Le luci nelle case degli altri

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"Le luci nelle case degli altri" di Chiara Gambarale è un romanzo che racconta la storia di Anna, una giovane donna alle prese con le sfide della vita adulta e le sue insicurezze personali. Dopo la fine di una relazione importante, Anna si trasferisce a Milano per iniziare una nuova vita e lavorare come assistente alla redazione di un giornale. Qui incontra Marco, un collega affascinante e misterioso, che le offre un diverso punto di vista sulla vita. Attraverso la storia di Anna, Gambarale esplora i temi dell'amore, della famiglia, della solitudine e della ricerca di se stessi, in un romanzo che colpisce per la sua sensibilità e la sua intensità emotiva.

 

Perché ti ha cambiato la vita?

La risposta che più ci è piaciuta è stata "Mi ha fatto capire come anche nell'assurdità di un'esistenza come quella di Mandorla, l'istinto di sopravvivenza umano sia capace con naturalezza di ricostituire lo spazio vitale per la normalità e l'amore".

 

Tempo: i nostri giorni.  Luogo: un quartiere di Roma.  Il tema principale dell’ultimo romanzo di Chiara Gamberale è una profonda analisi del concetto di famiglia. La protagonista, Mandorla, è una bimba di 6 anni con padre ignoto che rimane improvvisamente orfana di madre. Gli inquilini del condominio dove abitavano insieme (Mandorla e la madre Maria) si fanno carico di crescerla come fossero tutti una grande famiglia per lei, facendo a turno per accudirla, cercando di darle tutto l’amore possibile. Questo è reso possibile anche da un terribile segreto che i condomini non confesseranno mai, almeno fino all’ultimo, nei confronti della piccola orfana: la madre Maria prima di morire lascia una lettera dove è chiaramente scritto che uno dei condomini è il padre della bimba, senza specificarne il nome.

 

Da qui un intreccio di situazioni familiari e di una bimba, che diventa poi adolescente, che cresce con la voglia e la necessità di essere normale, come tutti gli altri della sua età. Verrà sballottata dai 6 ai 18 anni per tutti e cinque i piani del palazzo, quindi a turno abiterà con Tina (insegnante zitella di oltre 60 anni), Paolo e Michelangelo (coppia gay), la famiglia Barilla (padre, madre e due figli), Caterina e Samuele (sposati e con un figlio piccolo, ma poi si separeranno) e Lidia e Lorenzo (con un cane, personaggi protagonisti dal penultimo romanzo della Gamberale "La zona cieca").

 

Attraverso il rapporto che si instaura tra Mandorla e tutti i suoi papà e le sue mamme lei cercherà di conoscere se stessa, ma con i dubbi e le incertezze di una adolescente che per di più è senza genitori. Anche gli altri protagonisti del romanzo cercheranno di fare altrettanto attraverso lei, che è davvero speciale per la sua età. Una frase che compare almeno un paio di volte recita così "i nostri figli vengono al mondo per misurarci" e questo accade nel libro, ma non si tratta della misura di una prestazione, ma della misura di se stessi, della propria coerenza e onestà intellettuale.

 

Il cambiamento in lei inizierà solamente quando viene a sapere (in una maniera a dir poco rocambolesca) che tra i suoi papà uno è quello vero; a quel punto scatta qualcosa in lei, non si fida più dei suoi familiari, si imbatte in un amore adolescenziale che i " suoi" considerano sbagliato e che addirittura la porterà fino in prigione, si schiererà in un'opposizione dura e tenera allo stesso tempo, per approdare poi a un finale naturalmente a sorpresa.

 

Il libro è carico di viaggi introspettivi che Mandorla affronta quotidianamente cercando risposte nella sua " famiglia\condominio" ma che faranno letteralmente a pugni con il mondo esterno, scuola e amici in primis.

 

Il romanzo scorre velocissimo, tutti i personaggi coinvolti assumono in fretta un carattere reale (attraverso innumerevoli flashback), leggendo ci s'insinua nelle stanze e nelle vite dei personaggi. Ognuno di noi si avvicina a uale tutti noi possiamo avvicinare qualcuno di nostra conoscenza. Questo permette al lettore di entrare subito in confidenza con le pagine scritte, con le storie personali di ognuno dei personaggi, scrutando nel tempo come cambiano le persone, seguendole con lo sguardo grazie alle parole di Chiara Gamberale che ci fa osservare le Luci nelle case degli altri, senza mai trarre conclusioni, lasciando a chi le legge ogni spazio per farlo o meno. In ognuno dei personaggi si scova qualcosa di se stessi, talvolta poco conveniente o magari spiacevole.

 

A mio parere questo libro sarà forse maggiormente apprezzato da chi è padre o madre o ha intenzione di diventarlo. La Gamberale stessa, nelle sue trasmissioni radiofoniche, parla spesso della sua volontà di diventare madre, dei rapporti genitori/figli e del microcosmo chiamato famiglia. 

 

Articolo di  Alberto Faccini

 

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