ALCALA DE HENARES

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Alcala de Henares è una città dai molti tesori, assolutamente da non perdere, anche considerando che non è molto distante da Madrid. Uno su tutti la sua Università, tutelata dall'Unesco come patrimonio dell'Umanità. Ci sono luoghi in cui ci reca appositamente per ammirare un quadro, una chiesa, un paesaggio, un personaggio: a Toledo si cerca El Greco; ad Avila Santa Teresa; all'Escorial Filippo II. Ad Alcala de Henares si va alla riscoperta di Miguel de Cervantes, che qui nacque il 9 ottobre 1547 e che è universalmente conosciuto per essere l'autore di Don Chisciotte della Mancia. Il grande scrittor fu battezzato nella Chiesa di Santa Maria de la Mayor.

 

Ora che la casa natale non c'è più e la chiesa è bruciata, rimangono poche tracce del suo passaggio. Passaggio del resto breve in questa città, perché Cervantes, terzogenito di uno squattrinato cerusico (i quasi medici-chirurghi di un tempo) è costretto a seguire il padre nel suo vagabondare, non frequentò i corsi della famosa università del luogo, rivale di Salamanca, che il cardinale Cisneros sembrava avere appositamente fondato per lui, né si sa peraltro se e dove abbia frequentato l'università. Ad Alcala successe anche un altro avvenimento che, probabilmente, cambiò non solo la storia della Spagna, ma anche quella del resto del mondo. Fu qui infatti che, nel 1480, Cristoforo Colombo ebbe il suo primo incontro alla "Casa de la Entrevista" con il re cattolici Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, che in seguito finanziarono i viaggi oceanici che portarono alla scoperta dell'America. Come dicono gli inglesi "First Impression, last Impression!", cioè la prima impressione è quella che conta, e se il famoso genovese non fosse andato a genio ai devoti reali ora tutto prezzo di storia del mondo sarebbe forse da riscrivere. Meditate, giovani, meditate (giovani dentro si intende). Un'altra persona nata ad Alcala de Henares, che a modo suo cambiò la storia d'Europa, e non solo, non concedendo un divorzio, fu Caterina d'Aragona, la sfortunata prima moglie di Enrico VIII d'Inghilterra.

Ancora oggi si va all'Hosteria dell'Estediante a gustare un'antica specialità castigliana, la migas, pane fritto nel lardo e servito in piccole scodelle di terracotta. Quest'osteria, con le travi e le panche di legno scuro, con sgabelli ricoperti di pelli di capra e grandi otri ripieni di vino rosso, ci riporta all'atmosfera della città universitaria del XVI secolo, frequentata de oltre 12000 studenti. Questi arrivavano ad Alcala de Henares da tutti i paesi per studiare latino, greco e l'ebraico. L'Università, dedicata a Sant'Idelfonso, è un superbo edificio con galleria vari livelli da una vasta biblioteca; la sua facciata, costellata di stemmi, è un bell'esempio di stile plateresco. Qui, nel 1517, fu pubblicata la Bibbia poliglotta in sei volumi.

Come Cervantes, un altro personaggio ha lasciato la sua impronta ad Alcala de Henares, il cardinale Cisneros. Al passante frettoloso, la sua fama viene ripetutamente ricordata dal nome di una via a lui dedicata, una statua, un'insegna, un blasone. Questo cardinale fu il confessore di Isabella la Cattolica e, a suo tempo, l'uomo più potente di Spagna, oltre che il rappresentante dei suoi costumi più austeri, tanto da dormire sulla nuda pietra. Le spoglie del cardinale riposano ora in un mausoleo marmoreo nella solenne cattedrale di San Justo, della quale egli aveva ottenuto, con la bolla papale, che tutti i canonici fossero dottori. Anche Cervantes, dopo una vita travagliata e avventurosa, comprese la vanità dell'esistenza umana e morì indossando il saio francescano.

Alcala de Henares, a cui sono legati i ricordi dei due celebri personaggi menzionati, è stata distrutta dalle violenze di una guerra odiosa, cieca, fratricida, che strazio la Spagna il secolo scorso. Alcala, che nel 1838 contava 38 chiese, 21 conventi e 28 collegi, dopo essere stata incendiata e devastata divenne una città di di guarnigione; è la stessa città dove Bizet ambientò la sua Carmen, opera lirica ispirata a un drammatico esotismo spagnolo.

Palacio LaredoA non molta distanza da Alcala de Henares , si trova Brihuega. Fu proprio in questa località che, nel 1710, la vittoria del conte di Vendome assicurò a Filippo V il trono di Spagna. Suo figlio, Carlo III, fece costruire ad Alcala un padiglione di caccia. Questo sovrano rimpiangeva il tempo in cui, quando era re di Napoli e di Toscana e si deliziava ascoltando Scarlatti al clavicembalo e i vocalizzi dell'eunuco Farinelli. Per ricreare quell'atmosfera fece costruire, per ambientarvi i concerti in suo onore, bellissimi giardini pensili, con siepi tagliate a forma di arcate, getti d'acqua, obelischi e statue.

La visita ad Alcala non può dirsi conclusa senza avere assaggiato le celebri mandorle tostate, che in ogni tempo sono stato il vanto delle suore clarisse, e senza una puntata fino alla cittadina vicina di Siguenza. Quest'incantevole borgo, più allegro di Alcala, ha conservato molti simili ricordi del passato: le strette e tortuose vie, le botteghe medievali, l'Alcazar dove Pietro I detto il Crudele fece imprigionare la regina Bianca, nella cattedrale, nella cui sacrestia si può ammirare la volta ornata da 300 teste scolpite. Davanti all'altare della chiesa, 3 volte all'anno, secondo una tradizione mozaraba, bambini vestiti come paggi del sedicesimo secolo danzano una elegante pavana in onore della Vergine Maria.

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