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Al termine del Cammino di Santiago, tra i tetti
e la vegetazione, le alte torri della cattedrale di San Giacomo si aprono
a noi come un nuovo lieto evento. I tratti
architettonici, romanici, rinascimentali e barocchi,
si uniscono a mille pensieri, sguardi golosi,
emozioni. Siamo arrivati! Quanta fatica e quanta
gioia, inspiegabili sensazioni di vita. |
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Per sapere
esattamente cos'è il Cammino di Santiago, vi rimandiamo alle nostro altre pagine
di questa guida dedicato al questo famoso pellegrinaggio. Qui vorremo
semplicemente affrontare le domande più comuni che possono venire a chi si
appresta a fare questa esperienza che, nella grande maggioranza dei casi resta
come ricordo indelebile e memorabile nella vita di chi la compie, in modo che
possiate affrontarlo nel migliore e più piacevole dei modi possibili.
Ma parliamo un
attimo di cos'è questo Cammino di Santiago. Anche chi non ha in programma di
fare questo pellegrinaggio, ne avrà sicuramente sentito parlare, poiché negli
ultimi anni libri e servizi televisivi ne hanno parlato e scritto diffusamente.
Il cammino di Santiago era un pellegrinaggio di espiazione, che veniva
effettuato dal pellegrino per chiedere una grazia per se o per la sua famiglia.
Oggi, il "Cammino" è battuto ancora da chi cerca di ritrovare una proprio
percorso spirituale, ma anche da chi lo fa per motivi del tutto differenti, come
mettersi alla prova fisicamente, oppure al puro scopo turistico.
È un percorso che percorso che
parte dalla Francia, precisamente dai Pirenei e che poi si snoda fino ad ad
arrivare a Santiago di Compostela per centinaia e centinaia di km...tutti
percorso a piedi, generalmente in 4 settimane, ma c'è anche chi percorre questo
percorso, facendo inorridire i puristi, in bicicletta. Ma il "cammino" non parte
solo dalla Francia. In fin dei conti la cosa più importante è la meta, quindi
volendo si può, con un po' di fatica in più (!), partire anche da altre parti,
anche da casa propria. In generale il Cammino di Santiago più famoso è quello
che la maggior parte delle persone percorrono dalla Francia (Camino Francés),
ma ci sono altri cammini importanti come quello portoghese (Camino del Norte),
la Via della Plata (Ruta de la Plata) dall'Andalusia,
il Cammino Inglese (Camino Inglés), solo per citare i più noti.
Per approfondire su queste vie vi invito a vedere nella pagina
Strade
del Cammino di Santiago.
Il cammino che
la maggior parte delle persone compie è quello francese, il più trafficato dove
si trovano migliaia di persone che ogni giorno percorrono i sentieri del nord
della Spagna dove non esistono tappe prefissate e ci si ferma quando si è
stanchi. In questi paesi esistono lungo la strada punti di ristoro e
alloggio come gli ostelli dove è molto piacevole anche scambiare esperienze e
socializzare con gli altri pellegrini che si incontrano.
Il cammino è
segnalato bene e non c'è assolutamente problema per dormire la notte, se si
eccettuano i mesi più affollati, come agosto. Generalmente durante l'anno si
possono trovare luoghi dove dormire ogni 5 km a prezzi molto economici.
Il cammino non
è assolutamente pericoloso. Al contrario, si fanno numerose e importati amicizie
e si trova sempre qualcuno pronto a dare una mano. Come ho accennato è una
esperienza di vita unica nel suo genere, dove si creano legami che vanno molto
oltre l'esperienza del cammino.
Le persone che
si possono trovare lungo il tragitto sono le più disparate: si trovano ragazzi
molto giovani e persone di una certa età, ma soprattutto si trovano persone che
provengono da tutto il mondo: australiani, americani, cinesi, giapponesi e
coreani, brasiliani e messicani...Insomma, potrete sentire lingue di tutto il
pianeta. La lingua franca di questa comunità di viaggiatori è ovviamente
l'inglese, ma se parlate un po' di spagnolo o lo ripassate insieme all'inglese
prima di partire vi sarà sicuramente utile.
Chi sono i
pellegrini? Non pensate a qualcuno che ha trovato improvvisamente la fede (anche
se può avvenire). Sono persone con le storie più disparate, dallo studente in
anno sabbatico, a quello che ha perso il lavoro e vuole ripensare alla sua vita,
al manager che ha bisogno di mettersi alla prova, chi ha subito un lutto,
famiglie sparse per il mondo e per la vita che si ritrovano qui per rinsaldare i
legami, chi vuole semplicemente vivere una bella avventura, chi spera di fare le
più belle foto della sua vita.
Una volta si
effettuava il cammino per salvarsi l'anima ora in molti la lo fanno per
ritrovarla, ovvero per ritrovare se stessi. Di conseguenza molte più persone si
avvicinano a questo tipo di viaggio. Ma non bisogna farlo con troppa
superficialità, se no qualcosa che può essere molto bello si può trasformare in
una esperienza negativa. Ci si deve in qualche modo preparare. Se non si parte
con lo spirito (o la spiritualità) giusta e non solo per fare una vacanza
alternativa, si rischia di rimanere delusi. Anche se si parte in gruppo, per
esempio, bisogna sforzarsi di conoscere altri viaggiatori e interagire con loro.
Questo è lo spirito giusto per affrontare il Cammino di Santiago. Altri partono
al mattino presto a un ritmo troppo sostenuto, come se fosse una maratona
quotidiana o come se siano inseguiti da qualcuno gli stesse inseguendo.
Non si va a
fare una camminata. Il "cammino" è la condivisione di un pezzo di strada con
altre persone; la condivisione dei panorami, la condivisione dei momenti
speciali.
Molti si
chiedono se sia il caso di affrontare questa esperienza del da soli o in
compagnia. Difficile dirlo, ma dipenderà tutto da quanto riuscirete a non
isolarvi durante il tragitto.
Il Cammino di
Santiago lo possono fare tutti e se lo farete vedrete persone di tutte le età,
anche bambini. L'importante è fare quello che ci si sente. Si possono fare
tappe da 10 km da 20 e da 30. Ci sono persone che ne fanno 40 km al giorno.
Non ce n'è bisogno però di camminare giorno per giorno e sollecitare gambe,
ginocchia e piedi tutti i giorni per settimane allo stesso modo. Bisogna fare
solo quello che ci si sente, serenamente, è l'unico modo per godersi il cammino
e i suoi panorami.
Se potete, un
mese o due prima di partire, cominciate a fare qualche passeggiata più lunga del
solito in più (anche 2 ore se ce la fate, per due o tre volte alla settimana).
Cercate terreni di campagna che presentino magari qualche dislivello.
Preparate i
piedi e preparate le ginocchia. Fatevi consigliare in qualche negozio
spacializzato delle comode scarpe da trekking, saranno lo strumento più
importante e più usato in questo percorso.
Questi sono
stati solo alcuni spunti e consigli per farvi un po' riflettere su questa
esperienza. Sperando di avervi in qualche modo ispirato. Vi rimandiamo alle
nostre altre pagine sull'argomento.
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