Cattedrale di San Rufino Assisi

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Cattedrale di San Rufino ad Assisi

 

La Cattedrale di Assisi è dedicata a San Rufino. Si raggiunge prendendo l'omonima via San Rufino dalla Piazza del Comune. Appena si arriva davanti alla sua facciata si resta subito colpiti dalle sue forme e dal colore della pietra proveniente, come quasi tutti gli edifici cittadini, dal Monte Subasio.

 

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Cattedrale di San RufinoLa facciata ha tre portali d’ingresso, uno grande centrale e due minori laterali, che corrispondono alle tre navate dell'interno. Le sculture ed i rilievi che si vedono ai lati delle entrate offrono un esempio significativo dell’evoluzione dell’arte umbra del tempo, tra medioevo e Rinascimento. Si osservi in particolare la lunetta dell’ingresso maggiore: circondata da un doppio semicerchio di motivi ornamentali, Cristo Re è assiso in trono ed ha alla sua destra la Madonna che allatta il Bambino ed a sinistra San Rufino.

 

Cattedrale di San RufinoIn alto ai portali, tra il timpano e la parte inferiore, nella zona intermedia della facciata spiccano tre superbi rosoni di colonnine finemente lavorati, con intorno varie figure simboliche a rilievo. Questa parte intermedia è separata dalla zona inferiore da una lunga fila di piccoli archi pensili (come potete vedere dalla foto). Il rosone centrale, il più grande fra i tre, ha intorno i simboli dei quattro Evangelisti, ed appare sorretto da tre telamoni (le sculture maschili, impiegate come sostegni). Nelle lunette dei due portali laterali si vedono altri rilievi, come pure intorno agli architravi degli stessi portali: in genere animali che simboleggiano le difficoltà, le lotte, per superare gli ostacoli che gli uomini di buona volontà debbono affrontare con fede. Nella lunetta di sinistra, per esempio, due leoni si oppongono ai lati di un vaso.

 

Statua di San Francesco di Giovanni DuprèL'interno come accennato, è a tre navate. Queste risultano divise da pilastri in stile dorico. L’insieme è stato ristrutturato nel XVI secolo dall’architetto Galeazzo Alessi con modifiche rispetto al disegno originario medioevale della chiesa. Nell’interno si trovano le statue di San Francesco (opera dello scultore Giovanni Dupré) e di Santa Chiara (di sua figlia Amalia Dupré). Nell’abside si trova un pregevole “coro? intarsiato, di 22 posti, che risale al 1520.

 

 

Statua di San Francesco di Giovanni DuprèAll’inizio della navata di destra si vede l’antico battistero, qui trasferito dalla sua originaria collocazione nella Chiesa Santa Maria Maggiore, la precedente cattedrale di Assisi. Vi fu battezzato lo stesso San Francesco, nonché Santa Chiara e l’Imperatore Federico II di Svevia.  Nel 1838 qui fu battezzato anche l'assisano Francesco Possenti, meglio conosciuto come San Gabriele dell'Addolorata (1838-1862).

 

Dalla navata di sinistra si può scendere, per una porticina, a vedere la cosiddetta "Cisterna romana"che risale al primo secolo. Ritornati nella chiesa, ci si può soffermare ad ammirare i vari altari adornati da varie opere figurative di maestri vissuti nei secoli XVI e XVII. Dal lato della navata destra si accede alla Cappella del Sacramento, risalente al XVII secolo, con tele di Andrea Cartoni raffiguranti storie bibliche.

 

Statua di San Francesco di Giovanni DuprèSempre da questo lato si accede al Museo Capitolare; tra le opere contenute è visibile uno stupendo trittico con Madonna col Bambino e i Santi Rufino e Cesidio a sinistra, San Pier Damiani ed Esuperanzio a destra (centro), Gesù Benedicente e L’Annunciazione (in alto), Martirio e funerali di San Rufino, di Nicolò Liberatore detto l’Alunno (1470). Uscendo dalla chiesa si può subito raggiungere la cripta (a tre navate) che conserva un sarcofago di epoca romana, un pozzo ed i resti di un chiostro di epoca carolingia (X secolo).

 

La cattedrale, capolavoro dell’architettura romanica umbra, fu iniziata nel 1140 da Giovanni da Gubbio, in sostituzione di un precedente edificio di più ridotte dimensioni — ricordato in un sermone di San Pier Damiani — del quale restano la cripta e il basso campanile. La costruzione avvenne  nel luogo dove, si diceva, fu sepolto San Rufino, martire e patrono della città, ucciso nel 238. Sotto l’altare principale si trova la tomba del Santo.

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