiornò un giovane Federico II, che all'epoca aveva solo 4 anni, ed era sotto il tutoraggio del duca di Spoleto, Corrado di Urslingen; a questi venne strappata nel 1198 da una rivolta popolare, che, distrutta la Rocca, dava origine al libero Comune. Corrado di Urslingen e il giovane Federico II furono costretti a fuggire dalla città. All'epoca della rivolta il futuro San Francesco aveva 16 anni e aveva assistito agli eventi. Dopo anni di abbandono e di potere in mano a vari signori,con il ritorno del papato da Avignone, con papa Paolo III, si ebbe una riaffermazione dell'autorità papale su tutta l'Umbria e nel 1367 il legato pontificio Egidio Albornoz ordinava la ricostruzione della Rocca Maggiore, insediandovi una guarnigione pontificia. Questo stato di cose più tranquillo non durò a lungo e nei duecento anni successivi vari nobili e soldati di ventura presero il controllo della Rocca e imprigionarono al suo interno i loro avversari.

 

Rocca MaggioreAmpliata da Biordo Michelotti e da Giacomo Piccinino, ai quale si deve la torre dodecagona terminata poi da Pio II, fu in seguito restaurata sotto Sisto IV, mentre Paolo III aggiungeva il bastione d’accesso. Con il ritorno del governo pontificio la fortezza entrò in una fase di declino e decanza fino a quando, nel 1880, venne acquistato dal comune di assisi.

 

La Rocca Maggiore si presenta imponente e austera sul centro storico sottostante, sulla stretta gola attraversata dal fiume Tescio e gran parte della Valle Umbra, che si estende da Perugia a Spoleto. Per arrivarci bisogna essere armati di un po' di coraggio, scarpe buone e un po' d'acqua, e prendere la scalinata che sale da Via San Rufino (a sinistra mentre si sale al Duomo) oltrepassando l'Hotel San Rufino; in alto si incontra la strada e si gira a sinistra, il castello è di fronte a voi.

 

Rocca MaggioreLa passeggiata non è particolarmente impegnativa ma non è consigliata a chi ha difficoltà di deambulazione. In alternativa si può pagare una breve corsa in taxi. Il panorama comunque vale la fatica e la prigione espone una raccolta di foto e costumi delle feste medievali di Assisi: visitando la struttura si può osservare un significativo esempio di architettura militare trecentesca ancora ben conservato, godendo di un panorama tra i più suggestivi dell'Umbria.

 

All'interno delle grandi mura si arriva al cuore del castello dove, se le precedenti difese avessero ceduto, gli abitanti si sarebbero rinchiusi e si sarebbero preparati a resistere alle forze d'assedio. Il cancello d'ingresso, in origine protetto da una saracinesca, conduce al cortile intorno al quale si trovavano gli alloggi della famiglia del governatore della rocca, della servitù e delle truppe.

 

Rocca MaggioreÈ ancora possibile entrare in alcune di queste stanze, anche se altre sono state da tempo distrutte o sono andate in rovina. L'angolo a torre della roccaforte è il mastio che era più alto di quanto non lo sia oggi e completamente tagliato fuori dal resto del castello per garantire una maggiore sicurezza in caso di assalto della fortezza. Ora è possibile passare nel torrione per mezzo di una passerella pedonale in legno, ma in realtà si trattava di un ponte levatoio collegato al muro da un meccanismo a catena che poteva essere abbassato o sollevato a seconda delle necessità. È possibile salire fino al quarto piano, anche se non è sprovvisto del tetto che un tempo la racchiudeva. Da notare che le camere del secondo piano furono utilizzate come prigione fino al 1600.

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