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Cosa vedere a Ravenna - 30 luoghi interessanti da visitare

 

Ravenna è una città, che racchiude in sé numerosi tesori d’arte e di cultura, i quali riescono a regalare, ai turisti emozioni e sensazioni, che difficilmente si provano altrove. Uno scrigno architettonico, dove ancora oggi sono visibili le influenze delle varie dominazioni, da quella Romana a quella Orientale e Bizantina, da quella Veneziana al Mosaico Ravennate, che diventa un vero e proprio elemento compositivo, fino ad assumere la funzione di simbolo identificativo di una cultura.

Di seguito vi daremo alcuni suggerimenti su cosa visitare in questa splendida città :

Basilica di San Francesco

Basilica di San FrancescoNella Basilica di San Francesco si svolsero i funerali di una delle personalità Italiane più eclettiche della storia, Dante, il Sommo Poeta, che venne seppellito a Ravenna nel 1321. Il nucleo originario della chiesa risale alla seconda metà del V secolo, quando il Vescovo Neone dedicò la basilica ai Santissimi Apostoli. Furono i Frati Conventuali, che nel 1261 ne cambiarono il nome, dedicandola a San Francesco. Della costruzione originaria, oggi non è rimasto quasi nulla, ad eccezione del pavimento...Continua a leggere sulla Basilica di San Francesco a Ravenna.

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Battistero Neoniano

Battistero Neoniano Il Battistero Neoniano o degli Ortodossi, prende nome dal vescovo Neone che lo decorò attorno alla metà del V secolo. Siamo di fronte al più antico monumento presente a Ravenna, Patrimonio Unesco, l'edificio battesimale del periodo tardo antico meglio conservato che è arrivato fino a noi, con le decorazioni interne fatte di marmi, stucchi e mosaici preziosi che lasciano a bocca aperta da più di 1500 anni...Continua a leggere sul Battistero Neoniano.

 

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Basilica di Santa Maria in Porto

Basilica di Santa Maria in Porto Questa imponente Basilica venne costruita tra il 1553 e il 1606. La facciata colpisce per la sua magnificenza, che colonne e statue contribuiscono a rendere ancora più imponente. Il suo interno è suddiviso in tre navate sostenute da pilastri e colonne e la cupola è alta 48 metri. Sull’altare maggiore si può ammirare un bassorilievo che raffigura la "Madonna Greca", l’effigie di origine bizantina, risale al XI secolo. Le Carte Portuensi narrano che l’8 aprile del 1100 questa effigie apparve sulla costa, sorretta da due angeli e solo Pietro degli Onesti si era potuto avvicinare ad essa e lo stesso istituì una processione dedicata alla Santissima Maria tutte le domeniche successive alla Pasqua, perché quando l’effigie apparve era proprio la domenica seguente il giorno di Pasqua.

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Basilica di Santa Maria Maggiore

Basilica di Santa Maria Maggiore La Basilica di Santa Maria Maggiore venne costruita tra il 521 e il 534 per volere del vescovo Ecclesio, l’attuale stile barocco, però, si deve alla ricostruzione del 1671. L’abside è ancora quella originaria, mentre il campanile risale al IX o X secolo. Le navate interne sono tre e vengono sorrette da colonne e pilastri, sulla parte sinistra possiamo ammirare un affresco di San Paolo in visita al carcere, dov’era rinchiusa Sant’Agnese.

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Basilica di Sant’Agata Maggiore

Basilica di Sant’Agata MaggioreLa Basilica di Sant'Agata Maggiore, numerose volte ristrutturata, è stata costruita alla fine del 400. La sua facciata è molto caratteristica, con marmi e capitelli, che ritroviamo anche all’interno, in tipico stile corinzio. Al suo interno si possono ammirare anche i reperti di alcuni scavi svolti dal 1913 e il 1918. Sull’altare possiamo ammirare uno dei quattro baldacchini, presenti nella chiesa, nel quale vennero deposte le ceneri di San Sergio Martire e dell’arcivescovo Agnello. Imponente, sempre sull’altare, il dipinto raffigurante Sant’Agata, Santa Caterina e Santa Cecilia.

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Basilica di San Vitale

Basilica di San VitaleLa Basilica di San Vitale, la cui costruzione iniziò nel 526 è uno degli esempi di arte paleocristiana più importanti d’Italia; ciò che maggiormente colpisce è la decorazione dei mosaici, presenti in tutta la chiesa, la quale è composta da due ambienti ed ha la forma di ottagono. Le influenze orientali, sono molto marcate in questa costruzione, qui, infatti, non ci sono le tre navate, tipiche delle basiliche ravennati, ma solo un nucleo centrale, sul quale sorge la cupola, sorretta da otto pilastri. Gli affreschi risalgono al 1780, ma ciò che maggiormente colpisce sono i mosaici, che tendono verso l’alto, degli artisti Barozzi, Gandolfi e Guarana. Molto curioso anche il labirinto raffigurato sul pavimento, di fronte all’altare, che con le sue frecce, porta come uscita il centro della basilica, dove basta guardare in alto, per ammirare quelli che sono stati definiti i mosaici più belli dell’era cristiana.

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Mausoleo di Galla Placidia

Mausoleo di Galla PlacidiaQuesto mausoleo è dedicato a Galla Placidia, la sorella dell’Imperatore Onorio, che si trasferì a Ravenna, da Costantinopoli, nel 423 dopo la morte di suo fratello. Questo mausoleo è il frutto di due piccole costruzioni e la leggenda vuole che dopo la morte di Galla Placidia, avvenuta nel 450, la stessa vi sia stata sepolta. Gli esperti, dal canto loro, invece, ritengono che l’imperatrice sia stata sepolta nella Basilica di San Pietro a Roma. Il Mausoleo di Galla Pladicia è un esempio di architettura contrastante, l’esterno, infatti, si presenta in una semplicità pura, mentre l’interno della struttura è interamente decorata da mosaici. La costruzione interna è a croce latina. All’interno della cupola, possiamo ammirare un cielo costellato da 570 stelle di oro, che ruotano intorno alla croce latina, anch’essa d’oro, le quali hanno stimolato la fantasia di molti turisti, tra i quali Cole Porter, che durante il suo viaggio di nozze visitò il mausoleo e il suo cielo stellato e ne trasse l’ispirazione per la canzone "Night and Day". La tipicità di questo luogo risiede proprio nella magica atmosfera, creata dai colori e dalle tonalità che consentono il passaggio dalla luce diurna a quella notturna. All’interno del mausoleo troviamo anche tre sarcofagi di marmo, tra i quali uno di notevoli dimensioni, decorato con immagini rappresentative della vita che trionfa sulla morte.

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Mausoleo di Teodorico

Mausoleo di Teodorico Il re dei Goti Teodorico ha da sempre legato il suo nome alla città di Ravenna e lo ha voluto fare, anche dopo la sua morte, avvenuta nel 526, con la costruzione di un mausoleo a lui stesso dedicato, per la quale cercò una grande pietra, per la copertura dell’edificio, composto da due ordini; quello inferiore ha la forma di un decagono, con all’esterno di ciascun lato una nicchia con un arco a tutto sesto, mentre l’ordine superiore, anch’esso a forma di decagono, nella sua parte di coronamento, diventa circolare. Sulla grande pietra, che compone la copertura è presente un fregio che gira. Al suo interno in una vasca ricoperta dal porfido riposano le spoglia di Teodorico. Sulla cupola è ben visibile una crepa, dovuta, molto probabilmente, ad uno smottamento, anche se la leggenda la collega alla figura di Teodorico. Al Re era stata predetta la sua morte, che sarebbe stata dovuta a causa di un fulmine, Teodorico, allora costruì il mausoleo, per rifugiarvisi in caso di tuoni e fulmini, ma la profezia lo raggiunse anche all’interno della cupola, dove il fulmine penetrò e lo uccise.

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Basilica di Sant'Apollinare in Classe

Basilica di Sant'Apollinare in ClasseLa Basilica di Sant'Appolinare si trova fuori dal centro cittadino di Ravenna, nell’area archeologica di Classe. La sua costruzione risale agli inizi del 500 e la sua architettura ripropone un modello, che riesce ad essere tra i più perfetti di Ravenna e, come la tradizione vuole, il suo interno è ricco di mosaici e sarcofagi. Questa basilica è ben visibile, anche dal lontano, grazie al massiccio campanile, che la sovrasta. Ciò che colpisce dell’esterno è la ricchezza di vetrate e finestre. Internamente, la navata centrale è più grande rispetto alle altre ed è sostenuta da colonne di marmo. Le decorazioni interne sono di mosaico, con diverse raffigurazioni di Gesù Cristo, di San Matteo e di San Luca.

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La tomba di Dante

La tomba di DanteDante morì a Ravenna la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 ed in questa città venne sepolto, nella sua tomba, posta sulla via a lui dedicata. Fu il potestà di Venezia Pietro Lombardi, alla fine del XV secolo, a volere una tomba, che contenesse i resti di Dante, che al momento si trovano sulla parete in fondo. Sull’urna troviamo un bassorilievo, rappresentante Dante davanti ad un leggio, mentre nei pennacchi troviamo le rappresentazioni di Virgilio, Guido da Polenta, Grande Della Scala e Brunetto Latini. C’è una lampada votiva, che pende dalla volta, ed essa viene alimentata dall’olio della Toscana, che annualmente, arriva qui, da Firenze. Lo stile tipicamente neoclassico della tombe, gli venne imposto nel 1780, mentre nel 1921 l’opera venne ornata da alcuni marmi preziosi. Sappiamo che le spoglie del Sommo Poeta hanno avuto una storia molto travagliata, infatti, vennero dapprima poste nella Basilica di San Francesco, ma ben presto i fiorentini le rivendicarono, e Leone X consentì loro di portarle a Firenze, ma quando venne aperta la tomba, si scoprì che al suo interno non vi era nulla. Le ossa, infatti, vennero messe in salvo dai frati della Basilica, dove rimasero fino al 1810, anno durante il quale dovettero lasciare il convento. Le spoglie vennero seppellite, dentro una cassetta, in una porta murata del Quadrarco di Braccioforte, dove vennero ritrovate nel 1865 durante alcuni restauri, dopodiché vennero poste nel primo sarcofago a loro riservato, nel quale riposano ancora oggi.

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La Basilica Sant'Apollinare Nuovo

La tomba di DanteLa costruzione della Basilica di Sant'Appolinare Nuovo iniziò prima del 526, ad opera di Teodorico, il quale la dedicò all’arianesimo. Quando i Goti vennero cacciati dalla città, la chiesa venne riabilitata al cattolicesimo e venne dedicata a San Martino di Tours. Venne dedicata a Sant’Apollinare solo intorno al 1850, quando in questa chiesa vennero conservate le reliquie del Santo, provenienti dalla Basilica di Classe, a lui dedicata. La facciata, abbellita di marmo, è molto semplice ed è sovrastata da un cilindrico campanile. L’interno è composto, da tre navate, secondo il tipico stile di Ravenna, sostenute da colonne, che vennero successivamente rialzate di poco più di un metro, rispetto all’assetto iniziale. L’interno è decorato di mosaici, in particolare lungo la navata centrale, che risalgono all’epoca di Teodorico, molto particolari le raffigurazioni delle Vergini e dei Martini, che esaltano lo stile bizantino.

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Il Palazzo di Teodorico

Il Palazzo di TeodoricoIl Palazzo di Teodorico si trova molto vicino alla Basilica di Sant’Apolinnare Nuovo. Due sono le ipotesi della sua funzione. Per alcuni era una vedetta di guardia, mentre l’ipotesi più probabile è quella che si tratti della facciata del nartece dell’antica chiesa medievale dedicata a San Salvatore.

L’edificio si divide in due corpi, su quello inferiore troviamo un grande arco, su quello superiore una grande nicchia. I mosaici che ancora oggi possiamo ammirare, risalgono all’epoca di Teodorico.

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Duomo di Ravenna o Basilica Ursiana

Basilica UrsianaIl Duomo di Ravenna (Basilica Ursiana) risale agli inizi del 400 e fu voluta dal Vescovo Orso. La costruzione iniziale venne quasi completamente annullata dalle ricostruzioni del 1733 e 1734, quando venne dato al Duomo la forma attuale, con tre navate, al posto di cinque e con la costruzione di due cappelle, in una di esse, tra l’altro, possiamo trovare i due sarcofagi, in stile paleocristiano, più importanti di Ravenna.

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Battistero degli Ariani

Battistero degli ArianiIl Battistero degli Ariani risale alla fine del 400 e dedicato al culto ariano, ma durante il VI secolo, quando questa dottrina venne messa al bando, la costruzione divenne un oratorio, dedicato a Santa Maria, infatti sotto i monaci basiliani assunse la denominazione di Santa Maria in Cosmedin. La sua forma è quella di un ottagono, con quattro nicchie esterne, all’interno della cupola, nel Battistero, possiamo ammirare un mosaico che raffigura il Battesimo di Gesù e i suoi apostoli. La religione Ariana era praticata sotto Teodorico, questo culto, che deriva da Ario, prevede la trasfigurazione umana di Gesù, diventato Cristo solo dopo il battesimo. Infatti, nelle ricostruzioni dei mosaici, secondo il culto ariano, il Battesimo rappresenta il momento, nel quale Gesù diventa divino.

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Basilica di San Giovanni Evangelista

Basilica di San Giovanni EvangelistaLa Basilica di San Giovanni Evangelista venne costruita, dopo il 426, in seguito ad un voto di Galla Placidia, che rischiò di morire, durante il viaggio verso Ravenna, a causa di una tempesta in mare. La basilica venne gravemente danneggiata, durante la seconda guerra mondiale, a causa di bombardamenti e venne successivamente ristrutturata. Davanti alla chiesa troviamo un quadriportico, con un portale marmoreo, in tipico stile gotico, con tanto di decorazioni e statue e il campanile, alto 42 metri. Inizialmente la chiesa era adorna di mosaici, al momento rimangono intonaci e affreschi, per lo più raffiguranti gli Evangelisti.

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La Rocca Brancaleone

La Rocca BrancaleoneLa Rocca Brancaleone, il cui scopo era quello di rafforzare la cinta muraria della città, venne realizzata a partire dal 1457, per volere dei Veneziani, che intendevano rafforzare i confini di Ravenna. La costruzione è divisa nella rocca vera e propria e nella cittadella. La rocca è a forma di quadrato, con torrioni ad ogni angolo. La cittadella si estende per quasi 15.000 metri e ai suoi lati troviamo le mura, una porta e due torrioni. Dentro l’edificio, oggi, possiamo visitare il Giardino della Rocca, un parco, nel quale ammirare specie arboree, molto alte.

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Cappella Arcivescovile

Cappella ArcivescovileLa Cappella Arcivescovile rappresenta la sola costruzione, in stile ortodosso, dell’epoca di Teodorico. Venne costruita alla fine del 400 dal Vescovo Pietro II. L’oratorio ha una forma a croce e sull’abside, posta alla fine, ritroviamo un cielo di stelle, con una croce centrale, mentre sulla porta principale la raffigurazione di Gesù guerriero. I mosaici sono dedicati alla figura del Cristo e nella parete, posta sulla sinistra, c’è una curiosa raffigurazione musiva di uccelli, tra i quali un anatroccolo con una zampa nera e una rossa,alternanza di colori della quale nessuno, fino ad oggi, ha dato una spiegazione.

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Basilica dello Spirito Santo

Basilica dello Spirito SantoLa Basilica dello Spirito Santo nasce per la pratica del culto ariano, viene dedicata al cristianesimo solo dopo il 556, inizialmente dedicandola a San Teodoro e in un secondo momento allo Spirito Santo. Il portino, risalente al 500 campeggia sulla facciata, con innumerevoli archi. L’interno della chiesa è formata da tre navate separate da colonne ricche di capitelli, qui possiamo ammirare anche un dipinto di Livio Agresti, con protagonisti i "Vescovi Colombini" che la tradizione vuole siano stati nominati vescovi, grazie alla colomba dello Spirito Santo.

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Piazza del Popolo

Piazza del Popolo Piazza del Popolo rappresenta il centro di unione e di incontro dell’intera città, grazie alla sua posizione nevralgica, nel cuore stesso della cittadina. La forma attuale, con la relativa pavimentazione, risale al 1483, sotto la dominazione di Venezia. Da questa piazza possiamo ammirare il palazzo Comunale, costruito nel 1681 e collegato al Palazzetto Veneziano da una volta ad arco ribassato. Davanti al palazzo comunale troviamo due colonne, con basamento a gradoni e con decorazioni basate sui segni zodiacali e sopra di esse le statue dei due patroni : Sant’Apollinare e San Vitale. Il Palazzetto Veneziano venne costruito sempre sotto il dominio dei veneti, durante il Quattrocento, molto particolari sono i suoi contorni e le sue decorazioni esterne.

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Museo d’Arte

Museo d’ArteIl Museo d'Arte di Ravenna si trova all’interno della Chiesa di Santa Maria in Porto, nella loggetta. La Pinacoteca è il luogo dove si svolgono, annualmente mostre d’arte, per lo più contemporanee e dove sono esposte tre mostre permanenti : una contemporanea, una moderna ed una antica.

Al suo interno, inoltre, possiamo ammirare la particolare statua marmorea di Guidarello Guidarelli, realizzata nel 1525 da Tullio Lombardi.

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Museo del Risorgimento

Museo del Risorgimento Il Museo del Risorgimento è ospitato nella Chiesa di San Romualdo, collegata alla vicina Biblioteca Classense, costruita nel 1629 da Luca Danesi. All'interno del museo possiamo ammirare documenti risalenti all’epoca del Risorgimento, nella città di Ravenna, con testimonianze e nomi di chi ha partecipato alle guerre d’indipendenza. Vi è pure un’esposizione di costumi d’epoca e di armi.  Molti ravennati ebbero un ruolo attivo nelle guerre d'indipendenza e nei fatti storici di Garibaldi. La collezione raccoglie armi, uniformi, fotografie, dipinti, lettere personali e documenti. Aperto a ingresso gratuito solo su appuntamento rimane chiuso dal 7 al 17 agosto.

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Il Museo Arcivescovile

Il Museo ArcivescovileTutte le opere d’arte presenti in costruzioni religiose che non ci sono più, sono conservate in questo museo, situato all’interno dell’Arcivescovado di Ravenna. Meravigliosa la Cattedra di avorio di Massimiano, una delle opere bizantine più famose nel mondo.

Qui possiamo ammirare anche l’Oratorio di Sant’Andrea, chiamato, comunemente Cappella Arcivescovile, uno dei monumenti selezionati dall’Unesco.

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Museo Dantesco

Museo Dantesco

Nel Museo Dantesco, inaugurato l'11 settembre 1921 in occasione del sesto centenario della morte di Dante Alighieri, possiamo ammirare diverse opere artistiche, che si rifanno al pensiero del Sommo Poeta. E' il museo della memoria di Dante Alighieri, è il luogo dove sono riunite le testimonianze del culto che la città di Ravenna e l'intera comunità nazionale e internazionale hanno tributato nei secoli al poeta, alla sua sepoltura e agli edifici che la circondano.

Il legame tra Dante Alighieri e Ravenna fu profondo e significativo: egli vi trovò asilo dopo continue peregrinazioni e venne accolto fraternamente da Guido Novello da Polenta, il quale non solo lo protesse ed incoraggiò, ma gli assicurò degna sepoltura. La città rende omaggio al vero padre della nostra lingua e della nostra letteratura con questo museo, concepito per un’idonea conservazione di cimeli donati da istituzioni culturali di tutto il mondo alla memoria del Maestro e per diffonderne e divulgarne l’opera. Interessanti sono la sezione di suoi busti e ritratti, e le postazioni pc dove è possibile visionare le versioni di alcuni canti della Divina Commedia tradotti nelle lingue più svariate. Nei chiostri francescani (dove Dante ebbe sepoltura temporanea per alcuni secoli), si trovano gli stemmi civici donati in segno di omaggio da molti comuni italiani.

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Il Museo Nazionale

Museo Nazionale di RavennaAll’interno del Museo Nazionale di Ravenna, situato nel Complesso Monumentale di San Vitale troviamo reperti archeologici, collezioni d’arte, icone, armi e una collezione formata da stoffe. Al suo interno si trova anche un ciclo di affreschi,  capolavoro di Pietro da Rimini, che ritraevano Santa Chiara, i quali si trovavano, precedentemente nella Chiesa delle Clarisse. Il museo raccoglie importanti reperti archeologici, tra cui stele sepolcrali ed epigrafi romane, e collezioni di arti minori. Il nucleo primitivo del patrimonio museale fu costituito nel Settecento dalla paziente ricerca e cura dagli eruditi monaci delle grandi abbazie cittadine. Al primo piano sono esposti, nell’ordinata architettura benedettina, i leggiadri bronzetti rinascimentali, una pregevole raccolta di avori, un ricco nucleo di icone, una sezione dedicata alle ceramiche e un'affascinante collezione di armi antiche. Tra i reperti di maggior prestigio si annoverano capitelli in marmo orientale, sarcofagi decorati e altri manufatti di V e VI secolo. I più noti sono quelli provenienti dai monumenti paleocristiani e bizantini Patrimonio dell’Umanità Unesco, tra cui le transenne e la Croce da San Vitale e la sinopia preparatoria al mosaico di Sant’Apollinare in Classe.

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Il Museo Nazionale delle Attività Subacquee

Museo Nazionale attività SubaqueeQuesto Museo ha rappresentato una vera e propria novità, per il nostro Paese, inaugurato nel 1998, in Italia non ne esisteva uno uguale. Oltre all’esposizione vi è anche una campana per le immersioni e tutti gli studi relativi all’uomo e al rapporto che esso stesso ha con il mare. Presenta al visitatore una collezione molto interessante di materiali, attrezzature, stampe, diorama, attraverso pannelli esplicativi che illustrano i vari aspetti dell’attività subacquea. Il museo è suddiviso in sezioni posizionate in quattro sale distinte: Sala A - Marina Militare; Sala B - Cristo degli abissi; Sala C - Lavoro subacqueo; Sala D - Mostre tematiche.

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Il Museo di Scienze Naturali Alfredo Brandolini

Il Museo di Scienze Naturali Alfredo BrandoliniSituato un po’ fuori dal centro cittadino, questo museo, che ospita la collezione dell’ornitologo e naturalista Alfredo Brandolini, si trova nel Parco del Delta del Po. Al suo interno è possibile ammirare una collezione di conchiglie provenienti dall’Adriatico, esemplari di mammiferi e di rettili e numerosi studi e documenti di settore.

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Cripta Rasponi e Giardini Pensili

Cripta Rasponi e Giardini PensiliQuesto edificio venne costruito nel 1928 sui resti del Palazzo Rasponi, costruito dal conte Cristiono alla fine del 1200. I giardini sono ricchi di cespugli, con una bellissima fontana centrale, realizzata dall’architetto Arata. Sulle terrazze possiamo ammirare i resti di un tempio, tipicamente neoclassico e il Volto Rasponi, mentre l’ultima terrazza ci consente di ammirare la Zona Dantesca. La Cripta Rasponi è una cappella, pavimentata da mosaici, che un tempo faceva parte della Chiesa di San Severo.

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La Domus dei Tappeti di Pietra

La Domus dei Tappeti di PietraUno dei siti archeologici più importanti del nostro Paese, questo è la Domus dei Tappeti di Pietra, che venne alla luce grazie ad alcuni scavi per la costruzione di un garage sotterraneo, durante i quali sono stati scoperti i resti di costruzioni, corrispondenti a varie epoche, tra i quali quelli relativi ad una casa signorile tipicamente bizantina, risalente al V o al VI secolo interamente decorata di mosaici. All’interno del sito possiamo ammirare 14 pavimentazioni musive e il mosaico relativo ala "Danza dei Geni delle Stagioni" e quello del "Buon Pastore". Per arrivare alla sezione archeologica bisogna passare attraverso la chiesa di Sant’Eufemia.

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La Biblioteca Classense

La Biblioteca ClassenseQuesta biblioteca si trova a Classe e divenne libreria dopo il 1515. Al suo interno, inizialmente vi erano solo volumi, sui quali studiavano i monaci, perché inizialmente vi era il monastero dei Camaldolesi, ma successivamente venne arricchita con opere di pregio, grazie all’abate Pietro Canneti. Divenne Biblioteca Civica della città nel 1803, è una delle biblioteche più importanti del nostro Paese, sia dal punto di vista architettonico, che da quello contenutistico. Questa biblioteca è in continua evoluzione, infatti, ora è previsto per i lettori il servizio Bibliobus, una biblioteca che distribuisce i suoi volumi per tutta la città.

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Mirabilandia

MirabilandiaPer chi visiterà la città e vorrà trascorrere una giornata alternativa, a soli 15 km dal centro cittadino, consigliamo anche il parco divertimenti Mirabilandia, che riuscirà a mettere d’accordo grandi e piccoli, grazie all’allegria con la quale si parteciperà ai suoi giochi. Inaugurato il 4 luglio 1992, il parco divertimenti è  situato nella frazione di Savio del comune di Ravenna. L'area si trova nei pressi della pineta di Classe, al chilometro 162 della Strada statale 16 Adriatica, e dà il nome anche alla zona stessa, indicata come località Mirabilandia. Con una superficie complessiva di 850.000 m², di cui 285.000 occupati dal parco tematico, 36.000 dalla zona acquatica e i restanti dai parcheggi, Mirabilandia è il parco di divertimenti più grande d'Italia. Aperto generalmente dalla settimana di Pasqua alla vigilia di Ognissanti a Novembre.

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MUSEO TAMO Tutta l’avventura del Mosaico

TAMO - Museo del Mosaico a RavennaSiete mai stati in un museo, interamente dedicato al mosaico? Sicuramente questa è un’attrattiva che potrete trovare solo a Ravenna, nella chiesa di san Nicolò. Un museo sempre nuovo, che si arricchisce ogni anno di nuove collezioni. Al suo interno potrete ripercorrere la storia musiva della città, dall’epoca antica ai nostri giorni. Molto interessante la sezione ispirata dal pensiero di Dante, intitolata "Mosaici tra Inferno e Paradiso".


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